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In Italia il digital divide aumenta implacabilmente rispetto all’Europa. Aumenta insieme agli stipendi e alle stock option dei manager di Telecom Italia. Negli Stati Uniti più del 50% delle famiglie ha la banda larga. La banda larga, non l’ADSL: la BANDALARGAAAA!!! In Italia ci sono zone dove non è coperto neppure il cellulare.
Il presidente dell’AIIP, i provider italiani, mi ha inviato questa lettera. Domani l’ AGCom e il Governo hanno la possibilità di cambiare le cose. Inviamogli una mail di sostegno:Agcom, Gentiloni, Sircana.

Caro Beppe,
come presidente dell’Associazione più rappresentativa dei Provider italiani, sento il dovere ed anche la necessità, di scriverti una lettera, per far conoscere ai tuoi affezionati lettori, le ragioni per cui il mercato della larga banda in Italia, non riesce a decollare, ragioni che abbiamo affrontato con molte iniziative con altre associazioni interessate al settore, dagli utenti agli operatori più piccoli.
I mali di Internet li conosciamo tutti: la copertura territoriale è limitata, ancora assente in numerosi alcune aree, mentre i prezzi rimangono tra i più alti d’Europa. Come se non bastasse, la nostra rete ATM è vetusta e satura al punto che nemmeno Telecom individua più un interesse a farci investimenti sopra. Vedi, caro Beppe, si parla tanto di VoIP e di IPTV ma sono in molti a non accorgersi che, qui da noi, mancano a volte, perfino le condizioni di base per accedere ad Internet.
Spesso associazioni di utenti ed associazioni di imprese hanno interessi contrapposti; in questo caso, invece, gli interessi sono allineati e le iniziative congiunte tra associazioni di operatori ed associazioni di utenti sono state numerose, per cercare di smuovere la situazione evitando che si perpetui quello che diceva Floris nel suo libro 'Monopoli': che il monopolio uscito dalla porta della telefonia rientri dalla finestra della larga banda.
Pensare che ci sono Paesi – dalla Corea al Giappone - che hanno fatto della larga banda una priorità nazionale. E senza andare troppo lontano, gia la vicina Danimarca riesce a vantare il primato di avere il maggior numero di linee a larga banda per abitante. Un esempio vincente che rappresenta un esempio da seguire e da riproporre subito, anche qui in Italia. Come? Semplicissimo.
Nei prossimi giorni l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCom) e il Governo sono chiamati a valutare l’opportunità di un provvedimento d’urgenza per adottare in Italia gli stessi prezzi applicati in Danimarca per l’offerta all’ingrosso, fatta a noi operatori e meglio nota come ‘Bitstream’. Questa offerta rappresenta un’occasione d’oro per far funzionare Internet in Italia.
La modalità Bitstream è importante, in Europa la maggioranza delle linee in larga banda degli operatori alternativi è realizzata con questa modalità, che ha il vantaggio di non duplicare la rete dove gia c’è, liberarando risorse per portare Internet dove manca.
Ecco spiegato perché decidere oggi i prezzi di vendita che Telecom applicherà agli operatori per l’offerta Bitstream, è un fatto non banale, che ha richiesto decine di riunioni e chilometri di carta, di lettere, di spostamenti e di continui rinvii. Pensa solo che Telecom si era impegnata a farlo entrare in vigore entro dicembre del 2005.
Ci siamo messi a studiare tutte le pratiche europee e finalmente una soluzione l’abbiamo trovata: si chiama Danimarca. Studi tecnici approfonditi ci confermano che quella danese è la migliore offerta di interconnessione, perché ha favorito la crescita del mercato e l’apertura della concorrenza. I fatti ci dicono che abbiamo ragione. Per ricreare in Italia lo stesso ambiente tecnologico danese, dobbiamo partire proprio dai prezzi all’ingrosso del Bitstream. Solo così avremo la speranza che si abbassino i prezzi al pubblico e che il mercato si apra ai benefici della concorrenza, andando a liberare risorse da investire nelle aree scoperte. Basta veramente poco, Beppe, ma non dipende più da noi. Lo deve fare AGCom: vogliamo i prezzi danesi, subito.”
Marco Fiorentino - Presidente AIIP

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