Il premio Nobel Elfriede Jelinek sta scrivendo un nuovo romanzo. Titolo: Neid (Invidia). Una bella notizia anche per gli italiani che hanno letto i suoi libri nelle edizioni Frassinelli, Einaudi, Castelvecchi. C’è, però, dell’altro. Elfriede Jelinek non consegnerà mai la sua nuova opera alle librerie. No, si affiderà al web.

La notizia era stata divulgata l’estate scorsa e pochi giorni fa il Sole 24 ore ha approfondito la questione dedicando all'argomento un pezzo di apertura sul domenicale culturale.
Scrive Flavia Foradini: “Parla del suo nuovo libro, Elfriede Jelinek, un “Privatroman”, un romanzo privato che esiste ma non vedrà la luce delle librerie, perché non verrà impresso sulla carta: “Mai”, dice risoluta la più seguita ed apprezzata scrittrice austriaca vincitrice del Premio Nobel per la Letteratura 2004 per la sua capacità di scardinare con il suo favoloso virtuosismo linguistico i cliches della società dei consumi, gli infingimenti dei media, le ipocrisie delle retorica politica. Neid (invidia) , lo si può leggere soltanto in tedesco e soltanto sul sito della scrittrice austriaca , dove ha fatto capolino la primavera scorsa con un primo capitolo, cui ne hanno fatto seguito altri tre (...).
Contrariamente ad altri esperimenti di questo tipo, composti da autori di bestseller internazionali, per chi in Internet apre http://www.elfriedejelinek.com/ la lettura è del tutto gratuita: “Volevo che fosse un accesso libero. Se a qualcuno poi il mio romanzo non piace, con un clic se ne può allontanare senza lasciare traccia”.

Il Sole 24 ore ne aveva già parlato lo scorso luglio con un articolo di Stefano Salis che fece una considerazione cruda, anche se in certi casi condivisibile: “Il web pullula di inediti (la stragrande maggioranza tale perché privi dei requisiti di base per arrivare alla pubblicazione cartacea) ma, lentamente, si riempie anche di contributi originali – e non parliamo dei blog letterari, il più delle volte stucchevoli elenchi di gusti personali dei titolari – di autori già editi o che, magari, godono di solida fama (in Italia, il caso di Wu Ming è esemplare).”. Ma che contribuì al dibattito sottolineando che “il fatto che un Nobel – che di certo non avrebbe problemi a trovare chi lo pubblichi e, anzi, sul web rinunci, presumibilmente, a lauti guadagni per sé e per il suo editore – rinunci alla carta, fa pensare che la stessa percezione di cosa sia la letteratura (di che ruolo abbiano, e chi siano gli scrittori) si stia modificando”. Se conoscete il tedesco, la Jelinek è già on line.
Rosa Maria Di Natale
BitLit

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