foto money money money - Melanie Kintz

Questa la promessa dell'Agenzia delle Entrate statunitense, che vuole vedere i conti dei seller: chi fattura più di 5mila dollari o effettua più di 100 transazioni all'anno dovrà pagare le tasse sulla sua attività. EBay non è d'accordo

Washington - Se eBay è un servizio di aste, i suoi clienti devono pagare le tasse sul venduto. Così la pensa l'Agenzia delle Entrate statunitense (IRS), che secondo il Financial Times dal primo gennaio 2008 potrebbe estendere la normativa vigente, sulle attività d'asta tradizionali, alla più nota piattaforma online. eBay come Sotheby's, insomma, e con gli stessi obblighi amministrativi. Tutti i dati finanziari degli utenti, che effettuano più di 100 transazioni all'anno o fatturano più di 5mila dollari, dovranno essere condivisi con l'IRS (Internal Revenue Service.

Il gruppo dirigente di eBay non è assolutamente d'accordo, tanto più che a Washington sarebbero già in atto operazioni di lobbying per annullare l'iniziativa fiscale. Il Governo, però, sembrerebbe intenzionato ad andare avanti comunque e considerare eBay un vero e proprio "broker" che, come avviene normalmente, è tenuto a denunciare gli introiti degli operatori.

In verità, come hanno fatto notare alcuni fiscalisti, eBay avrebbe dovuto fornire questo genere di informazioni da tempo. La questione di fondo è semplicemente legata alla definizione dell'attività della nota piattaforma online. Secondo IRS - e molti altri esperti - si tratta di un servizio di aste; secondo eBay, invece, il suo è "un servizio in stile asta più simile ad un centro commerciale".

"IRS deve disporre di questi strumenti per far fronte alla carenza di dati correlati a queste entrate", ha dichiarato Nina Olson, National Taxpayer Advocate - una sorta di garante per i contribuenti. Secondo le ultime statistiche, eBay vanterebbe 97 milioni di utenti statunitensi che nel 2006 avrebbero venduto 25,2 miliardi di dollari di merce. Più di 720 mila, inoltre, utilizzerebbero i servizi di aste come prima o seconda attività lavorativa. La maggior parte non denuncia alcunché all'IRS.

Jennifer Zuccarelli, portavoce del Dipartimento del Tesoro, ha voluto però sottolineare che non si tratta di un'iniziativa per colpire eBay o altre aziende note, ma di una soluzione che non baderà al medium: nessuna differenza quindi tra dimensione on e off-line.

"Tutti i rivenditori professionali con cui ho parlato pagano le tasse e quindi la questione non si pone. La condivisione di dati non è un problema", ha dichiarato David Yaskulka, presidente marketing di Professional eBay Sellers Alliance - l'organizzazione che raccoglie 500 fra i più grandi rivenditori del sito.

Ebay, fondamentalmente, ha dichiarato che la questione riguarda il senso di responsabilità degli utenti: insomma, non vuole trasformarsi in un "cane da guardia" del Fisco. Se però saranno richieste informazioni specifiche su individui o entità societarie la cooperazione con l'IRS sarà massima.

La norma sarà discussa a metà marzo al Congresso, presso House Ways and Means Committee. "La consideriamo come un punto di partenza, e siamo impazienti di risolvere il problema", ha dichiarato Matthew Beck, portavoce della Maggioranza democratica del Committee. Già, perché secondo alcuni osservatori il problema riguarda la discriminazione fiscale fra le attività commerciali online e off-line: chi ha un negozio on-street non può mediare con l'IRS; chi commercia abitualmente su eBay può decidere se denunciare o meno le sue entrate.

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Fino a pochi anni fa, i videomakers non avrebbero mai immaginato di poter editare i loro video online in maniera semi-professionale senza dover acquistare dei software costosi. Il web di oggi, invece, è popolato di siti che permettono agli utenti di editare i video online attraverso il browser, senza dover installare nessun software sul loro computer.

Questi siti di video editing sono facili da usare e ti permettono in pochi passi di effettuare dell'editing video sia di base che avanzato.

Attorno a questi siti fioriscono spesso delle video community che autorizzano gli utenti a remixare i video originali e creare nuovi video mash-ups . La maggior parte degli strumenti per il video editing online permette all'utente non solo di editare i propri video o quelli appartenenti alle community, ma addirittura quelli prodotti da altri che risiedono nei principali siti di video sharing.

In questa mini-guida ho raccolto per te i siti più popolari che ti permettono di editare i video online.

Queste sono le caratteristiche che ho preso in considerazione nella mia attività di recensione:

  • Formati di file che puoi editare: quali sono i tipi di formati video supportati che possono essere editati online.

  • Formati in cui puoi salvare il file editato: in quali formati video possono essere salvati i filmati editati online.

  • Capacità di inserire il video editato nei siti web: la possibilità di postare ogni video editato in qualsiasi pagina web.

  • Upload da HD, Cellulare o URL: se i tuoi video possono essere uplodati dall'hard disk, dal tuo cellulare o da una URL.

  • Dimensione massima del video: la dimensione massima che il video deve avere per poter essere uplodato.

  • Effetti di transizione: la possibilità di aggiungere effetti di transizione per separare video clips differenti.

  • Audio dubbing: l'opzione di editare l'audio, ridurre il rumore ed aggiungere effetti speciali.

  • Titolazione: la possibilità di aggiungere titoli e descrizioni all'interno dei video.

  • Effetti speciali video: la disponibilità di effetti speciali video da poter applicare al filmato.

  • La possibilità di salvare i video sul computer: la capacità di salvare sul computer i video editati.

  • Prezzo: Informazioni sui costi del servizio.
Perfavore nota che questa mini-guida è solo una raccolta di online video editing tools che non intende in nessun modo rappresentare una risorsa completa.
Eyespot

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  • Formati di file che puoi editare: .avi, .mpeg, .mov, DivX, .wmv, .mp3

  • Formati in cui puoi salvare il file editato: .flv

  • Capacità di inserire il video editato nei siti web: SI

  • Upload da HD, Cellulare o URL: HD e Cellulare

  • Dimensione massima del video: Puoi uplodare fino a sette file insieme, di 50 MB ciascuno.

  • Effetti di transizione: SI

  • Audio dubbing: SI

  • Titolazione: SI

  • Effetti speciali video: SI

  • Possibilità di salvare i video sul computer: SI (sia su Windows che su Mac)

  • Prezzo: Gratis

Eyespot è un video mixer online che ti permette di caricare, organizzare e condividere video, foto e musica. Tramite Eyespot puoi applicare effetti speciali ed aggiungere transizioni a qualsiasi video; è supportato anche il doppiaggio audio. Puoi inoltre inviare i video che hai girato con il cellulare direttamente al tuo account via MMS. Eyespot organizza tutti i tuoi video in album e ti permette di inserirli in qualsiasi pagina web; funziona su qualsiasi browser o piattaforma.

Leggi la nostra recensione di Eyespot

Link: http://Eyespot.com/



Jumpcut

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  • Formati di file che puoi editare: .mpg, .mpeg, .mp4, .avi, .mov, .wmv, .flv, .rm, 3GP.

  • Formati in cui puoi salvare il file editato: .flv

  • Capacità di inserire il video editato nei siti web: SI

  • Upload da HD, Cellulare o URL: HD e cellulare

  • Dimensione massima del video: 100MB

  • Effetti di transizione: SI

  • Audio dubbing: SI

  • Titolazione: SI

  • Effetti speciali video: SI

  • Possibilità di salvare i video sul computer: NO

  • Prezzo: Gratis

Jumpcut è un servizio di online video editing e remixing che ti permette di editare i tuoi video online, creare slideshows e postare tutto su qualsiasi pagina web. Puoi aggiungere ed editare i contenuti facendo il drag and drop di thumbnails, selezionando le parti migliori delle tue video clips, cambiando la durata delle tue immagini, aggiungendo musica, effetti sonori, titoli, effetti speciali e cambiando le transizioni.

Leggi la nostra recensione di Jumpcut

Link: http://www.jumpcut.com/



Motionbox

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  • Formati di file che puoi editare: .avi, .mov, .dv, .mpg, .mp4, .wmv, .asf, e .qt.

  • Formati in cui puoi salvare il file editato: .flv

  • Capacità di inserire il video editato nei siti web: SI

  • Upload da HD, Cellulare o URL: HD

  • Dimensione massima del video: 100MB per file.

  • Effetti di transizione: SI

  • Audio dubbing: NO

  • Titolazione: SI

  • Effetti speciali video: NO

  • Possibilità di salvare i video sul computer: NO

  • Prezzo: Gratis

Motionbox è un servizio di video editing web-based che ti permette di editare un punto specifico o un segmento all'interno della tua clip. Il supporto di video sharing integrato permette agli utenti di selezionare highlights nei loro video online, assegnarli dei tag e condividerli con gli amici. Motionbox funziona su tutti i browser più popolari e sia su Windows che su Mac.

Leggi la nostra recensione di Motionbox

Link: http://www.motionbox.com/



Un annuncio in diretta mondiale quello con cui ieri Google ha voluto lanciare la sua nuova Google Apps Premier Edition, versione dei servizi di comunicazione e collaborazione, accessibili via Internet "da qualsiasi parte del mondo", come sottolinea BigG.
Annunciata ufficialmente con un lancio mondiale la nuova suite di applicazioni di BigG, un guanto di sfida per la suite di produttività di Microsoft. Tutti i dettagli

Si tratta di una suite di applicazioni utilizzabili da remoto che rappresentano un'alternativa ai tradizionali pacchetti di produttività in locale, primo tra tutti il leader del settore, Microsoft Office. Non che siano forniti gratuitamente: ogni azienda che vorrà fruire della Premier Edition dovrà pagare 40 euro l'anno per ciascuna utenza, una tariffa che include supporto telefonico 24 ore su 24, storage aggiuntivo (10 giga) e una serie di nuove funzionalità di amministrazione e business integration.

La versione Premier non è altro che una evoluzione di quelle Google Apps lanciate da BigG molti mesi fa, un insieme di strumenti che include posta elettronica su web (Gmail), calendario, instant messaging e pagina web personalizzabile. Secondo Google, la prima versione delle sue Apps è utilizzata oggi da più di 100mila piccole aziende e centinaia di università. Le versioni Education e Standard continueranno ad essere offerte in forma gratuita.

Con l'arrivo di Premier, in tutte le versioni di Google Apps Google introduce alcune novità, in particolare il suo Docs & Spreadsheet, una funzionalità che il colosso della ricerca spera induca molti a rinunciare ai più noti tool "in locale" per la produzione di documenti e fogli di calcolo. Altre funzionalità comprendono l'accesso di Gmail via mobile.

Tra gli elementi chiave della strategia di Google c'è la collaborazione: l'intera suite è infatti pensata anche per consentire ad una molteplicità di utenti autorizzati ad agire da remoto in modo collaborativo su progetti comuni. Altro nodo strategico è l'apertura delle API di Google Apps, una caratteristica che consente alle imprese di incardinare Premier nei propri strumenti in modo più omogeneo anche per quanto riguarda la reportistica, l'accesso e la gestione del lavoro.

E a chi diffida sostenendo che le aziende non vorranno mettere i propri dati in mano a Google (che peraltro assicura l'assoluta riservatezza), Google risponde ricordando che sono già moltissime le imprese che affidano la gestione dei dati a terzi in outsourcing. E cita colossi, come General Electric o Procter & Gamble, che hanno già adottato Apps e che rilasciano dichiarazioni più che ottimistiche sul funzionamento di Premier. In Italia vengono citate Mondadori e Regione Veneto.

Tra le garanzie offerte da Google Apps c'è l'affidabilità di Gmail: sarà riconosciuto il disservizio qualora l'uptime, ossia la disponibilità del servizio, non arrivi al 99,9 per cento.

Più curiosa la nota con cui Google spiega che in Google Apps la pubblicità è disattivata di default ma le imprese possono decidere di includere gli ad targettizzati di Google in qualsiasi momento se così desiderano.

Le "hosted application" di Google, come BigG anche definisce il suo "pacchetto", sono disponibili in diverse lingue, italiano compreso. Il riferimento per chi vuole dare un occhio è questo: https://www.google.com/a/

Budapest, perché non sempre "liberazione" è sinonimo di "libertà"

Duro verdetto del tribunale di Alessandria d'Egitto, contro un ex studente ventiduenne
che utilizzava il suo spazio su internet per esprimere opinioni "liberal" Protestano Amnesty e Reporter senza frontiere, "preoccupato" il dipartimento di Stato Usa

ALESSANDRIA D'EGITTO - Il tribunale di Alessandria ha condannato a quattro anni di prigione un ragazzo di 22 anni, colpevole di aver scritto, nel suo blog, parole di critica al fondamentalismo islamico e al presidente Hosni Mubarak. I legali hanno già annunciato che ricorreranno in appello.

Protagonista della vicenda è Abdel Karim Suleiman, ex studente di legge. In galera già dallo scorso novembre, a causa di otto suoi articoli postati sul web a partire dal 2004. Nei suoi scritti, aveva sostenuto ad esempio che al Cairo i maggiori leader religiosi sunniti promuovono idee integraliste ed estreme. E aveva paragonato Mubarak ai faraoni che, nei tempi antichi, governavano con metodi assolutamente dittatoriali.

Un caso che ha suscitato molto clamore nella comunità dei blogger, e di cui si sono interessate anche le associazioni che si battono per i diritti umani. Visto che si tratta di una classica vicenda in cui viene punito un (presunto) reato d'opinione. In tanti hanno protestato già ai tempi del suo arresto, sostenendo che l'accanimento sul suo blog è una sorta di cavallo di Troia, con cui le autorità egiziane vogliono limitare la libertà su internet.

Tra le organizzazioni che hanno seguito più attivamente il processo c'è Amnesty International, che in un comunicato diffuso dalla sua sede di Londra ha commentato così la vicenda: "E' un nuovo capitolo di abuso sulla libertà di espressione, in quel Paese".

Da Parigi, invece, è intervenuta l'associazione Reporter senza frontiere, definendo la condanna "una disgrazia". E che ha chiesto alla Nazioni Unite di intervenire, togliendo all'Egitto il ruolo di ospite dell'Internet Governance Forum, che si terrà nel 2009. "E' tempo che la comunità internazionale prenda posizione, sulle ripetute violazioni della libertà di stampa e dei diritti degli utenti web", è scritto in un comunicato. Ma l'eco della vicenda è arrivata fino a Washington. Il portavoce del dipartimento di Stato, Tom Casey, si è detto "molto preoccupato" per il verdetto.

E quello di Sulemain - musulmano e liberal - non è un episodio isolato, visto che nel paese maghrebino internet è uno dei pochi luoghi di critica alle autorità. Visto che il governo controllo i maggiori giornali e le tv. E se il ventiduenne ex studente è il primo condannato alla prigione, i blogger che hanno subito l'arresto sono molti di più.



Qual è la differenza tra IPTV
, la Televisione basata sul Protocollo IP, supportata dai maggiori fornitori di telecomunicazioni e dai maggiori gruppi di media (tra cui anche Microsoft) e la Televisione via Internet testimoniata dai fenomeni di Long Tail, OurMedia, The Internet Archive, Brightcove e la disponibilità di nuove ed interessanti opportunità tecnologiche come le connessioni sempre più veloci, lo spazio di contenimento di file illimitato, Bittorrent, MPEG4 e gli strumenti software e hardware a basso costo per la produzione?

Si tratta di due forze opposte e divergenti oppure sono due aspetti dello stesso fenomeno mediatico ritratti in modo diverso?

A questa domanda poche persone sono in grado di rispondere in modo chiaro. Anche coloro che lavorano per le imprese che aspirano alla IPTV non darebbero molto credito all'esistenza di un'alternativa per potenziare la forza di Internet nella distribuzione dei contenuti video.

Dunque quali sono le principali differenze tra questi due approcci che possono interessarci?

La scelta sembra essere tra un universo di produzione di contenuto altamente diversificato e dinamico ed un altro dominato dalla distribuzione privata e protetta dei contenuti video più tradizionali, per la maggior parte forniti dai grandi gruppi di Hollywood ed altri media tra i più conosciuti.


Che cos'è l'IPTV

IPTV non è la Televisione trasmessa su Internet.

"IPTV in generale è fondata e supportata dai maggiori fornitori di telecomunicazioni che hanno intrapreso la missione di creare un prodotto alternativo e concorrente ai servizi via cavo e satellitari." (Jeremy Allaire)

"Sebbene la sigla "IP" stia per Internet Protocol, ciò non vuole dire che la gente per vedere la programmazione televisiva debba entrare nella pagina web preferita.

In questo caso IP infatti si riferisce a un metodo per inviare informazioni attraverso una rete protetta e strettamente gestita il cui risultato è un tipo di intrattenimento migliore....IPTV è particolarmente adatto per la produzione di contenuti dei principali media, inclusi Hollywood ed i maggiori canali di distribuzione via satellite e via cavo. IPTV permette a queste organizzazioni di avere un controllo totale sui contenuti distribuiti e riduce notevolmente le opportunità per la pirateria, che l'anno scorso è costata all'industria via cavo più di quattro miliardi di dollari"(Businessweek - "The real meaning of IPTV")

IPTV integra modi molteplici per monitorare e registrare le scelte degli utenti, le loro preferenze e le selezioni nell'arco della giornata, ecco perchè appare come una piattaforma ideale per inserirvi opzioni personalizzate di e-commerce ed altre forme di pubblicità fatte su misura.

IPTV è una piattaforma controllata da un carrier che possiede infrastrutture che gestisce e controlla e l'utente interagisce direttamente con questo carrier. Questo tipo di infrastruttura è presente all'interno del carrier e difficilmente vi si può accedere tramite Internet.

IPTV è un'infrastruttura di connessione di massa che verrà sviluppata nel corso degli anni e che dipenderà in buona parte dalle innovazioni nella connettività, nei trasporti e negli apparecchi per la distribuzione, sia per quanto rigurada l'operatore, che il cliente.

Clicca qui per saperne di più.

Sarà facile per le compagnie di telecomunicazioni, acquisire, creare le licenze e distribuire gli esistenti contenuti video commerciali? Queste società, che hanno poca o nessuna esperienza in merito, riusciranno ad avere successo in questa industria emergente?

Al momento queste domande rimangono aperte:

"Non sarà facile. L'industria dell'intrattenimento è già intrecciata in una complessa rete di contratti esclusivi di licenze ed ottenere i contenuti giusti sarà una sfida per le compagnie di telecomunicazioni. I film di solito sono vincolati da diritti esclusivi per circa otto o nove anni, trascorsi i quali finalmente la licenza è aperta ai diritti generici per la trasmissione. Questo è l'ostacolo più arduo da superare, per coloro che vogliono cominciare a distribuire i loro contenuti video tramite IP."

Questo è quanto ha sostenuto Bob Greene, vice presidente della Starz Entertainment Group LLC, in occasione del Tredicesimo Simposio Annuale "Next Generation Media Networks". (Lightreading IPTV Vs. Me too TV)

Secondo Reed Hastings, leader e fondatore di Netflix, "l'industria è arrivata ad un punto cruciale: la scelta tra una TV basata su Internet, aperta, altamente diversificata e fatta dalla gente, contro una TV molto commerciale, protetta e controllata da reti private che si basano sul modello tradizionale dei servizi via cavo e satellitari."

Purtroppo molte società di telecomunicazioni stanno buttando via molto denaro per creare versioni basate sull'IP di come le offerte già esistenti della TV via cavo e staellitare, senza capire l'importanza della TV via Internet che sta emergendo e quello che ha da offrire sul serio.

Un grande esempio di reti di telecomunicazioni che distribuiscono contenuti videotelevisivi è quello della società nipponica NTT DoComo, in cui il gigante giapponese delle telecomunicazioni taglia i costi degli abbonamenti in cambio di servizi e strumenti per i produttori di contenuti video, affinchè mettano sul mercato i loro video utilizzando la loro rete di distribuzione.


  1. Che cos'è la Televisione via Internet

    Quindi quale alternativa propone Jeremy Allaire?

    La televisione via Internet è piuttosto diversa in termini di modelli per il consumatore, per il produttore e per l'infrastruttura stessa. Qui infatti, il modello è aperto a qualsiasi possessore di diritti ed è basato sullo stesso modello di pubblicazione presente oggi sul web: chiunque può creare un prodotto e distribuirlo su base globale.

    E' una televisione aperta a tutti i possessori di diritti, indipendentemente dal fatto che sia un individuo a creare un video per un pubblico ristretto o un produttore tradizionale che offre canali via cavo. In questa televisione la comunicazione tra il produttore e l'utente è diretta.

    Questo approccio vuole inoltre essere il più indipendente possibile dagli apparecchi e dalle infrastrutture dei carrier e degli operatori. Grazie agli standard ed ai formati aperti, che hanno reso possibile questa opportunità, la televisione via Internet vuole essere proprio come il web è oggi: accessibile da qualsiasi computer e con qualsiasi connessione, da ogni parte del mondo.

    La televisione via Internet sarà integrata con l'esperienza che gli utenti hanno con Internet e con i meccaniscmi di ricerca, scoperta e condivisione delle esperienze.

    Il modello su cui si basa questo tipo di televisione è globale - e non geografico come l'IPTV - e vi si potrà accedere da qualsiasi zona o regione.

    La televisione via Internet promette accesso a molti nuovi prodotti ed a una varietà di programmazioni molto più ampia rispetto a quella tradizionale.

    "Una piattaforma aperta fornisce un controllo sulle marche e sulle relazioni con gli utenti, questo creerà un'esplosione dei contenuti di nicchia, accessibili tramite sistemi aperti e basati sull'IP", dice Jeremy Allaire.

Non sarebbe una sorpresa vedere "nuovi collettivi di media" modellati suoi progetti open source che si uniscono per portare avanti un interesse particolare, sia per l'intrattenimento che per i programmi informativi.

C'è un pezzo mancante per creare una piattaforma per i media dei cittadini?

Ma la domanda è: quale dei due tipi di televisione vorreste e perchè?


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Ho sempre avuto a disposizione un piccolo toolkit di programmi di image editing gratuiti in grado di aiutarmi nei miei bisogni di comunicatore visivo. Questa raccolta di programmi gratuiti include Photofiltre, Irfanview e DCE, un trio fantastico di cui non posso fare a meno, a cui ho aggiunto Snag-it (a pagamento). Tuttavia, le alternative web-based continuano a crescere in termini di numero e qualità.

Qui sotto vi presento una micro-selezione di alcuni dei più recenti strumenti online per l’editing di immagini digitali.

Sebbene attualmente limitato nello scopo, questo è il primo passo per la creazione di una mini-guida completa con TUTTI i tool online per l’editing delle immagini digitali.


  1. Editor di immagini che ti permette di modificare rapidamente tutte le tue foto online da qualsiasi sistema operativo
  2. Servizio di hosting di immagini che permette agli utenti di gestire, editare e condividere le proprie immagini online
  3. Servizio per ridimensionare le foto che ti permette di creare un avatar personalizzato per i tuoi social networks
  4. Photo service che ti permette di editare e salvare immagini, screenshots e fotografie online
  5. Servizio per ridimensionare le immagini che ti permette dal browser di ridimensionare più immagini insieme
  6. Tool per estrarre il colore che ti permette di estrarre colori da qualsiasi immagine per creare degli schemi di colore
  7. Servizio di foto editing che ti permette di migliorare il viso di una persona all’interno di una foto digitale
  8. Photo service con funzionalità per la manipolazione delle immagini, connesso al tuo account Flickr
  9. Sito per l’editing di fotografie digitali che ti permette di effettuare delle modifiche sulle tue foto e su altre foto disponibili online
  10. Servizio di editing di immagini che ti permette di uplodare immagini digitali da qualunque pagina Web e di editarle liberamente
I migliori:
  1. Picnik

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    Picnik è un editor di immagini digitali che ti permette di editare con facilità tutte le tue fotografie online. Puoi aggiustare le foto sottoesposte, rimuovere gli occhi rossi, ed applicare effetti speciali alle tue fotografie. Picnic è connesso direttamente a molti siti di photo sharing e funziona con Mac, Windows e Linux. Picnik è completamente gratis da usare.

    http://www.picnik.com/
  2. XMG Image
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    XMG Image è un servizio per l’hosting di immagini che fornisce un’interfaccia per gli utenti per gestire, editare e condividere le immagini online. Puoi utilizzare molte funzionalità potenti di editing che ti permettono di tagliare, ruotare e ridimensionare le tue immagini digitali. Puoi inoltre aggiungere effetti speciali. XMG è completamente gratis da usare.
    http://xmgimage.com/


Elenco completo dei software: http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_screen_recording_software

Se desideri insegnare a qualcuno
come usare un nuovo software o un servizio web non c'è niente di meglio di un ottimo screencast. Uno screencast non è nient'altro che una registrazione delle schermate accompagnata da un audio che spiega quello che sta accadendo sullo schermo in quel momento.

Uno screencast ha molti vantaggi rispetto alle demo dei software tradizionali. Il fatto che una persona possa sedersi, premere il bottone di registrazione, registrare e raccontare le azioni che ha bisogno di fare per configurare una certa applicazione o servizio Web offre enormi opportunità didattiche. Lo screencast pone le basi per il rapido sviluppo di un training efficace e per azioni di marketing a basso costo.

Per creare uno screencast c'è bisogno di uno screen-recording software, un software che registra le schermate capace di catturare i movimenti del mouse in tempo reale, i click, le attività dello schermo e l'abilità di registrare l'audio.

Comunque gli screencast che contengono piccolo esitazioni o errori spesso sono più efficaci di operazioni di video editing professionali perchè sono più credibili.

Uno screencast è quindi un filmato digitale che registra le schermate del tuo computer che in seguito possono essere editate e pubblicate all'interno di una pagina Web o di un post di un blog.

Se vuoi saperne di più riguardo lo screencasting, ecco qui alcune utili informazioni sulla sua storia, l'uso, le applicazioni e le tecnologie richieste.

La parola "screencast" è stata inventata da Jon Udell nel 2004, tra una lista di definizioni suggerite da una web community. Udell usò per primo la parola in un articolo pubblicato su InfoWorld, che descriveva i vantaggi di usare questa tecnica per mostrare il funzionamento delle applicazioni.

Lo Screencasting può essere usato in molti modi, da scopi educativi ad azioni di marketing; registrando gli "screen movies", tutti possono creare tutorial per software e demo e spiegare le funzionalità di alcuni servizi nel modo più semplice possibile.

Inoltre, lo screencasting è un modo efficace di rendere umano un contenuto in una sessione di e-learning unendo audio, video e testo. Presentare un materiale in questo modo rende le lezioni online più accessibili.

Quali strumenti usare?

Questi sono i migliori:

Gli utenti Windows possono trarre vantaggio da Windows Media Encoder , la migliore piattaforma per la registrazione dello schermo. E' freeware ed è perfetto se hai bisogno di creare screencast solo per utenti Windows.

Per una soluzione altamente professionale, gli utenti Windows possono utilizzare Camtasia Studio, Macromedia Captivate e Demo Builder, che sono disponibili anche in versione trial. Una versione completamente gratuita è CamStudio.

Gli utenti Mac possono utilizzare SnapZ Pro X, Screenography, Screen Movie Recorder e Display Eater .

Gli utenti Linux si possono affidare a Demo Recorder, Istanbul e XvidCap.

Esistono inoltre molti strumenti multi-piattaforma come Wink, TurboDemo e ScreenRecord .

Recentemente è divenuto possibile creare semplici screencast attraverso un servizio web-based che non necessita il download: il servizio gratuito si chiama Tapefailure, e permette di registrare direttamente dal browser e di condividere i contenuti con altri.

COME PUBBLICARE UNO SCREENCAST ONLINE

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Photo credit: Intrepid

Una volta creato lo screencast, può essere trasmesso in formato Flash ed inserito all'interno di pagine web. Per farlo può essere usato Turbine Video Encoder 2; questo prodotto non solo permette di convertire il tuo video in formato flash, ma ti permette di aggiungere descrizioni e funzionalità di audio mixing.

Gli Screencaster inoltre possono usare Project Streamer, un'applicazione per condividere le presentazioni online creata da Camtasia Studio software. Gli utenti di Project Streamer possono uplodare, accedere e comunicare le loro presentazioni in maniera rapida e semplice.

Una soluzione per salvare i tuoi screencast nei vari formati video (.mp4, .avi, .wmv, .mov) è caricarli su di un servizio gratuito come YouTube o Google Video; in questo modo possono essere inseriti all'interno delle pagine Web semplicemente incollandone il codice.

Questa soluzione potrebbe attrarre blogger che usano servizi gratuiti di blogging come Wordpress o Blogger e che non hanno abbastanza spazio.





Il tuo video grezzo

Il processo inizia dalla selezione delle clip che intendi utilizzare; devi assicurarti che queste siano state compresse utilizzando il formato Flash Video FLV.

Questo è il formato necessario se vuoi utilizzare tutti i servizi di video on line. Deve essere un video in formato Flash, non in Quicktime, non in Windows Media, non in Real. Se usi iMovie, Kino o Windows Movie Maker posso supporre che tu non abbia molta familiarità con questo formato, che è diventato sempre più importante, per chiunque voglia pubblicare video online, solo negli ultimi anni.

Fortunatamente c’è un buon numero di strumenti e servizi che convertono con facilità i tuoi video nel formato .flv di Flash. Puoi convertire e fare l'encoding delle tue clip nel formato giusto utilizzando strumenti online come ZamZar o HeyWatch. Se preferisci una soluzione software, Riva FLV Encoder o UltraVideo Flash Converter forniscono tutte le funzionalità necessarie per fare la stessa cosa.

La miglior soluzione, dal mio punto di vista, è quella che non solo ti permette di convertire le tue clip nel formato Flash, ma che si occupa anche di fare l'hosting dei tuoi file, invece di obbligarti a fare le due cose separatamente. Sono felice di farti sapere che esiste uno strumento apposito che converte il tuo video in FLV e lo "ospita" gratuitamente: continua a leggere e scoprirai quale sia questo servizio.



L'Hosting del tuo video grezzo

La migliore soluzione in assoluto per l'hosting dei tuoi video è Blip.TV, che non solo si occupa di ospitare il tuo file per distribuirlo sul web ma crea per te, automaticamente, anche una copia del video in FLV. In poche parole Blip.TV è una maniera veloce per convertire e fare l'hosting dei tuoi video, tutto in un unico strumento.

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Una volta che hai caricato il video su Blip.TV, devi prenderne la URL. Lo fai cliccando sul tab 'share', sotto il tuo video, seguito dal tab 'Permalinks'. Ora puoi copiare ed incollare dove vuoi l'esatto indirizzo del tuo video (è quello con estensione '.flv' se hai qualche dubbio).




Liberalizzazioni, per i cellulari misura in vigore dal 5 marzo. Mutui, norme verso la modifica. Anche per i decoder del digitale terrestre saranno aboliti i costi fissi di ricarica

Nessun rinvio, anzi la cancellazione delle commissioni per le ricariche dei telefonini sarà estesa anche a tutte le schede prepagate che consentono l'accesso a Internet o di acquistare programmi sulla tv digitale.

Lo prevede un emendamento al decreto liberalizzazioni in discussione nella commissione Attività Produttive della Camera presentato dal relatore, Andrea Lulli (Ulivo), il quale ha confermato che l'abolizione diventerà operativa il 5 marzo mentre per l'estensione a Tv e Internet bisognerà aspettare la conversione in legge ad inizio aprile.

"Siamo un paese un po' malato - ha commentato Lulli spiegando il perché non è stato concesso il rinvio richiesto dai gestori telefonici - Le osservazioni delle aziende sono arrivate ma sono irricevibili: non mi hanno convinto; anzi mi hanno convinto che l'applicazione della norma nei tempi previsti è possibile oltre che giusta". Esultano le associazioni dei consumatori parlando di "beffa evitata".

Sono più di un centinaio gli emendamenti presentati dai parlamentari, la volontà del presidente della commissione Daniele Capezzone è di evitare che si allarghi troppo il perimetro del provvedimento: "Utilizzerò il massimo rigore sull'ammissibilità, per evitare che diventi un'arca di Noè".


In realtà molto deve ancora cambiare, in serata una riunione tra il ministro per lo Sviluppo Economico Pierluigi Bersani e gli esponenti della maggioranza ha chiarito: "Dobbiamo tenere la dritta la barra. Dietro il perfezionamento della norma, però, si nasconde anche la volontà di non fare niente e bisogna sapere distinguere". Alcune norme passeranno dal disegno di legge al decreto, riguarderanno la liberalizzazione della componentistica auto e l'eliminazione dell'obbligo di iscrizione al libro soci nelle piccole imprese. Al tempo stesso, ha proseguito Lulli, "La parte del ddl Bersani sulle imprese, potrebbe finire nel ddl Capezzone che cerchiamo di calendarizzare in aula in tempi brevi".

Per dare volto definitivo al decreto si aspettano gli emendamenti governativi, molta attesi per le norme sui mutui che aboliscono la penale di restituzione anticipata. È effettivamente in corso una trattativa tra i tecnici del ministero e quelli del mondo bancario per mantenere la commissione in alcuni tipi di mutui a tasso fisso.


Amer, 22 anni, egiziano, è in prigione per aver postato le sue opinioni su internet. Il 15 febbraio da New York a Roma a Londra, le capitali manifesteranno per lui

Il mondo si mobilita per Abdelkareem Nabil Soliman, 22 anni, egiziano, arrestato nel suo paese a novembre dello scorso anno. Reato: aver espresso le proprie opinioni su politica, cultura e società. Sul suo blog.

Il 15 febbraio manifesteranno per lui, in contemporanea, Roma, New York, Parigi, Londra, Bucarest, Ottawa, Washington, e la lista della mobilitazione continua ancora. Verrà chiesta la sua liberazione alle autorità egiziane. Che lo hanno già arrestato un paio di volte, e che sono finite, proprio qualche settimana prima della seconda carcerazione di Abdelkareem, nel mirino di Reporter senza Frontiere come uno dei 12 paesi che censura la libertà di parola sul web.

Abdelkareem, o Karim Amer, come si firmava sul web, era un aspirante avvocato con l'intenzione di specializzarsi nella difesa dei diritti umani. Per amore della sorella. Che venne prima costretta ad abbandonare la scuola, una donna non ha diritto all'istruzione, e poi forzata a indossare il niqab, il velo integrale con una piccola fessura per lasciare scoperti gli occhi. Strano scherzo della repressione aver instillato in un bambino - Karim allora aveva sei anni - un istinto libertario di segno completamente opposto. A cui, col passare degli anni, si è accompagnata un'altra dote rara, e pericolosa, come la forza di portare avanti le proprie idee.

Un esercizio pericoloso nel suo paese, governato dallo stesso presidente, senza soluzione di continuità, da più di un quarto di secolo. Ex pilota e vice ministro della guerra, Hosni Mubarak ha assunto la massima carica dello stato dopo l'assassinio di Anwar Sadat, instaurando quello che in molti definiscono un regime autoritario. L'ultima volta che qualcuno è sceso in campo per sfidarlo alle elezioni, la faccenda si è conclusa con l'arresto, sembra pretestuoso, del parlamentare in questione - che nel frattempo era stato privato della sua immunità - e un'interrogazione alla Commissione europea firmata anche da Emma Bonino.

Perché chi sfida il potere, anche solo a parole, merita l'arresto. Karim non è il primo blogger egiziano a finire in manette, la stessa sorte era già toccata ad altri fermati e condotti in carcere mentre però manifestavano in piazza. Lui è stato il solo a perdere la libertà per aver usato unicamente una tastiera. Nel 2005 è entrato in galera la prima volta, per una detenzione arbitraria durata 12 giorni. Poi quanto sappiamo. Anche se la prima, gravissima, ritorsione che il regime di Mubarak ha esercitato su Karim, è stata espellerlo dalla sua università. Il giovane studente di giurisprudenza si era scagliato, sempre a parole, sempre sul suo blog, contro l'atteggiamento conservatore dei suoi professori, criticandone apertamente le strettoie ereditate dalla religione. Specialmente per quanto riguarda la condizione delle donne musulmane. Allontanato subito dalle aule, venne deferito ad una sorta di corte marziale universitaria dove fu costretto a subire un interrogatorio. Basato su domande come: "Osservi il Ramadan? Preghi?".

Al netto rifiuto dello studente di abiurare quanto espresso su internet, Karim è stato sbattuto in prigione, accusato di blasfemia, diffusione di informazioni sediziose, diffamazione nei confronti del capo dello stato, istigazione al rovesciamento dello stesso e all'odio nei confronti dell'Islam. Reati gravissimi per i quali, fino a un paio di settimane fa, era tenuto in regime di stretto isolamento, neanche fosse un pluriomicida. Reati basati su quanto era stato postato sul suo blog: ripeterlo ancora aiuta a imprimere bene nella mente l'intollerabile abuso di potere. Più di duemila persone hanno inviato e-mail alle autorità egiziane, e online è stato creato un sito tramite il quale è possibile firmare una petizione che verrà inviata al ministro degli Interni egiziano, all'ambasciatore egiziano negli Stati Uniti e a quello americano in Egitto chiedendo la scarcerazione del ragazzo. E della libertà di parola.

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Edit your images online with Picnik, a shiny new Flash-based image editor.

There's quite a bit to Picnik, actually: you can do the basic resizes and tweaks that most other free image editors we've talked about here at Lifehacker can manage; however, Picnik also comes with some nifty special effects, and can be used with a whole plethora of community photo sharing sites, i.e., Flickr, Imageshack, Photobucket, etc. It's not as powerful as Photoshop, naturally, but for a browser-based image editor, Picnik does a fine job.

picnick logo Picnik è un editor fotografico web 2.0 che permette di modificare le immagini attraverso una interfaccia veloce ed intuitiva.

Numerose le funzioni contemplate:

  1. accesso diretto al proprio account su flickr*
  2. funzione di upload dal pc
  3. ricerca di immagini attraverso l' URI di un qualsiasi sito
  4. ricerca di immagini via Yahoo Search (ricerca sicura e dimensione)
  5. ricerca di immagini via flickr Search (ricerca per tags, titolo, licenza CC e data)
  6. screenshot da immagini webcam

demo

*Una volta compiute le modifiche, sarà possibile trasferire direttamente le fotografie su flickr.


Intervista di Haaretz ad Arthur Sulzberger, editore del celebre quotidiano Usa. "Stiamo facendo un viaggio, che si concluderà quando il giornale sarà solo online". "Stamperemo ancora il Nyt tra 5 anni? Non importa: in Rete siamo già leader"

"Non so davvero se stamperemo ancora il Times tra cinque anni, e, se vuole proprio saperlo, non me ne importa nulla. Internet è un posto meraviglioso e noi lì siamo leader". E' la posizione dell'editore del New York Times, Arthur Sulzberger, in un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano israeliano Haaretz.

Il sito web del New York Times è salito al milione e mezzo di visitatori al giorno, contro l'1,1 milioni di abbonati all'edizione cartacea. Di contro, da quattro anni la società editrice del quotidiano registra bilanci in rosso (la settimana scorsa, il gruppo ha dichiarato una perdita di 570 milioni di dollari causata da una sua testata, il Boston Globe).

Perdite che affrettano i tempi di transizione dal cartaceo alla Rete, ammette Sulzberger. "Il New York Times è in viaggio - spiega l'editore - e questo viaggio finirà quando la società smetterà di stampare il giornale. Quella sarà la fine della fase di transizione".

E' un processo che ha portato di recente, ad esempio, ha ricordato Sulzberger, a fondere i desk redazionali del giornale stampato e di quello online. E' anche un processo, ha spiegato ancora l'editore, "che deve fare i conti con le resistenze professionali, con la sfida della raccolta pubblicitaria e con le conseguenti pressioni degli inserzionisti, con la concorrenza dell'informazione capillare, incontrollabile, globale e gratuita dei blog, dell'adeguamento alle sempre nuove piattaforme tecnologiche su cui vengono veicolate le notizie".

Ma è un processo che porterà gli editori ad abbattere i costi in modo significativo. "I costi non sono neanche lontanamente paragonabili a quelli della carta stampata - assicura Sulzberger - L'ultima volta che abbiamo fatto un grosso investimento nella carta stampata, abbiamo speso un miliardo di dollari. I costi di sviluppo dei siti non raggiungono queste vette".

Come vivono i giornalisti il cambiamento? Al momento non si registrano grandi traumi, spiega l'editore del New York Times, nonostante l'avvenuta fusione tra le redazioni Internet e quelle della carta stampata: "Il desk di un giornale è come il pronto soccorso negli ospedali, o una caserma, entrambe organizzazioni fortemente orientate al perseguimento di uno scopo, e piuttosto difficili da cambiare. Ma una volta che i giornalisti hanno afferrato il concetto, lo adottano e fanno di tutto per favorire il cambiamento, vecchi manager inclusi".

Passare dalla carta stampata a Internet, ha però spiegato Sulzberger, non significa né offrire il giornale gratis nè adeguarsi allo stile dei blogger. "Chi vuole leggere il New York Times online dovrà pagare", afferma.
E, quanto alla questione blog, spiega: "Ci sono milioni di blogger là fuori e se il Times si dimentica chi e cos'è, perderà la guerra, e a ragione. Noi siamo i 'curatori' delle notizie: la gente non clicca sul New York Times per leggere i blog. Cerca piuttosto notizie attendibili che siano state verificate".

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In Italia il digital divide aumenta implacabilmente rispetto all’Europa. Aumenta insieme agli stipendi e alle stock option dei manager di Telecom Italia. Negli Stati Uniti più del 50% delle famiglie ha la banda larga. La banda larga, non l’ADSL: la BANDALARGAAAA!!! In Italia ci sono zone dove non è coperto neppure il cellulare.
Il presidente dell’AIIP, i provider italiani, mi ha inviato questa lettera. Domani l’ AGCom e il Governo hanno la possibilità di cambiare le cose. Inviamogli una mail di sostegno:Agcom, Gentiloni, Sircana.

Caro Beppe,
come presidente dell’Associazione più rappresentativa dei Provider italiani, sento il dovere ed anche la necessità, di scriverti una lettera, per far conoscere ai tuoi affezionati lettori, le ragioni per cui il mercato della larga banda in Italia, non riesce a decollare, ragioni che abbiamo affrontato con molte iniziative con altre associazioni interessate al settore, dagli utenti agli operatori più piccoli.
I mali di Internet li conosciamo tutti: la copertura territoriale è limitata, ancora assente in numerosi alcune aree, mentre i prezzi rimangono tra i più alti d’Europa. Come se non bastasse, la nostra rete ATM è vetusta e satura al punto che nemmeno Telecom individua più un interesse a farci investimenti sopra. Vedi, caro Beppe, si parla tanto di VoIP e di IPTV ma sono in molti a non accorgersi che, qui da noi, mancano a volte, perfino le condizioni di base per accedere ad Internet.
Spesso associazioni di utenti ed associazioni di imprese hanno interessi contrapposti; in questo caso, invece, gli interessi sono allineati e le iniziative congiunte tra associazioni di operatori ed associazioni di utenti sono state numerose, per cercare di smuovere la situazione evitando che si perpetui quello che diceva Floris nel suo libro 'Monopoli': che il monopolio uscito dalla porta della telefonia rientri dalla finestra della larga banda.
Pensare che ci sono Paesi – dalla Corea al Giappone - che hanno fatto della larga banda una priorità nazionale. E senza andare troppo lontano, gia la vicina Danimarca riesce a vantare il primato di avere il maggior numero di linee a larga banda per abitante. Un esempio vincente che rappresenta un esempio da seguire e da riproporre subito, anche qui in Italia. Come? Semplicissimo.
Nei prossimi giorni l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCom) e il Governo sono chiamati a valutare l’opportunità di un provvedimento d’urgenza per adottare in Italia gli stessi prezzi applicati in Danimarca per l’offerta all’ingrosso, fatta a noi operatori e meglio nota come ‘Bitstream’. Questa offerta rappresenta un’occasione d’oro per far funzionare Internet in Italia.
La modalità Bitstream è importante, in Europa la maggioranza delle linee in larga banda degli operatori alternativi è realizzata con questa modalità, che ha il vantaggio di non duplicare la rete dove gia c’è, liberarando risorse per portare Internet dove manca.
Ecco spiegato perché decidere oggi i prezzi di vendita che Telecom applicherà agli operatori per l’offerta Bitstream, è un fatto non banale, che ha richiesto decine di riunioni e chilometri di carta, di lettere, di spostamenti e di continui rinvii. Pensa solo che Telecom si era impegnata a farlo entrare in vigore entro dicembre del 2005.
Ci siamo messi a studiare tutte le pratiche europee e finalmente una soluzione l’abbiamo trovata: si chiama Danimarca. Studi tecnici approfonditi ci confermano che quella danese è la migliore offerta di interconnessione, perché ha favorito la crescita del mercato e l’apertura della concorrenza. I fatti ci dicono che abbiamo ragione. Per ricreare in Italia lo stesso ambiente tecnologico danese, dobbiamo partire proprio dai prezzi all’ingrosso del Bitstream. Solo così avremo la speranza che si abbassino i prezzi al pubblico e che il mercato si apra ai benefici della concorrenza, andando a liberare risorse da investire nelle aree scoperte. Basta veramente poco, Beppe, ma non dipende più da noi. Lo deve fare AGCom: vogliamo i prezzi danesi, subito.”
Marco Fiorentino - Presidente AIIP

Italian_digital_divide.jpg

In Italy the digital divide is implacably getting bigger in relation to Europe. It’s increasing just like the stock options of the Telecom Italia managers. In the United States more than 50% of families have Broadband. Broadband, not ADSL: BROADBAND!!!
In Italy there are even areas where mobile phones can’t work.
The President of AIIP {Italian Internet providers} has sent me this letter. Tomorrow the AGCom and the Government have the possibility to change things. Let’s send them a supporting email: Agcom, Gentiloni, Sircana.

Dear Beppe,
as president of the most representative of the Italian Internet Providers, I feel it is necessary and my duty to write you a letter to make known to your affectionate readers the reasons for which Broadband in Italy cannot take off, reasons that we have tackled with many initiatives with other interested associations in the sector, from users to the tiniest operators.
The ills of the Internet are known to us all: the territorial coverage is limited, even absent in numerous areas, while prices are still among the highest in Europe. As though that were not enough, our ATM network is so old and saturated that the point has come when not even Telecom can find a reason for us to invest in it. You see, dear Beppe, there’s much talk of VoIP and of IPTV but many people don’t realize that here at times even the basic conditions for Internet access are missing.
Often user associations and business associations have opposing interests. In this case however their interests are in alignment and joint initiatives between operator associations and user associations are really numerous. They are trying to move the situation forward and avoiding the continuation of what Floris has described in his book ‘http://www.lafeltrinelli.it/istituzionale/articolo/articolo.aspx?i=15611Monopoli’: that the monopoly that went out of the door for telephones is coming back in by the window for Broadband.
To think that there are countries from Korea to Japan that have made Broadband a national priority. And without going too far away, even our neighbour Denmark manages to get the record for having the greatest number of Broadband lines per inhabitant. It’s a winning example that represents an example to be followed and to be put forward again immediately even here in Italy. How? It’s very simple.
In the next few days the Communications Authority (AGCom) and the Government are about to evaluate the opportunity to take urgent measures to use the same price system as in Denmark for the wholesale supply to us operators, better known as ‘Bitstream’. This represents a golden opportunity to make Internet work in Italy.
The Bitstream system is important. In Europe most of the Broadband lines offered by the alternative operators use this method and it has the advantage of not duplicating the network where it already exists, thus freeing up resources to take the Internet where it is not available.
This is why deciding today about selling prices that Telecom will apply to operators for Bitstream supply is a fact that is not simple, that has necessitated dozens of meetings and kilometres of paper, of letters, of rearrangements and continual postponements. Just think that Telecom was committed to put this into action by the end of December 2005.
We have been studying all the European documentation and finally we have come up with a solution: it’s called Denmark. In depth technical studies confirm that the Danish model is the best interconnection model, because it has encouraged the growth of the market and the opening up to competition.
The facts tell us we are right. To create in Italy a technological environment like the one in Denmark, we need to start with the wholesale Bitstream prices.
This is the only way we can hope to lower the prices for the public and to open up the market to the benefits of competition, so that resources can be freed up to invest in the areas that are not yet covered. Beppe, it really needs very little, but it no longer depends on us. It’s AGCom that has to do it. We want Danish pricing now.”
Marco Fiorentino – AIIP President

Vi siete chiesti il modivo delle ottime tariffe tutto incluso lanciate dalle compagnie di telefonia mobile? Sono convenienti, salvo il piccolo particolare che ci vincolano per due o tre anni. Le compagnie sanno bene che già dall'anno prossimo il Wi-Max, l'uso del Wi-Fi e del Voip metteranno in crisi il loro sistema ed i loro fatturati.

Molti cellulari sono già predisposti per utilizzare il Voip combinato col Wi-Fi.
Già da ora si può telefonare gratis oppure a costi bassissimi. Ogni giorno abbiamo una novità. Ecco l'ultima...

Per telefonare subito: https://www.gizmocall.com/

Un software appena lanciato chiamato GizmoCall permette a chiunque di chiamare ogni cellulare e telefono fisso nel mondo…gratis! Non hai neppure bisogno di registrarti per usufruire di questo servizio. Basta aprire il browser (senza curarti di quale piattaforma stai utilizzando) e digitare il numero telefonico che vuoi chiamare.

La prima volta che usufruisci del servizio è necessario installare un piccolo plugin (circa 1 MB) sul tuo pc per attivare tutte le funzionalità di GizmoCall.

GizmoCall-interface_500.jpg

La notizia sbalorditiva è che puoi usufruire quotidianamente di 5 minuti di conversazione gratuiti verso qualsiasi telefono nel mondo, e così per ogni giorno in futuro. E’ tutto vero. E se ti prendi la briga di compilare il form di registrazione, il tuo bonus sale a 10 minuti al giorno.

Troppo bello per essere vero?

non solo puoi chiamare ogni cellulare o telefono tradizionale nel mondo, ma puoi anche parlare con utenti GoogleTalk, Gizmo Project, Windows Live Messenger, o con utenti che utilizzano dispositivi SIP, inclusi i contatti sul tablet Nokia N800 e sul cellulare wi-fi Nokia N80.


I link Call Me

I link "Call Me" (Contattami) sono una maniera semplice e rapida per invitare le persone a chiamarti e al contempo rappresentano un efficace mezzo per promuovere i benefici offerti da GizmoCall.

Digita semplicemente gizmocall.com/18005551212 (sostituisci il numero 18005551212 con quello che desideri contattare) nella barra degli indirizzi del tuo browser. Apparirà una pagina di GizmoCall che ti mostra il numero che hai appena digitato, e un bottone "Call" da premere se vuoi effettivamente contattare questo numero.
Per creare il tuo link "Call me" personale, che potrai aggiungere alla tua firma nella mail, al tuo blog o sito web devi solo riempire un mini-form simile a quello che vedi qui sotto e inserire il codice risultante nella destinazione che più ti aggrada.



Conclusioni

GizmoCall è l’ultimo e più semplice ritrovato per effettuare gratuitamente chiamate dal web verso qualsiasi telefono, attraverso un browser che supporti la tecnologia Flash.
In termini di facilità d’uso e esperienza dell’utente, GizmoCall offre l’approccio più diretto e semplice mai adottato per effettuare una chiamata telefonica comodamente seduto di fronte al tuo pc.
In merito alla comparazione costi benefici di una chiamata a lungo raggio o internazionale , GizmoCall non ha le tariffe più convenienti, sebbene siano comunque tendenzialmente allineate con quelle dei suoi più diretti concorrenti. Ancora un volta, considerando la facilità di utilizzo, l’efficacia e i minuti gratuiti di chiamate, l’offerta di GizmoCall rimane comunque difficile da battere.
Mentre JaJah forse semplifica incredibilmente la vita di coloro che preferiscono utilizzare ancora la cornetta tradizionale, GizmoProject soddisferà sicuramente:

a) tutti gli utenti di pc che hanno già microfono e cuffie , usano Skype, ma non hanno ancora sottoscritto un account SkypeOut per effettuare chiamate verso i numeri internazionali.
b) utenti di pc alla ricerca di una soluzione in grado di telefonare dal web senza dove scaricare e installare alcunché, come per Skype et similia.
c) chiunque desideri effettuare una breve chiamata verso l’altro capo del mondo e non abbia risorse da destinarvi, ma abbia al contempo accesso ad un pc con microfono e cuffie.
Considera che GizmoCall non fornisce un numero telefonico "standard" per ricevere chiamate in entrata come SkypeIn. Quando digiti qualsivoglia numero telefonico il ricevente visualizza un numero telefonico statunitense; richiamando tale numero puoi solo sentire un voce registrata dirti che sei stato chiamato da un utente GizmoCall.

In definitiva è assolutamente degno di essere provato.



Requisiti minimi di sistema

Windows
* Windows 2000, XP
* Microfono e Speaker
* Connessione Dialup o Broadband

Macintosh
* Mac OS X 10.3.9 +
* Microfono
* Connessione Dialup o Broadband

Flash installato sul tuo browser.

Web browser supportati

Windows
* Internet Explorer 6.0+
* Firefox 1.5+
* Opera 9.0+

Mac
* Safari 2.0+
* Firefox 1.5+
* Opera 9.0+



Si chiama Midomi.com e ha in memoria due milioni di brani da scaricare. Tutti i frequentatori possono ascoltare le interpretazioni degli altri utenti. Hai un motivetto in testa? la soluzione è on line...


<B>Quel motivetto in testa, la soluzione è on line<br>Nasce il sito che riconosce le canzoni</B>

Midomi.com ha in memoria due milioni di brani da ascoltare

"Canto quel motivetto che mi piace tanto, e che fa dudu dudù dudu dudù...". Capita spesso di avere una canzone in testa, un motivetto che fin dal mattino accompagna la nostra giornata, una melodia da fischiettare. E altrettanto spesso capita di non ricordarne il titolo o l'artista che la cantava. Se fino ad oggi per risolvere l'inattesa amnesia l'unica soluzione era quella di chiedere aiuto a un amico con una memoria migliore della nostra, da qualche giorno a venire in nostro soccorso è Internet e un sito, dal nome semplice e musicale composto da sole tre note, Midomi (www.midomi.com), che è in grado di rispondere alle nostre domande. Anzi, per la precisione, in grado di riconoscere il motivetto che noi stiamo cantando.

Dotato di un potente software di riconoscimento vocale, è un motore di ricerca che risponde non alla richiesta digitata sulla tastiera del computer ma alla melodia cantata in un microfono collegato alla macchina. Basta quindi cantare, o addirittura fischiettare, le note del ritornello nel microfono del pc e Midomi offre una serie di risposte, con i titoli delle canzoni e i nomi degli esecutori. E, ovviamente, con la possibilità di ascoltare la versione originale della canzone cercata.

Melodis, l'azienda della Silicon Valley che ha lanciato, è sicura che il suo motore di ricerca è in grado di identificare una canzone in meno di 10 secondi. Il cuore dell'intero sistema ha un nome fantascientifico, MARS (Multimodal Adaptive Recognition System) ed è in grado di analizzare la tonalità, la variazione di tempo, i contenuti vocali e collegare questi dati con le oltre due milioni di canzoni che ha memorizzato nel suo database. Canzoni che, ovviamente, una volta trovate possono anche essere scaricate sul computer, al "solito" prezzo di novantanove centesimi di dollaro.

"Con Midomi.com abbiamo creato uno dei motori di ricerca più interessanti del web", ha detto Kevyan Mohajer, presidente della Melodis Corporation, "gli utenti potranno non solo fare ricerche nel nostro ampio database ma anche arricchirlo giorno dopo giorno". Sì, perché ogni canzone cantata dagli utenti digitalizzata, conservata e resa disponibile per l'ascolto agli altri utenti. E tutti i frequentatori di Midomi possono ascoltare non solo le versioni originali dei successi di John Lennon o di Shakira, ma anche le innumerevoli interpretazioni offerte dagli aspiranti cantanti o dagli "smemorati" in cerca di risposte che usano il motore di ricerca americano.

Il risultato finale è quindi duplice: Midomi è un database di canzoni ma anche una gigantesca comunità di aspiranti cantanti che hanno la possibilità, in pochi secondi, di mettersi alla prova. Il Karaoke on line? più o meno, ma mescolato con "il Musichiere", "Sarabanda" e "American Idol". E poi l'utente di Midomi può costruire la sua pagina, cantare le sue canzoni preferite, condividerle con altri, confrontare le proprie esibizioni, votare quelle che ha ascoltato. E ricordare finalmente il titolo di "quel motivetto che mi piace tanto..."

Google Webmaster Tools added a new feature: a complete of the links that point to your site and a list of your internal links. Google's link operator shows only some of the backlinks. Now, because Google trusts you (you validated the site, so you have access to it), you can see the number of backlinks for each page of your site and a list of backlinks.

The interface is pretty difficult to use, especially for large sites, so it's a good idea to download the data and analyze it Excel or other spreadsheet application.

Google's blog says there are some limitations: "We do limit the amount of data you can download for each type of link (for instance, you can currently download up to one million external links). Google knows about more links than the total we show, but the overall fraction of links we show is much, much larger than the link: command currently offers."

Newly launched GizmoCall gives everyone the opportunity to call just about any mobile phone or traditional landline anywhere on the planet for free. You don't even need to register to do so. You just go to your favourite browser (no mater what type of computer you may ave) and you just type the number you want to call.

The first-time you do this a small plugin (about 1 MB) downloads to your computer to enable all of the GizmoCall functionalities.


GizmoCall-interface_500.jpg


Too good to be true?

Get this then: not only you can call any traditional telephone or mobile around the world, but you can also dial any GoogleTalk, Gizmo Project, Windows Live Messenger, or any SIP device user, including contacts on Nokia's N800 tablet and N80 wi-fi mobile phones.

My friends at JaJah have finally some serious competition to keep them going. But do not trust my word. Go and find out by yourself how easy and effective GizmoCall really is.

Here the details:

GizmoCall is the latest product innovation brought about by the same team standing behind GizmoProject voice and IM software, one of Skype early and most serious competitors, as well as behind the SIPphone VoIP platform.

Call Rates

Some terms of comparison:

Calling a Mobile in
USA
SkypeOut - 0.017
JaJah - 0.024
GizmoCall - 0.020

UK
SkypeOut - 0.205
JaJah - 0.141
GizmoCall - 0.210

INDONESIA
SkypeOut - 0.125
JaJah - 0.115
GizmoCall - 0.177

JAPAN
SkypeOut - 0.125
JaJah - 0.122
GizmoCall - 0.165

AUSTRALIA
SkypeOut - 0.165
JaJah - 0.139
GizmoCall - 0.193

BRASIL
SkypeOut - 0.170
JaJah - 0.300
GizmoCall - 0.200

SPAIN
SkypeOut - 0.017
JaJah - 0.162
GizmoCall - 0.258

(prices are expressed in US dollars)
(JaJah rates vary depending where you call from - my values are set as if I was calling those destinations from Italy)

For more information on comparing these rates please see:
SkypeOut calling rates.
JaJah calling rates.
GizmoCall rates.



Registration (optional) benefits

While registration is not mandatory to be able to make a free phone call via GizmoCall, registering for the service has its advantages, including:

a) Talk for longer than your free 10 minutes a day with no restrictions

b) Utilize the Caller ID function to screen who is calling in

c) View your personal call history including all calls made and received

d) Get charged only a penny per minute for calls to the U.S.


Gizmo-features.gif


Call Me Links

"Call Me" links are a quick and easy way to have other people make free calls to you as well as an effective way to promote to anyone the benefits of GizmoCall.

Simply type gizmocall.com/18005551212 (replace 18005551212 with the number you want to dial) into your browsers address bar. A GizmoCall page will appear wit your selected number-to-call already embedded in it, and a "Call" button awaiting your confirmation click.

To create your own personalized "Call me" link, which you can then add to your own email signature, blog or web site you only need to fill out a mini-form just like the one here below and then paste the resulting code into your final destination.


GizmoCall_Call-Me-links.gif



Conclusions

GizmoCall is the latest and easiest way to to make free web-based calls developed to all types of telephones out there from any Flash-enabled web-browser.

In terms of ease of use and user experience, GizmoCall offers the most direct and easiest approach for dialing a phone call straight from your computer.

Relative to costs benefits on long distance and international calls GizmoCall is positively not the winner, but its calling rates are not that far away from those of its closest competitors. Once again, considering the ease of use, directedness and free calling time that GizmoCall offers, this is a tough offer to beat.

Though JaJah may greatly simplify life for those who do prefer using a traditional telephone handset, GizmoProject it is sure to gratify:

a) all those computer-based users who have already a headset, use Skype, but have not gotten yet to open a SkypeOut account to dial into international phone numbers.

b) computer users looking for a web to telephone solution that does not require downloading and installing Skype or similar tools

c) anyone who has a fast call to make to a far destination and has no money to make a call, but does have access to a computer with a headset.

Note that GizmoCall does not provide you with a "standard" call back number like SkypeIn. When you dial any telephone number or mobile out there the receiver sees a US-based phone number, which if called back plays a recording saying that he was called from a GizmoCall user.

Definitely worth a try.



System Requirements

Windows
* Windows 2000, XP
* Microphone and Speakers
* Dialup or Broadband Connection

Macintosh
* Mac OS X 10.3.9 +
* Microphone
* Dialup or Broadband Connection

Flash installed on you browser.

Supported Web browsers

Windows
* Internet Explorer 6.0+
* Firefox 1.5+
* Opera 9.0+

Mac
* Safari 2.0+
* Firefox 1.5+
* Opera 9.0+



Support Information

Direct support page at Gizmo.

Gizmo official Forum.



Originally written by Robin Good for MasterNewMedia.org


Il famigerato web 2.0 esiste davvero? Diverse opinioni si scontrano senza tregua. Proviamo ad individuare i principali temi del mutamento, dalla semantica alla separazione tra grafica e contenuti, dal superamento del soggetto in favore dell'oggetto, dai web services allo scontro epocale tra qualità e quantità. Opportunità mai viste nella storia nell'uomo possono trasformare chiunque in cineasta, enciclopedico, giornalista, fotografo. In Italia se ne è accorto qualcuno?

Tutti gli addetti ai lavori parlano di web 2.0: è solo una terminologia alla moda, un make-up della rete oppure stiamo assistendo a cambiamenti profondi? Possiamo già osservare alcuni mutamenti in atto, alcuni dei quali permessi dalla diffusione della banda larga (che è comunque un privilegio di parte degli abitanti del pianeta), altri dipendenti da un modo diverso di pensare e scrivere il web.

Le novità possono essere divise in questi punti:

· nascita del web semantico

· separazione netta tra grafica e contenuti

· passaggio dal soggetto all'oggetto

· diffusione dei web services

· scontro tra qualità e quantità.

Per web semantico si intende una scrittura delle pagine web che permetta con facilità estrema la reperibilità delle informazioni.

Al momento io scrivo un articolo, ed un motore di ricerca deve individuare le parole chiave richieste all'interno di questo testo. E' quindi fondamentale associare al testo un altro file, contenente una serie di metadati (tags) scritti secondo una grammatica fatta di regole condivise.

E' proprio la scrittura di questa comune grammatica l'ostacolo principale. Al momento – e solo per il giornalismo - è molto diffuso un criterio semplice, che divide le notizie in titolo, testo, link, categoria. Se si definisse un dizionario condiviso per ogni settore, dalla farmacia al turismo, sarebbe facilissimo scambiarsi informazioni e risulterebbe pressoché superato il metodo di ricerca con le parole chiave da inserire in un modulo.

E' fondamentale realizzare la divisione tra grafica (formattazione) e contenuto (testo). Una pagina web sarebbe così divisa in tre file: testo (xhtml), file dei metadati (xml) e file della formattazione (css).

Il primo contiene il testo e poco altro, il secondo tutti gli elementi che consentano la facile reperibilità del contenuto (ad esempio: di cosa si parla, in quale settore, in quale lingua, quali gli argomenti trattati, chi è l'autore, quale la sua posta elettronica, e così via…) e l'interscambio delle informazioni, il terzo file contiene tutte le informazioni che riguardano la grafica.

Solo l'informatica permette questa divisione, finora impossibile (se stampo un giornale, formattazione e contenuto non solo sono indivisibili sulla carta stampata, ma vengono automaticamente associate l'una con l'altro dal lettore).

Conseguenza diretta di questa separazione è il passaggio di importanza dal soggetto all'oggetto. E' una svolta epocale, dalle conseguenze ancora difficili da comprendere, forse la vera grande conquista del web 2.0 .

Finora conoscevamo il post del mio sito, l'articolo di Repubblica.it e quello della CNN, l'editoriale del New York Times on line. Li conoscevamo in questi termini perché li andavamo a leggere sui rispettivi siti, che a loro volta erano identificabili attraverso una serie di elementi puramente grafici, dal set dei colori alla font dei caratteri.

Oggi io posso già leggere un articolo di repubblica.it su un qualsiasi aggregatore html (come Google News) o RSS, ed insieme a quello leggo tanti altri articoli. Conta quindi il contenuto (l'oggetto) e non il soggetto (la testata), che tende a diventare sempre meno importante.

Conta quindi la reputazione su internet, che si costruisce tramite la capacità di essere presente sui luoghi che contano in rete (da Google a Delicious, per fare degli esempi) o dalle preferenze degli utenti, che creano quella moderna forma di passaparola che prende il nome di network sociale e virtualmente associa un punteggio ad ogni oggetto.

Un giornalista di avanzata età, cresciuto con l'ordine professionale, la tessera, il direttore responsabile, si trova spaesato in un mondo dove chiunque, anche un non professionista, può avere molti (o moltissimi) più lettori di lui purché abbia qualcosa di interessante da dire e la capacità/volontà di farlo.

I blog non sono più dei semplici diari on line ma software sempre più sofisticati capaci di comunicare con gli aggregatori e tra loro stessi, scambiandosi elementi e creando un nuovo modo di fare informazione.

Cambia anche il modo di fare comunicazione alternativa, ed in fondo diventa tutto più facile. Conta la capacità di aggregare gli oggetti di informazione e di proporli ad un pubblico sempre più vasto, anche attraverso i dispositivi mobili. In poche parole, se mi mettono tra le mani un aggregatore RSS, ho per esempio le notizie fornite dal Corriere della Sera e quelle fornite da ilsitoalternativo.it.

Oggi scelgo le prime perché mi fido di più della testata che conosco, domani sceglierò semplicemente le notizie più interessanti.

Altro punto fondamentale è la diffusione dei web services, cioè la capacità delle piattaforme web di comunicare tra loro, facendo domande ed ottenendo risposte. Se voglio aggregare una serie di servizi sul mio sito, non ho più bisogno di installarli fisicamente su un'unica macchina, ma posso utilizzare servizi distribuiti diffusi potenzialmente su tutto il globo.

Le potenzialità sono enormi, dal turismo alla medicina al giornalismo fino ai servizi pubblici. I web services sono strettamente legati ad una semantica che permetta di individuare con precisione l'informazione desiderata.

Ultimo punto, lo scontro tra quantità e qualità che si svolge parallelo a quello tra soggetto ed oggetto. Tre esempi: Wikipedia, Flickr e YouTube.

Abbiamo una enciclopedia libera che cresce con i contribuiti aperti dei collaboratori volontari, potenzialmente tutti gli utenti del web.

Wikipedia ha ottenuto grandi elogi e feroci critiche, tutte incentrate sulla qualità dei contenuti (nessuno ha avuto nulla da dire sulla quantità dei contribuiti). Su Wikipedia si sono scatenate lotte sui temi politici e su quelli d'attualità, a colpi di post successivi e non autorizzati, e si sono moltiplicate le richieste di un controllo a monte sugli interventi.

Discorso simile per i contenitori di video on line. La crescente capacità degli hard disk permette ad alcuni fornitori di servizi di ospitare in maniera illimitata i filmati degli utenti. Flickr fa la stessa cosa per le fotografie.

Su Google Video oggi è possibile trovare clip scadenti fatti da adolescenti nella cameretta così come film indipendenti che hanno scoperto all'improvviso un canale distributivo insperato, gratuito e potentissimo.

Coloro che erano abituati al controllo alla fonte, a decidere cosa si deve vedere, leggere, ascoltare e cosa no, si trovano spiazzati ed agitano la bandiera della qualità, piangendo su notizie che non hanno fonti, fotografie scattate da amatori, filmati di teen ager brufolosi, mp3 che non pagano la SIAE, voci d'enciclopedia non compilate da accademici e tutto ciò che pur venendo prodotto da "abusivi" si trova con piena cittadinanza accanto ad autori con la patente.

Un oceano delle opportunità che lascia perplessi, entusiasti, timidi, euforici. Se questo è il web 2.0, non è roba per chi ama le vie di mezzo. Sono possibilità che ancora non sono state imbrigliate da multinazionali e governi. Ma per quanto tempo ancora?

Pubblicato il decreto!

Entro i prossimi 30 giorni cambierà la "vita" degli utenti di schede prepagate di telefonia mobile, che finalmente potranno acquistare schede senza pagare altro se non il traffico telefonico. È stato infatti pubblicato in Gazzetta Ufficiale ieri, ed entra quindi in vigore oggi, il Decreto che prevede la cancellazione degli oneri aggiuntivi.

Quel decreto, che ha suscitato enorme interesse e che è l'effetto più vistoso della enorme mobilitazione online, prevede che gli operatori adeguino le proprie offerte alle nuove disposizioni entro i prossimi 30 giorni.

Aboliamoli.eu, promotore della mobilitazione, consiglia gli utenti: "aspettate a ricaricare, ormai manca poco!".

Qui sotto di seguito il testo del Decreto:

"IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; Visto l'articolo 117 della Costituzione ed in particolare il comma secondo, lettere e), l) e m); Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di rimuovere ostacoli allo sviluppo economico e di adottare misure a garanzia dei diritti dei consumatori; Ritenuta, altresì, la straordinaria necessità ed urgenza di intervenire per rendere più concorrenziali gli assetti del mercato e favorire la crescita della competitività del sistema produttivo nazionale, assicurando il rispetto dei principi comunitari; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 25 gennaio 2007; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro dello sviluppo economico, del Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro della pubblica istruzione e del Ministro per le politiche europee, di concerto con i Ministri per gli affari regionali e le autonomie locali, dei trasporti, per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, delle comunicazioni, delle infrastrutture, dell'economia e delle finanze e delle politiche agricole alimentari e forestali;

EMANA il seguente decreto-legge:

Art. 1.
Ricarica nei servizi di telefonia mobile, trasparenza e libertà di recesso dai contratti con operatori telefonici, televisivi e di servizi internet

1. Al fine di favorire la concorrenza e la trasparenza delle tariffe, di garantire ai consumatori finali un adeguato livello di conoscenza sugli effettivi costi del servizio, nonchè di facilitare il confronto tra le offerte presenti sul mercato, è vietata, da parte degli operatori della telefonia mobile, l'applicazione di costi fissi e di contributi per la ricarica di carte prepagate, anche via bancomat o in forma telematica, aggiuntivi rispetto al costo del traffico telefonico richiesto, nonchè la previsione di termini temporali massimi di utilizzo del traffico acquistato. Ogni eventuale clausola difforme è nulla ai sensi dell'articolo 1418 del codice civile. Gli operatori adeguano la propria offerta commerciale alle predette disposizioni entro il termine di trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

2. L'offerta delle tariffe dei differenti operatori della telefonia deve evidenziare tutte le voci che compongono l'effettivo costo del traffico telefonico, al fine di consentire ai singoli consumatori un adeguato confronto.

3. I contratti per adesione stipulati con operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazione elettronica, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata, devono prevedere la facoltà del contraente di recedere dal contratto o di trasferirlo presso altro operatore senza vincoli temporali o ritardi non giustificati da esigenze tecniche e senza spese non giustificate da costi dell'operatore e non possono imporre un obbligo di preavviso superiore a trenta giorni. Le clausole difformi sono nulle, fatta salva la facoltà degli operatori di adeguare alle disposizioni del presente articolo i rapporti contrattuali già stipulati alla data di entrata in vigore del presente decreto entro i successivi sessanta giorni.

4. L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni stabilisce le modalità attuative delle disposizioni di cui al comma 2 e applica le relative sanzioni".