Per bloccarle aveva mandato in tilt il sito di video amatoriali
Le autorità di Islamabad si giustificano: non è stato intenzionale



ISLAMABAD - Accesso libero su YouTube in Pakistan. Le autorità di Islamabad hanno revocato il bando contro il più famoso sito di video. Il governo pachistano aveva imposto ai server internet di bloccare l'accesso a YouTube finché non avesse tolto vignette e caricature del profeta Maometto. Il sito ha accettato di togliere le vignette considerate blasfeme e l'autorità delle telecomunicazioni pachistane ha annunciato di aver dato istruzione per rimuovere la censura. Ma il blocco pachistano ha provocato un black out che ha mandato in tilt il sito a livello globale per circa due ore durante il week-end.

L'authority di Islamabad ha replicato che la cosa non è stata intenzionale e che potrebbe essere solo la momentanea conseguenza del blocco sull'indirizzo web di YouTube da parte di qualche compagnia internazionale che serviva anche il Pakistan. In una nota, YouTube ha detto che in futuro lavorerà perché non si ripetano simili conseguenze di fronte alla censura operata da un singolo paese.

(26 febbraio 2008)repubblica.it

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