Aitech-Assinform ricorda in una nota che sono molte le attività professionali che possono di fatto liberarsi della carta e passare interamente al digitale. L'Agenzia delle Entrate a dicembre ha rimosso gli ultimi ostacoli.

È quasi una nota di servizio quella diffusa ieri da Aitech-Assinform, con cui l'associazione delle imprese ICT italiane ricorda agli uffici e studi professionali che ora la conservazione digitale dei documenti è una realtà . Fare a meno della carta, con i costi e gli ingombri che comporta, è finalmente possibile, anche per quanto riguarda i documenti che è obbligatorio conservare.

A segnare la svolta, ricorda l' Associazione, è la circolare di dicembre (36/E del 6.12.06) con cui l'Agenzia delle Entrate ha reso praticabile per aziende e contribuenti - in particolare per quelli che già si avvalgono di sistemi e soluzioni di archiviazione elettronica - conservare legalmente, anche in formato digitale, la documentazione con validità fiscale, fino ad oggi conservabile solo sotto forma cartacea.

Si tratta di una svolta attesa da almeno tre anni, da quando nel 2004 un Decreto ministeriale avviò questo processo: conseguenza delle nuove opportunità, evidentemente, sono risparmi di costi e aumenti di efficienza non solo per i privati ma anche per la pubblica amministrazione.

Aitech-Assinform, che ha partecipato alla realizzazione della circolare insieme agli esperti dell'Agenzia, evidenzia quattro nodi fondamentali offerti dalla normativa in vigore:
  1. - la possibilità di gestire in modo separato la conservazione sostitutiva delle fatture elettroniche e cartacee
  2. - i termini temporali per portare in conservazione sostitutiva (e se farlo) i documenti cartacei rilevanti ai fini tributari, in particolare le fatture, sono lasciati alla discrezionalità del contribuente
  3. - solo nei casi di conservazione di documenti cartacei originali unici è richiesto l'intervento del pubblico ufficiale
  4. - il momento in cui il processo di conservazione sostitutiva si considera concluso - e di conseguenza ci si può disfare, senza ulteriori formalità, della carta - non dipende, attualmente, dall'invio all'Agenzia delle Entrate dell'impronta dell'archivio che non è richiesto fintantoché non sarà emanato il provvedimento relativo.

Secondo il direttore dell'associazione Federico Barilli "l'importanza di tale normativa emerge considerando che, secondo le nostre stime, il processo di dematerializzazione - del quale la possibilità di disfarsi dei documenti cartacei rilevanti ai fini tributari e l'impiego della fatturazione elettronica sono due elementi fondamentali - potrà consentire alle imprese risparmi fino al 65%. Questo, naturalmente, se si arriva ad automatizzare l'intero processo, con l'emissione e l'elaborazione diretta di documenti in formato digitale. In termini globali, conservazione sostitutiva e fatturazione elettronica potrebbero arrivare a rappresentare per l'economia nazionale un risparmio potenziale annuo dell'ordine di 14 miliardi di euro".

Per le imprese informatiche che forniscono gli strumenti necessari, naturalmente, la dematerializzazione si traduce in una colossale opportunità di business. Per questo settore l'associazione prevede "un potenziale volume d'affari che in tre anni potrà raggiungere 1,2 miliardi di euro". C'è da chiedersi su questo fatturato quanto peserà l'altissimo costo dei supporti ottici prodotti e commercializzati in Italia.

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