Due inviti disponibili per provare subito Joost. Vedi come ottenerli sulla barra a destra!
Two invitations avalaible for trying Josts now. See how to obtains them on the rightbar!

Ci hanno proposto il "digitale terrestre", ci hanno venduto la "IpTv" di Microsoft e Telecom, le padellone di Sky. La Rai continua ed esigere il canone, Berlusconi ci inonda di spot.

Monopolio è la parola magica che piace a tutti questi signori.
Joost si basa sul P2P, la condivisione dei contenuti e della banda che sta facendo impazzire provider truffaldini, compagnie discografiche, società abituate a rubare soldi ai clienti.
Gli utenti fanno da soli.
Gli ideatori di Joost (ex Venice Project) sono gli stessi di Kazaa (condivisione degli Mp3 ed altro) e Skype, il sistema che ha rivoluzionato il modo di telefonare nel mondo.
«Bye bye television» è lo slogan del gruppo Joost.

Interfaccia grafica del Venice Project

Joost è arrivato. Ammessi alla prima fase di beta test del software, abbiamo potuto provarlo e ne diamo un giudizio a caldo estremamente positivo. Di lavoro da fare ce n'è ancora molto, la scatola è ancora da riempire, ma l'idea e le peculiarità del servizio non possono che promettere bene. Il duo Friis/Zennstrom potrebbe di nuovo aver fatto un terno al lotto e le possibili interrelazioni con i vari asset del gruppo eBay lasciano presupporre grande valore aggiunto ancora tutto da scoprire.

Joost è una forma ibrida tra la tv e il media informatico: il meglio di entrambe le parti, secondo il team di sviluppo. Al momento la fase di test è chiusa a pochi intimi e l'estensione degli inviti non ha ancora avuto avvio, ma dovrebbe essere ormai solo questione di giorni.

L'installazione richiede il download di una applicazione da poco meno di 10Mb. Una volta installato, il software accende un piccolo schermo "televisivo" sul quale iniziano a scorrere alcune immagini da un canale preselezionato. Nell'immagine successiva l'interfaccia per come si presenta durante una normale riproduzione (togliendo il mouse dalla finestra gli elementi di comando scompaiono lasciando l'immagine pulita senza ulteriori orpelli).

Ad una dimensione della finestra di 800x600 la qualità dell'immagine è assolutamente soddisfacente, mentre una qualità minore è avvertibile a definizioni di schermo maggiori. Anche la qualità audio dello streaming è assolutamente qualitativa. I programmi sono interrotti da sporadiche e brevissime pubblicità.

Non è facile immaginare quali saranno gli sviluppi della piattaforma in quanto al momento la molteplicità delle fonti non è tale da delineare esattamente le performance della struttura P2P ideata e le capacità dell'interfaccia attuale. Una sensazione, però: Joost non è (ad oggi) diretto concorrente di YouTube. Il flusso tipicamente televisivo dell'uno non si contrappone alla frammentarietà vincolata dell'altro e solo nel momento in cui ogni utente sarà in grado con pochi ostacoli e basso investimento di poter produrre un canale proprio, allora i due brand saranno in competizione diretta: a quel punto Joost sarà un simil-YouTube che moltiplica le opportunità e per Google si presenta quindi una sfida che il motore deve necessariamente prepararsi a raccogliere.

Al momento la grande forza di Joost è nella sua assoluta peculiarità. A tremare, a questo punto, v'è una istituzione sola: la roccaforte televisiva. A tal proposito il colpo di genio giunge proprio alla chiusura del programma: lo schermo diventa nero e si spegne con il classico effetto che tutti abbiamo imparato ad osservare sui vecchi schermi televisivi a tubo catodico. Una analogia quantomeno ricercata, una sfida diretta, un indice puntato verso l'obiettivo: la convergenza tra tv e pc ha partorito una nuova forma.

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