Si parte dal Regno Unito: sotto esame le dotazioni software delle aziende inglesi. Chi ha più sistemi di quanti siano autorizzati dovrà pagare il dovuto. Rifiutarsi comporta la denuncia alla BSA


Londra - I recenti risultati della lotta alla pirateria in Inghilterra devono aver fatto particolarmente piacere a Microsoft, tanto che la società ora pensa ad un nuovo round-up di verifiche per le aziende di piccole e medie dimensioni che non abbiano ancora preso parte a programmi di lungo corso come la procedura di autenticazione del Windows Genuine Advantage.

Secondo quanto riferisce Ram Dhaliwal, che gestisce il programma delle licenze per Microsoft UK, BigM manderà un questionario conoscitivo soprattutto alle aziende di grandi dimensioni proprietarie di circa 350 licenze, ma senza trascurare anche ditte più piccole.

Il processo di verifica, ribattezzato per l'occasione Software Audit and Asset Management (SAAM), serve a Microsoft per sapere "che cosa i consumatori stanno utilizzando, e per cosa hanno pagato". Confrontando i due dati, la società sarà in grado di stabilire i casi in cui le aziende hanno un numero di licenze maggiore rispetto alle necessità o, al contrario, non sufficiente a coprire l'utilizzo legittimo delle installazioni totali dei prodotti targati BigM.

Una volta ricevute le informazioni richieste, Redmond potrebbe valutare la possibilità di occuparsi dei casi che richiedano la sua attenzione, e far visita alle aziende per offrire consulenza e correggere eventuali mancanze nella corretta gestione del TCO (costo totale di mantenimento) delle infrastrutture IT.

Dhaliwal ci tiene poi a sottolineare come l'iniziativa non sia semplicemente un modo per incrementare i ricavi vendendo un numero maggiore di licenze: "Quando i consumatori hanno partecipato al piano di verifica, abbiamo scoperto che quasi il 30% si era accorto di aver acquistato un numero di licenze superiore a quelle utilizzate", dice l'executive di BigM. Le società avrebbero insomma sovrastimato la necessità di software da parte della propria forza lavoro e degli utenti, finendo per sperperare denaro inutilmente.

Ovviamente, la stessa regola vale al contrario: chi scopre di (o verrà scoperto a) usare software senza regolare licenza, sarà chiamato all'esborso aggiuntivo necessario a regolarizzare la posizione. E non servirà fare orecchie da mercante, a quanto pare: le aziende che non invieranno entro due settimane il questionario compilato, verranno ri-contattate per un avviso ulteriore. Se non otterrà risposta neanche in quel caso, Microsoft passerà la palla alla Business Software Alliance (BSA) inglese, che eventualmente si occuperà di far valere le ragioni della società in sede legale.

"Mi sembra un processo decisamente trasparente", commenta infine Dhaliwal.

Oggi o domani verrà rilasciata la versione 2.1 di WordPress. Si tratta di una major release, e ci saranno parecchi cambiamenti. Non si tratta di un aggiornamento di sicurezza: l’attuale versione 2.0.7 va bene ed è “fresca”, quindi il mio consiglio è di non precipitarsi ad aggiornare, ma attendere almeno una settimana per capire come vanno le cose, considerato quello che è successo in passato in analoghe occasioni.
Come sempre è fortemente consigliato un backup termonucleare globale di database e files, da farsi tramite le solite tecniche. Trattandosi di un aggiornamento importante, è necessario eliminare i files prima di uploadare i nuovi. In occasione dell’ultima major release avevo scritto una guida per l’aggiornamento che dovrebbe essere ancora attuale. Vi spiego anche come fare il backup.

Technosailor pubblica un elenco delle cose da sapere sull’ultima versione di WordPress. L’articolo non è sotto licenza Creative Commons, quindi non voglio tradurlo, ma ne faccio un veloce riassunto.

  • Salvataggio automatico dei post: Se avete assegnato un titolo al post che state scrivendo, esso verrà automaticamente salvato in draft, usando tecnologia Ajax e senza ricaricare la pagina. Fine delle bestemmie e standing ovation.
  • Gestione dell’upload delle immagini migliorata: confusi dalla strana interfaccia? La gestione è tornata a scelte tradizionali ma molto più comprensibili.
  • Compatibilità dei plugin: non tutti i plugin funzioneranno, controllate la lista su Codex.
  • WordPress to WordPress nativo: è possibile esportare da un blog ed importare in un altro senza plugin aggiuntivi.
  • Versione MySQL: abbandonato il supporto alla versione 3.23, supportate dalla 4.0 in poi. Controllate presso il vostro hosting.
  • Nuova interfaccia dell’editor: adesso si può passare rapidamente dal WYSIWYG al codice per mezzo di un tab, introdotti anche molti miglioramenti in un componente finora inviso agli utilizzatori più evoluti. Staremo a vedere.
  • Le categorie di post e link sono state unificate: attenzione dopo l’aggiornamento.
  • Privacy: sarà possibile precludere l’accesso a spider e bot, in modo da mantenere un certo grado di riservatezza del blog e nasconderlo ai motori di ricerca, se desiderato.
  • Nonces: in pratica dovrebbero aiutare l’utente a combinare meno guai amministrando il blog. Tecnicaglie, comunque.

Buon aggiornamento, e mi raccomando il backup.



WordPress 2.1 released and it signifies the first major release since the 2.0 branch was launched. As is typical of major releases, they do not only address security/bugfixes but they release new functionality.

So in the spirit of the original article, I give you ten things you should know about WordPress 2.1.

First though, it's notable to point at the progress the entire WordPress community has made in the last year since 2.0 was released. Many things, such as themes, have been improved upon. For instance, theme authors can take advantage (and now do!) of screenshot.png, a screenshot image that can be included in a theme folder that provides a visual representation of what the theme is. This ability was implemented in 2.0 but since most themes were designed for WordPress 1.5 at the time, most themes did not have this feature implemented.

In addition, the addition of WordPress widgets as an add-on has provided theme authors and bloggers a phenomenal way to simply drag and drop sidebar elements. This takes the mystique out of placing modules in a sidebar when the vast majority of the WordPress users really don't know how (or want to) mess with the HTML that makes up a sidebar.

Testing has been given serious effort with the release of WordPress.com hosted blogs. You just thought you were getting a free no fuss, no muss blog built on WordPress but what you little guinea pigs may not have known was that it has been the testing bed of most of the WordPress development code. It gives developers a real-time, real-life window into what works and what doesn't and allows for extensive non-technical testing. Both WordPress 1.5 and 2.0 were plagued with bugs that were not thoroughly vetted out prior to release. While WordPress.com does not guarantee a bug-free release, the chances and scope of bugs are significantly reduced.

So what is new in WordPress 2.1?

Auto-save of Drafts - WordPress 2.1 adds an autosave function that is automatically implemented when writing new drafts. This functionality uses AJAX and operates without new pageloads. The title of the post must be filled out in order for autosaving to occur.

Better Image Upload Handling - If you do any image uploading under the 2.0 branch, you've probably been a little frustrated by the confusing menu that becomes available for those images. It was a bit of "back to basics" to implement radio-button style visual prompts assisting in the handling of these images. You can even Edit image attributes after the image is uploaded.picture-3.png

Plugin Compatibility - As mentioned above, many plugins will no longer work in 2.1 due to deprecation of database table variables. However, whenever there is a new version of WordPress, the other possible "plugin breaks" extend farther. Fortunately, the WordPress community has been hard at work testing plugins with 2.1 determining compatibility. You can find a list of backwards-compatible plugins at the Codex.

Native WordPress Migration Functionality - I unequivocally can say that when I released the Wordpress-to-Wordpress migrator, I had no idea that it would bring me as much traffic or that the tool would recieve such warm welcome. So, it's with mixed emotions that I say goodbye to the vast amount of traffic I recieved. The Wordpress migration tool was released to essentially mirror functionality that is in WordPress 2.1 (and thus WordPress.com). So while the 2.0 branch will remain available through 2010 (it is available in Debian Linux now) , the new 2.1 branch introduces the functionality that I provided to 2.0 customers with my tool.

MySQL Version - It should be noted that although most hosting providers have upgraded their MySQL version to 4.0+, many are still lingering at MySQL 3.23. WordPress 2.1 eliminates support for this older version of MySQL. An easy way to determine what version you are running is to drop this in a file called testdb.php and drop inside your web root:

< ?php
// Replace with your database connection info
mysql_connect("localhost","dbuser","dbpassword");
echo mysql_get_server_info();
?>

New Visual Editor Interface - A big problem (to many) in the WordPress 2.0 branch was the Rich Text Editor (RTE) powered by TinyMCE. I believe the RTE was a good idea but was before it's time. Thankfully, the developers have heeded the concerns brought to bear on the RTE in WordPress 2.0 and have significantly improved it. Notably, there is now a tabbed interface in the Write screen that will allow bloggers to switch between the two views seamlessly.

picture-4.png

Merging of Links and Categories - This is another one of those things that tend to be more of a backend database thing, but there are notable semantics to be pointed out. In previous versions of WordPress, links and categories were handled as two separate entities. Links were seen as a thing used solely to power a blogroll and Categories were seen as a way to solely compartmentalize posts. In WordPress 2.1, the development philosophy shifted in such a way to recognize that these things actually tend to serve nearly similar purposes. While those philosophies can be discussed in other posts, the important thing to recognize is that the Categories table is now prepopulated with a Blogroll category and all links are assigned, by default, to the blogroll category. Folks who are upgrading will have this association made as part of the upgrade process.

Privacy Features - Probloggers will not find this feature particularly useful, nor will most bloggers who desire exposure. However, in WordPress 2.1, there are privacy features which allow you to block your site from search engines and directories. This is useful, however, if you were to want to keep a blog for family or friends or a purely personal blog intended for your own self.

Nonces - This is not really new in WordPress 2.1 but it is new since the original WordPress release. In fact, nonces were introducted in WordPress 2.0.3 and they are significant security items. It applies not only to WordPress but plugins so plugin authors take note of nonces. Mark Jaquith [fixed typo. Sorry Mark!] has more on nonces and how to use them. He details the specific implementation in a way my grandmother (who is dead) could understand. In a nutshell, nonces are unique "passwords" embedded in the comment moderation emails, among other things that prevent YOU from damaging YOUR blog. Each request is assigned a nonce which only lets ONE person do ONE thing within your wp-admin (i.e. approve a comment or delete a post). This replaces the "Are you sure?" dialog.


Il nuovo Windows Vista non introduce nessuna novità veramente rivoluzionaria. E' più attento alla sicurezza (come Linux da sempre), all'autenticazione ed ai permessi utenti (come Linux), all'interfaccia grafica (come il Mac), ai widgets sullo schermo ed alla ricerca dei file (come il Mac), al Desktop 3D (come Linux e Mac).
E le novità? Richiede processori più potenti, quindi alla lunga costringe a cambiare computer.
Ma il sistema operativo tradizionale ha ancora senso nell'era 'always connected'? Secondo alcuni, le suite come Google Docs sono il primo passo verso l'affrancamento dall'installazione in locale.


DOPO CINQUE anni di sviluppo, rinunce, rinvii e polemiche, è finalmente arrivato Vista, l'ultimo nato della famiglia Microsoft Windows che da domani farà bella mostra nelle sue cinque versioni in tutti i negozi di informatica del mondo. Progettato nel 2001, il sistema operativo ha attraversato non indenne uno dei momenti più fervidi della storia dell'informatica. Pezzi importanti del progetto iniziale si sono persi per strada e Microsoft è stata costretta a rimandare di anno in anno la data ufficiale di presentazione. Durante questi cinque anni non sono mancate le polemiche: sono troppe le restrizioni nella gestione dei contenuti digitali adottate in ossequio agli studi di Hollywood, troppe le similitudini dell'interfaccia con quelle dei sistemi Apple, troppe le risorse hardware minime richieste, troppo costose le licenze.

Utenti ed aziende accolgono il nuovo nato di casa Microsoft con più scetticismo e diffidenza di quanto accadde con Windows XP nel 2001. Sarà un sistema sicuro e funzionale? Bisognerà cambiare processore, scheda grafica, monitor per poterlo utilizzare? Varrà la pena spendere fino a 600 euro per sostituire il vecchio Windows? Non è arrivato il momento di passare a Linux o a Mac? Domande cui cercheremo di dare una risposta in questo articolo. Ma una cosa va detta subito: Vista è un grande passo in avanti rispetto a XP. Nel nuovo sistema non troverete solo una nuova, gradevole e attraente interfaccia, ma strumenti di sicurezza più evoluti, nuovi programmi a misura d'utente, un sistema di ricerca finalmente degno di questo nome e, per l'utenza aziendale, un sistema di gestione delle rete più completo e semplice da usare.
L'interfaccia. Al primo avvio Windows Vista, se il vostro computer lo supporta, vi presenterà Aero (Authentic, Energetic, Reflective and Open), l'interfaccia utente fatta di finestre traslucide e piacevoli effetti visivi. Gli utenti di Mac OS X e delle versioni più recenti di Linux forse non riceveranno la stessa impressione di chi viene dal mondo Windows: effetti tridimensionali e fluidità degli elementi visivi sono offerti già da tempo da questi sistemi. Per l'utente Windows è invece quasi una rivoluzione: le finestre sono trasparenti e vengono ridimensionate con effetti animati di transizione, le icone e le voci di menu si illuminano al passaggio del mouse mentre angoli arrotondati e ombreggiature sono sparse un po' per tutto il sistema. Sul desktop trova posto anche la Sidebar, una barra laterale anch'essa trasparente destinata a ospitare i gadget, mini applicazioni personalizzabili che danno accesso immediato a diverse informazioni aggiornate: foto, contenuti sotto forma di feed Rss, previsioni meteo, quotazioni di borsa e così via. Molto più semplice la navigazione tra le finestre: se esse sono ridotte ad icona nella barra inferiore del sistema mostreranno un'anteprima del contenuto al passaggio del mouse, la stessa anteprima viene visualizzata utilizzando la funzione Flip (con la combinazione ALT+TAB) per spostarsi velocemente da una finestra all'altra mentre con Flip 3D (Tasto Windows + TAB) la transizione sarà tridimensionale. Dimenticate i menu che si espandono all'infinito cliccando il pulsante Start: con Vista tutto rimane in un'unica finestra.

La sicurezza. Bill Gates ne aveva fatto quasi una questione d'onore: "Tra aggiungere una nuova funzionalità - ordinò quasi cinque anni fa ai suoi sviluppatori - e risolvere un problema di sicurezza, dobbiamo scegliere sempre la sicurezza". E così è stato. Windows Vista può addirittura sembrare un sistema "paranoico". La funzione UAC (User Access Control, 'controllo dell'account utente') crea una barriera fra le azioni dell'utente e le parti più delicate del sistema: ogni volta che si dovrà modificare le impostazioni del sistema, installare alcuni programmi oppure, ad esempio, aggiungere un nuovo utente si dovrà confermazione l'azione con un clic o inserendo una password. Questa azione, che alla lunga può sembrare anche noiosa, funziona per gli utenti e per i programmi esterni e così anche virus o altri malware non potranno eseguire azioni dannose al sistema. Vista, inoltre, include un sistema ad uso dei genitori per inibire alcune funzionalità ai figli, compresi i giochi da eseguire, un software antispyware aggiornabile gratuitamente, un basilare sistema di backup e un firewall più evoluto di quello incluso in Windows XP, oltre al sistema BitLocker, disponibile solo su alcune versioni, che consente di crittografare un'unità e rendere i dati illeggibili e protetti in caso di furto. Internet Explorer 7, infine, gode solo su Vista della cosiddetta "modalità protetta" che limita l'interazione del browser con il sistema e impedisce a virus scaricati dal Web di manomettere il sistema operativo.

La gestione dei dati. Finalmente anche Windows, come il suo concorrente Mac OS X, include una funzione di ricerca tra i file che funziona davvero. Cliccando sul pulsante Avvio, o utilizzando il modulo presente in alto a destra della finestra di esplorazione delle cartelle, si possono cercare documenti, foto, programmi, funzionalità del sistema operativo in base non solo al loro nome ma anche al loro contenuto o alle informazioni addizionali che l'utente ha deciso di associarvi. Le ricerche possono essere salvate come cartelle virtuali: esse visualizzeranno automaticamente tutti i documenti che corrispondono a quella ricerca anche se aggiunti dopo la creazione della cartella virtuale. Ogni file, immagine, video o documento, può essere commentato, titolato o valutato con una scala da uno a cinque. Ogni risorsa inoltre può essere associata a tag personali, ossia parole chiave che la identificano all'interno del sistema e che vengono memorizzate dal motore di ricerca per facilitarne il reperimento. Le azioni sui documenti sono facilitate da una barra degli strumenti visualizzata nel nuovo Esplora Risorse e che si adatta automaticamente ai contenti visualizzati in quel momento: per i video ci sarà un pulsante play per riprodurli, per le foto un pulsante per inviarle via e-mail o per stamparle, per i file MP3 un pulsante per riprodurre tutte le canzoni in successione. La navigazione tra le cartelle è facilitata da icone che presentano un'anteprima dei file contenuti.

Nuovi programmi. In Windows Vista sono presenti, nell'installazione predefinita, anche nuovi programmi, dedicati in particolare alla gestione dei contenuti digitali. Oltre alla nuova versione di Internet Explorer e alla nuova versione di Windows Media Player, Vista include un programma di posta elettronica basato su Outlook Express e un gestore di appuntamenti in formato calendario compatibile con altre applicazioni che fanno uso del formato iCalendar e che offre la possibilità di pubblicare sul Web le proprie scadenze. Molto nutrita la sezione multimediale: un nuovo programma per la creazione di DVD e un sistema per la catalogazione e la modifica delle fotografie digitali permettono di organizzare i propri film o le proprio foto. Nella versione Home Premium e nella versione Ultimate fa la felice comparsa anche Windows Media Center, il centro di controllo unificato dei contenuti digitali che consente di riprodurre DVD, visualizzare foto, ascoltare musica e, se il computer è dotato di antenna, vedere i programmi televisivi.

Reti e prestazioni. Per l'uso in ambito aziendale, Vista si presenta con un migliorato gestore di reti. Molte delle componenti del sistema, come ad esempio la ricerca, possono essere condotte con facilità anche su computer appartenenti alla stessa area locale. Semplificato anche il sistema di condivisione di file, cartelle e stampanti, come anche la procedura per la connessione ad una rete senza fili. Comoda la Network Map, una mappa che mostra in un'unica finestra i diversi dispositivi presenti nella rete e i rapporti che intercorrono fra questi e il proprio computer. Cliccando inoltre su uno dei computer connessi si otterrà anche l'accesso alle sue risorse condivise. Due le innovazioni principali in tema di performance: da un lato un sistema, chiamato SuperFetch, che ottimizza i dati delle applicazioni più usate per renderne più veloce l'avvio, dall'altro un nuovo sistema per gestire la sospensione del sistema che utilizza contemporaneamente memoria e disco rigido e viene automaticamente attivato con un clic sul pulsante di spegnimento raggiungibile dal menu start.

Contenuti digitali blindati. Windows Vista conterrà lo stato dell'arte dei sistemi di protezione dei contenuti digitali richiesto dalla major della musica e del cinema. Ciò significa che sarà molto difficile riprodurre sul computer o copiare contenuti, come CD musicali, DVD o i nuovi dischi ad alta definzione HD-DVD e Blu Ray, non originali. In particolare il nuovo sistema di Microsoft conterrà un set di tecnologie chiamate Output Protection Management, che, attraverso un complesso meccanismo di verifiche, possono inibire del tutto o peggiorare la qualità dei contenti audio e video riprodotti sul sistema. Se, ad esempio, si cerca di registrare attraverso il Media Center di Vista un contenuto ad alta definizione protetto, il sistema potrebbe inibire del tutto la riproduzione del contenuto o eseguire un cosiddetto downscaling, ossia riprodurre il contenuto a definizione standard. Ma c'è dell'altro. Vista esegue anche una verifica sull'hardware con cui è equipaggiato il PC, dalle schede grafiche ai monitor: se uno solo di essi non rispettase gli standard di protezione richiesti dalle major e implementati in Vista, oppure risultasse manomesso o modificato, il contenuto non sarà riprodotto come desiderato, anche se del tutto originale.

Le versioni e i prezzi. Windows Vista viene rilasciato in sei diverse versioni: Basic, Home, Business, Enterprise e Ultimate. La versione Starter è disponibile solo in alcuni paesi in via di sviluppo. La versione Basic è destinata a chi usa il computer solo per navigare il web, leggere la posta elettronica, scrivere documenti. È la versione più economica (prezzo stimato: 300 euro, 150 per la versione aggiornamento) e non offre la nuova interfaccia Aero. Include il Controllo Genitori, le opzioni di sicurezza, compreso l'antispyware, e le nuove funzioni di ricerca. Con qualche euro in più (360 euro, 240 per l'aggiornamento) si ottiene la versione Premium, la scelta più indicata per chiunque utilizzi il PC, oltre che per navigare, anche per vedere film, ascoltare musica e gestire i propri contenuti digitali. Contiene il Windows Media Center e strumenti per riprodurre, creare e masterizzare DVD. È consigliabile per l'utente domestico e per piccoli uffici. Business (450 euro, 300 per l'aggiornamento) è la versione per piccole o medie imprese e professionisti che hanno bisogno di un sistema sicuro e ricco di strumenti di produttività. Include software di backup e crittografia dei dati, il web server IIS e strumenti per la gestione dei Fax, oltre ad un completo supporto per gruppi di lavoro o domini. La versione Enterprise, venduta solo ai clienti Microsoft che hanno sottoscritto Software Assurance, è dedicata a grandi imprese mentre la versione Ultimate (600 euro, 400 per l'aggiornamento) accorpa in unico prodotto tutte le caratteristiche di Vista Business e Vista Home Premium. Le versioni di aggiornamento sono acquistabili solo da chi ha una versione originale di Windows XP o Windows 2000 Professional. Per Vista Home Premium esiste anche una licenza dedicata al mondo della scuola e università dal prezzo stimato di 100 euro mentre chi ha acquistato un PC con Windows XP dopo il 26 Ottobre 2006 può acquistare, rivolgendosi al rivenditore del computer, versioni di Vista con almeno il 50 per cento di sconto. Da ricordare che, in base alla potenza del PC, alcune funzionalità delle versioni di Vista potrebbero risultare disabilitate.

Aggiornare o no? Windows Vista, in definitiva, offre un'interfaccia del tutto nuova e più a misura d'utente, ottimi strumenti di organizzazione dei contenuti digitali personali e una maggiore sicurezza. La ricerca e la gestione dei documenti ha un altro passo rispetto a Windows XP e, se installato su un sistema equipaggiato con componenti recenti, il nuovo nato di Redmond non è più lento del predecessore. Difficilmente, dopo aver usato Vista per alcuni giorni, sentirete il bisogno di tornare ad un Windows precedente. Chi si appresta ad acquistare un nuovo computer, e può decidere quale sistema installare, non dovrebbe avere dubbi nello scegliere Vista, magari accertandosi che il computer acquistato presenti il logo "Windows Vista Premium Ready PC" che, a differenza del logo "Windows Vista Capable PC", offre completo supporto a tutte le funzionalità. Discorso diverso per chi ha già una copia di XP. Vista non offre le novità rivoluzionarie che Microsoft aveva annunciato nei primi anni di sviluppo e molti dei miglioramenti del nuovo Windows, tranne naturalmente l'interfaccia, si possono ottenere installando software prelevabili gratuitamente da internet. Vista è inoltre molto esoso in termini di risorse e su un computer non aggiornato alcune funzionalità potrebbero essere disabilitate e alcuni componenti non funzionare a dovere. Sul nostro computer vecchio di un anno (Pentium D 2.80 GHz con 1 GByte di Ram) tutte le funzionalità sono attivate e nessun problema è sorto con hardware non riconosciuto. Se il sistema è destinato a computer più datati o meno potenti è da prendere in considerazione l'ipotesi di acquistare Vista al momento di aggiornamento dell'intero PC. Chi decidesse per l'aggiornamento è bene che scarichi ed esegua il Windows Vista Upgrade Advisor, un programma Microsoft in grado di verificare se il PC possiede i requisiti minimi per passare a Vista.

Oggi è più semplice che mai vendere le tue foto online a prescindere dal fatto che tu sia un fotografo professionista o una persona normalissima dotata di un cellulare con fotocamera.

I Citizen journalists hanno già riscritto le regole del giornalismo riguardo alla pubblicazione e alle fonti da cui attingere per scrivere le news. Ed ora quello che è successo al giornalismo tradizionale che è passato dalle mani di un'elite di pochi eletti in quelle di molti, grazie al crescente potere mediatico e alla natura comunicativa di Internet, ora sta accadendo anche nel mondo del fotogiornalismo.

Il mondo dell'informazione ha un'insaziabile fame di contenuti sempre nuovi, e se ti capita di scattare un'immagine esclusiva con il tuo videofonino, ciò ti potrebbe fruttare un lauto guadagno. Le agenzie di informazione, gli editori e i produttori stanno tutti attingendo dal potere mediatico che oggigiorno hanno i milioni di persone che si trovano fuori di qui, direttamente sul campo con i loro telefoni ultra compatti dotati di fotocamera. Le immagini che hanno scattato sono molto spesso gemme preziose poichè nessun fotografo professionista o troupe televisiva mandati sul posto dopo l'accaduto le potrà mai immortalare.

Inviare un fotografo sul posto porta via parecchio tempo, e nel mondo dell'informazione, l'immediatezza e l'esclusività di un servizio sono tutto. Se già ci sono delle persone proprio là dove è necessario che siano, che scattano foto alle celebrità, alle catastrofi, agli eventi metereologici o agli inseguimenti in macchina della polizia, ha sicuramente senso utilizzarle.

Ma come fanno i vari editori a rintracciare questi citizen journalists e soprattutto come possono i citizen journalists guadagnare con le loro foto esclusive?

Come puoi vendere le tue foto online senza la necessità di cercare e contattare tutte le agenzie di comunicazione locali?

Un insieme di diversi servizi onlinerappresenta la soluzione ottimale al problema ed in questa mini-guida ti spiegherò come utilizzare le funzioni offerte da ciascuno di essi.

Vieni a scoprire come guadagnare vendendo le tue foto online utilizzando semplicemente la fotocamera digitale.

Ecco i principali servizi.

Scoopt

scoopt

http://www.scoopt.com

Il servizio: Scoopt è una compagnia inglese che si è affermata come intermediaria tra fotografi dilettanti (principalmente quelli che utilizzano il loro telefonino per fotografare) e gli editori interessati a comprare le loro immagini.

Ciò che contraddistingue il servizio è il fatto che promuova attivamente le tuo foto con l'intento di venderle a editori di testate non limitandosi ad aspettare che siano questi ultimi a cercarle ed a trovarle. Con Scoopt pubblicizzi e vendi i tuoi lavori per realizzare il massimo profitto possibile (Scoopt ha una buona percentuale di guadagno sull'intermediazione). Tu devi occuparti solo di scattare le foto, al resto ci pensa Scoopt.

Che cosa puoi vendere: Scoopt cerca di vendere foto, video ed anche post sui blog.

Requisiti delle immagini: Scoopt richiede delle immagini chiare, a fuoco e legalmente scattate che facciano parte di una delle seguenti categorie, che devono essere scelte per l'invio:

  • Celebrità
  • Politici
  • Reali
  • Sport
  • Altri personaggi pubblici
  • Notizie di Primo Piano
  • Notizie locali
  • Catastrofi
  • Conflitti militari
  • Varie

Relazioni compratore-venditore: Scoopt si offre come intermediario tra voi ed il mercato della comunicazione d'immagine. Cercherà di vendere le tue foto ai giornali, alle riviste, alle organizzazioni che si occupano di informazione e ad altri editori.

Galleria di immagini: Anche se principalmente si cerca di vendere le immagini direttamente agli acquirenti, questi ultimi possono comunque visionare una galleria descrittiva. Gli acquirenti, una volta effettuato il login, vedranno parte di una libreria composta da quelle immagini che non hanno riscosso abbastanza interessamento da parte del mondo dell'informazione, dando così alle immagini un ulteriore durata di vita.

La suddivisione dei profitti: 50/50 - Ogni volta che una tua immagine sarà venduta ad un editore riceverai il 50% dei profitti.

Condizioni d'uso e licenza: Quando invii un'immagine a Scoopt, garantisci automaticamente a loro un'esclusiva mondiale della durata di tre mesi, durante i quali le immagini non potranno essere vendute, condivise o pubblicate altrove. Al termine dei tre mesi, le immagini perdono l'escusiva e potranno essere vendute o pubblicate da qualsiasi parte, incluso Scoopt.

Invio delle foto: Le immagini possono essere inviate tramite MMS direttamente dal tuo cellulare o altrimenti tramite l'area utenti di Scoopt.

In generale: Scoopt è un servizio che si presenta bene, utile a chi sta cercando qualcosa di professionale, con degli obiettivi di marketing e termini di utilizzo ben precisi. Anche se a molti non piacerà la suddivisione dei profitti 50/50, d'altro canto avere il proprio lavoro pubblicizzato e commercializzato attivamente sul mercato spesso non risulta essere molto economico.

Per registrarsi: Iscriviti a Scoopt




Cell Journalist

celljournalist.jpg

http://www.celljournalist.com

Il servizio: Cell Journalist è simile a Scoopt per l'offerta che propone e per le funzionalità; l'unica eccezione è che un servizio che proviene dagli Stati Uniti e per questo si rivolge ad un mercato diverso.

Come Scoopt, Cell Journalist si offre come intermediario tra voi ed il mondo dell'informazione, produttori TV ed altri editori. Come si può intuire dal loro nome, Cell Journalist da' però una grande enfasi al potere dei videofonini che vengono riconosciuti come un importante strumento per scattare foto e catturare video.

Al contrario di Scoopt, Cell Journalist primeggia per la condivisione sullo stile dei network di aggregazione sociale e per questo ha un approccio molto simile a YouTube che include la possibilià di aggiungere amici, votare le immagini e condividere le presentazioni delle foto.

Cosa puoi vendere: Cell Journalist cercherà di vendere le tue immagini, i tuoi cortometraggi video e anche articoli d'informazione.

Requisiti delle immagini: Cell Journalist ricerca immagini e filmati su qualsiasi argomento; dalle partite di football delle superiori alle immagini dal consiglio comunale della tua città fino agli scatti rubati alle celebrità o alle foto scattate durante gli sport estremi. Nella loro lista si possono annoverare:

  • Scatti alle celebrità
  • Politici
  • Uragani
  • Inseguimenti polizieschi
  • Eventi sportivi
  • Conferenze stampa

Relazioni compratore-venditore: Cell Journalist si comporta da intermediario tra fotografi dilettanti e video-amatori e gli editori del mondo dell'informazione che necessitano di tali contenuti. Naturalmente cercheranno di vendere tutto questo a coloro che lo richiedono ma sempre a vostro vantaggio.

Galleria delle immagini: Cell Journalist offre tra le sue funzioni una galleria di immagini ricercabile che si può essere sfogliata per Paese, tags o categoria. Le immagini possono essere giudicate utilizzanto un apposito sistema a stelle, proprio come si può fare su YouTube.

In aggiuta, Cell Journalist offre la possibilità di creare e condividere presentazioni fotografiche che possono essere incluse in blog e siti web. Se il tuo contenuto è inserito sul sito web di un altro utente, ti verrà dato il 25% dei ricavi pubblicitari derivanti.

Suddivisione dei profitti: 50/50 - Su ogni intermediazione riceverete il 50% del ricavato.

Condizioni d'uso e licenza: Facendo riferimento alla sezione di Cell Journalist sui termini del servizio:

''Gli utenti possono caricare le foto su CellJournalist.com a patto di cedere tutti i diritti d'autore sull'immagine e concedere tutti i permessi necessari a CellJournalist.com e ai suoi collabratori per usare e pubblicare l'immagine in qualsiasi modo essi lo desiderino.''

: Gli utenti possono caricare le foto sia dall'area personale, direttamente dal loro browser, inviando una mail contenente foto o video emails agli indirizzi che si trovano nella sezione FAQ di Cell Journalist.

In generale: Nonostante Cell Journalist sia apparentemente molto simile a Scoopt come funzionamento, è abbastanza differente nella forma. Necessita infatti delle modifiche sia per migliorare la navigazione del sito che dal punto di vista del design e dei termini di utilizzo.

Nel tentativo di essere sia un network sociale di aggregazione per contenuti multimediali che una vetrina commerciale per i contenuti dei citizen journalist, al momento sembra essere in preda ad una crisi d'identità. Per questi motivi, mi sentirei un pò reticente a concedere tutti i diritti incondizionati ed esclusivi dei miei contenuti a tale servizio.

Per fare realmente un salto di qualità, in aggiunta ad un rifacimento del design, Cell Journalist dovrà migliorare i propri obiettivi e chiarire con precisione i termini contrattuali che si troveranno a sottoscrivere gli utenti che decideranno di usare il servizio.

Per registrarsi: Iscriviti a Cell Journalist




Scooplive

scooplive.jpg

http://www.scooplive.com

Il servizio: Scooplive è un'organizzazione con sede a Parigi che ha un approccio leggermente differente per vendere i contenuti multimediali dei citizen journalists. Invece di offrirsi sul mercato per vendere il vostro prodotto alle agenzie che lavorano nell'ambito della comunicazione per una determinata percentuale del ricavato, Scooplive usa un sistema molto simile a quello di Ebay, dove i potenziali acquirenti partecipano ad un'asta gli uni contro gli altri.

Cosa puoi vendere: Attualmente sono accettate sia le foto che i video , anche se i secondi sono molto meno accetti dei primi.

Requisiti dell immagini: Le immagini vengono inserite in categorie, che a loro volta hanno delle sottocategorie. Le principali categorie per i contenuti sono:

  • Notizie
  • Eventi
  • Spettacoli
  • Arte e cultura
  • Sport
  • Illustrazioni

Relazioni compratore-venditore: Gli acquirenti accedono ad un'area del sito diversa da quella dei venditori, e fanno delle normalissime offerte per le immagini che desiderano acquistare come in ogni altro servizio di aste online, con la possibilità di impostare un'offerta massima e di vedere l'offerta rilanciata automaticamente a loro vantaggio dal sistema.

Galleria delle immagini: Una galleria di esempio permette di visionare un numero limitato di immagini disponibili tramite il servizio. I compratori accreditati hanno accesso a tutte le immagini.

La suddivisione dei profitti: La commissione su ogni vendita che farete tramite un'asta su Scooplive arriva ''fino all'85% del prezzo di vendita''.

Condizioni d'uso e licenza: Quando invii un'immagine a Scooplive, garantisci automaticamente tre mesi di diritti in esclusiva mondiale su quell'immagine, il che significa che durante questo periodo non potrete pubblicare, vendere o condividere in alcun modo quest'immagine con nessun altro. Una volta passati questi tre mesi, Scooplive continuerà a vendere la vostra immagine, ma non avrà più l'esclusiva sui diritti.

Invio delle foto: Le immagini possono essere inviate tramite l'area utenti del sito web, via browser, oppure via MMS dal vostro videofonino. E' anche possibile inviare stampe, diapositive, negativi o CD/DVD all'indirizzo postale della compagnia.

Per inviare i video bisogna invece contattare i responsabili del sito.

In generale: Scooplive ha un approccio interessante in questo particolare settore ed ha creato un mercato quasi esclusivo. Per accedere alle aste bisogna comprovare di essere realmente un'azienda con tanto di verifica. L'idea di base è di mantenere gli scoop tali non mostrandoli in alcun modo al resto del mondo.

Quanto sarà efficace questa strategia delle aste è tutto da vedere, ma se il servizio vorrà aver successo andrebbero chiariti però alcuni punti, come il fatto che la versione in inglese del sito (quella predefinita) ha la sezione dei termini e delle condizioni d'uso solo in francese. Poichè i termini d'uso sono importanti per coloro i quali desiderano vendere delle immagini, sviste come queste rischiano di far passare il servizio in secondo piano.

Per registrarsi: Potete registrarvi come compratore o venditore.




SpyMedia

spymedia.jpg

http://www.spymedia.com/

Il servizio: SpyMedia ha due modi per vendere le tue immagini. Il primo è molto simile a quello di qualsiasi agenzia fotografica; le foto sono caricate in una libreria categorizzata e poi vendute.

La seconda è leggermente più innovativa - i potenziali acquirenti propongono una 'ricompensa', che essenzialmente è un prezzo prefissato per un incarico, informando così gli utenti di Spymedia sul tipo di immagine che si sta cercando e quanto verranno pagati per essa. Gli utenti possono quindi offrire i loro contenuti agli acquirenti, che pagheranno la 'ricompensa' prestabilita per qualunque immagine essi vorranno utlilizzare.

Cosa puoi vendere: SpyMedia focalizza la sua attenzione principalmente sulle immagini.

Requisiti delle immagini: I requisiti vengono imposti dagli acquirenti ed le categorie spaziano da quelle molto generiche ad altre molto specifiche.

Per caricare le immagini nella libreria basta scegliere una categoria. Le categorie, che sono troppo numerose per essere elencate in toto, comprendono:

  • Arte & cultura
  • Foto bizzarre
  • Celebrità
  • Tecnologia
  • Sport
  • Eventi storici

Relazioni compratore-venditore: Le Relazioni compratore-venditore sono particolarmente focalizzate sui fotoamatori esperti.

Galleria delle immagini: Oltre ad offrire il servizio di compravendita basato sul sistema della 'ricompensa', viene comunque offerta un'esaustiva galleria di immagini dalla quale eventualmente scegliere gli scatti da acquistare.

Suddivisione dei profitti: Gli acquirenti fissano una cifra che sono disposti a pagare per l'immagine che stanno cercando. Tali cifre si aggirano intorno ai $25 - $50.

Per le foto vendute ordinariamente, sarete liberi di fissare voi il prezzo. Altrimenti, Spy Media si prenderà una commissione pari al 35%, che verrà dedotto dai vostri guadagni per il 30% + 2.9% di spese per la transazione Paypal. I pagamenti verranno effettuati una volta che il vostro account raggiungerà i $100.00.

Condizioni d'uso e licenza: I termini e le condizioni d'uso di SpyMedia evidenziano che:

''Spy Media ha tutti i diritti non-esclusivi, perpetui e privi di imposizioni ed il permesso di ospitare, memorizzare, inviare, trasmettere, immagazzinare, copiare, distribuire, migliorare, mostrare, ridimensionare, stralciare, analizzare, e creare algoritmi basati sui vostri contenuti...''

Caricamento delle foto: Le immagini vanno caricate dall'area utente. Qui è possibile impostare il prezzo e i termini d'uso delle stesse, dando prezzi differenti ai diritti esclusivi, ai diritti della durata di 30 giorni, all'uso personale e ai diritti non esclusivi.

In generale:Il sistema della ricompensa ideato da SpyMedia è un'idea molto interessante, e sebbene non renderà nessuno milionario, per adesso, è un modo molto efficiente per permettere a tutti di fare qualche soldino in più utilizzando le immagini scattate col proprio cellulare.

Introducendo il concetto di commessa in questo particolare campo, diventerà un sistema molto efficace per permettere agli acquirenti di trovare quello che cercano. E chiunque passa almeno un pò del suo tempo a sfogliare gli album di immagini potrà rendersi conto che questo metodo gli risparmierà parecchi mal di testa.

Permettendo anche agli utenti di fissare un loro prezzo alle loro foto, SpyMedia concede anche un grado di libertà in più rispetto agli altri servizi visti in precedenza.

Per registrarsi: Iscriviti a SpyMedia




Citizen Image

citizenimage

http://www.citizenimage.com

Il servizio: Citizen Image combina al meglio i vantaggi esposti nei servizi precedenti.

Come SpyMedia, ha un assignment board dal quale i compratori possono richiedere immagini specifiche e prezzi.

Come Scoopt e Cell Journalist il servizo promuove il lavoro dei suoi membri per garantire le vendite delle immagine caricate.

Che cosa puoi vendere: Citizen Image vende sia immagini di news che fotografie creative.

Immagini Richieste: Citizen Image cerca contenuti all'interno delle seguenti categorie:

  • News
  • Eventi sportivi
  • Celebrità
  • Meteo
  • Immagini di stili di vita, specialmente di business
  • Animali
  • Architettura
  • Altre fotografie creative, dai concetti a foto astratte

Relazione Compratore-Venditore: I compratori possono esaminare le immagini dal database di Citizen Image e richiedere le immagini direttamente dall'assignment board. In entrambi i casi, Citizen Image agisce da mediatore tra compratore e venditore.

Galleria di immagini: Le immagini possono essere cercate direttamente dalla home di Citizen Image, random, o per categoria.

Condivisione dei profitti: 50 / 50.

Termini e licenze: Le immagini su Citizen Image hanno una licenza esclusiva di 3 mesi, il che significa che queste immagini non possono essere pubblicate online o offline per 90 giorni.

Uploading: Le immagini possono essere uplodate direttamente dall'area membri di Citizen Image, via browser, oppure puoi inviate via MMS dalla tua camera phone. Le immagini scoop possono essere inviate direttamente a newsalert@citizenimage.com.

Qui per irchiedere i requisiti delle immagini inclusi formati e risoluzioni.

In generale: Citizen Image è un servizio ottimo sia per i venditori che per i compratori, molto preciso sia dal punto di vista dell'interfaccia che da quello dei termini e condizioni; è costruito per i professionisti e per i citizen journalists che sanno utilizzare tecniche e tecnologie del Web 2.0.

Iscriviti: Unisciti a Citizen Image




Risorse addizionali per vendere le tue foto online

Se desideri imparare di più su come vendere le tue fotografie ed immagini online controlla i seguenti siti:





“Fare come la Cina”. Un decennio di crociate contro le reti libere e l’innovazione La campagna contro il video in rete dei "bulli" sembrava condita da ottime intenzioni, in realtà è stato soltanto l’ultimo attacco della politica, della magistratura e dei media tradizionali ad Internet.
Dalle BBS fino al peer to peer, dallo streaming video fino agli odierni aggregatori di contenuti multimediali, ogni novità è stata accolta in Italia con retate, sequestri, processi sommari, campagne denigratorie ed accuse di ogni tipo, ben presto rivelatesi campate in aria.
Le opportunità della rete oggi sono straordinarie, e permetterebbero in questo stesso istante di annullare lo strapotere dei monopoli tv e creare una comunicazione democratica. I regimi di tutto il mondo sono da tempo mobilitati. Forse è questo il vero nodo?

La fiducia radicale

Non avrei mai creduto che un giorno Time – il primo settimanale al mondo – mi nominasse “Uomo dell’anno”.

Ovviamente, i redattori di Time non sanno neanche che io esisto come individuo, mentre mi conoscono perfettamente come “categoria di persone”.

Gli utenti che contribuiscono alla crescita collettiva della Rete sono l’uomo dell’anno per il 2007. “You”, dice la copertina del settimanale, e raffigura un computer pronto per l’upload di un video, esattamente quel gesto demonizzato in Italia per molte settimane da pensosi editorialisti, educatori angosciati, politici in vena di repressione.

Uomo dell’anno non sarà mai il ministro dell’Istruzione Fioroni, un democristiano grigio che interpreta morale, religione e difesa del fanciullo come palle al piede dell’umanità.

Fioroni farebbe un’ottima figura negli anni bui della repressione fascista, o in quelli del fondamentalismo democristiano che amava sorvegliare, punire e guardare alle novità con pretesca diffidenza.

I Fioroni stanno male in questo millennio che offre quotidianamente novità tecnologiche che permettono comunicazioni rapide, veloci, multipolari. E ci stanno malissimo i regimi a cui lui si ispira, come la Cina, per i quali non bastano più le retate contro le tipografie, le incursioni della polizia politica, le schedature dei sovversivi.

Oggi occorrono filtri basati su algoritmi, scansioni di keyword ribelli, euristiche sofisticate, e tutto questo non basterà perché l’attivismo in rete non ha confini.

Il buon Fioroni, e non è il solo, ritiene che il proprietario di un sito sia anche responsabile civilmente e penalmente dei suoi contenuti, ed in base a questo semplice assunto Fioroni dovrebbe finire in tribunale per diffusione di materiale pedo-pornografico.

Sì, perché per alcuni giorni, nel novembre del 2006, il blog di questo triste cattolico timorato di Dio e del sesso ha diffuso i link a qualunque forma di perversione concepibile dalla mente umana, e questo perché il suo blog, come tutti i blog, era aperto ai contributi degli utenti, senza filtro, e gli utenti hanno contribuito spesso nel bene, questa volta nel male.

Ma nessun poliziotto ha bussato a casa del ministro. Non così è avvenuto per i responsabili di Google Italia, due cittadini Usa conviti di lavorare in un paese dell’Europa moderna e non in una landa di talebani informaticamente analfabeti.

Non così è avvenuto per le centinaia di attivisti, amatori, appassionati di telematica e delle sue immense potenzialità di comunicazione libertaria. Ogni novità, ogni passo in avanti è stato “festeggiato” con retate, processi, persino pedinamenti ed informative dei servizi segreti.

Leggeremo di frigoriferi ispezionati, tappetini del mouse sigillati dalla Magistratura della Repubblica italiana, servizi segreti mobilitati contro i temibili modem a 1200 baud, pacifisti condannati a tre mesi di galera per un vecchio Word senza licenza.

Fotogrammi della fantascienza italiana che si ripropone con cadenza periodica e che contraddice i tromboni della politica che blaterano di “innovazione e ricerca”, per poi ostacolare in ogni modo chi di questo vive ogni giorno.

***

“Neutralità della rete” è un argomento che sta infiammando il dibattito negli Usa ed è qualcosa che riguarda da vicino il nostro futuro. Avete mai sentito un tg parlarne, un politico accennarvi?

La neutralità della rete indica il non intervento dei provider di connettività (Telecom, Fastweb, etc.) rispetto all’uso che gli utenti fanno della banda acquistata.

Una rete non neutrale può essere orientata dalle aziende rispetto alle proprie finalità commerciali, ma anche dai governi rispetto ai propri obiettivi.

Una rete orientata può affossare lo sviluppo del Voip, il telefono a basso costo che terrorizza i gestori dei cellulari. Può bloccare la Iptv orizzontale e prodotta dal basso che manderebbe in pensione Rai e Mediaset. Una rete orientata è parzialmente controllabile da regimi dittariali e ministri democristiani.

Si tratta di una campagna cruciale, su cui si stanno impegnando gli attivisti in tutto il mondo proprio mentre il Parlamento italiano discuteva un grottesco progetto di legge sul “permesso dei genitori” per caricare filmati su Internet.

Del resto, negli Usa circola un’espressione importante, radical trust , che indica un atteggiamento fondamentale per lo sviluppo di una rete che raggiunga tutte le proprie potenzialità.

La sfiducia radicale è invece quel morbo che abbiamo ereditato dalla società contadina e che ci fa guardare con diffidenza e letale prudenza alle novità.

Ho vissuto sulla mia pelle le limitazioni, gli ostacoli, le ondate di scettiscimo che hanno accompagnato la crescita della telematica.

Le osservazioni tese a sminuire, i giochetti finalizzati a trovare a tutti i costi “il lato negativo” delle nuove tecnologie e persino le sterili contrapposizioni tra la “virtualità” delle reti e la “viva materialità” del mondo reale, dell’incontro in carne ed ossa, della compresenza, come se non usassimo da decenni il telefono e come se mandare una mail impedisse di incontrarsi un’ora dopo.

Alienante era la parola di moda, perché il cittadino medio inscatolato nel traffico dell’ora di punta, ucciso da lavori ripetivi, impieghi fantozziani, mansioni massacranti, inebetito dai grandi fratelli e dai telequiz improvvisamente diventava un alienato nell’uso dell’unico strumento interattivo che si trovava, quasi per caso, di fronte.

***

Tanti pregiudizi sono svaniti, ed oggi appaiono ridicoli ricordi. Eppure la rete ha il difetto di non fermarsi mai, cresce alla velocità della luce specie da quando l’open source e la filosofia della condivisione hanno dimostrato che se colleghiamo un milione di persone, ed ognuna senza sforzo mette su un mattoncino, si costruisce la grande muraglia in men che non si dica.

Potremmo fare di tutto: l’enciclopedia più grande del mondo, un film collaborativo, l'editoria su richiesta, un giornale che ogni mattina arriva nelle case, la televisione che ancora non c’è.

Ed, invece, siamo ancora qui a scrivere di quel triste ministro cattolico che vuole imitare la censura cinese.



Cadono i diritti di sfruttamento commerciale per le opere di due Nobel, chiunque potrebbe mettere tutto subito in rete. Ma le norme sono tutt'altro che chiare.

Con la fine dell'anno 2006 decadono i diritti di sfruttamento commerciale (termina il settantesimo anno solare dopo la morte dell'autore) riguardanti le opere dei Nobel Luigi Pirandello e Grazia Deledda che riteniamo patrimonio culturale inestimabile dell'intero genere umano.


Le attuali leggi e accordi internazionali, anziché promuovere la cultura, la ostacolano gravemente impedendone la libera circolazione.

Le opere dei

succitati Premi Nobel, nostri connazionali, dovrebbero essere finalmente e

realmente disponibili per tutti, così come riteniamo dovrebbe essere

di tutto il sapere del genere umano.

Bisognerebbe adoperarsi per contribuire ad evitare che la questione rimanga un affare interno alla SIAE. Non è affatto evidente che siaapplicabile la logica degli eredi e del Presidente SIAE, secondo la quale sarebbe sufficiente il giudizio dell'Ufficio Studi SIAE per farsì che i 70 anni della legge siano prorogati della durata delconflitto bellico (sei anni e 9/10 mesi).

L'applicazione di convenzioni internazionali interpretate per estensione non è per niente pacifica di fronte ad una norma di legge tra l'altro neppure modificata in occasione di altre modifiche al

testo intervenute anni dopo la convenzione internazionale citata.

Google recently disabled the Adsense account of John Q. Public for generating invalid or fraudulent clicks.

It has come to our attention that invalid clicks have been generated on the Google ads on your site(s). We have therefore disabled your Google AdSense account. Please understand that this step was taken in an effort to protect the interest of the AdWords advertisers. [from adsense-adclicks@google.com]
His subsequent appeals to Adsense Support were also turned down.

John Q. Public is now looking for alternate revenue streams to monetize his blog and sends us the following questions:

Q 1: Can I get back my Adsense Account ?

There are few cases when previously banned Adsense publishers managed to reinstate their Google account successfully with Google only deducting some amount related to invalid clicks.
Thank you for clarifying your situation. We have reviewed your circumstances and have reinstated your account, effective immediately. Based on the findings of our investigation, we have deducted $30.82 from your account. [from adsense-adclicks-appeal@google.com]
While it is not a bad idea to follow your case with Google, not everyone may be so lucky as Stas or Jason. Generally, the chances of resurrecting your Adsense account are less.

Q 2: If the answer is No, then what's best alternate for adsense.

While Adsense still rules in terms of Ad inventory, there are tons of other advertising programs that can you consider for your blog depending on your niche and demographics. Here are some popular alternatives:

Adsense Alternatives» Yahoo YPN - If you are located in the US, this is probably the best alternative to Adsense. Yahoo Panama is launching on February 5th.

» FeedBurner Ads - Feedburner is probably performing quite very well for a lot of publishers. The ads are CPM in nature and they have decent reporting engine.

» Text Link Ads, Adbrite - You can sell text links on your blog pages using any of these programs. They also let you add advertising in your RSS feeds.

» Kontera, IntelliTXT - These are inline contextual advertising programs that double-underline the keywords. Some users may however find this annyoying since the ad appears in a pop-up window.

» Chitika, Amazon Affiliates - If you are writing a product blog, Chitika may result in good conversion rates - people read the product review on your website and then proceed to these sites for buying the links. Amazon is good for blog that enjoy a fan following and readers buy what you recommend.

Other popular advertising options include Tribal Fusion, Adify, Pheedo and BlogAds depending on your site traffic. [Picture from Flickr]

Q 3: Does Google block the account or the website itself ? Actually I was planning to sell my blog so can the new owner use his own Adsense Account to insert ads in my blog ?

Google generally bans the Adsense account, not the website showing the Google ads. It is however recommended that the "prospective buyer" checks this with Google Adsense Support himself before closing the deal with you. It is very likely that Google will permit him to show ads on your site using his own Adsense account.

Important: Just take care that you don't open another Adsense account with Google using different credentials (like an abbreviated name or a different address) - Google is very likely to discover this activity and they'll will probably ban you again. [Name changed to protect identity]


New revenue opportunities are emerging with the recent boom in video viewing on the Web. On this chart, I've tried to list all of the Web sites that enable independent video producers to make money from their work. I've ranked the sites subjectively, based on how much traffic and buzz they've been attracting, and also how likely it seems that a video producer would actually manage to earn a significant return by posting a video to them. (Media companies with large libraries have a wider range of options for monetizing their content, including Apple's iTunes Music Store, Movielink, and Vongo.)

The majority of these sites are geared shorter-form content, but a few, like Brightcove, EZTakes, and GreenCine, make it possible for producers of hour-long or feature-length projects to generate revenue. Most of these sites don't demand exclusive rights to a video, and I've tried to highlight the few that do, like The Yahoo! Current Network and TurnHere.

Below the main chart, there are two supplemental charts: one lists Web video sites that have announced plans to enable producers to make money with their videos, but haven't yet gone live, and another chart lists DVD-burning services, which help producers sell good old-fashioned DVDs of their work. (While there are some companies, like AdBrite, experimenting with ways to allow video producers to insert ads in their own videos, I haven't yet started a list of these services, in part because they leave the problem of finding an audience in the producer's lap. I also haven't listed all the sites that run contests where winners can earn money for their submissions.)

This project is part of a just-published book, The Future of Web Video: New Opportunities for Producers, Entrepreneurs, Media Companies and Advertisers. Both the book and this chart are based on more than 100 interviews with executives and media-makers I conducted in 2005 and 2006. I'd welcome your feedback via e-mail, at kirsner @ pobox.com.

(Notes: I use the term "producer" in these charts to mean filmmaker/director/media-maker. Also, most of these sites prohibit adult, violent, or hateful content; GreenCine, CustomFlix, and IndieFlix are the three companies willing to carry edgier material. I'd prefer if you didn't re-post this document elsewhere in its entirety, though I heartily encourage links.)

Company /

Location /

Year Founded / URL


Subject Matter/ Length Restrictions

The Deal

Remarks

1. Atom Entertainment

San Francisco, CA
1999

http://www.atomfilms.com/submit/index.html

http://www.addictingclips.com/CashForClips.aspx


Short animated and live action movies (generally under five minutes).

Very selective about content; videos must be picked for inclusion by site editors, and are generally licensed exclusively to Atom for a specified period of time. Producers earn royalties based on the popularity of their content (and sometimes an advance payment, too), plus a share of any additional distribution revenues generated through deals with partners such as Verizon, for mobile video. Since launching, AtomFilms has paid more than $3,000,000 to producers for content licensing and development deals.

The AtomFilms Studio program gives producers an upfront payment for the development of original content exclusively for AtomFilms.

Addicting Clips, a sister site that accepts any content, pays $500 to producers of chosen clips through its Cash Clips program. (Clips that earn money are chosen based on viewer feedback and the site operators' whims.)

Content with provocative titles, like "Roof Sex" and "New Boobs," attracts lots of attention on Atom, even though the actual shorts turn out to be tame. (The parties engaging in roof sex turn out to be two pieces of amorous furniture.) Perhaps Atom's best-known content licensing deal was with JibJab Media, for the musical political satires "This Land" and "Good to Be in D.C.," which together were viewed more than 80 million times in 2004. Site is now owned by MTV Networks/Viacom.

2. Revver

Los Angeles, CA

2005

http://one.revver.com/revver/go/ makers+artists+wanted


Live action shorts and "slice-of-life" videos. 100-megabyte file size limit.

Revver is similar to YouTube, but with a short ad that plays at the end of a video. The company splits advertising revenue 50/50 with the video's producer. Currently, the producer gets paid based on the number of times someone clicks on the ad – not the number of times it is shown. (The rate is 75 cents to $1.00 per click.)

When affiliate sites – a blog, for instance – point viewers to a video, they receive 20 percent of the advertising revenue off the top. The company plans to introduce an impression-based advertising program later in 2006.

Revver's best-known content creators are Fritz Grobe and Stephen Voltz, whose short video "The Extreme Diet Coke and Mentos Experiments" earned them about $30,000 and was viewed more than eight million times on Revver. But Grobe and Voltz encountered trouble keeping non-revenue-generating versions of the video off of other sites – like YouTube.

3. TurnHere

Emeryville, CA

2005

http://www.turnherefilmmakers.com/ become_certified.html


Profiles of local neighborhoods, restaurants, and businesses; most are three minutes or less.

To get "certified," producers must first submit a two-minute audition film. Producers are paid anywhere from $200 to $1000 for a finished short film about a place. (Films then become TurnHere's property.) TurnHere also asks producers to submit their source tapes, along with keywords related to the piece, and addresses of any merchants or attractions included in it.

TurnHere also produces short video "informercials" for local businesses; several of these may be assigned at one time to a producer in the area.

Company has deals with InterContinental Hotels and Discovery to crank out short films. TurnHere plans to produce 25,000 films per year.

4. Metacafe

Israel/San Francisco, CA

2003

http://www.metacafe.com/producer_rewards/


Entertaining, funny videos (cute pet clips are especially encouraged). According to site: "Over six minutes is probably too long...but we'd love for you to prove us wrong."

In the Producer Rewards program, once an uploaded video has been seen 20,000 times, the producer starts getting paid. 20,000 views earns $100; after that, each additional 1,000 views adds $5. A video that is seen two million times would earn $10,000.

Claims 20 million monthly viewers, making it one of the most heavily-trafficked sites on this list.

5. CustomFlix

Scotts Valley, CA

2002

http://www.customflix.com/Services/VideoDownload.jsp


Any content that adheres to content guidelines. Download-to-own videos must be at least 20 minutes long; rental videos must be at least 70 minutes.

Producer suggests a price for video rental and download-to-own version, but Amazon has the final say. Producers get a 50 percent royalty from CustomFlix/Amazon. Good option for indie filmmakers interested in selling features.

Videos will share virtual "shelf space" on Unbox with studio productions like Talladega Nights and The Matrix. Only question: how visible will indie products be on Unbox?

Company /

Location /

Year Founded / URL


Subject Matter/ Length Restrictions

The Deal

Remarks

6. Brightcove

Cambridge, MA

2005

http://studio.brightcove.com/


Any content, any length.

Producers can set a per-download price (minimum: 99 cents), or allow Brightcove to insert ads. For the former, Brightcove splits revenues 70-30, with the creator getting the larger share; for the latter, the revenue split is 50-50. But affiliate sites that point users to an ad-supported video can earn 20 percent of the ad revenue off the top; for pay-per-view videos, the producer can set her own commission rate for affiliates.

Site is more geared to producers with libraries of content or a continuing series, rather than someone with one or two videos. You'll be in good company: Brightcove supports shows from National Geographic, Newsweek, and WE, and music videos from Sony BMG. But the Brightcove site itself isn't a major video destination, so it won't generate traffic for you; instead, the company expects producers and content owners to promote their videos on their own sites.

7. The Yahoo! Current Network

Sunnyvale/San Francisco, CA

2006

http://video.yahoo.com/currenttv


First-person reportage about cars, travel, culture, action sports, and Web memes.

Producers whose clips are chosen for the Yahoo Web site get $100. If the clips are also chosen for broadcast on Current's cable TV channel, the producer gets between $500 and $1000. Pay is contingent on the clip being exclusive to Yahoo! Current, and it scales upward based on how many of a producer's pieces have been aired.

Beware: according to the site's terms, simply by submitting a video (even if it is not chosen for the Web site or broadcast), you are granting Current an exclusive three-month license to your content. See http://www.current.tv/terms for more information.

Content is consistently slick and professional, but often it's introduced by chipper Yahoo! Current hosts, who are like the MTV VJs of old, but sans personality.

8. GreenCine Video-on-Demand

San Francisco, CA

2002 (VOD launched in 2003)

http://www.greencine.com/static/filmmaker/ filmmaker_submission.jsp


Indie features and documentaries (full-length and shorts, but the site recommends that shorts be 25 minutes or longer)

Producers send a preview copy of their content on DVD or VHS. GreenCine takes 10-15 days to review the content, and if it chooses to carry it, sends the producer a content license agreement. (This agreement isn't exclusive; content can appear elsewhere.)

GreenCine pays the producer a percentage of gross revenues from every VOD rental or sale, and payments are sent once a month as long as the producer earns at least $100. (Otherwise, producers are paid quarterly.) Company won't reveal the percentage, but one filmmaker whose movies are available on GreenCine, Caveh Zahedi, reports that the split is 50-50, and says his movies are being purchased in digital form about 5-10 times a month. GreenCine currently doesn't charge producers to encode their content for digital distribution.

Among the titles available: 24 Hours on Craigslist, Betty Page Uncovered, I Am A Sex Addict. 12,000 on-demand titles available for rental; GreenCine launched its download-to-own service in fall 2006 with about 50 titles. Company receives about twenty preview copies of films daily.

9. ExpertVillage.com

Austin, TX

http://www.expertvillage.com/submit/login.aspx


Instructional and how-to videos.

Producers earn $300 for each how-to video; videos must focus on specific topics and be assigned first. Each video must consist of 15 segments of one to three minutes each, featuring an "expert" on a given subject.

ExpertVillage purchases exclusive rights to the content. A spokesman says that some videographers have already made more than $1500 by submitting multiple videos. Site's total budget, announced in 2006, is $2 million for a total of 75,000 videos.

Fifteen segments is a heckuva lot of work for $300.

Videos cover topics like kickboxing, applying eye make-up, cutting the perfect lime wedge, sailing, and pilates.

10. EZTakes

Easthampton, MA

2003

http://www.eztakes.com/store/info/sell.jsp


Full-length features, docs, anime, instructional videos.

Producer sets the price for videos; EZTakes pockets a "delivery fee," typically between 30 to 35 percent. The standard EZTakes distribution agreement is non-exclusive. Unlike the other services on this list, EZTakes aims to make it easy to transfer downloaded content onto a DVD for more convenient living room viewing.

Site offers movies from legendary B-studio Troma Entertainment, including The Toxic Avenger, Bollywood fare, and the IMAX documentary Alaska: Spirit of the Wild.

Company /

Location /

Year Founded / URL


Subject Matter/ Length Restrictions

The Deal

Remarks

11. DivX Stage6

San Diego, CA

2006

http://stage6.divx.com/faqs


Any content, any length.

Producers set the price. DivX takes a 10 percent transaction fee, plus $0.0033 per megabyte surcharge. Currently only supports upload from Windows PCs – no Macintosh. To view videos, purchaser must have the free DivX Web player (viewing also requires a Windows PC). Videos must be encoded in DivX's file format. Producers can create their own branded channels on Stage6.

Geared to producers who want to allow their videos to be viewed at full screen at good quality; videos can also be burned onto a DVD, and then played on a DivX-certified DVD player.

12. Break.com

Los Angeles, CA

1998

http://info.break.com/static/break/subPages/getPaid.html


Short videos under three minutes, short "produced" films over three minutes with storylines, short Flash animations.

Content must be selected by Break.com editors and published on the homepage. Short videos (stunts, animals, dancing, pranks) earn $400. Short "produced" films earn $2000. Flash animations and games earn $2000.

Some videos submitted to Break have been aired on Showtime, as part of a promotion called "Chaos in Suburbia." Most videos seem geared to high school and college guys, with scantily-clad women, sports low-lights, and explosions among the most popular stuff.

13. Blip.tv

New York, NY

2005

http://www.blip.tv/faq/advertising/


Any content. Recommends limiting file size to 100 megabytes.

Through an advertising pilot program, site allows producers to "opt in," allowing ads – 15 second post-roll ads or "single slate" still frames – to be shown at the end of their videos. Advertisers pay on a cost-per-click or cost-per-action basis (IE, signing up for a mailing list or actually purchasing a product.) Eventually, Blip plans to introduce cost-per-impression ads that will pay the producer every time an ad is viewed. Blip.tv splits advertising revenue 50-50 with producers, and pays via PayPal within two weeks of the end of the quarter, if the producer is owed at least $10.

Popular video uploading site for bloggers and social activists. Unlike Revver, videos only generate advertising revenue when they are viewed on the Blip.tv Web site. (Not when they're posted elsewhere – even on the producer's blog.)

14. Eefoof

San Diego, CA

2006

http://www.eefoof.com/howitworks.php


Any content.

Shares advertising revenue with producers. According to the site, high-earning producers "are pulling in over $100/month." Producers must earn $25 before payments start arriving. Most features are priced from $8 to $12.

Hasn't attracted much traffic since its launch in July 2006, which was covered in the Wall Street Journal. Text ads and banners surround video, but there isn't yet pre-roll or post-roll advertising on videos themselves.

15. Cruxy

Brooklyn, NY

2005

https://www.cruxy.com/help/viewer.jsp?topic=Seller_FAQ


Any content, any length, in a wide variety of file formats.

Cruxy takes a small fee from each transaction: ten cents, plus 3 percent of the retail price. Plus, the site passes along PayPal fees, which are five cents and 5 percent of the retail price. Selling a video for $2 would bring in $1.69 for the producer. Site pays producers via PayPal.

Eclectic mix of content, including short films like The Skeleton in the Closet and robot dancing lessons. Interesting way to allow other sites to promote your video content using widgets.

16. Panjea

Marina del Rey, CA

2006

http://www.panjea.com/earnings/


Any content.

Producers can offer original videos as a paid download and retain 80 percent of the revenue. Or, for ad-supported content, producers keep between 50 – 85 percent of the revenue generated. Producers must earn $25 before payments start arriving via PayPal.

Text ads and banners surround video, but there isn't yet pre-roll or post-roll advertising on videos. Well-designed site, but hasn't received much attention yet.

17. Dovetail.tv

San Francisco, CA

2005

http://www.dovetail.tv/dovetail-news/ Dovetail-to-Pay-Indie-Filmmakers-for-Each-Download-22.html


Any "professionally-produced" content.

Producers can create their own channel, and upload content in HD or DVD format, without it being down-converted to lower quality. For each download, producer earns a dime. Producers must e-mail the company to establish a producer account first, which is free.

Viewing more than a short trailer entails downloading a piece of Dovetail viewer software (available for Mac or PC). Content selection includes short films that have been seen on the festival circuit, full-length docs like American Goth, and the ubiquitous "Rocketboom."

18. Lulu.TV

Morrisville, NC

2006

https://www.lulu.tv/signup.php


Any content, up to 200 megabytes.

Producers sign up for a $14.95/month account. Lulu creates a payment pool using 80 percent of those monthly fees. Producers earn a portion of that pool, based on how many views their videos get. If a producer gets two percent of all the views, she gets two percent of the payment pool for that month. But producers can only have ten clips eligible for payment per month.

It sounds a bit like a pyramid scheme, but Lulu says that it has paid out over $10,000 to content producers so far. See additional info below, under DVD-Burning Services.

Poorly-designed – clicking on a thumbnail doesn't always take you to that specific video. No critical mass of content yet.

19. Google Video

Mountain View, CA

2005

https://upload.video.google.com/


Any content, any length. But contrary to popular belief and the company's announcements, Google does not yet offer an open payment system for indie producers.

Google had promised publicly in early 2006 to make it possible for independent video producers to charge for video they upload, but that feature never launched, and in September 2006 the company quietly announced that it had been postponed indefinitely. Producers can upload their video to Google to make it freely available; or, if they have more than 1000 hours of video content, they can sign up as a "major producer" and set the price for their downloads.

Google worked on a one-off basis in early 2006 with Waterborne director Ben Rekhi to make his movie available as a paid download, and the search engine has had discussions with others.

In late October 2006, Google began to test an advertising program with Fritz Grobe and Stephen Voltz, creators of the "Extreme Diet Coke and Mentos" series.

Paid content is currently dominated by "Charlie Rose" and CBS TV shows. Presentation and categorization of content is terrible; hard to find (or filter out) paid videos. Category called "Movies" is actually movie trailers. The lone independent feature film offered as a paid download in 2006, Waterborne, only attracted about 300 buyers.

> Other Sites Launching Soon

These sites are ranked based on how likely I think they are to make a splash once they do launch (or once they introduce their service that allows producers to earn money.) As with the list above, this ranking is completely subjective.

Company / URL

Notes

Veoh Networks

http://www.veoh.com/corporate/faq.html#publish10

Site touts the ability for producers to create their own branded channels (or collections of content.) Video is high-quality, even when viewed at full-screen, but viewers must download a Veoh client first. No limit to size/length of video.

WOW TV

http://beta.wowtv.tv/

Producers can create their own channels, and either sell their content or give it away for free. A producer can create multiple channels, and offer a given video in multiple sizes: 640 x 480, 320 x 240, etc. Site is being developed by World of Wonder, a small TV and film production company in Hollywood that has produced cable TV shows like "Million Dollar Listing" and movies like the documentary Inside Deep Throat.

About.com

http://video.about.com/

About.com is starting to encourage its "Guides" (contractors who build mini-sites focused on a particular topic) to produce video, but the company is also exploring the notion of paying other producers to make short informational or how-to videos. An About exec says pay may rage from $50 to $200 per video. About.com is part of NY Times Digital.

VideoEgg

http://www.videoegg.com

VideoEgg is a site favored by bloggers for video hosting. Though the company recently announced an ad sales network called EggNetwork, very little info is available about how producers can get involved.

ON networks

http://www.onnetworks.com/

From the CEO, Kip McClanahan: "...[W]e have a focus on professional-quality content across a large array of subject matter, and support a model that allows pro content creators a recurring revenue stream via a couple of different mechanisms." Site will focus mainly on information and educational video, under five minutes in length, shot in high-def. Site may opt not to pay producers in advance, but instead share advertising and syndication revenues on the "back end."

SuperIndieFilms

http://www.superindiefilms.com/index.php?ForMovieMakers

Inviting filmmakers to participate in an alpha test that began in October 2006. Site will support not just downloading of full-length movies, but also associated elements, like deleted scenes, director's commentary, and storyboards. Producer keeps 75 percent of revenue from download price, after SuperIndieFilms gets a 30-cents-per-download transaction fee.

YouAreTV

http://www.youare.tv

From the founder, David Dundas: "YouAreTV will enable filmmmakers and media-makers to distribute their content through online, desktop and [the] on-demand environment. YouAreTV does not seek to be a destination, but a tool to enable content find the right audience." Site will enable producers to earn money either from ads or paid downloads, starting in December 2006.

> DVD-Burning Services

Producers with long-form videos (or a collection of clips that they want to sell together) may want to make their work available as a DVD. There are three options for making DVDs available "on demand"; this means that you don't have to order a certain number of DVDs, stash them in your garage, and fulfill orders yourself.

Company / URL

Notes

CustomFlix (owned by Amazon.com)

http://www.customflix.com/

Producers can sell their work on CustomFlix's own store, or on both CustomFlix and Amazon.com. (And why wouldn't you?) CustomFlix charges a $19.95/year storage fee, which is waived for as long as the work is made available on Amazon. Producer sets the price. If producer supplies an already-authored DVD, CustomFlix is offering free set-up through the end of 2006; otherwise, additional fees are involved. CustomFlix has a high-quality catalog, offering documentaries, the Westminster dog show, exercise videos, and the 1960s TV Western "Cimarron Strip."

Producer gets 35 percent of the selling price for DVDs sold through Amazon.com; on CustomFlix, producer keeps 95 percent of revenue, less production costs. (Production costs start at $7.95 per disc, and drop as low as $4.95 if a DVD sells more than 50 copies per month.) Payments arrive every month via direct bank deposit; producers outside the US get paid via check. Discs ship to buyers within three days of when they are ordered. CustomFlix recently launched a digital download service in partnership with Amazon's Unbox (see additional info above.)

IndieFlix

https://www.indieflix.com/ssl/Filmmaker/HowItWorks.aspx

Producers send IndieFlix a master of their movie (or collection of shorts), on any number of formats: DVD, BetaSP, NTSC tape, MiniDV, etc. If the producer hasn't already authored a DVD with menus, Indieflix will take care of that free of charge. Company sells full-length movies or compilations of shorts for $9.95, and producer gets 1/3 of each sale. (Individual shorts sell for $2.95.)

Indieflix pays producers via PayPal or bank transfer each month, as long as they have earned at least $10 during that month. (For foreign filmmakers, this sum is $100.) Discs usually ship within one day, and arrive within 3-to-5 days by first class mail. IndieFlix says it has plans to launch a digital download service. Very little TV or instructional video content; more geared to indie features and shorts.

Lulu

http://www.lulu.com/products/discs/dvd.php

Producer can upload videos and cover art, and set the price. Lulu charges $6.50 to $7.50 to produce each DVD, based on quantity; 20 percent of any profit you collect on top of that goes to Lulu. For example, if the selling price was $17.50, and the disc cost $7.50 to produce, you would give Lulu $2 of the $10 profit, and keep $8. Producers can also choose to sell DVDs at cost. DVDs require a 3-to-5 day production time before they ship to buyers. Unlike CustomFlix and IndieFlix, Lulu does not make available trailers or previews of content. See additional info about Lulu above.