Un’azienda privata (ex pubblica, è stata privatizzata) che spia gli italiani da anni. Dunque può tenere sotto scacco chi vuole. E’ uno scandalo che vale dieci Tangentopoli. Nessun ministro (sotto scacco?) ne parla. Tutto è avventuo al centro gestione di Padova di Telecom Italia. Il sistema era chiamato Radar. Tre miliardi e 332 milioni di informazioni riservate. Cinque supercalcolatori collegati ad una centrale da 10 mila miliardi di byte.

Informazioni sui cittadini relative ad orario, numeri, posizione, dati anagrafici. Se ne è parlato a giugno (2006). Lo ha rilanciato più volte Beppe Grillo nel suo blog.
La Procura di Milano avvia un’inchiesta per associazione a delinquere finalizzata alla rivelazione di notizie riservate. Il direttore della sicurezza di Telecom Italia, Giuliano Tavaroli “group senior vice president” rassegna le dimissioni. Il tronchetto dell’infelicità (Tronchetti Provera) non sapeva niente. E' stata avviata la classica inchiesta interna. E’ stato trovato un buco interno nel sistema informatico (di solito è una scusa che funziona)
La Telecom inoltrerà una denuncia alla Procura di Milano sulle intercettazioni illegali.
"E’ come se Totò Riina scoprisse dei mafiosi nella sua organizzazione interna ed avviasse un’inchiesta", commenta Grillo.
Sotto inchiesta va messo Tronchetti. Punto e basta.
Perchè nessuno lo fa? Perchè i giornali e le televisioni, tranne il gruppo L’Espresso, non ne parlano?
Intanto, dopo aver svenduto gioielli come Seat Pagine Gialle e Finsiel, Tronchetti tratta con Murdoch. Lavorano sui "contenuti". Un bene pubblico, strategico per l'economia italiana, è in mano a questa gente. Le telecomunicazioni fanno oggi la differenza tra primo e terzo mondo.

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