Pugno duro del governo Sarkozy contro chi pratica illegalmente il peer to peer
Un progetto di legge dell'esecutivo prevede la sospensione della connesione
Sul web i nomi di chi scambia file

Un giro di vite destinato a far discutere. Nicolas Sarkozy ha dichiarato guerra al peer to peer, lo scambio illegale di file in rete, e nonostante le raccomandazioni del Parlamento Europeo va avanti per la sua strada. Il governo transalpino ha presentato qualche giorno fa un progetto di legge che prevede il taglio della connessione internet a chi scambia file online illegalmente. Non solo, i nomi dei trasgressori verranno pubblicati in Rete, in una sorta di "cyber-gogna". Per evitare che gli internauti scoperti cambino semplicemente provider e ricomincino con il file sharing.

La norma. Il provvedimento che già sta scatenando polemiche, prevede l'istituzione di una specifica autorità. L'organismo (Hadopi) sarà formato da magistrati e funzionari che decideranno le sanzioni. Chi viene scoperto a scambiare illegalmente opere cinematografiche e musicali, riceverà fino a due lettere di avvertimento da parte del proprio provider. In caso di recidiva l'autorità gli comminerà la sospensione. Il "taglio" della connessione avrà una durata da tre mesi a un anno e potrà essere ridotto, qualora l'internauta accettasse di pagara una multa. Il registro dei "rei" verrà pubblicato online, per evitare che la norma possa essere aggirata cambiando provider.

Le ragioni del governo. Il progetto di legge ha
subito richiamato l'attenzione del Parlamento europeo, che qualche mese fa, quando erano trapelate le prime indiscrezioni, aveva chiesto agli Stati dell'Unione di non tagliare la connessione internet ai "pirati" del web. Il governo transalpino non ha ascoltato questa raccomandazione. Anche per l'ostinazione del presidente francese, che ha dichiarato: "Internet non può essere una zona senza leggi". D'accordo con lui, la firmataria del provvedimento, il ministro della Cultura, Christine Albanel, secondo la quale la legge potrà ridurre gli atti di pirateria tra il 70 e l'80%.

Altri Paesi dopo la Francia? Una funzione "pedagogica" più che repressiva secondo il governo. "Il progetto di legge risponde", spiega il ministro "a una situazione di urgenza, il furto di opere penalizza fortemente l'economia del settore culturale". Si tratta comunque, spiega Albanel, di "una norma equilibrata, che sarà accompagnata da un aumento dell'offerta legale". La misura adottata dal governo francese potrebbe essere utilizzata anche da altri paesi. Regno Unito, Svizzera e Belgio stanno studiando provvedimenti simili.


repubblica.it

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