Stilato un accordo tra il governo di Pechino e i maggiori provider
"Non diffondere messaggi erronei o illegali" e limitare l'anonimato dei blogger
L'allarme di Reporters sans Frontieres: "E' la fine dei blog liberi"

PECHINO - I principali server presenti in Cina firmano con il governo
di Pechino un "codice di condotta". Che li impegna a "non diffondere
messaggi erronei o illegali" nonché a promuovere l'uso dei veri nomi
da parte dei blogger. L'accordo, che coinvolge anche Msn e Yahoo!,
preoccupa Reporters sans Frontieres: si rischia infatti "una nuova
ondata di repressione e di censura" venendo meno l'anonimato dei
blogger.

Il codice di condotta è stato elaborato dalla Internet Society of
China (Isc), un organismo semiufficiale i cui membri appartengono
all'Accademia delle Scienze o a altri enti vicini al Partito Comunista
Cinese. L'accordo con i provider è stato firmato questa settimana,
anche se gli uffici pechinesi di Msn e Yahoo! non lo hanno né smentito
né confermato.

L'iniziativa della Isc potrebbe essere collegata all'avvicinarsi del
diciassettesimo congresso del Partito Comunista, la cui data è tenuta
segreta ma che secondo indiscrezioni dovrebbe aver luogo nella seconda
settimana di ottobre. Negli ultimi giorni 60 persone sono state
arrestate nel nordest della Cina con l'accusa di aver diffuso notizie
false a questo proposito, usando internet o gli sms. In precedenza, i
direttori dei principali giornali erano stati ammoniti a prestare la
massima attenzione a non pubblicare notizie che potrebbero turbare l'
atmosfera "armoniosa" che secondo la leadership cinese dovrebbe
circondare il congresso.

Questo clima preoccupa Reporters sans Frontieres, che vedono nel
"codice" un nuovo pericolo per la libertà d'espressione: "Si tratta -
afferma Rsf - della fine dei blog liberi in Cina". L'iniziativa
infatti "avrà conseguenze molto gravi sulla blogosfera cinese e che
segna la fine dei blogger anonimi. Rischia di aprirsi una nuova ondata
di repressione e di censura".

Negli ultimi cinque anni internet ha dato sempre più spazio
all'espressione dell'opinione pubblica, non sempre in sintonia con le
opinioni delle autorità. L'ultimo episodio, questa settimana, è stata
la comparsa su YouTube di un video, forse girato con un telefono
cellulare, sulle proteste dei familiari dei 181 minatori intrappolati
sottoterra a Xintai, nella provincia dello Shandong.

0 Comments:

Post a Comment