Dopo la presentazione del 2 agosto scorso, è finalmente giunto in Commissione (in sede referente) il ddl. S-1769 (Sen. Pecoraro Scanio) intitolato "Norme in materia di sostegno all'attività cinematografica e diritto d'autore" che si affianca ad altre proposte già commentate su Punto Informatico.

La Relazione è senz'altro suggestiva, così come l'art. 1 dedicato a finalità e oggetto. Gli intenti, al di là del titolo che enfatizza gli aiuti al cinema, sono sicuramente di ampio respiro ed ispirati alla diffusione della cultura. Nel particolare, la novità più significativa - se non "rivoluzionaria" - è rappresentata dal prelievo dell'8% dai canoni di connessione a banda larga cui corrisponde l'abbassamento, al 10% (forse, non a caso, l'aliquota dei libri), dell'IVA sui suddetti abbonamenti.

Si tratta, come molti ricorderanno, di una proposta avanzata già in passato da diverse parti, anche se oggi più complessa, che vorrebbe costituire una sorta di "equo compenso" come quello, già vigente, applicato a supporti e dispositivi.
Forse, proprio per questo, non incontrerà il gradimento degli utenti che non scaricano opere protette e che, ovviamente, non vogliono pagare per quello che non fanno (anche se non bisogna dimenticare l'abbattimento dell'IVA).
Malgrado ciò, vale la pena di sottolineare che, in modo molto più ampio rispetto alla disciplina della copia privata (di cui si parlerà oltre in relazione a specifiche novità), il prelievo in esame costituisce il presupposto per la completa eliminazione di conseguenze civili, amministrative e penali.

L'art. 7, comma 1, esclude, infatti, l'applicabilità degli artt. 171, 171-bis, 174, 174-bis e 174-ter l.d.a. e sancisce la liceità (a questo punto, anche civile) delle attività senza fini di lucro conseguenti gli acquisti (tra cui il download) a "qualsiasi titolo" e non soltanto a fronte del possesso legittimo dell'originale.

Conseguentemente, si prospetta pure l'abrogazione della famigerata norma riguardante la messa in condivisione (upload) senza scopo di lucro (art. 171, comma 1, le tt. a-bis l.d.a.).

Anche il diritto alla copia privata (art. 71-sexies l.d.a.) viene allargato sino ad abbracciare la duplicazione di opere protette da misure tecnologiche (DRM) e, comunque, anche in digitale, una modifica già invocata da molti.

Un'ultima proposta di riforma, peraltro rintracciabile in altri disegni di legge, riguarda l'innalzamento della soglia del penalmente punibile al dolo di lucro (come prima della l. 248/2000) per alcune condotte in tema di software (art. 171-bis, comma 1, l.d.a.). Tale allineamento, anche se doveroso (per altri reati come quelli previsti dall'art. 171-ter l.d.a. vale già questo limite), purtroppo non riguarda le sempre "dimenticate" banche dati (art. 171-bis, comma 2, l.d.a.).

Ora non resta che attendere la discussione in Commissione e, poi, il voto dell'Aula che sarà certamente influenzato dall'opinione, eventualmente differente, dei soggetti interessati. I produttori non mancheranno di rimarcare quella che, sulla carta, è una riduzione di quanto posto a loro apparente tutela, ma non potranno non farsi i conti sui grandi numeri (perché ad essi, mediante la costituzione di due fondi, andrà buona parte del prelievo), calcolando realisticamente i possibili introiti rispetto all'attuale politica quasi esclusivamente punitiva.

Gli utenti, d'altro canto, dovranno ponderare la convenienza e l'accettabilità di un prelievo che potrebbe colpire anche chi non scarica o non intende scaricare. Soprattutto, occorrerà valutare la compatibilità con le norme sovraordinate (in particolare, le Direttive UE) perché ad esse si fa esplicito e generico riferimento soltanto in relazione alle questioni legate a copia privata e misure tecnologiche.

avv. Daniele Minotti
minotti.net/

<B>Banda larga, l'Italia al rallentatore<br>un abitante su dieci non può averla</B>

L'OBIETTIVO: rendere la banda larga un diritto di tutti, "universale". Servirà a questo il WiMax, come ha dichiarato il Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni alla presentazione del bando, nei giorni scorsi. Sono anni però che viene ripetuto il ritornello della promessa della banda larga a tutti e ancora il "mostro" del digital divide non è stato abbattuto.

L'Italia resta uno dei peggiori casi in Europa per diffusione della banda larga, disponibile sull'89 per cento della popolazione, mentre a settembre in Gran Bretagna è stato raggiunto il 99,8 per cento. Numerose le cause del ritardo: un po' la morfologia accidentata del nostro paese, un po' l'eccessiva frammentazione dei nodi di rete (che rendono svantaggioso l'investimento in apparati banda larga in certe zone); si è messa di mezzo anche la burocrazia che ha rallentato l'arrivo, appunto, del WiMax (l'Italia è l'ultimo grande Paese europeo a renderlo disponibile).

I rimedi tentati dal Governo hanno avuto risultati lontani dalle aspettative: lo stesso Ministero ha dichiarato deludente, in un bilancio pubblicato ad agosto, quanto fatto finora da Infratel-Sviluppo Italia per colmare il divario digitale del Meridione (avrebbe dovuto coprire circa 180 centrali con la banda larga; ad oggi l'ha fatto su meno di un terzo, pari a circa il 3 per cento della popolazione: una goccia nell'oceano).

Adesso si parla di rilanciare il piano di investimenti nel Meridione e in generale nelle aree del digital divide. Buoni propositi, ma a conti fatti ben poco è cambiato dai tempi dell'inchiesta di Repubblica.it del gennaio 2006 sulle lacune della banda larga italiana. Il grosso dei rimedi attende ancora all'orizzonte, come promessa; tale è lo stesso WiMax, in teoria arma potente contro il digital divide, ma in pratica ancora lo si deve vedere in azione per giudicarne le potenzialità. I servizi commerciali arriveranno nel 2008 inoltrato, visti i tempi di assegnazione delle licenze e necessari a realizzare le infrastrutture di rete. Va reso atto al Ministero e all'Autorità Garante delle Comunicazioni, però, di avere curato il bando WiMax in modo da indirizzarlo al meglio alla lotta al digital divide. Agli operatori che vinceranno la licenza è chiesto infatti di occuparsi in modo prioritario delle zone ora non raggiunte da Adsl.

Tra le novità che sono già concrete, invece, si evidenziano alcune iniziative di Telecom Italia per migliorare la copertura Adsl, con l'obiettivo di raggiungere il 98 per cento della popolazione entro fine 2008 (ma più volte in passato queste promesse sono state mancate). Recente è il piano anti-mux. Telecom sta installando apparati (detti "zainetti") per bypassare i mux, che impediscono agli utenti in certi quartieri, anche metropolitani, di ottenere l'Adsl. Sono stati già installati A Roma, Arezzo, Genova, Grosseto, Pavia, Bologna, Torino, Seregno, Cotogno, Taranto e in gran numero soprattutto a Bari, come si legge sul sito di Telecom. Dove ci sono gli zainetti, gli utenti possono richiedere l'Adsl di qualsiasi operatore. Tocca affrettarsi, però, perché il massimo di utenti collegabili per centrale è 48 e la velocità è al massimo di 4 Mbps per linea. Più che una soluzione completa, sembra insomma un palliativo al problema. E tale è anche il piano anti-digital divide, con cui Telecom sta dotando di Adsl centinaia di centrali minori. Peccato che la velocità per linea sia in questo caso limitata a 640/256 Kbps.

Il problema è inoltre che a fronte dell'accelerazione de piano anti digital divide si rileva un rallentamento della copertura di nuove centrali tramite Adsl normale (quella fino a 20 Mbps), come si può leggere dai piani Telecom pubblicati sul sito Wholesale-Telecomitalia.it.
Né c'è da sperare che siano gli operatori alternativi ad arrivare con l'Adsl là dove Telecom non voglia. La copertura delle reti alternative è infatti inferiore a quella di Telecom e cioè ad oggi è pari a circa il 45-50 per cento della popolazione. La previsione è che si arrivi al 58 per cento entro il 2010.

Quali speranze ci sono, quindi, per gli utenti nel digital divide di poter avere l'Adsl e, magari, anche un'Adsl normale? Solo quella che, anche attraverso i promessi investimenti pubblici, ci sia un ulteriore sforzo infrastrutturale nei prossimi mesi da parte di diversi soggetti (ma tuttora i piani sono poco definiti).

L'alternativa è il wireless: oggi soluzioni WiFi/Hiperlan, domani il WiMax. Ci sono offerte WiFi/Hiperlan (analoghe a quelle Adsl per banda e prezzi) in quasi tutte le Regioni italiane, anche se la copertura è a macchia di leopardo. La rete più estesa è in provincia di Brescia, dove opera il provider Linkem.

Un'altra possibilità è la rete Hsdpa, evoluzione dell'Umts: la copertura sta crescendo (ad oggi raggiunge circa il 70 per cento della popolazione), la velocità pure (ora è 3,6/7,2 Mbps in download e 384 Kbps in upload), mentre i prezzi stanno scendendo (anche se ancora non c'è un'offerta flat-rate paragonabile a un'Adsl). Insomma, per i digital divisi non resta che sperare in tempi migliori.

Via Repubblica.it (16 ottobre 2007)



L'annuncio del ministro delle Comunicazioni, Gentiloni. Base d'asta a 45 milioni
14 saranno assegnate in 7 macroaree; altre 21 a dimensione regionale
Wi-max, via alla gara per 35 licenze
la banda larga viaggerà sulle onde radio
"Permetteranno di far arrivare internet nelle aree più difficili"
I grandi gestori nazionali non potranno partecipare al livello regionale

Wi-max, via alla gara per 35 licenze
la banda larga viaggerà sulle onde radio



ROMA - "Il Wi-max ha potenzialità notevoli, consente connessioni ad alta velocità fino a 74 mega ed ha un raggio di applicazione molto più ampio del Wi-fi, per alcune decine di chilometri fino a 50". Lo ha detto il ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, presentando a Roma la gara per l'assegnazione dei diritti d'uso delle frequenze nella banda 3.4-3.6 Ghz (banda 3.5 Ghz). Il ministro ha precisato che la base d'asta sarà di 45 milioni di euro per le 35 licenze Wi-max in gara dalla prossima settimana.

La nuova tecnologia Wi-max permette la diffusione della banda larga su frequenze radio e, quindi, senza fili anche attraverso distanze notevoli. In questo modo, ha spiegato il ministro, potranno essere raggiunte anche aree "più difficili sia dal punto di vista economico che morfologico" e dove è quindi più spiccato il 'digital divide' con il resto del Paese.

La gara, ha sottolineato Gentiloni presentando il bando, assegnerà 14 licenze in 7 macroaree in cui è stato suddiviso il paese (due licenze per ciascuna macroarea: Lombardia-Bolzano-Trento; Valle d'Aosta-Piemonte -Liguria-Toscana; Friuli Venezia Giulia-Veneto-Emilia Romagna- Marche; Umbria-Lazio-Abruzzo-Molise; Campania-Puglia-Basilicata- Calabria; Sicilia; Sardegna) con la condizione che ad uno stesso soggetto possa essere assegnato un solo diritto d'uso per macroregione.

A livello teorico è comunque possibile che un operatore che faccia domanda per tutte le macroaree riesca ad aggiudicarsele tutte, creando così un network nazionale. Le altre 21 licenze saranno invece a dimensione regionale e saranno "prioritariamente riservate a concorrenti che non dispongono già di licenze Umts".

Saranno quindi di fatto esclusi i quattro grandi operatori (Telecom, Vodafone, Wind e H3G), mentre sarà agevolata la partecipazione al bando delle imprese più piccole radicate sul territorio.

Tutte le licenze avranno una durata di 15 anni, potranno essere rinnovate, ma non potranno essere cedute a terzi senza l'autorizzazione del ministero.
La base d'asta complessiva sarà di 45 milioni, ha aggiunto Gentiloni. Una cifra che, pur essendo un po' inferiore proprio perché base di partenza di un'asta a "miglioramenti competitivi", è "comparabile" con quelle di aggiudicazione raggiunte in Francia (100 milioni) e in Germania (60 milioni).

I tempi prevedono che la prossima settimana il bando venga pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e che entro 45 giorni dalla pubblicazione siano presentate le domande di partecipazione. Nei successivi 30 giorni il ministero dovrà valutare le domande e comunicare gli ammessi alla gara e dovranno essere quindi presentate le offerte. L'apertura delle buste dovrebbe quindi verificarsi intorno al 20 gennaio.

Essenziale per aggiudicarsi la gara sarà non solo l'offerta economica, ha sottolineato ancora il ministro, ma anche la garanzia di copertura del territorio per aiutare i Comuni più svantaggiati a superare il digital divide. Il bando prevede infatti degli obblighi di copertura misurati a punti in base al numero di Comuni in cui vengono installati impianti Wi-max: 60 è il punteggio minimo da raggiungere ed almeno la metà dovrà derivare da impianti collocati in Comuni a "digital divide totale".

Il valore aggiunto del Wi-max rispetto alla banda larga cablata come l'Adsl è infatti proprio la capacità di viaggiare ad altissima velocità (fino a 74 mega) in un raggio di circa 50 chilometri senza necessità di infrastrutture di rete. Senza quindi grandi investimenti sui cavi. La trasmissione avviene infatti via radio sulle frequenze 3.4-3.6 GHz liberate dal ministero della Difesa. "Credo che abbiamo fatto un buon lavoro - ha concluso Gentiloni - per trovare un equilibrio tra il valore economico dell'asta e la copertura del territorio.
Abbiamo lavorato perchè il ricavo economico non fosse l'unico metro di misura e per indirizzare la competizione verso la lotta al digital divide".

(11 ottobre 2007)

Tutte le novità in materia di tecnologia vengono dall'estero. Tutte in inglese. C'è una novità, interessante, nata in Italia, è un videoregistratore on line che ti permette di programmare e registrare programmi tv.
Anziché ricevere complimenti e finanziamenti, come accadrebbe se avesse sede negli USA, riceve minacce e diffide!
E poi ci lamentiamo della fuga dei cervelli....
Da Punto informatico:

Viene criticata da più parti la decisione del colosso televisivo Mediaset di diffidare un celebre e utilizzato servizio online che permette di videoregistrare contenuti televisivi. Si tratta di Vcast, che ormai da alcuni giorni ha tagliato fuori dai propri servizi Canale5, Italia1, Rete4 e Boing. Rimangono invece attive le registrazioni degli altri canali di cui fruiscono gli utilizzatori del servizio.

La diffida l'hanno annunciata sul blog ufficiale del servizio gli stessi autori di Vcast, in un post in cui si riferiscono alla tecnologia di videoregistrazione Faucet PVR utilizzata da Vcast. "Il mese scorso Mediaset ci ha diffidato dall'utilizzare le loro trasmissioni televisive nell'ambito del Faucet PVR poiché sostiene che tale utilizzo sia lesivo dei loro diritti. Abbiamo risposto che non siamo d'accordo con tale affermazione in quanto siamo ragionevolmente sicuri che il videoregistratore (seppur virtuale) che noi vi forniamo non sia affatto dissimile dal vecchio VHS che avete a casa: la registrazione che voi vi programmate arriva solamente a voi, quindi è a tutti gli effetti una registrazione ad uso personale, chiaramente consentita dalla normativa applicabile (art. 71 sexies della legge sul diritto d'autore). Mediaset ci ha risposto ieri ribadendo la sua richiesta".

"Purtroppo - continuano - la tecnologia spesso viaggia molto più veloce di chi fa le leggi, e quindi quanto stiamo facendo può essere aperto a più interpretazioni diverse. Il risultato è che siamo costretti a sospendere la possibilità di registrazione dei canali Mediaset, almeno fino a quando non sarà sufficientemente chiaro se la nostra interpretazione di videoregistratore sia più o meno corretta di quella di Mediaset. Ovviamente gli altri canali del PVR e tutti gli altri contenuti del sito continuano a rimanere accessibili".
A questo proposito scrive a Punto Informatico Matteo Moro per specificare: "Faucet è un sistema che funziona come un videoregistratore remoto. Dalla sua interfaccia si possono programmare registrazioni (con il limite di tre ore per ogni singola registrazione) su molti canali televisivi e radiofonici. Una volta registrati, i file video/audio vengono conservati sui server di Faucet per un tempo massimo di tre giorni, per essere scaricati sul proprio PC. Oltre a tutta questa comodità, c'è da dire che i formati utilizzati sono liberi da fastidiosi sistemi DRM e leggibili comodamente anche con Linux: una cosa non da poco, per chi come me ha difficoltà a socializzare con il software proprietario".

Un servizio utile, dunque, che viene impiegato per "catturare" registrazioni di programmi mandati in onda senza alcuna cifratura sull'intero territorio nazionale e che già oggi vengono registrati abitualmente da moltissimi italiani che sono usi guardare il tele-ipnotizzatore.

Dal suo blog, proprio Matteo lancia una petizione online pensata, spiega, "per far sapere ai signori di Mediaset che quello che hanno fatto non ci piace. Magari la legge è dalla loro parte, magari pensano che questo sia il modo giusto per guadagnare qualcosa in più, magari nel breve periodo hanno anche ragione, ma la reputazione è qualcosa che si guadagna in molto tempo e si perde in un attimo (...) Io rivoglio i canali Mediaset su Faucet, e voi?" Mentre scriviamo la petizione, nonostante una informativa sulla privacy criticata da più parti, ha già superato quota 300 firme.

Vcast, peraltro, nel suo post invita tutti gli utenti che tengono alla questione di scrivere cosa pensano direttamente a Mediaset, indicando l'indirizzo mediaset@mediaset.it.

Tutti coloro che si interessano di live video streaming mi hanno chiesto quale tra Mogulus e Ustream fosse realmente il migliore e quindi quale io consiglio personalmente di utilizzare.

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Per chi non conoscesse i due servizi web-based, parliamo dei due principali e più interessanti servizi per il live video streaming, che insieme a Stickam, Operator11, Kyte.tv, offrono una banda pressoché infinita e spazio per archiviare le tue trasmissioni in live stream video su Internet senza porre limiti al pubblico che può vederle in contemporanea.

Mentre anche altri servizi offrono funzionalità e possibilità interessanti, preferisco di gran lunga Ustream e Mogulus per la loro strategia di marketing più professionale e credibile. Infatti oltre all'insieme di funzioni offerte c'è da considerare che entrambe le società si siano aperte completamente alla conversazione ed agli scambi con gli utenti, al fornire supporto diretto, e hanno fatto del loro meglio per essere coinvolte in prima persona in una conversazione sincera e bidirezionale mentre allo stesso tempo si occupavano di migliorare il loro prodotto.

E' possibile che alcuni dei servizi offerti dai concorrenti, di cui non mi occuperò qui, abbiano nel frattempo effettuato miglioramenti significativi e modificato i loro servizi, e forse che abbiano anche sorpassato questi due che ho scelto per questo confronto diretto. Se hai notizie in proposito, la sezione commenti è a tua disposizione.

Questa è la mia recensione personale basata sul fatto che Ustream.tv e Mogulus.com in quanto a funzionalità critiche, caratteristiche e altri aspetti relativi alla gestione, si trovino oramai ad affrontarsi frontalmente come servizi per il live video broadcasting gratuito.

Scegliere quale dei due sia il più appropriato per l'uso che ne vuoi fare dipende dal contesto; tutto dipende da ciò che vuoi fare.

Mentre Ustream è perfetto per chi cerca semplicità e immediatezza, e si focalizza principalmente sulle trasmissioni dal vivo, gli utenti ideali di Mogulus sono creatori di canali web tv interessati a creare canali tematici in stile compilation, ad usare più telecamere e a permettere agli utenti di interagire tramite video, fornendo un’esperienza simile alla tv professionale.

Chat Testuale

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Ustream: Ustream integra una funzione di chat testuale completa che può anche essere facilmente inclusa (embedded) su tutti i blog o pagine web. La chat testuale embedded presenta alcuni piccoli inconvenienti di funzionamento tipo al login della chat e nel sistema di aiuto completamente automatico. Quando funzionano vanno alla grande, ma quando non vanno è veramente frustrante. Non c'è il supporto automatico per gli URL (se digiti un URL in chat non diventa automaticamente un URL cliccabile), non si possono salvare le chat né esiste la funzione cronologia.

Mogulus: Non dispone di alcuna funzione di chat testuale



Controlli Audio / Video

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Ustream: Ustream offre controlli semplici e ben organizzati per iniziare o terminare una registrazione, un broadcasting ed anche alcune funzioni per verificare la ricezione del proprio video e controlli per la sintonizzazione e la qualità del video, il frame rate, il volume e la qualità dell'audio.

Mogulus: Mogulus offre solo i controlli di base A/V che vengono inclusi di default nel Flash player. Non ci sono controlli o layer aggiuntivi di questa interfaccia, solo delle impostazioni per la qualità in cui abbiamo tre opzioni a disposizione.



Registrazione Video

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Ustream: Funzioni complete di registrazione audio e video sono disponibili su Ustream sin da quando è stato lanciato. Per molti editori indipendenti è uno strumento vitale, specialmente se, come in questo caso, posso prendere i miei video ed esportarli verso altri siti di video sharing senza troppi problemi. Le registrazioni vengono salvate nel formato video .flv (Flash video) e con le procedure appropriate possono essere facilmente convertite in altri formati, editate e caricate sui principali siti di video sharing. Ustream fa un ottimo lavoro nell’archiviare e facilitare l'accesso a tutte le clip video registrate, sia dal singolo broadcaster che dalla video community di cui fa parte.

Mogulus: Mogulus ha aggiunto la registrazione di recente (il 14 settembre 07) e se giudichiamo il posizionamento e l'accessibilità di questa funzione, la registrazione completa non è una priorità fondamentale per Mogulus come lo è invece per Ustream. Infatti, mentre Ustream ti facilita la registrazione e il download di ognuno dei tuoi video broadcast, Mogulus nascondeva la funzione registrazione sotto scorciatoie da tastiera difficili da ricordare fino a due settimane fa, ma ora ha reso completamente accessibile la registrazione mediante una nuova interfaccia che però proibisce il download di tali video registrazioni sul tuo computer, di editare e poi ripubblicare su altri siti. Mogulus vuole costruire la sua nicchia di contenuto di qualità proveniente da chi utilizza il loro servizio, ma mentre l’idea è molto promettente, la dura realtà ci mostra la frustrazione degli utenti e dei broadcaster che cercano di aggirare le restrizioni di Mogulus registrando gli show in formati aperti grazie all’autonomia concessa da alcuni tool di screen recording (vedi Techsmith Camtasia). Di positivo c’è che Mogulus facilita il re-broacast di ogni programmazione live registrata e permette di programmarla mediante una playlist video semplicissima.



Telecamere Multiple

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Mogulus: Mogulus è stato concepito con l'idea di ricostruire lo scenario e le funzioni disponibili in un piccolo studio televisivo tradizionale, includendo una piccola funzione di video switcher che permetteva al broadcaster di passare la diretta video ad altri Mogulus broadcaster.

Ustream: Non offre questa possibilità. Per potere utilizzarla devi aggiungere un software commerciale non molto costoso come WebcamMax. E' vero che se hai più telecamere connesse allo stesso pc, puoi switchare da una all'altra in maniera molto semplice. Non è possibile però invitare altri online video broadcaster ad unirsi allo show e mixarli in un'unica diretta.



Qualità Video

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Ustream: Come broadcaster hai molto controllo sulla qualità del video del tuo streaming dal momento che Ustream offre controlli per la regolazione dei frame rate (1-25) e dei livelli di compressione (1-90). Nel prossimo futuro, ma già sulla Robin Good TV e su pochi altri canali Ustream video streaming, nuovi componenti per la codifica video offrono una qualità video significativamente migliore (smoother motion, frame rate più alto) rispetto all'offerta attuale dei concorrenti.

Mogulus: offre solo le funzionalità di base con una barra con tre posizioni per il controllo della qualità video: bassa, media, alta. Non è specificato da Mogulus quali variabili vengono influenzate mediante questo controllo.



Inserimento di Titoli e Branding

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Mogulus: Di tutto. Mogulus dà il meglio di sé facilitando quanto più possibile ai live video broadcaster l'inserimento di titoli, credit scorrevoli, ticker informativi, un logo del canale e molto altro; così potrai personalizzare completamente e inserire titoli in maniera professionale, proprio come nell'industria televisiva mainstream. Se non desideri che il tuo canale di live video streaming utilizzi queste funzioni avanzate, Mogulus possiede tutto ciò di cui tu hai bisogno in merito a questo e continua a migliorarsi ogni giorno che passa.

Ustream: Nulla. Ustream non offre nessuna funzione per inserire titoli mentre trasmetti, né offre modo di inserire il proprio brand sulle tue trasmissioni.



Aggregazione Video

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Mogulus: Mogulus offre una funzionalità dedicata alla creazione e all'editing di playlist video. Le clip video possono essere sia caricate direttamente dal tuo computer o selezionate tra clip video già disponibili su YouTube. Questo consente a tutti i Mogulus broadcaster di compilare facilmente canali tematici di qualità con un numero a scelta di video clip pre-selezionate e di programmare con facilità la loro trasmissione in compilation pre-costituite.

Ustream: Niente.



Funzionalità Per L'Interazione

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Ustream: Per quanto riguarda l'interattività Ustream da tempo offre agli spettatori la possibilità di chat, di rating, di commento e di iscrizione ai diversi broadcaster mediante una serie di link facili da utilizzare su tutte le pagine web di ogni broadcaster presente su Ustream. Di recente Ustream ha aggiunto anche una funzione di sondaggio in diretta e un applausometro pensato per offrire agli utenti una funzione in tempo reale con la quale esprimere il loro apprezzamento per il video proprio mentre lo stanno guardando.

Mogulus: Nessuna. Nessuna chat testuale, non ci sono i commenti o possibilità di rating o sondaggi, disponibili su Mogulus.


Performance Del Servizio

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Ustream: Storicamente, Ustream è sempre stato molto semplice, immediato e facile da utilizzare. La sua performance, tolto qualche aggiornamento del servizio che ha causato brevi pause ad Ustream nel passato, ha funzionato sempre molto bene. Rapido e di pronta risposta proprio come ci si aspetta. Non ha un'interfaccia pesante da caricare, nessun processo o codice complesso da far girare sui nostri computer.

Mogulus: Mogulus si è costruito una cattiva reputazione per quanto riguarda performance e accessibilità, ed ora sta lavorando molto, soprattutto negli ultimi due mesi, per migliorare significativamente questi aspetti critici del suo servizio web-based di live video streaming. Nel passato, molti computer non possedevano le necessarie potenzialità hardware richieste da Mogulus e per questo i crash erano frequenti, ora le cose sembrano andare decisamente meglio. La performance di Mogulus è molto più elegante, e muoversi nell’interfaccia non da grosse problematiche.



Modello di Business

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Ustream: Gratuito. Mi meraviglio e mi chiedo come si ripagano per l'ottimo servizio che offrono; posso dire con sicurezza che non mi hanno chiesto nemmeno un euro per tutto quello che ho fatto utilizzando il servizio.

Mogulus: Gratuito al momento. In futuro diventerà a pagamento e chi vuole utilizzare il servizio dovrà pagare una tariffa commisurata al traffico generato e all'uso di banda. Sebbene Mogulus non abbia né pubblicato né ufficializzato il suo modello di business per il futuro, nella mia intervista a Max Haot, CEO di Mogulus e nei discorsi non ufficiali successivi che ho avuto con lui, mi ha confermato che Mogulus offrirà sia una opzione gratuita nella quale inseriranno un programma interno di annunci pubblicitari ogni tot minuti (soluzione che sicuramente io non accoglierò), ma anche una versione a pagamento basata sulla quantità di banda necessaria al tuo canale di live video streaming..



Community

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Ustream: Ustream possiede buone funzionalità di community, interne al servizio stesso, sin dal momento del suo lancio. Si può commentare, iscriversi a uno o più broadcaster, fare rating, commentare e mandare messaggi diretti agli altri utenti. Sarebbe sicuramente apprezzata l'aggiunta di un widget visuale e condivisibile dai broadcaster per la loro community (tipo quello di MyBlogLog). Ustream deve poter fornire ad ogni broadcaster gli strumenti e le funzionalità mediante le quali migliorare il coinvolgimento, l'informazione e la capacità di stimolare il mercato del contenuto video con la propria community di ammiratori.

Mogulus: Nessuna.



Promozione Degli Show

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Ustream: La newsroom editoriale dietro Ustream manca di un lavoro quotidiano di individuazione dei live show migliori da portare sulla home page di Ustream, ed anche la promozione, a proprie spese degli show migliori e più interessanti trasmessi dalla propria community. Sono sempre rimasto impressionato dalla capacità di Ustream di generare mercato e di promuovere la mia stessa programmazione senza che io abbia chiesto loro mai nulla in proposito. Sono sicuro però che non si adoperino per tutti allo stesso modo, ma li vedo estremamente aperti ai contributi degli utenti ed ai loro consigli e quindi se hai un ottimo show e vuoi promuoverlo su Ustream non devi far altro che farglielo sapere. Segui i link forniti sulla Ustream home page e guarda come altri broadcaster promuovono i loro show. Raccogli delle buone immagini o disegna un box promozionale per il tuo show e inviali ai ragazzi di Ustream. Saranno solo felici di dare visibilità a tutto ciò che è nuovo ed interessante.

Mogulus: Mogulus ha una pagina "Watch" nella quale puoi trovare i suoi "migliori" broadcaster. Sfortunatamente c'è poca promozione per i singoli broadcaster oltre ai post individuali che il Mogulus CEO Max Haot scrive di volta in volta sul blog ufficiale di Mogulus. La pagina Watch è accessibile solo agli utenti registrati, cosa che Ustream non impone, invece.



Condivisione – Distribuzione – Embed Player

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Ustream: Un embeddable player standard, ridimensionabile a piacimento è sempre visibile per ognuna delle registrazioni video che completi su Ustream. Ustream mette a disposizione un pezzo di codice da copiare e incollare sulla tua pagina web. L'embedded player di Ustream ha uno sfondo trasparente, ed offre agli utenti il controllo audio ed il muting, il numero di utenti e l'opzione pausa per il video streaming.

Mogulus: Mogulus permette di condividere e di includere il tuo canale video utilizzando un approccio simile a un widget, proprio come Ustream. L'embeddable player di Mogulus non è flessibile come quello di Ustream e richiede alcune impostazioni da configurare per farlo funzionare come desideri. E' praticamente impossibile registrare una clip nativamente con Mogulus durante un live stream e rendere poi il video disponibile su un altro sito per il video sharing come YouTube. Mogulus non offre il download dei file, e le registrazioni video complete possono essere utilizzate solo all'interno del canale Mogulus.



Supporto

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Ustream: Ottimo help e feedback immediato caratterizzano le persone del supporto di Ustream. Fanno di tutto per aiutarti e ascoltano apertamente tutti i feedback ed anche le critiche.

Mogulus: Il team di supporto di Mogulus è responsabile e attento ai feedback ma sembra essere meno reattivo, e probabilmente ha troppe richieste da gestire. I suggerimenti tecnici e i consigli riguardanti le funzionalità che ho fornito loro in passato sono state sempre prese seriamente in considerazione e più di una volta i miei desideri sono stati esauditi mediante il rilascio di una nuova funzione di Mogulus. Nonostante queste ottime note, ho visto Mogulus saltare alcune scadenze, tempi di consegna e di programmazione del rilascio di alcune funzioni. Questo non vuol dire che non stiano facendo progressi, ma certamente segnala che almeno nel recente passato hanno dovuto affrontare moltissime questioni organizzative e di sviluppo.




Quando E' Meglio Usare Mogulus E Quando E' Meglio Usare Ustream?

  • Per i tuoi live show, con solo un presentatore, nessuno può competere con Ustream secondo me.
  • Per live show in cui vuoi coordinare e trasmettere con reporter multipli da posti diversi, niente è meglio di Mogulus.
  • Per aggregare video clip da fonti diverse e per creare canali di contenuto video tematizzati con video non in diretta nessuno può battere Splashcast, ma Mogulus è il secondo in classifica.
  • Per fare live show in cui vuoi trasmettere video clip di news, o contributi di altri utenti tra la tua introduzione e il tuo commento, Mogulus è lo strumento da adottare senza indugi.
Fonte: http://www.masternewmedia.org/it/video_internet_television/live-video-streaming/ustream-vs-mogulus-quale-servizio-di-live-video-streaming-miliore-20071009.htm


Uscirà ufficialmente il 10 ottobre il nuovo album dei Radiohead, intitolato In Rainbows, ma su Internet è già disponibile per la prevendita. L'anticonformista gruppo britannico, che viaggia senza contratto sin dalla pubblicazione del disco precedente, ha deciso di scavalcare la tradizionale catena di distribuzione e di mettere in vendita direttamente online il proprio lavoro.

Sono due i formati scelti da Yorke, Greenwood e compagni per la loro settima fatica. Il primo, destinato ai fan più affezionati, è un discbox contenente 18 nuove tracce sia su CD che su due vinili da 12" vecchio stile, oltre a foto, video e artwork vari. Il secondo è il download: non si conoscono ancora tutti i dettagli, visto anche il sonoro e deciso NO rifilato ad Apple e al suo iTunes Store, ma è soprattutto il prezzo a lasciare a bocca aperta.

Radiohead In Rainbows e-shopNel carrello dell'e-shop realizzato per l'occasione, la voce relativa appare vuota, seguita da un punto interrogativo che rimanda ad un'altra pagina: "it's up to you" si legge, spetta a chi acquista decidere il prezzo. E per chi restasse perplesso, un nuovo punto interrogativo rimanda ad una terza pagina che ribadisce il concetto: "no really, it's up to you" ("no, guarda, tocca proprio a te"). In Rainbows è insomma in vendita a offerta libera: può bastare anche solo qualche centesimo per portarsi a casa i dieci nuovi brani originali. Non solo: se non si paga nulla e se l'album piace si può sempre tornare sul sito e lasciarci qualche soldo.
Al download potranno accedere anche gli acquirenti del discbox - disponibile solo a partire da dicembre - e il cui prezzo invece resta fissato a 40 sterline (circa 57 euro, spese di spedizione comprese). Anche in questo caso, tuttavia, il meccanismo di distribuzione sarà molto originale: invece di rivolgersi agli usuali canali commerciali, sarà l'abituale concessionaria del merchandising della band a gestire la vendita e la consegna.

La scelta dei Radiohead suona come una sveglia alle grandi sorelle della musica. Non si tratta in assoluto di una novità, visto che già da tempo Magnatune e Jamendo battono questa pista: ma si tratta del primo caso in cui una band di primissimo piano, ritenuta anzi un punto di riferimento da molti giovani e dagli stessi musicisti, si spinge verso un certo tipo di modello distributivo. Se questo modello avrà successo si può già ora star sicuri che la mossa dei Radiohead sarà seguita a breve giro di disco anche da altre band e nomi di richiamo.

la bandCome ricorda Bob Lefsetz sulle pagine del suo blog, in passato c'erano stati altri artisti del calibro di Bruce Springsteen o dei Pearl Jam che avevano scelto di lavorare senza un contratto discografico: ma tutti, senza eccezione, avevano poi stretto un accordo con le major per la distribuzione della propria musica. Tutti, ad eccezione dei Radiohead: "Non è che vivano in un altro mondo - dice Bob - ma è che giocano con regole diverse".

Questa mossa, spiega, dimostra che è possibile agire al di fuori della prassi consolidata: "Ai Radiohead non interessa se la musica è gratis. Perché non credono lo sarà". I fan saranno probabilmente sempre disposti a pagare per quanto ascoltano, e coloro i quali invece si sarebbero rivolti ad un circuito P2P per ottenere la musica gratuitamente, sborseranno invece una piccola cifra simbolica per averla. Meglio di niente.

Le major hanno di che preoccuparsi? Probabilmente sì, visto anche quello che si legge sulle pagine di Time: "Se il miglior gruppo in circolazione non ci vuole tra i piedi - dice un anonimo dirigente di una grande etichetta europea - allora non sono sicuro che ci sia rimasto molto di questo business". E aggiunge un produttore statunitense, anche lui senza nome: "Se puoi pagare quanto ti pare per la musica della migliore band del mondo, perché dovresti pagare 10 euro o 99 cent per quella di qualcuno meno dotato?". E quei 99 cent sono un prurito girato ad Apple.
Per Punto informatico - Luca Annunziata