The Oriental Pearl TV Tower, Shanghai, China Photographic Print di Dorian Weber
Un giudice di Pace ha deciso che inseguire con solleciti un non-abbonato che non vuole abbonarsi non è cosa buona né giusta. Riconosciute le pressioni indebite di quelle minacciose missive

Sono molti i cittadini italiani che ricevono periodicamente un'ormai celebre lettera della RAI con cui si avverte che il canone radiotv non è stato pagato e si spiega che, in caso non venga saldato, si potrà essere sottoposti a controlli dell'amministrazione tributaria. Lettere che un contribuente ha ritenuto minacciose e che si sono ripetute a distanza di anni, causandogli un danno di tempo e di denaro, al punto da spingerlo a denunciare la RAI dinanzi al Giudice di Pace di Varese. E la RAI è stata condannata.

Nella sentenza, pubblicata in PDF da ADUC e già disponibile sul sito IlCaso.it, si prende atto del fatto che dopo ciascuna missiva RAI, inviata al ricorrente nel 2002, 2003 e ancora nel 2005, il destinatario si è preso la briga di rispondere con una raccomandata per spiegare i motivi per i quali non era tenuto al pagamento del canone.

Ma non è tutto qui. La sentenza stigmatizza i toni della lettera RAI, in particolare nei passaggi in cui afferma: nel caso lei non fornisca indicazioni che ci consentano di regolarizzare la sua posizione, l'Amministrazione Finanziaria procederà ai necessari controlli. Frase seguita dall'attestazione che l'accertamento sarà a suo carico.

Un linguaggio che secondo il giudice va al di là delle competenze RAI e si configura come una "pressione ingiustificata" oltreché come una "condotta illegittima". Il che ha fatto pendere il giudizio a favore del ricorrente.

Secondo ADUC "coloro che hanno risposto più di una volta alle richieste/minacce della RAI segnalando di non essere in possesso di un televisore, potranno richiedere un risarcimento del danno alla RAI con lettera di messa in mora. Se la RAI non risarcirà il danno, si potrà adire il Giudice di Pace della propria città per ottenere i danni". Nel caso di Varese il risarcimento è stato fissato in 50 euro (spese legali a carico di RAI, ossia di chi paga il canone).

ADUC ha anche approntato un servizio di consulenza gratuita online per i cittadini che intendano tutelarsi.

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