<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687</id><updated>2012-02-14T09:20:42.171+01:00</updated><category term='lavoro'/><category term='servizio pubblico'/><category term='radio'/><category term='guide'/><category term='p2p'/><category term='english'/><category term='servizi on line'/><category term='web contro carta'/><category term='digital divide'/><category term='voip'/><category term='open source'/><category term='india'/><category term='wordpress'/><category term='codex'/><category term='wikipedia'/><category term='condivisione'/><category term='azienda digitale'/><category term='foto'/><category term='due punto zero'/><category term='in evidenza'/><category term='software'/><category term='canonerai'/><category term='mac'/><category term='video'/><category term='diritto d&apos;autore'/><category term='microsoft'/><category term='windows'/><category term='ambiente'/><category term='infrastrutture'/><category term='sicurezza'/><category term='net.tv'/><category term='libertà telematica'/><category term='google'/><category term='money'/><title type='text'>terrefertili.net - Contro il Digital Divide</title><subtitle type='html'>La telematica contro il digital divide. Internet offre oggi opportunità straordinarie, che rischiano di essere perdute in mancanza di conoscenze adeguate.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>146</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-493721028990937376</id><published>2008-09-10T15:44:00.001+02:00</published><updated>2008-09-10T15:44:41.737+02:00</updated><title type='text'>Marocco, blogga male. Marcisca pure in galera</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr"&gt;Il clientelismo che attanaglia la società marocchina, il nepotismo e i favori che circolano laddove maggiore è l&amp;#39;amicizia e la vicinanza con la monarchia non sono problemi nuovi per il Marocco ma rimangono questioni imbarazzanti, oltreché faccende dense di derive macrosociali che le autorità preferiscono sottacere. Al punto che chi ne parla su Internet finisce in galera.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;img src="http://www.punto-informatico.it/punto/20080910/erraji.jpg" alt="il blogger marocchino" title="Marocco, blogga male. Marcisca pure in galera" align="right"&gt;Stando alle &lt;a href="http://news.yahoo.com/s/nm/20080909/wr_nm/morocco_blogger_dc" target="_blank"&gt;cronache&lt;/a&gt; questo è quanto accaduto al blogger 29enne Mohamed Erraji, secondo cui il vizio nazionale di &lt;strong&gt;dipendenza economica e psicologica dalla monarchia&lt;/strong&gt; si è diffuso a tutti i livelli, tanto che ormai tutti si sono abituati a chiedere favori, a pietire per ottenere un lavoro o quasi qualsiasi altra cosa. A suo dire, e lo ha scritto sui blog ma lo ha riportato anche in un articolo pubblicato dal giornale online &lt;a href="http://www.hespress.com/" target="_blank"&gt;Hespress&lt;/a&gt;, questa cultura del chiedere &amp;quot;ha reso i marocchini un popolo senza dignità, che vive di donazioni e regali&amp;quot;. &amp;quot;Le licenze di trasporto (come quelle dei taxi, ndr.) e titoli nobiliari che il Re distribuisce ai cittadini che gli inviano lettere - ha anche scritto nell&amp;#39;articolo - sono scritte con le stesse frasi utilizzate dagli accattoni sui marciapiedi&amp;quot;.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Troppo per la monarchia, &lt;a href="http://globalvoicesonline.org/2008/09/08/morocco-the-post-that-led-mohammah-erraji-to-jail/" target="_blank"&gt;troppo per le autorità&lt;/a&gt;, da sempre impegnate a far rispettare una legge sulla stampa che vieta di criticare la monarchia stessa. Ed ora, annuncia proprio il quotidiano marocchino, Erraji &lt;strong&gt;è stato condannato a 2 anni di carcere&lt;/strong&gt; e ad una multa pecuniaria di 500 euro, una cifra non trascurabile per il blogger, la cui salute è precaria e che non ha una occupazione fissa. Il suo &lt;a href="http://almassae.maktoobblog.com/" target="_blank"&gt;blog personale&lt;/a&gt; risulta ora irraggiungibile.&lt;br&gt;&lt;strong&gt;&lt;br&gt;Il processo è durato circa dieci minuti&lt;/strong&gt;. Arrestato venerdì, lunedì era in aula senza avvocato difensore e i familiari hanno dichiarato di non essere riusciti ad ascoltare cosa è stato detto ma di aver visto che il giovane non ha avuto modo di difendersi dinanzi al magistrato che ha deciso la sua incarcerazione. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Sdegno per quanto accaduto è stato espresso anche dall&amp;#39;organizzazione per i diritti umani in Marocco, &lt;a href="http://www.amdh.org.ma/index.htm" target="_blank"&gt;AMDH&lt;/a&gt;, secondo cui non c&amp;#39;è stato un processo equo, perdipiù a causa di un articolo che non violava la legge perché se la prendeva con le modalità con cui il paese è governato e non con l&amp;#39;istituzione monarchica in sé. Va detto che non si tratta di una sentenza particolarmente pesante per gli standard marocchini, se si pensa che lo scorso febbraio &lt;a href="http://punto-informatico.it/2199179/PI/News/tre-anni-una-bugia-facebook.aspx" target="_blank"&gt;è stato condannato a tre anni di reclusione&lt;/a&gt; un utente Internet che si era registrato su Facebook usando il nome di un membro della famiglia reale.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Ad ogni modo, come &lt;a href="http://www.larbi.org/post/2008/09/Deux-ans-de-prison-ferme-pour-un-bloggeur-marocain" target="_blank"&gt;riportano&lt;/a&gt; i blog locali, il fatto che proprio quell&amp;#39;articolo abbia inguaiato Erraji rimane in dubbio: il processo ultraveloce e l&amp;#39;assenza di una difesa non hanno fin qui consentito di andare oltre le supposizioni. Fatto è che ora Erraji &lt;strong&gt;è dietro le sbarre&lt;/strong&gt;, mentre inizia a montare nella blogosfera marocchina un movimento che ne chiede la scarcerazione. Sul sito che raccoglie le firme, &lt;a href="http://www.helperraji.com/" target="_blank"&gt;Help Erraji&lt;/a&gt;, sono già centinaia le testimonianze lasciate dagli utenti.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;a href="http://punto-informatico.it/2399325/PI/News/marocco-blogga-male-marcisca-pure-galera.aspx"&gt;http://punto-informatico.it/2399325/PI/News/marocco-blogga-male-marcisca-pure-galera.aspx&lt;/a&gt;&lt;br&gt; &lt;br&gt;&lt;/div&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-493721028990937376?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/493721028990937376/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=493721028990937376&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/493721028990937376'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/493721028990937376'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/09/marocco-blogga-male-marcisca-pure-in.html' title='Marocco, blogga male. Marcisca pure in galera'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-1790725898003314506</id><published>2008-09-10T15:37:00.001+02:00</published><updated>2008-09-10T15:37:11.967+02:00</updated><title type='text'>Un lettore e-ink sottile come un foglio di giornale</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr"&gt;&lt;img src="http://www.punto-informatico.it/punto/20080910/reader.jpg" alt="il dispositivo" title="Un e-newspaper sottile come un foglio di giornale" align="right"&gt;Gli ebook sono &lt;a href="http://punto-informatico.it/cerca.aspx?s=ebook&amp;amp;t=4&amp;amp;o=0" target="_blank"&gt;da molto&lt;/a&gt; al centro dell&amp;#39;attenzione di osservatori e &lt;a href="http://punto-informatico.it/2345154/PI/News/hornby-ma-chi-li-vorra-mai-ebook.aspx" target="_blank"&gt;critici&lt;/a&gt;. I nomi più noti sono &lt;a href="http://punto-informatico.it/1668851/PI/News/sara-sony-apple-degli-e-book.aspx" target="_blank"&gt;Sony&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://punto-informatico.it/cerca.aspx?s=kindle&amp;amp;t=4" target="_blank"&gt;Kindle&lt;/a&gt;, i contendenti &lt;a href="http://punto-informatico.it/b.aspx?i=2397929&amp;amp;m=2398726#p2398726" target="_blank"&gt;non mancano&lt;/a&gt;, e ora c&amp;#39;è un altro prodotto a raccogliere la sfida: lo produrrà &lt;a href="http://www.plasticlogic.com/PRPlasticLogicPreviewsElectronicReadingDevice.html" target="_blank"&gt;Plastic Logic&lt;/a&gt;.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Usa la stessa &lt;a href="http://punto-informatico.it/216385/PI/Commenti/contrappunti-ho-visto-futuro-e.aspx" target="_blank"&gt;consolidata&lt;/a&gt; tecnologia dei suoi concorrenti più conosciuti (quella di &lt;a href="http://www.eink.com/" target="_blank"&gt;E Ink&lt;/a&gt;), ma ancora non ha un nome, &lt;a href="http://www.nytimes.com/2008/09/08/technology/08ink.html?_r=2&amp;amp;partner=rssnyt&amp;amp;emc=rss&amp;amp;oref=slogin&amp;amp;oref=slogin" target="_blank"&gt;spiega&lt;/a&gt; il &lt;em&gt;New York Times&lt;/em&gt;: lo chiamano semplicemente &amp;quot;Reader&amp;quot;.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Si tratta di un dispositivo diverso dai suoi principali &lt;em&gt;competitor&lt;/em&gt;. Di vera e propria competizione in realtà non si può parlare: il display è più grande, esattamente come un foglio formato lettera. Piattissimo, potrà ospitare molto materiale ed essere aggiornato in tempo reale via WiFi. La risoluzione è stata scelta per presentare documenti di tipo &lt;em&gt;business&lt;/em&gt; dunque anche un &lt;strong&gt;giornale&lt;/strong&gt; ce lo si legge benissimo.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;b&gt;Lo stesso &lt;em&gt;New York Times&lt;/em&gt;, infatti, è proprio tra quei quotidiani ai quali ci si può abbonare in varie forme, compresa la versione su Kindle&lt;/b&gt;. &amp;quot;Puntiamo a sperimentare tutte queste piattaforme. Quando gli apparecchi inizieranno ad approssimarsi al &lt;em&gt;look&lt;/em&gt; ed al &lt;em&gt;feeling&lt;/em&gt; di un giornale, ci saremo anche noi&amp;quot;, ha detto Michael Zimbalist, direttore ricerca e sviluppo della testata statunitense, riferendosi al nuovo &lt;em&gt;reader&lt;/em&gt;.&lt;br&gt;&lt;br&gt;I dettagli sul prezzo saranno rivelati solo dopo l&amp;#39;&lt;a href="http://www.cesweb.org/" target="_blank"&gt;International Consumer Electronics Show&lt;/a&gt; di Las Vegas, che si terrà a gennaio 2009. Nel frattempo quello di Plastic Logic è l&amp;#39;apparecchio con il display più grande e quello che riesce meglio a presentare un prodotto editoriale con l&amp;#39;aspetto di un vero e proprio giornale: &amp;quot;ciò che tutti ci chiedono - rivela Richard Archuleta, direttore dell&amp;#39;azienda - è un giornale&amp;quot;.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Lo scenario di mercato è certamente complesso: questi &lt;em&gt;reader&lt;/em&gt;, nella maggior parte dei casi, hanno più di qualche &lt;em&gt;lucchetto&lt;/em&gt; che ne &lt;a href="http://nbtimes.it/?p=419" target="_blank"&gt;impedisce&lt;/a&gt; un impiego del tutto libero. Si trovano a fronteggiare faccia a faccia il Web, dove la maggior parte dei quotidiani ha oggi il proprio sito e dove gli internauti leggono le notizie &lt;strong&gt;gratuitamente&lt;/strong&gt;. Occorrerà dunque sfruttare a fondo ogni strumento che renda più appetibile il &lt;em&gt;reader&lt;/em&gt; rispetto al Web. Ma tra profilazioni e advertising mirato, i mezzi non mancano, spiega ancora la testata statunitense: la preoccupazione per la privacy sta già montando.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;em&gt;Marco Valerio Principato - &lt;a href="http://punto-informatico.it/2399555/PI/News/un-lettore-sottile-come-un-foglio-giornale.aspx"&gt;http://punto-informatico.it/2399555/PI/News/un-lettore-sottile-come-un-foglio-giornale.aspx&lt;/a&gt;&lt;br&gt; &lt;br&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-1790725898003314506?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/1790725898003314506/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=1790725898003314506&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/1790725898003314506'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/1790725898003314506'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/09/un-lettore-e-ink-sottile-come-un-foglio.html' title='Un lettore e-ink sottile come un foglio di giornale'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-7550193767342925289</id><published>2008-08-27T15:45:00.001+02:00</published><updated>2008-08-27T15:48:01.298+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='money'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='english'/><title type='text'>Top 9 writing sites which pay</title><content type='html'>&lt;h2 class="articleSubtitle"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;I was looking for legitimate writing sites which compensate authors. Writing sites like these are mushrooming and there are worries of scams amongst them. Triond has been on the top list of writing websites which pay me dutifully every month. But I decided that I need to look at other sites to earn more from my freelance writing activity - thus, the search for legitimate writing sites.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;h2 class="articleSubtitle"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Here is a short list of get-paid-to-write sites which I know for sure has actually paid its authors.&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;h3&gt;&lt;a href="http://www.academia-research.com/" target="_blank"&gt;Academia Research&lt;/a&gt;&lt;/h3&gt;Academia Research is a website which allows you to get paid for writing assignments. These writing assignments, which take the form of academic papers, have to meet the demands of students from the United States, Canada, Australia and Great Britain, thus the stricter selection process. You need to provide your CV when you sign up for an account. Subsequently, you will need to pass a test &lt;a class="kLink" href="http://www.writinghood.com/Online-Writing/Nine-Legitimate-Writing-Sites-Which-Pay.199101#" id="KonaLink0" style="position: static; text-decoration: underline ! important;" target="_top"&gt;&lt;span style="color: #ad3a25; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 12px; font-weight: 400; position: static;"&gt;&lt;span style="color: #ad3a25; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 12px; font-weight: 400; position: static;"&gt;essay&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; given by their editorial team. Once you have passed the test, your account will be activated. You can then search for writing jobs available from your control panel. You can be paid between $6 and $20 per page. You do not have the rights to your article once it is sold. There is also a strict writing guideline you have to comply with when you write your assignments. Payment is made via Paypal once you have completed an assignment.&lt;br /&gt;&lt;h3&gt;&lt;a href="http://www.constant-content.com/" target="_blank"&gt;Constant Content&lt;/a&gt;&lt;/h3&gt;Constant Content allows you to submit articles, photos, videos and illustrations for sale. These articles are often purchased by magazine editors or website content developers or bloggers for blog entries. There are many licenses for these people to purchase, namely full rights license, unique rights license and usage rights license. If you have articles previously published, you can still sell them at Constant Content for usage rights license. These buyers are constantly looking for material and if they can't find them at Constant Content, they can make a private or public request for the specific articles to be written. Many writers will attempt to do so and they will have a list of articles pertaining to that topic in no time. Payment is made on the first week of every month once you reach $50 in your account.&lt;br /&gt;&lt;h3&gt;&lt;a href="http://www.ehow.com/" target="_blank"&gt;eHow&lt;/a&gt;&lt;/h3&gt;If you're good at writing "how-to" articles, then go to eHow. In order for you to get paid for writing for eHow, you need to sign up for a free account and join the Writer's Compensation Program. You can then publish an article, submit photos and videos. Once you have published an article, you will be compensated for pageviews and its content. The more useful the article is, the more money you will earn. eHow pay its members after reaching a threshold of $10. At eHow, you retain all your rights to your work. Unfortunately, eHow is only for writers who are US citizens above the age of 18 years old.&lt;br /&gt;&lt;h3&gt;&lt;a href="http://www.demandstudios.com/" target="_blank"&gt;Demand Studios&lt;/a&gt;&lt;/h3&gt;Demand Studios has many websites on various topics of interest. You can get freelance writing assignments from Demand Studios and get paid for them. First of all, you need to provide your CV when you sign up for an account. Once it is approved, their editorial staff will match writing jobs based on your interests, skills and competence. You can receive an upfront payment for your approved assignments. The payment varies according to your content. You will be paid via Paypal every Friday or a check for special assignments if the editorial team contacted you via email. The downside is that Demand Studios owns all rights to the content. And it is only for US citizens above the age of 18 years old.&lt;br /&gt;&lt;h3&gt;&lt;a href="http://www.groundreport.com/" target="_blank"&gt;Ground Report&lt;/a&gt;&lt;/h3&gt;At Ground Report, you can publish news stories, photos or videos. You &lt;a class="kLink" href="http://www.writinghood.com/Online-Writing/Nine-Legitimate-Writing-Sites-Which-Pay.199101#" id="KonaLink1" style="position: static; text-decoration: underline ! important;" target="_top"&gt;&lt;span style="color: #ad3a25; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 12px; font-weight: 400; position: static;"&gt;&lt;span style="color: #ad3a25; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 12px; font-weight: 400; position: static;"&gt;get &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #ad3a25; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 12px; font-weight: 400; position: static;"&gt;paid&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; via Paypal at end of each month based on statistics from the previous month. You will receive a proportionate share of the payout based on the traffic to your published materials. Whatever you publish at Ground Report must be original. The best part is that you retain all rights to your work. You also get to choose from 4 different kind of Creative Commons licenses for your work.&lt;br /&gt;&lt;h3&gt;&lt;a href="http://www.associatedcontent.com/" target="_blank"&gt;Associated Content&lt;/a&gt;&lt;/h3&gt;At Associated Content, you can write articles on any topic and submit them for approval. Once they are approved, you can start earning money. Besides articles, you can also submit videos, audios and slideshows. There are two ways you can be compensated at Associated Content, namely Performance Payment and Upfront Payment. You are only eligible for Upfront Payment if you are a US citizen above 18 years old. They pay via Paypal once your earnings amount to $1.50 and payments are sent every Monday, Wednesday and Friday for Upfront Payments or the beginning of every month for Performance Payments. At Associated Content, you can submit articles under the Exclusive, non-Exclusive or Display-Only rights grant. The different rights you grant affect the distribution of your materials to their partnership sites.&lt;br /&gt;&lt;h3&gt;&lt;a href="http://www.helium.com/" target="_blank"&gt;Helium&lt;/a&gt;&lt;/h3&gt;Helium is a &lt;a class="kLink" href="http://www.writinghood.com/Online-Writing/Nine-Legitimate-Writing-Sites-Which-Pay.199101#" id="KonaLink2" style="position: static; text-decoration: underline ! important;" target="_top"&gt;&lt;span style="color: #ad3a25; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 12px; font-weight: 400; position: static;"&gt;&lt;span style="background-color: transparent; border-bottom: 1px solid rgb(173, 58, 37); color: #ad3a25; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 12px; font-weight: 400; position: static;"&gt;publishing&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; website which allows you to write articles on various topics. You can either write articles based on topics others have written before or make up your own category. Helium is famous for its rating system. It allows readers to compare 2 articles of similar topics or titles to determine which is the better one. As such, your article will be ranked against other articles written by other writers. Your earnings is based on your article ranking and the number of pageviews you get. Apart from performance payment, Helium also organizes contest where you can win &lt;a class="kLink" href="http://www.writinghood.com/Online-Writing/Nine-Legitimate-Writing-Sites-Which-Pay.199101#" id="KonaLink3" style="position: static; text-decoration: underline ! important;" target="_top"&gt;&lt;span style="color: #ad3a25; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 12px; font-weight: 400; position: static;"&gt;&lt;span style="color: #ad3a25; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 12px; font-weight: 400; position: static;"&gt;cash&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. At Helium Marketplace, there is a list of articles wanted by websites or magazines. You can write an article based on the topic they requested and hopefully, website owners or magazine editors will pick yours up. You can be paid a lump sum for that. They pay via Paypal once you reach $25.&lt;br /&gt;&lt;h3&gt;&lt;a href="http://www.reviewstream.com/" target="_blank"&gt;Review Stream&lt;/a&gt;&lt;/h3&gt;At Review Stream, you can write reviews on books, &lt;a class="kLink" href="http://www.writinghood.com/Online-Writing/Nine-Legitimate-Writing-Sites-Which-Pay.199101#" id="KonaLink4" style="position: static; text-decoration: underline ! important;" target="_top"&gt;&lt;span style="color: #ad3a25; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 12px; font-weight: 400; position: static;"&gt;&lt;span style="color: #ad3a25; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 12px; font-weight: 400; position: static;"&gt;hotels&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, products, places, cities, practically anything. Once you submit the reviews, the editors will review them, reject or accept them. The current rate for each piece of review is $2 if accepted. However, sometimes your review may not meet their criteria. As such, you can be paid the bulk rate which is the current rate divided by 5, in this case 40 cents. On top of that, every vote pays 10 cents. You can get paid via &lt;a href="http://www.paypal.com/" target="_blank"&gt;PayPal&lt;/a&gt; after reaching the threshold of $50. You need not sign up to write reviews for them.&lt;br /&gt;&lt;h3&gt;&lt;a href="http://www.triond.com/" target="_blank"&gt;Triond&lt;/a&gt;&lt;/h3&gt;At Triond, you can get paid for writing articles, publish photos, videos and audio materials. You are free to write on any topic you like and submit them. You can even write in other languages besides English. Once your material is approved by the admin, you will receive a confirmation e-mail from Triond to notify you that your article has been published. They will tell you where the article has been published. Triond has many &lt;a class="kLink" href="http://www.writinghood.com/Online-Writing/Nine-Legitimate-Writing-Sites-Which-Pay.199101#" id="KonaLink5" style="position: static; text-decoration: underline ! important;" target="_top"&gt;&lt;span style="color: #ad3a25; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 12px; font-weight: 400; position: static;"&gt;&lt;span style="background-color: transparent; border-bottom: 1px solid rgb(173, 58, 37); color: #ad3a25; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 12px; font-weight: 400; position: static;"&gt;affiliate &lt;/span&gt;&lt;span style="background-color: transparent; border-bottom: 1px solid rgb(173, 58, 37); color: #ad3a25; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 12px; font-weight: 400; position: static;"&gt;sites&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; pertaining to different topics. So you may have your articles published at different websites if you write about different things. Triond will automatically pay via PayPal on the 15th of every month once you have earned at least 50 cents, lowest payout so far. Payment is based on an ad-revenue sharing scheme as well as the number of pageviews. Triond only accepts original materials which has never been published elsewhere before.&lt;br /&gt;Note: Whichever website you choose to write for, it is best to tread with caution. Try out by submitting a few articles and see if you like their system. If you are sure that the site is the best for you to showcase your writing abilities and get paid for them, then you can go ahead and spend more time and effort on the site. Good luck and keep writing!&lt;br /&gt;&lt;h2 class="articleSubtitle"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;&amp;nbsp;Source: http://www.writinghood.com/Online-Writing/Nine-Legitimate-Writing-Sites-Which-Pay.199101&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-7550193767342925289?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/7550193767342925289/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=7550193767342925289&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/7550193767342925289'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/7550193767342925289'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/08/top-9-writing-sites-which-pay.html' title='Top 9 writing sites which pay'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-803211071245431023</id><published>2008-08-26T08:43:00.000+02:00</published><updated>2008-08-26T08:44:36.533+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guide'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='english'/><title type='text'>Six free and good remote desktop sharing solutions</title><content type='html'>I've learned that &lt;strong&gt;desktop sharing/screen sharing software&lt;/strong&gt; applications make life a lot easier for both the users and for the Administrators. It's not only a great way to supply technical support to users, but it's also a fabulous way to share data and collaborate with others remotely quickly and easily. &lt;br /&gt;I've been using remote desktop sharing software for a while now and it's worked wonders for our team. Multiple people in different locations around the country can work on a presentation or a project plan simultaneously from their desktop &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0) ! important; font-size: 12px; font-weight: 400;"&gt;&lt;span style="font-size: 12px; font-weight: 400;"&gt;computers&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;! Here's a list of a couple of my favorite screen sharing software over the last few years:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://yuuguu.com/" target="_blank"&gt;&lt;img alt="yuuguu" border="0" height="66" src="http://www.online-tech-tips.com/wp-content/uploads/2007/10/yuuguu.png" style="border: 0px none;" width="184" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Probably my favorite because of it's ease of use and the fact that you can use it to remotely access your PC or MAC also! Yuuguu is completely free and allows you to instantly share your screen with anyone. Works well through firewalls also and on MACs.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.crossloop.com/" target="_blank"&gt;&lt;img alt="crossloop" border="0" height="40" src="http://www.online-tech-tips.com/wp-content/uploads/2007/10/crossloop.png" style="border: 0px none;" width="175" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;CroosLoop is also very easy to use, but requires that each party install the CrossLoop software onto their computers. Uses 128-bit encryption and allows for file-sharing also.&lt;br /&gt;&lt;a href="https://secure.logmein.com/home.asp?lang=en" target="_blank"&gt;&lt;img alt="logmein" border="0" height="47" src="http://www.online-tech-tips.com/wp-content/uploads/2007/10/logmein.png" style="border: 0px none;" width="116" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Another popular service for remote desktop sharing. Easily access remote PC's by installing a client software onto each machine. Good for remote PC trouble-shooting, etc.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://showmypc.com/" target="_blank"&gt;&lt;img alt="showmypc" border="0" height="51" src="http://www.online-tech-tips.com/wp-content/uploads/2007/10/showmypc.png" style="border: 0px none;" width="172" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;A good free tool for online collaboration, desktop sharing, and remote PC access. No registration required, no logins, very easy to use. Uses SSH to make connections to other PC's.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://skyfex.com//" target="_blank"&gt;&lt;img alt="skyfex" border="0" height="50" src="http://www.online-tech-tips.com/wp-content/uploads/2007/10/skyfex.png" style="border: 0px none;" width="174" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;SkyFex allows remote watching and remote control in real time. Does not require additional software installation and works transparently through NAT and Firewalls. Only for IE though.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.teamviewer.com/index.aspx" target="_blank"&gt;&lt;img alt="teamviewer" border="0" height="62" src="http://www.online-tech-tips.com/wp-content/uploads/2007/10/teamviewer.png" style="border: 0px none;" width="180" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;TeamViewer has a couple of features, such as remote control of PCs, screen sharing, &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0) ! important; font-size: 12px; font-weight: 400;"&gt;&lt;span style="font-size: 12px; font-weight: 400;"&gt;file &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12px; font-weight: 400;"&gt;transfer&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;, chat ability, and is secure. Have to install the TeamViewer software for it to work.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.nchsoftware.com/screen/index.html" target="_blank"&gt;&lt;img alt="screen stream" border="0" height="47" src="http://www.online-tech-tips.com/wp-content/uploads/2007/10/screen-stream.png" style="border: 0px none;" width="183" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;A free software that lets others watch your screen in real time. No need to install any software, which is a plus. Works with Windows, Mac and Linux.&lt;br /&gt;You can use all of the applications for all kind of activities, such as boardroom presentations, group lectures, remote PowerPoint presentations, computer helpdesk, whiteboard for telephone conferences, etc.&lt;br /&gt;If you know of one that I missed or think is better, post a comment! Enjoy!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-803211071245431023?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/803211071245431023/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=803211071245431023&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/803211071245431023'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/803211071245431023'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/08/six-free-and-good-remote-desktop.html' title='Six free and good remote desktop sharing solutions'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-1655710964390078653</id><published>2008-08-25T09:43:00.000+02:00</published><updated>2008-08-25T11:11:36.250+02:00</updated><title type='text'>In pensione cavi e batterie, presto il pc sarà solo wireless</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr"&gt;&lt;b&gt;La tecnologia Intel sulla strada dell&amp;#39;alimentazione senza fili. Possibili anche pacemaker. &amp;quot;Ma non subito&amp;quot;, avverte Rattner&lt;/b&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;ADDIO a cavi e batterie: presto potremo accomodarci al parco, al bar o in treno e navigare senza l&amp;#39;incubo che si spenga il pc. Il Chief Technology Officer di Intel, Justin Rattner, ha infatti annunciato che i laboratori della sua azienza, partendo dalla tecnologia messa a punto dai ricercatori del MIT, stanno lavorando a un nuovo tipo di tecnologia wireless capace di ricaricare il computer senza bisogno di batterie. La notizia è stata data ufficialmente in occasione del Developer Forum di San Francisco.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Insomma, siamo a un passo dall&amp;#39;alimentazione senza fili. In soldoni il pc diventerà un accessorio come un altro, autonomo e capace di &amp;quot;assistere&amp;quot; l&amp;#39;essere umano senza bisogno di dipendere da una ricarica. Rattner ha già mostrato come un Wireless Resonant Energy Link (WREL) sia capace di alimentare una lampadina da 60 Watt senza usare né cavi né prese elettriche, con una dispersione di energia pari al 30%. Un&amp;#39;energia sufficiente ad alimentare anche un computer portatile.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Trasmettere energia attraverso l&amp;#39;aria è comunque un campo di ricerca abbastanza vecchio (uno dei pionieri è stato Tesla, all&amp;#39;inizio del &amp;#39;900), ma non ha mai portato grandi risultati. In passato gli studiosi cercavano di far percorrere all&amp;#39;energia grandi distanze, ma si scontravano con il fatto che la maggior parte dell&amp;#39;energia andava sprecata. La &amp;quot;scoperta&amp;quot; in questione è più che altro un&amp;#39; &amp;quot;intuizione intelligente&amp;quot; basata sul fatto che la situazione è cambiata rispetto al passato: visto che l&amp;#39;elettricità arriva dovunque con la corrente, non serve un metodo di trasmettere energia a lungo raggio, ma basta un metodo efficiente su brevi distanze. In pratica lo scopo di tutto è rimuovere i cavi di alimentazione.&lt;br&gt; &lt;br&gt;&amp;quot;Un passo importante - dice l&amp;#39;ingegnere Intel Joshua Smith - tra qualche anno avremo la possibilità di usare il pc anche a grande distanza dalla stazione wireless&amp;quot;. La tecnologia WREL impiega dei risonatori in grado di assorbire l&amp;#39;energia anche a distanza: questo significa che sarà possibile anche lavorare con i laptop a diversi metri di distanza dalla fonte wireless.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Il mercato per i dispositivi wireless da anni ormai è in forte ascesa. Da un giro d&amp;#39;affari pari a 300 milioni di dollari nel 1998, è passato a 1,6 miliardi nel 2005. Le reti wireless oggi vengono installate negli aeroporti, nelle università, nei parchi pubblici delle grandi città e aiutano le persone a connettersi a internet senza bisogno di cavi. Tra qualche anno, oltre che fornire l&amp;#39;allacciamento alla rete, permetteranno di usare illimitatamente il pc dappertutto, senza l&amp;#39;incubo che la batteria si scarichi.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Si tratta comunque di una realtà non ancora pronta per essere messa sul mercato. &amp;quot;Rimangono ancora molte sfide ingegneristiche e molto lavoro lavoro da fare&amp;quot;, spiega prudentemente Rattner.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Marin Soljacic, docente di fisica al Mit, ha aggiunto che sono tante le applicazioni pratiche di questo tipo di tecnologia, dal pacemaker al cuore artificiale, capace di &amp;quot;vivere&amp;quot; grazie a un&amp;#39;alimentazione wireless. Altro che fantascienza: la WiT-ricity, frutto della combinazione tra &amp;quot;wireless&amp;quot; ed &amp;quot;electricity&amp;quot;, riesce ad accendere una lampadina a distanza. Perché non alimentare il dispositivo che fa battere un cuore?&lt;br&gt; &lt;br&gt;SARA FICOCELLI - &lt;a href="http://repubblica.it"&gt;repubblica.it&lt;/a&gt; &lt;br&gt;&lt;/div&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-1655710964390078653?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/1655710964390078653/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=1655710964390078653&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/1655710964390078653'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/1655710964390078653'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/08/in-pensione-cavi-e-batterie-presto-il.html' title='In pensione cavi e batterie, presto il pc sarà solo wireless'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-5575918117071851744</id><published>2008-08-06T08:58:00.001+02:00</published><updated>2008-08-26T08:57:28.003+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ambiente'/><title type='text'>E-waste, denuncia di Greenpeace. La nuova pattumiera è il Ghana</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr"&gt;&lt;b&gt;Il paese africano usato come discarica dei rifiuti elettronici nocivi&lt;br&gt;L&amp;#39;organizzazione ha ricostruito la rotta delle nuove navi dei veleni. Le stime Onu parlano di 20-50 milioni di tonnellate di rifiuti ogni anno. Contengono elementi tossici che mettono a rischio ambiente e salute umana&lt;/b&gt;&lt;br&gt; &lt;br&gt;&lt;br&gt;E&amp;#39; il remake di un film degli anni Ottanta, un brutto film. Gli slum africani utilizzati come pattumiera dei veleni dei paesi ricchi, i primi vani tentativi di bloccare il traffico, la rivolta dei nigeriani che, esattamente vent&amp;#39;anni fa, sequestrarono una nave italiana, con 24 uomini di equipaggio, come arma di pressione per costringerci a risanare la discarica pirata di Port Koko. Adesso ci risiamo. Nella versione tecnologicamente avanzata dell&amp;#39;e-waste, il rifiuto elettronico che fluisce sempre più abbondante. La nuova pattumiera del mondo industrializzato è il Ghana: è qui che finisce una buona parte degli oggetti che fino a un istante prima dell&amp;#39;abbandono sembravano indispensabili e che all&amp;#39;improvviso si sono rivelati inutili, cancellati nella possibilità d&amp;#39;uso da memorie più potenti, software più avanzati.&lt;br&gt; &lt;br&gt;La denuncia viene da Greenpeace che, con un&amp;#39;azione di &amp;quot;spionaggio industriale&amp;quot; è riuscita a ricostruire il percorso delle nuove navi dei veleni. Il punto di partenza per l&amp;#39;Europa è Anversa, in Belgio, dove confluiscono scarti elettronici provenienti da Olanda, Germania, Italia, Danimarca e Svizzera. Non si tratta di piccoli numeri. Le stime Onu parlano di 20-50 milioni di tonnellate di rifiuti tecnologici prodotti ogni anno: i Raee, ovvero i rifiuti derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, rappresentano la tipologia di rifiuti pericolosi in più rapida crescita a livello globale (3-5% annuo, nel 2006 ogni cittadino europeo ne ha prodotto tra 17 e 20 chili all&amp;#39;anno). Contengono elementi tossici e persistenti (metalli pesanti, ftalati, pcb) che rappresentano un rischio per l&amp;#39;ambiente e la salute umana nelle fasi di trattamento, riciclaggio e smaltimento.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Dunque roba da maneggiare con attenzione. Ma le foto che potete vedere mostrano cosa succede veramente. Oggetti pericolosi trattati senza nessuna precauzione anche da bambini, materiale tossico bruciato vicino alle case, pozze di liquame contaminato in cui tutti sguazzano. E&amp;#39; questa la fine che fa una buona parte dell&amp;#39;e-waste occidentale: si perdono le tracce del 75 per cento dei rifiuti tecnologici prodotti nell&amp;#39;Unione Europea e di oltre l&amp;#39;80 per cento di quelli prodotti negli Stati Uniti. In parte restano nei garage e nelle cantine, in parte vengono smaltiti illegalmente nei paesi in cui sono stati usati, ma in buona parte salgono sulle navi dei veleni per arrivare nei luoghi in cui i lavoratori, spesso bambini, sono esposti ai rischi legati al cocktail di composti chimici che questi rifiuti sprigionano quando vengono trattati in modo non adeguato.&lt;br&gt; &lt;br&gt;In Ghana l&amp;#39;indagine di Greenpeace ha messo in evidenza una rete di cimiteri clandestini. Le navi ufficialmente cariche di &amp;quot;beni elettronici di seconda mano&amp;quot; arrivano nel più grande porto del paese, a Tema, e da lì prendono la strada del centro di smaltimento di Agbogbloshie, ad Accra, la capitale. Oppure si sperdono nel marasma dei piccoli cimiteri sparsi un po&amp;#39; ovunque. Greenpeace ha fornito i dati relativi a quello di Korforidua, ma è un esempio tra tanti.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Un disastro ambientale, sociale, umano che rappresenta l&amp;#39;altra faccia del disastro politico che ci coinvolge direttamente. Vent&amp;#39;anni fa l&amp;#39;Occidente chiuse gli occhi sulle rotte dei veleni finché il contenzioso internazionale divenne troppo aspro per ignorarlo. Ora la capacità di risposta dei paesi che subiscono l&amp;#39;arrivo clandestino dei rifiuti elettronici (dall&amp;#39;Africa alle piazze asiatiche) è più alta ed è prevedibile che la tensione tornerà a salire molto presto.&lt;br&gt; &lt;br&gt;ANTONIO CIANCIULLO - &lt;a href="http://repubblica.it"&gt;repubblica.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-5575918117071851744?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/5575918117071851744/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=5575918117071851744&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/5575918117071851744'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/5575918117071851744'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/08/e-waste-denuncia-di-greenpeace-la-nuova.html' title='E-waste, denuncia di Greenpeace. La nuova pattumiera è il Ghana'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-7723911182200150862</id><published>2008-08-06T08:56:00.001+02:00</published><updated>2008-08-26T08:57:47.403+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libertà telematica'/><title type='text'>I giganti del web contro la censura. "Codice di condotta, ma dopo i Giochi"</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr"&gt;&lt;img src="http://www.repubblica.it/2008/08/olimpiadi/servizi/pechino-2008-3/google-microsoft-codice/reut_13531094_51100.jpg" alt="I giganti del web contro la censura &amp;quot;Codice di condotta, dopo i Giochi&amp;quot;" width="230"&gt; 								    			      			   &lt;br&gt;&lt;b&gt;Google, Yahoo! e Microsoft stendono un documento per i paesi non democratici. Verrà completato entro l&amp;#39;anno, quando Pechino 2008 sarà alle spalle. Preoccupato il Senato americano: &amp;quot;Pericolo per la privacy degli inviati alle Olimpiadi&amp;quot;&lt;br&gt; &lt;/b&gt;&lt;br&gt;PECHINO - Google, Yahoo! e Microsoft, leader delle ricerche su internet, passano al contrattacco. I giganti del web stanno preparando un codice volontario di condotta per &amp;quot;proteggere e promuovere la libertà di&lt;br&gt; espressione e la privacy a livello globale&amp;quot; da applicarsi in quei Paesi dove vige un regime di censura. Purtroppo il documento non vedrà la luce prima di fine anno.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Il codice. L&amp;#39;iniziativa delle tre società, alle quali si aggiungono altre aziende più piccole ed alcuni gruppi per i diritti umani, parte dal gennaio del 2007. La sua attuale accelerazione è dovuta ad un&amp;#39;azione bipartisan del Senato americano. Il mese scorso il senatore democratico Richard Durbin e quello repubblicano Tom Coburn hanno scritto alle società chiedendo di finire il codice prima dell&amp;#39;apertura delle Olimpiadi, che inizieranno venerdì prossimo. I politici statunitensi sono preoccupati dall&amp;#39;idea che le grandi società della rete forniscano informazioni sui siti visitati dai giornalisti e dagli atleti giunti in Cina per i Giochi. Secondo il Wall Street Journal la risposta è arrivata oggi e nella loro lettera le società del web si dichiarano pronte a dare l&amp;#39;ufficialità al nuovo codice entro la fine dell&amp;#39;anno: i Giochi di Pechino restano quindi fuori dal codice.&lt;br&gt; &lt;br&gt;I precedenti. Pochi giorni fa la censura cinese aveva fatto un passo avanti permettendo l&amp;#39;accesso ad alcuni siti bloccati come la versione cinese di Wikipedia e la pagina di Amnesty International. Un&amp;#39;apertura limitata però solo ai giornalisti. Negli anni scorsi le grandi società del web erano state pesantemente attaccate dai gruppi a tutela dei diritti umani, ed in particolare da Amnesty, per il loro supporto al regime di Pechino. Tutte le società hanno accettato di filtrare i risultati delle proprie ricerche alla luce dei diktat cinesi, con una percentuale vicina al 20% dei risultati oscurati: addirittura Yahoo! ha aiutato le autorità a rintracciare il giornalista dissidente Shi Tao, reo di aver diffuso sul web alcune direttive segrete del governo cinese.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Il mercato. Un danno di immagine notevole per alcune società come Google, che sul motto di &amp;quot;non essere cattivi&amp;quot; hanno fondato la loro fortuna. Eppure di fronte alla scelta tra il piegarsi al volere del regime o chiudere battenti, tutti i big della rete hanno preferito la prima ipotesi. Secondo gli ultimi dati in Cina adesso ci sono oltre 250 milioni di navigatori: troppi per essere esclusi dai piani di Microsoft, Yahoo! e &amp;quot;Big G&amp;quot;. La speranza è che il codice di condotta in arrivo possa concedere anche agli internauti cinesi i diritti di quelli occidentali.&lt;br&gt; &lt;br&gt;&lt;a href="http://repubblica.it"&gt;repubblica.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-7723911182200150862?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/7723911182200150862/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=7723911182200150862&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/7723911182200150862'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/7723911182200150862'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/08/i-giganti-del-web-contro-la-censura.html' title='I giganti del web contro la censura. &quot;Codice di condotta, ma dopo i Giochi&quot;'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-757514679662526253</id><published>2008-08-02T10:14:00.000+02:00</published><updated>2008-08-26T08:57:56.243+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guide'/><title type='text'>Web Hosting. Seven things you must consider</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US" style=""&gt;Are you looking for a &lt;a href="http://webhostinggeeks.com/"&gt;Web Hosting&lt;/a&gt; for your Web Site? 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Generally, one domain costs about 7,00 $ / year.&lt;o:p _moz-userdefined=""&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US" style=""&gt;If you need &lt;b style=""&gt;mail service&lt;/b&gt;, verify the presence of e-mail box: number of &lt;span style=""&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;boxes, space included, anti-spam and antivirus…&lt;o:p _moz-userdefined=""&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US" style=""&gt;If your site is dynamic, you need support for &lt;b style=""&gt;scripts&lt;/b&gt; like &lt;a href="http://webhostinggeeks.com/bestphphosting.html"&gt;Php&lt;/a&gt; or Asp (remember to check version: e.g. Php 5.0.0) and almost a &lt;b style=""&gt;database&lt;/b&gt;: MySql is the most used.&lt;o:p _moz-userdefined=""&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US" style=""&gt;If you want to feel free to use many service, it’ s very important to have a &lt;b style=""&gt;DNS server&lt;/b&gt;: with this you can point domains (CNAME and A records) or mailboxes (MX records) to external services.&lt;o:p _moz-userdefined=""&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-757514679662526253?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/757514679662526253/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=757514679662526253&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/757514679662526253'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/757514679662526253'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/08/web-hosting-seven-things-you-must.html' title='Web Hosting. Seven things you must consider'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-219801400094716226</id><published>2008-08-01T08:53:00.001+02:00</published><updated>2008-08-26T08:57:47.404+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libertà telematica'/><title type='text'>The Great Firewall: ecco come la Cina censura Internet</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr"&gt;&lt;b&gt;Paradossalmente, la Rete è stata fortemente promossa dallo Stato. Poi, però, è cresciuta sotto pesanti limitazioni alla navigazione. Sei cancelli e le parole vietate, ecco Internet censurato alla cinese&lt;br&gt; La &amp;quot;Grande muraglia&amp;quot;: un insieme di sofisticati &amp;quot;firewall&amp;quot; e software, che rappresentano il più avanzato tentativo di controllare il cyberspazio&lt;/b&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;img style="border: 1px solid ;" src="http://tbn0.google.com/images?q=tbn:ATCR3jyLR6vqzM:http://zedomax.com/blog/wp-content/uploads/2007/03/greatfirewallofchina.jpg" height="67" width="139"&gt;&lt;br&gt; &lt;br&gt;&lt;br&gt;PECHINO - Una caratteristica originale di Internet in Cina è il ruolo propulsore e decisivo che lo Stato ha avuto nel suo sviluppo. Questo aspetto è stato esposto nei dettagli da uno dei più autorevoli esperti del settore, il dissidente cinese in esilio Xiao Qiang, nella sua audizione del 14 aprile 2005 a Washington (&amp;quot;The Development and the State Control of the Chinese Internet&amp;quot;) di fronte alla US-China Economic and Security Review Commission. Molto più di quanto abbia fatto davvero (al di là dei proclami retorici) l&amp;#39;allora vicepresidente americano Al Gore quando a metà degli anni Novanta lanciò lo slogan delle &amp;quot;autostrade dell&amp;#39;informazione&amp;quot;, in Cina le autorità di governo hanno avuto inizialmente una funzione maggiore dei privati nel consentire la diffusione della rete. Come nel caso degli aeroporti e dei porti, delle telecomunicazioni e delle autostrade, Internet è stato considerato dai vertici del partito comunista uno strumento al servizio dello sviluppo economico. E per definizione tutto ciò che contribuisce a mantenere alti ritmi di crescita economica è utile a cementare il consenso e la stabilità del regime.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Mentre negli Stati Uniti e in Europa Internet è cresciuto in maniera pervasiva, con un ruolo determinante degli interessi privati fin dall&amp;#39;inizio, e con un approccio bottom-up, in Cina il governo ha promosso e disegnato l&amp;#39;infrastruttura. Questo fra l&amp;#39;altro ha consentito di organizzarla secondo uno schema fortemente centralizzato, come tale più facile da sottoporre a controlli.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Gli utenti Internet in Cina si collegano alla rete globale passando attraverso sei &amp;quot;cancelli&amp;quot; di interconnessione che sono strettamente sorvegliati da agenzie statali. Esistono molti Internet Service Providers privati, ma essi possono operare solo collegandosi al World Wide Web attraverso quei sei cancelli, e pagando il pedaggio politico imposto dal governo. &amp;quot;In realtà - ha detto Xiao Qiang - Internet in Cina è piuttosto un grande Intra-net (rete a circuito chiuso, ndr) su scala nazionale, con accessi limitati all&amp;#39;Internet globale&amp;quot;.&lt;br&gt; &lt;br&gt;La componente più nota di questi controlli governativi è la censura, soprannominata dai dissidenti The Great Firewall of China (la Grande Muraglia di Fuoco della Cina), la cui funzione consiste nell&amp;#39;oscurare l&amp;#39;accesso ai siti indesiderati.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Sono &amp;quot;invisibili&amp;quot; per un utente che si trovi sul territorio cinese ben 19.000 siti stranieri sgraditi, che vanno da quelli della Bbc ad Amnesty International, da Wikipedia ai missionari cattolici di Asianews. Una censura più selettiva è quella che consiste nell&amp;#39;oscurare con precisione chirurgica solo quelle schermate che contengono alcune delle parole proibite contenute in un corposo &amp;quot;libro nero&amp;quot; del governo.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Per sorvegliare l&amp;#39;informazione che circola in rete il governo impiega trentamila tecnici a tempo pieno, assistiti da programmi di software che talvolta sono made in China, in altri casi sono stati forniti volontariamente dalle grandi società di software occidentali. Quei programmi filtrano le parole, cancellano, censurano, bloccano messaggi. Si è scoperto come uno di questi filtri si introduce di soppiatto all&amp;#39;insaputa degli utenti: il software Qq è il più diffuso per la messaggeria istantanea via Internet; la società cinese che produce Qq, la Tencent, su diposizione delle autorità ha incollato a quel software un programma (nome in codice ComToolKit. dll) che automaticamente blocca tutte le parole proibite.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Il Center for Internet and Society dell&amp;#39;università di Harvard lo ha definito &amp;quot;il più sofisticato sforzo in atto nel mondo&amp;quot; per controllare il cyberspazio. L&amp;#39;università di Berkeley è riuscita a estrarre il programma di software: contiene 1.041 parole sospette. Nella lista nera il 15% sono termini che hanno a che vedere con la pornografia e la pedofilia.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Il resto riguarda invece le libertà politiche e religiose, i diritti umani. Tra le 1.041 parole pericolose ci sono &amp;quot;democrazia&amp;quot;, &amp;quot;libertà&amp;quot; e tutti i suoi composti e derivati (Free-China, Free-Net), &amp;quot;corruzione&amp;quot;, &amp;quot;manifestazione&amp;quot;, &amp;quot;sciopero&amp;quot;, &amp;quot;Tibet indipendente&amp;quot;, &amp;quot;Falun Gong&amp;quot;. C&amp;#39;è anche la locuzione &amp;quot;figli di dirigenti del partito&amp;quot;, forse per individuare tentativi di ricerca online sui patrimoni familiari, le aziende che possiedono, i consigli d&amp;#39;amministrazione di cui sono membri.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Le 1.041 parole sospette non vengono necessariamente censurate. Sono i campanelli d&amp;#39;allarme che fanno scattare i filtri della Grande Muraglia di Fuoco. Se un utente residente in Cina clicca troppe volte &amp;quot;Tibet libero&amp;quot; vede misteriosamente interrotta la connessione. Oppure si trova istradato per forza verso il sito ufficiale del governo che esalta &amp;quot;la pacifica liberazione del Tibet&amp;quot; da parte dell&amp;#39;esercito cinese nel 1950.&lt;br&gt; &lt;br&gt;FEDERICO RAMPINI&amp;nbsp; - &lt;a href="http://repubblica.it"&gt;repubblica.it&lt;/a&gt; (31 luglio 2008)&lt;br&gt;&lt;/div&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-219801400094716226?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/219801400094716226/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=219801400094716226&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/219801400094716226'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/219801400094716226'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/08/great-firewall-ecco-come-la-cina.html' title='The Great Firewall: ecco come la Cina censura Internet'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-4430406260348295132</id><published>2008-07-28T17:11:00.001+02:00</published><updated>2008-07-28T17:11:05.234+02:00</updated><title type='text'>Internet, ormai è ufficiale La Cina ha sorpassato gli Usa</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr"&gt;&lt;b&gt;Nel gigante asiatico gli utenti sono diventati 253 milioni, contro i 220 milioni Usa. Nell&amp;#39;ultimo anno, la crescita è stata di oltre il cinquanta per cento&lt;br&gt;&lt;/b&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt; 								 					&lt;img src="http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/scienza_e_tecnologia/cina-internet/sorpasso-avvenuto/ansa_13472800_04310.jpg" alt="Internet, ormai è ufficiale La Cina ha sorpassato gli Usa" width="230"&gt;&lt;br&gt;ERA STATO ampiamente annunciato negli ultimi mesi, ma adesso è ufficiale: la Cina ha sorpassato gli Usa nel numero di utenti internet. Secondo i dati diffusi ieri da Pechino, infatti, sono 253 milioni i cittadini che usano la grande rete. Contro i 220 milioni di americani.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Naturalmente i cinesi sono molti di più degli statunitensi, e in percentuale la differenza si vede: il 19% dei cinesi naviga su internet contro il 70% degli statunitensi (una cifra attorno al 70% si riscontra anche in Giappone). Ma proprio questa differenza segnala le enormi potenzialità del mercato cinese. Tanto più che i ritmi di crescita degli internauti sono impressionanti: nell&amp;#39;ultimo anno l&amp;#39;aumento è stato pari a 90 milioni di unità, pari al 50%. Le cifre sono state fornite dal Centro di informazione su internet di Pechino, e basate su un sondaggio telefonico. A riferirlo, oggi, è il New York Times.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Il Centro lavora sotto controllo della Accademia delle scienze cinesi, a sua volta controllata dal governo. Dal punto di vista meramente commerciale, il mercato cinese della telematica è ostacolato dalla pesante censura effettuata a monte sui: i siti stranieri devono accettare numerose restrizioni e il periodico oscuramento quando pubblicano articoli considerati pericolosi, soprattutto per lo sviluppo delle coscienze degli adolescenti cinesi. Veri protagonisti del balzo in avanti dei navigatori del web: quasi il 70% ha meno di 30 anni. Nel primo semestre 2008, su 43 milioni di nuovi utenti, 39 milioni sono studenti liceali.&lt;br&gt; &lt;br&gt;E parallelamente alla crescita, esplode anche la pubblicità sul web: la società di investimento Morgan Stanley parla di un aumento dal 60 al 70% all&amp;#39;anno del settore, che entro la fine dell&amp;#39;anno potrebbe rappresentare un mercato di 1,7 miliardi di dollari. Per non parlarare delle internet company cinesi (Baidu, Sina, Tencent, Alibaba), che nel Paese in molti casi superano il giro d&amp;#39;affari di giganti come Google e Yahoo. La Baidu, ad esempio, ha visto salire i suoi profitti nel secondo trimestre 2008 dell&amp;#39;81%. E accaparrandosi il 63% del mercato dei motori di ricerca, contro il 26% di Google.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Un&amp;#39;altra misura della crescita di internet è la popolarità dei blog: tra i più popolari, quello dell&amp;#39;attrice Xu Jinglei. Ma anche i blogger sono un fattore di rischio per la censura cinese. Che si preoccupa non solo strettamente di politica (video di protesta, articoli critici) ma anche di pornografia e scommesse online.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Repubblica.it&lt;br&gt;&lt;/div&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-4430406260348295132?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/4430406260348295132/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=4430406260348295132&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/4430406260348295132'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/4430406260348295132'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/07/internet-ormai-ufficiale-la-cina-ha.html' title='Internet, ormai è ufficiale La Cina ha sorpassato gli Usa'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-7509435606615153726</id><published>2008-07-28T16:22:00.001+02:00</published><updated>2008-08-26T08:57:47.405+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libertà telematica'/><title type='text'>"La censura web in forte crescita" Access denied in 26 paesi del mondo</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr"&gt;&lt;div&gt;				&lt;span class="photo_container pc_m"&gt;&lt;img src="http://farm1.static.flickr.com/113/262846688_c223f10c7b_m.jpg" alt="access_denied" class="pc_img" height="177" width="207"&gt;&lt;/span&gt; 				&lt;/div&gt;&lt;br&gt;&lt;b&gt;Intervista a Ron Deibert, direttore del Citizen Lab di Toronto, centro all&amp;#39;avanguardia nel monitoraggio delle restrizioni online. Non solo Cina, Iran e Arabia Saudita: sistemi di filtraggio sempre più sofisticati. Ma si evolvono anche i software di difesa&lt;br&gt; &lt;/b&gt;MARCO DESERIIS - Repubblica.it&lt;br&gt;&lt;br&gt;TORONTO (Canada) - Che i media e la rete cinese vengano regolarmente monitorati e censurati non è un mistero. Ma da un paio di settimane le maglie della censura sono ancora più strette: i servizi televisivi dei network satellitari sulla rivolta dei tibetani a Lhasa e sulle contestazioni all&amp;#39;accensione della fiamma olimpica vengono regolarmente oscurati, i maggiori siti di informazione internazionale sono spesso inaccessibili, e anche l&amp;#39;accesso a YouTube, su cui sono stati postati diversi video indipendenti della rivolta, risulta bloccato.&lt;br&gt; &lt;br&gt;La stretta repressiva non coglie certo di sorpresa Ron Deibert, direttore del Citizen Lab di Toronto, centro di ricerca all&amp;#39;avanguardia nel monitoraggio della censura online. &amp;quot;I siti sull&amp;#39;indipendenza del Tibet sono sempre stati oscurati in Cina&amp;quot;, spiega Deibert. E in momenti come questo, è facile per il governo cinese bloccare l&amp;#39;accesso a determinati siti: i loro filtri sono installati direttamente sulle dorsali di internet, negli internet service provider e negli internet caffè, il che oltre a essere tecnicamente efficace produce un clima di autocensura.&amp;quot;&lt;br&gt; &lt;br&gt;Situato in uno spazioso seminterrato inondato di luce all&amp;#39;interno del Munk Centre for International Studies dell&amp;#39;Università di Toronto, il Citizen Lab è in questi giorni in piena fibrillazione. Oltre a monitorare la situazione cinese, il team di dodici ricercatori si riunisce frequentemente nella sala conferenze - ironicamente ribattezzata &amp;quot;the cage&amp;quot; (la gabbia) - per vagliare i dati raccolti nel 2007 sullo stato della censura in internet in 71 paesi. Condotta in collaborazione con la OpenNet Initiative - una partnership delle università di Toronto, Harvard, Oxford e Cambridge - la ricerca verrà pubblicata ufficialmente a giugno.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Da un paio di settimane la OpenNet Iniative ha dato alle stampe Access Denied, un volume edito dalla casa editrice del MIT, contenente i dati relativi alle ricerce effettuate nel 2006 in 41 paesi. I risultati non sono certo rassicuranti: &amp;quot;La censura su internet è in crescita sia da un punto di vista quantitativo che per sofisticazione,&amp;quot; spiega Deibert. &amp;quot;Su 41 paesi in cui abbiamo condotto dei test, abbiamo riscontrato varie forme di censura in 26 paesi. Quando iniziammo il monitoraggio nel 2000 erano pochi i paesi a destare preoccupazioni: la Cina, l&amp;#39;Iran, l&amp;#39;Arabia Saudita e pochi altri. Negli ultimi anni la crescita è stata impressionante. Dal rapporto 2007 ci aspettiamo che siano una quarantina i paesi che esercitano varie forme di controllo sulla rete.&amp;quot;&lt;br&gt; &lt;br&gt;&lt;b&gt;Quali sono gli stati in cui la censura è più diffusa?&lt;/b&gt;&lt;br&gt;&amp;quot;Nel rapporto 2006, abbiamo classificato alcuni paesi come censori &amp;quot;pervasivi&amp;quot; - il che significa che hanno bloccato la percentuale più alta di contenuti in tutte le categorie che abbiamo testato. In questa categoria rientrano Cina, Birmania, Vietnam, Tunisia, Iran e Siria. Seguono l&amp;#39;Uzbekistan, il Pakistan, l&amp;#39;Etiopia, l&amp;#39;Arabia Saudita e gli Emirati Arabi che bloccano una quantità &amp;quot;sostanziale&amp;quot; di contenuti&amp;quot;.&lt;br&gt; &lt;br&gt;&lt;b&gt;Quali sono le tipologie di censura più frequenti?&lt;/b&gt;&lt;br&gt;&amp;quot;Abbiamo diviso il filtraggio di contenuti in quattro tipologie: la censura apertamente politica; quella sociale (contenuti legati alla sessualità, il gioco d&amp;#39;azzardo, il consumo di droghe e alcol, ecc.); la censura legata a conflitti armati regionali; e la censura relativa e specifici servizi internet come l&amp;#39;email, il web hosting, e i motori di ricerca. Ad esempio negli ultimi anni abbiamo notato una crescita della censura nel Voice Over IP e di servizi come YouTube. Inoltre le tecniche stesse di filtraggio variano da paese a paese&amp;quot;.&lt;br&gt; &lt;br&gt;&lt;b&gt;Può fare un esempio?&lt;/b&gt;&lt;br&gt;&amp;quot;In alcuni paesi, come la Cina, il filtraggio viene implementato soprattutto a livello delle dorsali e dei gateway internazionali. In altri paesi il filtraggio avviene a livello dei singoli Internet Service Provider. Il che significa che la rete appare diversa a seconda del provider da cui ci si collega. Inoltre, in paesi come la Cina la richiesta di una pagina bloccata restituisce all&amp;#39;utente un semplice errore di time out. In altri casi, come in Arabia Saudita, il governo chiede al cittadino di compilare un form in cui può spiegare perché la pagina richiesta non dovrebbe essere bloccata&amp;quot;.&lt;br&gt; &lt;br&gt;&lt;b&gt;Avete riscontrato una crescita della censura anche nelle cosiddette democrazie occidentali? Se sì, qual è la differenza con la censura nei paesi non democratici?&lt;/b&gt;&lt;br&gt;&amp;quot;Diversi paesi occidentali hanno iniziato a discutere il filtraggio dei contenuti in rete, in particolare in relazione a materiali legati allo sfruttamento sessuale dei minori o alla pornografia in rete. Tra questi vi sono Stati Uniti, Gran Bretagna, Norvegia, Danimarca, Canada e Australia. Poiché in questi paesi il filtraggio viene discusso a livello legislativo, non ci siamo concentrati molto su di loro, perché le eventuali tecniche di filtraggio adottate sono in gran parte trasparenti. Il discorso cambia notevolmente se ci si sposta nel settore commerciale. Ad esempio, esistono una serie di aziende nella California del Nord che si stanno specializzando nella produzione di software per il filtraggio selettivo di contenuti. Software che vengono rivenduti a paesi terzi come l&amp;#39;Iran, la Birmania e la Tunisia. Il problema è che questi software sono protetti da segreto industriale ed è quindi estremamente difficile per i cittadini sapere quali tipo di servizi e contenuti vengono filtrati, e perché. Bisogna inoltre considerare - e questa osservazione vale anche per i paesi democratici - che una volta che dei sistemi di filtraggio vengono installati la tentazione di usarli per scopi diversi da quelli dichiarati può essere molto forte&amp;quot;.&lt;br&gt; &lt;br&gt;&lt;b&gt;Come fate a raccogliere i vostri dati? Qual è il modello organizzativo della OpenNet Initiative?&lt;/b&gt;&lt;br&gt;&amp;quot;La OpenNet Initiative si avvale del lavoro di circa ottanta operatori che combinano la ricerca contestuale sul campo con una serie di strumenti sofisticati di indagine sulle reti. Le quattro università che formano la partnership hanno diverse funzioni. Ad esempio l&amp;#39;Advance Network Research Group dell&amp;#39;università di Cambridge coordina la ricerca sul campo. Al Citizen Lab invece sviluppiamo gli strumenti di monitoraggio delle reti. Ci avvaliamo inoltre della collaborazione di circa ottanta Ong che sono fondamentali per capire i paesi che stiamo studiando, dalla lingua ai problemi politici a livello locale. A livello tecnico usiamo diversi strumenti di analisi, come il Traceroute, per capire come sono dislocati i filtri. Tuttavia, al di là del fatto che alcune di queste tecniche di monitoraggio sono discutibili da un punto di etico, anche da un punto di vista tecnico hanno un&amp;#39;efficacia limitata, soprattutto se le si usa solo remotamente. Per questo ci affidiamo a una serie di ricercatori che si trovano fisicamente nei paesi sotto osservazione. I ricercatori scaricano da internet o portano con se nei propri computer portatili delle applicazioni e le usano a livello locale collegandosi a internet da diversi provider. Le applicazioni creano degli elenchi di migliaia di URL e parole chiave, che vengono poi trasmesse a dei database situati al Citizen Lab di Toronto dove vengono analizzate e interpretate&amp;quot;.&lt;br&gt; &lt;br&gt;&amp;quot;In un certo senso - continua Deibert - la nostra struttura organizzativa è ricalcato sul modello dei servizi di intelligence nazionali: la divisione del settore tecnico e umano, la compartimentazione delle conoscenze, sono tutte misure che adottiamo per proteggere i nostri ricercatori, cioè coloro che corrono i rischi maggiori. In molti dei paesi che stiamo studiando questo tipo di operazioni sono classificate come spionaggio. Personalmente, trovandomi al vertice di questa operazione, non conosco l&amp;#39;identità di gran parte dei nostri ricercatori. Se volessimo descriverci in poche parole potremmo dire che la ONI è &amp;quot;un&amp;#39;operazione di contro-spionaggio globale della società civile&amp;quot;&amp;quot;.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Nel dicembre 2006 il Citizen Lab ha rilasciato Psiphon un software che consente ai navigatori di aggirare la censura nei paesi che bloccano l&amp;#39;accesso a determinati siti. Può spegarci come funziona?&lt;br&gt;&amp;quot;Psiphon si serve di Internet e delle reti sociali di amici, familiari e conoscenti distribuite &amp;#39;a cavallo&amp;#39; di paesi in cui la rete è censurata e di paesi in cui non lo è. Il primo passo per rendere Psiphon operativo è che una persona residente in un paese in cui internet non è censurata scarichi il software e lo installi sul proprio computer, che diviene così un provider Psiphon. La persona in questione fa quindi pervenire le informazioni per connettersi al proprio nodo Psiphon a una ristretta cerchia di familiari, amici o colleghi residenti in un paese in cui la rete è censurata. Quando questi vogliono visualizzare dei contenuti bloccati si collegano con un nome utente e password al nodo-provider Psiphon, che li collega a sua volta all&amp;#39;informazione richiesta. Poiché l&amp;#39;intera transazione è crittata e il processo rimane privato, è difficile per le autorità individuare e bloccare i nodi Psiphon. Inoltre il protocollo utilizzato da Psiphon è l&amp;#39;Https che essendo in uso per le transazioni finanziarie non può essere bloccato indiscrinatamente dai provider.&lt;br&gt; &lt;br&gt;&lt;b&gt;Quali sono le principali differenze tra Psiphon e altri software anonimizzanti?&lt;/b&gt;&lt;br&gt;&amp;quot;Psiphon non è un anonymizer. I suoi utenti non sono anonimi rispetto al loro provider. Anche se il traffico tra l&amp;#39;utente Psiphon e il provider Psiphon è crittato, questi ultimi possono in teoria monitorare tutte le attività degli utenti Psiphon. Lo abbiamo progettato in questo modo deliberatamente, per sottolineare l&amp;#39;importanza dei rapporti di fiducia interpersonale, in particolare tra i provider e gli utenti di Psiphon. Rispetto ad altri software simili Psiphon ha il vantaggio di essere molto facile da installare. E poi è open source, il che significa che riceviamo ottimi suggerimenti su come migliorarlo&amp;quot;.&lt;br&gt; &lt;br&gt;&lt;b&gt;Quanti utenti ne fanno uso al momento?&lt;/b&gt;&lt;br&gt;&amp;quot;L&amp;#39;architettura decentrata di Psiphon e l&amp;#39;indipendenza di ciascun nodo, fa sì che sia impossibile per noi sapere quante persone ne fanno uso. Quello che sappiamo è che dal dicembre 2006 è stato scaricato da 150.000 utenti. Anche i ricercatori dell&amp;#39;OpenNet Initiative se ne servono quando si trovano nei paesi in cui la rete è censurata, il che significa che sappiamo bene come funziona &amp;#39;sul campo&amp;#39;&amp;quot;.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Le Olimpiadi di Pechino potrebbe fornirvi un&amp;#39;ottima occasione per diffondere Psiphon. Molti giornalisti e operatori avranno bisogno di fare un uso non censurato della rete...&lt;br&gt;&amp;quot;Di recente ci siamo resi conto che esiste una porzione significativa degli utenti della rete che potrebbe beneficiare di un servizio professionale strutturato intorno a Psiphon, e le Olimpiadi di Pechino ne sono un buon esempio. Migliaia di giornalisti arriveranno in uno dei paesi in cui la rete è più censurata. Anche se alcune testate dispongono di soluzioni proprie, molti si affideranno a fornitori esterni. Per questo abbiamo creato una società apposita che ha riscontrato un interesse immediato. Ovviamente la maggior parte delle aziende interessate preferiscono non parlarne apertamente per timore di mettere i propri giornalisti a rischio. Noi speriamo che le Olimpiadi siano l&amp;#39;occasione giusta per lanciare Psiphon come business&amp;quot;.&lt;br&gt; &lt;br&gt;&lt;b&gt;Quali sono le tecniche di aggiramento della censura più usate dagli attivisti e dai dissidenti cinesi per navigare?&lt;/b&gt;&lt;br&gt;&amp;quot;La maggior parte degli utenti cinesi si servono di server proxy aperti. Essendo &amp;quot;aperti&amp;quot; questo tipo di server sono insicuri per definizione e possono essere facilmente monitorati. Inoltre molti di questi server finiscono rapidamente su delle block list, e quindi diventa estremamente difficile farne uso. Esistono anche dei software realizzati da cittadini cinesi che vivono negli Stati Uniti, ma poiché devono essere scaricati non sono del tutto sicuri. Altri utenti cinesi si servono di Tor, un software che distribuisce le richieste dei navigatori lungo una lunga serie di nodi che anonimizzano l&amp;#39;identità di chi naviga. Anche quando non vengono bloccate, questo tipo di connessioni hanno il problema di essere estremamente lente&amp;quot;.&lt;br&gt; &lt;br&gt;&lt;b&gt;In che modo Psiphon può tornar loro d&amp;#39;aiuto?&lt;/b&gt;&lt;br&gt;&amp;quot;Psiphon è facile da usare, molto veloce, e piuttosto sicuro. Se i cittadini cinesi hanno contatti con amici, familiari e parenti al di fuori del loro paese è un ottima scelta. Abbiamo tradotto le FAQ in cinese e faremo lo stesso con l&amp;#39;interfaccia del software e la guida utente. Stiamo anche lavorando a una nuova versione che permetterà agli utenti di fare domanda per la gestione di nodi Psiphon anche se si trovano all&amp;#39;interno del paese censurato, senza che debbano scaricare alcun software. L&amp;#39;interno processo sarà gestito dal web. Per lanciare questo servizio Psiphon dovrà gestire migliaia di nodi a livello mondiale e implementare una strategia anti-bloccaggio. Quest&amp;#39;ultima richiede molte risorse, il che dipende da quanti introiti l&amp;#39;azienda riuscirà a generare, e da altre forme di sovvenzionamento&amp;quot;.&lt;br&gt; &lt;br&gt;&lt;b&gt;A proposito, chi sono i finanziatori della OpenNet Initiative?&lt;/b&gt;&lt;br&gt;&amp;quot;La ONI è finanziata da diverse fondazioni come la MacArthur Foundation e l&amp;#39;Open Society Institute. All&amp;#39;ONI consideriamo la nostra autonomia un fattore cruciale. Non accettiamo soldi dai governi ad esempio, e facciamo sì che un elenco aggiornato di tutti i nostri finanziatori sia sempre presente sul nostro sito&amp;quot;.&lt;br&gt; &lt;/div&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-7509435606615153726?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/7509435606615153726/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=7509435606615153726&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/7509435606615153726'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/7509435606615153726'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/07/la-censura-web-in-forte-crescita-access.html' title='&quot;La censura web in forte crescita&quot; Access denied in 26 paesi del mondo'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm1.static.flickr.com/113/262846688_c223f10c7b_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-1981972647113657530</id><published>2008-07-26T09:05:00.001+02:00</published><updated>2008-07-26T09:05:04.829+02:00</updated><title type='text'>Kiva, tra banca e social network, presti 25 dollari e avvii un'impresa</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr"&gt;&lt;h2&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;/h2&gt;&lt;h2&gt;&lt;font size="2"&gt;L&amp;#39;organizzazione di finanziamento &amp;quot;tra pari&amp;quot; online ha ormai 270mila utenti Aiuta i poveri di 40 paesi a mettere su piccole attività. Il denaro circola a costo nullo. &lt;b&gt;Nasce nella Silicon Valley, tempio dell&amp;#39;hi-tech. Il presidente Shah: &amp;quot;Presi per matti&amp;quot;&lt;/b&gt;&lt;br&gt; &lt;/font&gt;&lt;/h2&gt;&lt;h3&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;span class="txt12"&gt;&lt;i&gt;di PAOLO PONTONIERE&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/h3&gt; 												&lt;br&gt; 								&lt;div class="fotosxb"&gt; 					&lt;img src="http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/scienza_e_tecnologia/kiva-socialnet/kiva-socialnet/este_24121700_21300.jpg" alt="Kiva, tra banca e social network presti 25 dollari e avvii un&amp;#39;impresa" width="230"&gt; 															&lt;p&gt;Il presidente di Kiva, Premal Shah, e il cofondatore Matt Flannery&lt;/p&gt; 														&lt;/div&gt; 								        																				&lt;b&gt;ROMA - &lt;/b&gt;Un tanzaniano che presta soldi a un peruviano, che a sua volta li presta a un&amp;#39;indiana che spera di raccoglierne abbastanza per avviare una piccola sartoria di villaggio. Che cos&amp;#39;hanno in comune? Sono tutti membri di &lt;a href="http://kiva.org/"&gt;&lt;u&gt;Kiva.org&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;, uno dei primi, e più efficaci, social network per il prestito P2P, tra pari. Un sito che dimostra che non tutta la finanza internazionale è in crisi e che anzi quando si viene alla gestione del credito, oggi piccolo e autogestito è bello. &lt;br&gt;   								&lt;br&gt; Emanazione diretta delle teorie del premio Nobel per l&amp;#39;economia Muhammad Yunus e dell&amp;#39;operato della Grameen Bank, Kiva può essere considerata come una sorta di borsa online del microcredito. Un luogo al di fuori del sistema bancario tradizionale dove creditori e debitori si incontrano per scambiarsi orizzontalmente risorse economiche e incoraggiamento. I membri del network pubblicano i loro progetti sul sito di Kiva e i prestatori seguono il loro sviluppo attraverso un diario internet. Nella maggior parte dei casi, si tratta di imprenditori che chiedono un prestito che può andare dalle poche centinaia a qualche migliaio di dollari. Coloro che vogliono aiutarli a realizzare il loro sogno - perché molto spesso proprio di questi si tratta - possono prestargli contanti, versando 25 dollari ciascuno. Non molto si dirà ma per una bangladeshi che, facendosela prestare dall&amp;#39;usuraio del villaggio, sulla stessa cifra avrebbe pagato oltre il 300 per cento di interesse, rischiando inoltre di finire in schiavitù quando non è in grado di ripagare in tempo, i piccoli prestiti rappresentano una via praticabile verso l&amp;#39;affrancamento da un circolo vizioso di coercizione economica e povertà cronica. &lt;br&gt;  												&lt;div class="ad-box"&gt;  &lt;object id="techsource_Middle" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,0,0" height="150" width="180"&gt;&lt;param name="src" value="http://oas.repubblica.it/0/OasDefault/Repub_IlLibro_NwST_SqIns_210708/repub_180x150_ilmiolibro_02.swf"&gt;&lt;param name="allowScriptAccess" value="always"&gt;&lt;param name="quality" value="autohigh"&gt;&lt;param name="loop" value="true"&gt;&lt;param name="play" value="true"&gt;&lt;param name="menu" value="false"&gt;&lt;param name="wmode" value="opaque"&gt;&lt;param name="FlashVars" value="clickTag=http://oas.repubblica.it/5c/repubblica.it/nz/hi-tech/interna/2010102742/Middle/OasDefault/Repub_IlLibro_NwST_SqIns_210708/repub_180x150_ilmiolibro_02.html/34663133363031663438313665636630?"&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;    								&lt;br&gt; E pensare che quando avevano lanciato l&amp;#39;idea, Matt e Jessica Flannery, due lavoratori della catena di montaggio digitale che fa girare le ruote di San Francisco e della Silicon Valley (programmatore a TiVo lui, Master in business administration con puntate ad Amazon e al Center for Social Innovation di Stanford lei), s&amp;#39;erano sentiti dire che stavano perdendo tempo. Che nessuno li avrebbe finanziati o che nessuno avvrebbe mai prestato denaro online ai poveri dei paesi emergenti. &lt;br&gt;   								&lt;br&gt; &amp;quot;Alcuni amici avvocati ci dissero addirittura che saremmo finiti nelle maglie della FED perché stavamo violando le leggi federali&amp;quot;, racconta Premal Shah, presidente di Kiva e uno dei primi uomini di PayPal, &amp;quot;E così, piuttosto che sfidare le ire di Bernanke preferimmo limitarci ad apire linee di credito solo per i cittadini dei paesi emergenti&amp;quot;. &lt;br&gt;   								&lt;br&gt; Ma 270 mila membri e 40 mila prestiti devoluti dopo, Kiva non solo è diventato uno dei siti più in voga del web, un luogo dove tutti vogliono recarsi per fare del bene al terzo mondo, ma ha attirato anche l&amp;#39;attenzione dei maggiori pensatori progressisti statiunitensi. A cominciare dall&amp;#39;ex presidente Bill Clinton, che l&amp;#39;ha voluta nella sua inziativa globale contro la povertà, per finire con i vertici di Momentum 2008, uno dei maggiori incontri periodici dell&amp;#39;intellighenzia di sinistra statunitense che, al suo recente convegno di San Francisco, ha riservato ovazioni degne delle rockstar ai rappresentanti di Kiva. &lt;br&gt;   								&lt;br&gt; Oggi Kiva cresce al ritmo di oltre ottomila prestatori alla settimana, finanzia 2500 progetti (di cui 550 vengono in media ripagati ogni settimana); i ranghi dei richiedenti nuovi prestiti si infoltiscono di 1500 aderenti. E contrariamente alle altre istituzioni finanziarie, come le casse di risparmio che al ricevente fanno sempre pagare una serie di tariffe per l&amp;#39;originazione del credito, i capitali affidati a Kiva arrivano al destinatario nella loro &amp;quot;interezza&amp;quot;. &lt;br&gt; &amp;quot;Siamo una non profit che dipende molto dal volontariato e dalla carità degli utenti&amp;quot;, afferma Shah. Ogni prestito ha un costo medio di gestione di 2,50 dollari, ma l&amp;#39;amministrazione del sito, anziché detrarlo al richiedente, invita il prestatore a versare la cifra come sottoscrizione. &amp;quot;Può sembrare incredibile ma oltre il 70 per cento dei prestatori, seppure non siano obbligati a farlo, sceglie di donare anche di più&amp;quot;, aggiunge Shah. &lt;br&gt;    								&lt;br&gt; Non tutto è sempre andato per il meglio, però. La fase iniziale di Kiva è passata attraverso un buon numero di problemi. &amp;quot;Primo tra tutti quello della scelta dei partner che dovevano garantire il microcredito nei paesi nei quali andavamo a realizzare i prestiti&amp;quot;, racconta Matt Flannery, &amp;quot;Alcune non profit africane erano una mera emanazione personale di leader locali che avevano un&amp;#39;idea abbastanza diversa di cosa significa fare un prestito, a chi farlo e come bisogna ripagarlo&amp;quot;. &lt;br&gt;    								&lt;br&gt; Il battesimo africano di Kiva aveva quasi fatto svanire il sogno di costruire una centrale mondiale del microcredito, ma oggi, dopo aver sviluppato un nuovo sistema per stabilire le partnership, un centinaio in giro per il mondo, il sito è presente in 40 paesi. Il suo successo è tale che il mensile di finanza Forbes l&amp;#39;ha definito l&amp;#39;eBay del microcredito, un sito che esprime uno spirito aziendale che incrocia l&amp;#39;aggressività di Google con la creatività di Bono. Oprah Winfrey, la maggiore intrattenitrice afro-americana degli Stati Uniti, gli ha addirittura dedicato uno speciale lanciandola nel firmamento delle organizzazioni caritatevoli mondiali a fianco di Catholic Relief Services, CARE e Oxfam. Col tempo sono pure arrivate le imitazioni. &lt;br&gt;    								&lt;br&gt;   																				La stessa eBay l&amp;#39;anno scorso ha lanciato MicroPlace &lt;a href="https://www.microplace.com/"&gt;&lt;u&gt;https://www.microplace.com&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; , un sito per il microprestito, mentre &lt;a href="http://namaste-direct.org/"&gt;&lt;u&gt;NamasteDirect&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://mcenterprises.org/"&gt;&lt;u&gt;MicroEnetrprises&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;, seppure fondate nel 2005, solo quest&amp;#39;anno si sono investite pesantemente nel web. Intanto Kiva, che garantisce un ritorno del 22 per cento sui suoi prestiti, si sta preparando a sbarcare negli USA, dove con quasi 40 milioni di poveri - gran parte in aree urbane e nel sud del paese - la popolazione indigente che potrebbe usare gli strumenti del microcredito per sollevarsi dalla miseria non manca certamente. &amp;quot;E così in breve potrà anche accadere che un povero del Malawi presterà dei soldi ad uno della Louisiana&amp;quot;, sogna Premal. &lt;br&gt;       				 				&lt;br&gt;&lt;a href="http://repubblica.it"&gt;repubblica.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-1981972647113657530?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/1981972647113657530/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=1981972647113657530&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/1981972647113657530'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/1981972647113657530'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/07/kiva-tra-banca-e-social-network-presti.html' title='Kiva, tra banca e social network, presti 25 dollari e avvii un&apos;impresa'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-6902943642606708152</id><published>2008-07-10T20:29:00.000+02:00</published><updated>2008-07-10T20:36:00.572+02:00</updated><title type='text'>IT International outsourcing and translations services</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US" style=""&gt;IT International outsourcing is the new economic phenomenon of these years. India is the leading country of these services.&lt;o:p _moz-userdefined=""&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US" style=""&gt;One of the most requested professionals are translators. They are mediators between providers and buyers, Indian workers and, e.g., USA companies.&lt;o:p _moz-userdefined=""&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US" style=""&gt;All Indians professionals speak an excellent English, but what about other languages? &lt;o:p _moz-userdefined=""&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US" style=""&gt;For examples, and Iranian company need &lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-GB" style=""&gt;&lt;a href="http://www.iaflindia.com/"&gt;Farsi translation&lt;/a&gt; and &lt;a href="http://www.iaflindia.com/"&gt;Hindi translation&lt;/a&gt;; a Morocco firm need &lt;a href="http://www.iaflindia.com/"&gt;Arabic translation&lt;/a&gt; and &lt;a href="http://www.iaflindia.com/"&gt;translation India&lt;/a&gt;. And so on.&lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-US" style=""&gt;&lt;o:p _moz-userdefined=""&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-US" style=""&gt;There are several excellent and &lt;a href="http://www.translationindia.com/"&gt;rapid services&lt;/a&gt; about &lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-GB" style=""&gt;&lt;a href="http://www.iaflindia.com/"&gt;India translation&lt;/a&gt;. They answer in short time. With exchange on Euro or USD, prices are very low.&lt;o:p _moz-userdefined=""&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-6902943642606708152?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/6902943642606708152/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=6902943642606708152&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/6902943642606708152'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/6902943642606708152'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/07/it-international-outsourcing-and.html' title='IT International outsourcing and translations services'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-8546240604331446760</id><published>2008-07-10T08:08:00.001+02:00</published><updated>2008-07-10T08:12:39.254+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mac'/><title type='text'>Piccola guida all'iPhone 3G</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="text-align: left; clear: both;"&gt;&lt;a href="http://images.apple.com/it/iphone/home/images/hero20080609.png" imageanchor="1" style="border: 0pt none ; background-color: transparent; margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img height="102" src="http://images.apple.com/it/iphone/home/images/hero20080609.png" style="border: 0pt none ;" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Abbiamo provato lo smartphone della Apple, da domani in vendita in Italia. Telefono, email, internet, foto, video, musica, gps, videogiochi e altro ancora&lt;/b&gt;.             &lt;b&gt;Ecco il cellulare intelligente...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA LUNGA attesa sta per finire. Domani l'iPhone sarà nei negozi italiani, nella nuova versione 3G, con molte novità rispetto al primo modello, uscito un anno fa negli Stati Uniti. L'attesa è grande e già le prenotazioni per questo nuovo gadget fanno registrare il "tutto esaurito" per le prime quantità che arriveranno domani. Lo smartphone della Apple è già stato venduto in sei milioni di esemplari e Steve Jobs prevede di arrivare a 10 milioni per la fine del 2008. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' la macchina portatile della "screen generation", destinata a cambiare in maniera radicale lo scenario della comunicazione mobile. Non è solo un telefono, ma soprattutto un terminale Internet mobile, una macchina multifunzione che consente molte attività diverse. Jobs, del resto, presentando la nuova macchina qualche settimana fa a San Francisco aveva segnalato l'inizio di una nuova stagione della telefonia mobile e del computing da tasca, una stagione nella quale la sfida sarà su macchine e servizi sempre più sofisticati e ricchi, in grado di garantire soddisfazione ad una generazione di utenti che chiede macchine multimediali e non telefoni, in grado di fare molte più cose e in maniera incredibilmente più semplice, ad un costo più basso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se la prima versione dell'iPhone lasciava ancora qualche margine di dubbio, proprio perché sembrava non aver deciso cosa essere esattamente (un iPod, un telefono, uno smartphone, un terminale Internet mobile), l'iPhone 3G è una macchina che, invece, fa una radicale scelta di campo, ovvero quella di non essere più un telefono. Non è la telefonia il motivo d'acquisto di una macchina del genere, ma tutto il resto. Quella telefonica è, in fin dei conti, una funzione secondaria, perché è identica in tutti i telefoni, quindi scegliere un portatile piuttosto che un altro non comporta miglioramenti. Invece fotografare, o ascoltare musica, o collegarsi alla rete, non avviene allo stesso modo su tutte le macchine. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed è su questo terreno che si sta giocando la partita principale tra i grandi produttori, Nokia, Motorola, Samsung, Blackberry, Htc, Palm, e tutti gli altri mettono sul mercato macchine sempre più sofisticate e multifunzione, per un pubblico che chiede strumenti sempre più efficienti e, in alcuni casi, divertenti. Con i quali giocare e passare il tempo, oltre che telefonare. Ed è su questo terreno che l'iPhone gioca la sua partita, e Steve Jobs scommette il suo futuro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo provato l'iPhone 3G ed eccone le caratteristiche principali:         &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Telefono&lt;/b&gt;         &lt;br /&gt;L'iPhone è ovviamente un telefono, anche se privo di tastiera. Per digitare i numeri compare sullo schermo un tastierino virtuale che risponde al tatto. Si possono ricevere e trasmettere sms, non gli mms. Non consente le videochiamate. A differenza del precedente è Umts, ma anche Gprs, Edge e Hdspa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Email&lt;/b&gt;         &lt;br /&gt;Si possono ricevere e spedire mail, utilizzando tutti i sistemi di posta. E il telefono si integra con Microsoft Exchange. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Musica&lt;/b&gt;         &lt;br /&gt;L'iPod ha le normali funzioni di playlist e di ascolto casuale. E' stata migliorata l'uscita audio, anche in termini di volume. Esiste la possibilità di collegarsi direttamente all'iTunes Store, comprare e scaricare la musica sul cellulare, ma può essere utilizzata solo in presenza di una connessione wifi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Video&lt;/b&gt;         &lt;br /&gt;Il "melafonino" ha uno schermo molto ampio, che consente la visione di film e video con una buona risoluzione. Nell'iTunes Store è possibile comprare film, video e programmi televisivi. Ma, incomprensibilmente, solo negli Stati Uniti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Foto&lt;/b&gt;         &lt;br /&gt;La fotocamera ha due megapixel. E non consente, nella sua versione ufficiale, di girare filmati. Ma ci sono già applicazioni che possono essere scaricate e aggiungono all'iPhone anche questa funzione. Lo scorrimento delle immagini con il tocco delle dita, la possibilità di zoomare nelle fotografie e di creare album rendono la sezione immagini molto accattivante e funzionale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Gps&lt;/b&gt;         &lt;br /&gt;Una delle principali novità del nuovo iPhone è il Gps integrato, che funziona in maniera brillante, ottimamente integrato con Google Map, sia nella versione "disegnata" che in quella satellitare. Offre funzioni di itinerario, ma non ha una guida vocale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Internet&lt;/b&gt;         &lt;br /&gt;L'iPhone si collega ad Internet attraverso il wifi, e attraverso il collegamento telefonico veloce. Le pagine si caricano molto rapidamente e sono ben visibili sullo schermo. Il browser utilizzato è il Safari, ampiamente sperimentato sulle macchine Apple. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Videogiochi&lt;/b&gt;         &lt;br /&gt;Per la prima volta sull'iPhone arrivano i videogame, molti dei quali sviluppati espressamente per questa nuova macchina. Alcuni giochi utilizzano l'accelerometro interno, quello che serve a far ruotare le schermate e reagisce ai movimenti, per giocare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;YouTube&lt;/b&gt;         &lt;br /&gt;L'Iphone propone un collegamento diretto con YouTube, si possono cercare i filmati e vederli sullo schermo in streaming. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;App Store&lt;/b&gt;         &lt;br /&gt;La grande novità è la possibilità di scaricare moltissime applicazioni nel cellulare. Strumenti professionali, giochi, migliorie tecniche, nuove funzioni, che rendono l'iPhone espandibile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Altre funzioni&lt;/b&gt;         &lt;br /&gt;Lo smartphone della Apple offre anche due calcolatrici, una semplice e una scientifica, un servizio di aggiornamento continuo sulla borsa, uno sul meteo, una agenda multifunzione e un blocco note.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/scienza_e_tecnologia/iphone-3g/iphone-arriva/iphone-arriva.html?ref=hpspr1&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-8546240604331446760?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/8546240604331446760/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=8546240604331446760&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/8546240604331446760'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/8546240604331446760'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/07/piccola-guida-alliphone-3g.html' title='Piccola guida all&apos;iPhone 3G'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-5175374156929130317</id><published>2008-07-07T10:22:00.000+02:00</published><updated>2008-07-07T10:24:02.475+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mac'/><title type='text'>Mac OS X su PC, ora via hardware</title><content type='html'>Presentato lo scorso giugno come il primo dispositivo hardware a permettere l'installazione di Mac OS X sui PC, EFiX fa il suo primo, timido ingresso sul mercato. Secondo &lt;a href="http://www.efi-x.com/index.php?option=com_content&amp;amp;amp;view=article&amp;amp;amp;id=30&amp;amp;amp;language=english" target="_blank"&gt;questa pagina&lt;/a&gt; del sito ufficiale, oggi la versione per PC desktop di EFiX &lt;strong&gt;è in vendita a Taiwan e in Bulgaria&lt;/strong&gt;, mentre sono in corso trattative per estenderne la distribuzione a Stati Uniti, Malaysia, Hong Kong, Brasile, Spagna, Russia e Ucraina. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img align="right" alt="EFiX" src="http://punto-informatico.it/punto/20080707/efix.jpg" title=" Mac OS X su PC, ora via hardware" /&gt;&lt;strong&gt;Il prezzo di lancio del prodotto è di 80 euro&lt;/strong&gt;, ma la società che fabbrica EFiX conta di ridurne significativamente il costo non appena i volumi di produzione saliranno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.efi-x.com/index.php?option=com_content&amp;amp;amp;view=article&amp;amp;amp;id=27&amp;amp;amp;language=english" target="_blank"&gt;Come spiegato&lt;/a&gt; sul sito del produttore, EFiX è un piccolo dispositivo da installare all'interno di un PC desktop, collegandolo ai pin di una porta USB presente sulla scheda madre. Lo "scatolotto" consente di installare Mac OS X su un comune PC utilizzando il DVD originale, dunque &lt;strong&gt;senza ricorrere a versioni modificate del sistema operativo&lt;/strong&gt; di Apple: ciò non solo evita lunghe ed elaborate procedure d'installazione fai-da-te, ma permette anche di avvalersi del sistema di aggiornamento automatico integrato in Mac OS X.&lt;br /&gt;EFiX deve il suo nome all'Extensible Firmware Interface (&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Extensible_Firmware_Interface" target="_blank"&gt;EFI&lt;/a&gt;), che come noto è l'unico tipo di firmware nativamente supportato da Mac OS X. Insieme ai chip contenuti nel device, il firmware di EFiX - aggiornabile via Internet in modo indipendente dal BIOS della scheda madre - &lt;strong&gt;fa sì che Mac OS X riconosca il PC come un Mactel autentico&lt;/strong&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attualmente, però, EFiX supporta ufficialmente &lt;strong&gt;un numero limitato di schede madri Intel-based&lt;/strong&gt;, peraltro tutte marchiate Gigabyte. In realtà le configurazioni hardware potenzialmente compatibili con EFiX sono ben di più, e verranno aggiunte alla lista ufficiale mano a mano che saranno testate dall'azienda che produce il prodotto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il supporto per i frigoriferi, i forni a microonde e i mouse pad non è ancora stato implementato... per ora", ironizzano i creatori di EFiX sul sito ufficiale, secondo i quali EFiX sarà presto in grado di supportare la stragrande maggioranza dei PC oggi in commercio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre ad estendere il numero di paesi nei quali sarà possibile acquistare EFiX, gli sviluppatori del dispositivo hanno già in piano il futuro lancio di una &lt;strong&gt;versione per i notebook&lt;/strong&gt;, di una con interfaccia PCI e di una saldabile direttamente sulla scheda madre di un PC (dedicata agli OEM). L'attuale modello USB per PC desktop dovrebbe invece arrivare in due nuove versioni: la Deluxe, che &lt;strong&gt;aggiungerà un hub USB e un chipset audio integrato&lt;/strong&gt;, e la Ultimate, &lt;strong&gt;dotata anche di Bluetooth&lt;/strong&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al momento non esiste alcuna tabella di marcia ufficiale: l'effettiva commercializzazione di questi prodotti dipenderà in larga parte dal grado di interesse che il mercato dimostrerà verso questo tipo di soluzioni. Tra le incognite non può essere ignorata anche quella relativa ad &lt;strong&gt;eventuali reazioni di Apple&lt;/strong&gt;, reazioni che si attendevano per altro anche nel caso degli &lt;em&gt;&lt;a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2256196" target="_blank"&gt;Open Mac&lt;/a&gt;&lt;/em&gt; di &lt;a href="http://www.psystar.com/" target="_blank"&gt;Psystar&lt;/a&gt; e che invece, ad oggi, non ci sono ancora state.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-5175374156929130317?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2345155' title='Mac OS X su PC, ora via hardware'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/5175374156929130317/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=5175374156929130317&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/5175374156929130317'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/5175374156929130317'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/07/mac-os-x-su-pc-ora-via-hardware.html' title='Mac OS X su PC, ora via hardware'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-9213327047493773252</id><published>2008-06-20T08:58:00.001+02:00</published><updated>2008-06-20T08:58:57.247+02:00</updated><title type='text'>La Francia taglia internet a chi scambia file. E propone la "gogna"</title><content type='html'>&lt;img style="border: 1px solid ;" src="http://tbn0.google.com/images?q=tbn:XFKd022OlQI4DM:http://www.trackback.it/img/emule_prison.png" height="129" width="100"&gt;&lt;br&gt;&lt;b&gt;&lt;br&gt;Pugno duro del governo Sarkozy contro chi pratica illegalmente il peer to peer&lt;br&gt; Un progetto di legge dell&amp;#39;esecutivo prevede la sospensione della connesione&lt;br&gt;Sul web i nomi di chi scambia file&lt;br&gt;&lt;/b&gt;&lt;br&gt;Un giro di vite destinato a far discutere. Nicolas Sarkozy ha dichiarato guerra al peer to peer, lo scambio illegale di file in rete, e nonostante le raccomandazioni del Parlamento Europeo va avanti per la sua strada. Il governo transalpino ha presentato qualche giorno fa un progetto di legge che prevede il taglio della connessione internet a chi scambia file online illegalmente. Non solo, i nomi dei trasgressori verranno pubblicati in Rete, in una sorta di &amp;quot;cyber-gogna&amp;quot;. Per evitare che gli internauti scoperti cambino semplicemente provider e ricomincino con il file sharing.&lt;br&gt; &lt;br&gt;&lt;b&gt;La norma. Il provvedimento che già sta scatenando polemiche, &lt;/b&gt;prevede l&amp;#39;istituzione di una specifica autorità. L&amp;#39;organismo (Hadopi) sarà formato da magistrati e funzionari che decideranno le sanzioni. Chi viene scoperto a scambiare illegalmente opere cinematografiche e musicali, riceverà fino a due lettere di avvertimento da parte del proprio provider. In caso di recidiva l&amp;#39;autorità gli comminerà la sospensione. Il &amp;quot;taglio&amp;quot; della connessione avrà una durata da tre mesi a un anno e potrà essere ridotto, qualora l&amp;#39;internauta accettasse di pagara una multa. Il registro dei &amp;quot;rei&amp;quot; verrà pubblicato online, per evitare che la norma possa essere aggirata cambiando provider.&lt;br&gt; &lt;b&gt;&lt;br&gt;Le ragioni del governo. Il progetto di legge ha&lt;/b&gt; subito richiamato l&amp;#39;attenzione del Parlamento europeo, che qualche mese fa, quando erano trapelate le prime indiscrezioni, aveva chiesto agli Stati dell&amp;#39;Unione di non tagliare la connessione internet ai &amp;quot;pirati&amp;quot; del web. Il governo transalpino non ha ascoltato questa raccomandazione. Anche per l&amp;#39;ostinazione del presidente francese, che ha dichiarato: &amp;quot;Internet non può essere una zona senza leggi&amp;quot;. D&amp;#39;accordo con lui, la firmataria del provvedimento, il ministro della Cultura, Christine Albanel, secondo la quale la legge potrà ridurre gli atti di pirateria tra il 70 e l&amp;#39;80%.&lt;br&gt; &lt;br&gt;&lt;b&gt;Altri Paesi dopo la Francia? Una funzione &amp;quot;pedagogica&amp;quot; &lt;/b&gt;più che repressiva secondo il governo. &amp;quot;Il progetto di legge risponde&amp;quot;, spiega il ministro &amp;quot;a una situazione di urgenza, il furto di opere penalizza fortemente l&amp;#39;economia del settore culturale&amp;quot;. Si tratta comunque, spiega Albanel, di &amp;quot;una norma equilibrata, che sarà accompagnata da un aumento dell&amp;#39;offerta legale&amp;quot;. La misura adottata dal governo francese potrebbe essere utilizzata anche da altri paesi. Regno Unito, Svizzera e Belgio stanno studiando provvedimenti simili.&lt;br&gt; &lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;a href="http://repubblica.it"&gt;repubblica.it&lt;/a&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-9213327047493773252?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/9213327047493773252/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=9213327047493773252&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/9213327047493773252'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/9213327047493773252'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/06/la-francia-taglia-internet-chi-scambia.html' title='La Francia taglia internet a chi scambia file. E propone la &quot;gogna&quot;'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-3766547723634476481</id><published>2008-06-20T07:48:00.004+02:00</published><updated>2008-06-20T08:01:04.864+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='india'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='english'/><title type='text'>India's Silicon Valley</title><content type='html'>&lt;p align="center"&gt;&lt;br /&gt;        &lt;/p&gt;             &lt;p&gt;&lt;img style="width: 243px; height: 160px;" src="http://www.businessweek.com/adsections/indian/infotech/2001/sware_export.jpg" /&gt;&lt;/p&gt;             &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span&gt;Software Export as a percentage                of India’s Total Export&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Source: NASSCOM&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span&gt;Bangalore, &lt;/span&gt;&lt;span&gt;Calcutta, &lt;/span&gt;&lt;span&gt;Hyderabad, &lt;/span&gt;&lt;span&gt;Trivandrum, &lt;/span&gt;&lt;span&gt;Mumbai,          Pune, Chennai,  Delhi-Noida-Gurgaon belt, Vadodara,  Chandigarh, are Indian &lt;/span&gt;&lt;span&gt;Software development hotspots.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;A large part of India’s success in the software area is due to the impressive and crucial role played by the State of Karnataka in promoting and providing a boost to IT.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://maps.google.it/maps?q=Karnataka&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;ll=16.066929,80.551758&amp;amp;spn=9.343665,18.566895&amp;amp;z=6&amp;amp;iwloc=addr"&gt;Karnataka&lt;/a&gt;, in the South of India, has emerged as the computer capital and center of high-tech industries, especially software. &lt;a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;amp;hl=it&amp;amp;geocode=&amp;amp;q=bangalore&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;ll=13.040683,77.67334&amp;amp;spn=0.592674,0.627594&amp;amp;z=10&amp;amp;iwloc=addr"&gt;Bangalore&lt;/a&gt; has for long been known as India’s answer to Silicon Valley, and this is the city where most large &lt;a href="http://www.indiabroadband.net/reliance-broadband/"&gt;software companies&lt;/a&gt; have set up shop and operate out of state-of-the-art facilities.&lt;br /&gt;The Government of Karnataka has also been extremely positive about the software&lt;br /&gt;and services marketplace and has helped create the relevant telecom and policy &lt;a href="http://www.indiabroadband.net/bsnl-broadband/"&gt;infrastructure&lt;/a&gt; conducive to the &lt;a href="http://www.indiabroadband.net/"&gt;growth of this sector&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;Indian       Software Industry 1995-2000&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;     (US $ million)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;       &lt;table style="border-style: none; border-width: medium; border-collapse: collapse; margin-left: 5.25pt;" border="1" cellpadding="0" cellspacing="0" width="531"&gt;         &lt;tbody&gt;&lt;tr style="height: 17.25pt;"&gt;           &lt;td style="border: 0.5pt solid windowtext; padding: 0.75pt 0.75pt 0in; width: 81pt; height: 17.25pt;" nowrap="nowrap" valign="bottom" width="135"&gt;             &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:78%;"  &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:78%;"  &gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;             &lt;/o:p&gt;             &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;          &lt;br /&gt;&lt;/td&gt;           &lt;td  style="border-style: solid solid solid none; padding: 0.75pt 0.75pt 0in; width: 0.5in; height: 17.25pt;color:windowtext windowtext windowtext -moz-use-text-color;" nowrap="nowrap" valign="bottom" width="60"&gt;             &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:78%;"  &gt;1995-96&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:78%;"  &gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;             &lt;/o:p&gt;             &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;           &lt;/td&gt;           &lt;td  style="border-style: solid solid solid none; padding: 0.75pt 0.75pt 0in; width: 0.5in; height: 17.25pt;color:windowtext windowtext windowtext -moz-use-text-color;" nowrap="nowrap" valign="bottom" width="60"&gt;             &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:78%;"  &gt;&lt;span style=""&gt;1996-97&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;             &lt;/o:p&gt;             &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;           &lt;/td&gt;           &lt;td  style="border-style: solid solid solid none; padding: 0.75pt 0.75pt 0in; width: 0.5in; height: 17.25pt;color:windowtext windowtext windowtext -moz-use-text-color;" nowrap="nowrap" valign="bottom" width="60"&gt;             &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:78%;"  &gt;&lt;span style=""&gt;1997-98&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;             &lt;/o:p&gt;             &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;           &lt;/td&gt;           &lt;td  style="border-style: solid solid solid none; padding: 0.75pt 0.75pt 0in; width: 0.5in; height: 17.25pt;color:windowtext windowtext windowtext -moz-use-text-color;" nowrap="nowrap" valign="bottom" width="60"&gt;             &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:78%;"  &gt;&lt;span style=""&gt;1998-99&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;             &lt;/o:p&gt;             &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;           &lt;/td&gt;           &lt;td  style="border-style: solid solid solid none; padding: 0.75pt 0.75pt 0in; width: 45pt; height: 17.25pt;color:windowtext windowtext windowtext -moz-use-text-color;" nowrap="nowrap" valign="bottom" width="75"&gt;             &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:78%;"  &gt;&lt;span style=""&gt;1999-2000&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;             &lt;/o:p&gt;             &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;           &lt;/td&gt;           &lt;td style="border-style: solid solid solid none; border-width: 0.5pt 0.5pt 0.5pt medium; border-top: 0.5pt solid windowtext; border-right: 0.5pt solid windowtext; border-bottom: 0.5pt solid windowtext; padding: 0.75pt 0.75pt 0in; height: 17.25pt;" nowrap="nowrap" valign="bottom" width="81"&gt;             &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:78%;"  &gt;&lt;span style=""&gt;2000-01*&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;             &lt;/o:p&gt;             &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;           &lt;/td&gt;         &lt;/tr&gt;         &lt;tr style="height: 17.25pt;"&gt;           &lt;td  style="border-style: none solid solid; padding: 0.75pt 0.75pt 0in; width: 81pt; height: 17.25pt;color:-moz-use-text-color windowtext windowtext;" nowrap="nowrap" valign="bottom" width="135"&gt;             &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:78%;"  &gt;&lt;span style=""&gt;Domestic             software Market&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;             &lt;/o:p&gt;             &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;           &lt;/td&gt;           &lt;td  style="border-style: none solid solid none; padding: 0.75pt 0.75pt 0in; width: 0.5in; height: 17.25pt;color:-moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color;" nowrap="nowrap" valign="bottom" width="60"&gt;             &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:78%;"  &gt;&lt;span style=""&gt;490&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;             &lt;/o:p&gt;             &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;/td&gt;           &lt;td  style="border-style: none solid solid none; padding: 0.75pt 0.75pt 0in; width: 0.5in; height: 17.25pt;color:-moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color;" nowrap="nowrap" valign="bottom" width="60"&gt;             &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:78%;"  &gt;&lt;span style=""&gt;670&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;             &lt;/o:p&gt;             &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;/td&gt;           &lt;td  style="border-style: none solid solid none; padding: 0.75pt 0.75pt 0in; width: 0.5in; height: 17.25pt;color:-moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color;" nowrap="nowrap" valign="bottom" width="60"&gt;             &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:78%;"  &gt;&lt;span style=""&gt;920&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;             &lt;/o:p&gt;             &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;/td&gt;           &lt;td  style="border-style: none solid solid none; padding: 0.75pt 0.75pt 0in; width: 0.5in; height: 17.25pt;color:-moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color;" nowrap="nowrap" valign="bottom" width="60"&gt;             &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:78%;"  &gt;&lt;span style=""&gt;1250&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;             &lt;/o:p&gt;             &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;/td&gt;           &lt;td  style="border-style: none solid solid none; padding: 0.75pt 0.75pt 0in; width: 45pt; height: 17.25pt;color:-moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color;" nowrap="nowrap" valign="bottom" width="75"&gt;             &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:78%;"  &gt;&lt;span style=""&gt;1700&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;             &lt;/o:p&gt;             &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;/td&gt;           &lt;td style="border-style: none solid solid none; border-width: medium 0.5pt 0.5pt medium; border-right: 0.5pt solid windowtext; border-bottom: 0.5pt solid windowtext; padding: 0.75pt 0.75pt 0in; height: 17.25pt;" nowrap="nowrap" valign="bottom" width="81"&gt;             &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:78%;"  &gt;&lt;span style=""&gt;2450&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;             &lt;/o:p&gt;             &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;/td&gt;         &lt;/tr&gt;         &lt;tr style="height: 17.25pt;"&gt;           &lt;td  style="border-style: none solid solid; padding: 0.75pt 0.75pt 0in; width: 81pt; height: 17.25pt;color:-moz-use-text-color windowtext windowtext;" nowrap="nowrap" valign="bottom" width="135"&gt;             &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:78%;"  &gt;&lt;span style=""&gt;Software             Exports&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;             &lt;/o:p&gt;             &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;           &lt;/td&gt;           &lt;td  style="border-style: none solid solid none; padding: 0.75pt 0.75pt 0in; width: 0.5in; height: 17.25pt;color:-moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color;" nowrap="nowrap" valign="bottom" width="60"&gt;             &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:78%;"  &gt;&lt;span style=""&gt;734&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;             &lt;/o:p&gt;             &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;/td&gt;           &lt;td  style="border-style: none solid solid none; padding: 0.75pt 0.75pt 0in; width: 0.5in; height: 17.25pt;color:-moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color;" nowrap="nowrap" valign="bottom" width="60"&gt;             &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:78%;"  &gt;&lt;span style=""&gt;1085&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;             &lt;/o:p&gt;             &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;/td&gt;           &lt;td  style="border-style: none solid solid none; padding: 0.75pt 0.75pt 0in; width: 0.5in; height: 17.25pt;color:-moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color;" nowrap="nowrap" valign="bottom" width="60"&gt;             &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:78%;"  &gt;&lt;span style=""&gt;1750&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;             &lt;/o:p&gt;             &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;/td&gt;           &lt;td  style="border-style: none solid solid none; padding: 0.75pt 0.75pt 0in; width: 0.5in; height: 17.25pt;color:-moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color;" nowrap="nowrap" valign="bottom" width="60"&gt;             &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:78%;"  &gt;&lt;span style=""&gt;2650&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;             &lt;/o:p&gt;             &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;/td&gt;           &lt;td  style="border-style: none solid solid none; padding: 0.75pt 0.75pt 0in; width: 45pt; height: 17.25pt;color:-moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color;" nowrap="nowrap" valign="bottom" width="75"&gt;             &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:78%;"  &gt;&lt;span style=""&gt;4000&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;             &lt;/o:p&gt;             &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;/td&gt;           &lt;td style="border-style: none solid solid none; border-width: medium 0.5pt 0.5pt medium; border-right: 0.5pt solid windowtext; border-bottom: 0.5pt solid windowtext; padding: 0.75pt 0.75pt 0in; height: 17.25pt;" nowrap="nowrap" valign="bottom" width="81"&gt;             &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:78%;"  &gt;&lt;span style=""&gt;6300&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;             &lt;/o:p&gt;             &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;/td&gt;         &lt;/tr&gt;         &lt;tr style="height: 15pt;"&gt;           &lt;td  style="border-style: none solid solid; padding: 0.75pt 0.75pt 0in; width: 81pt; height: 15pt;color:-moz-use-text-color windowtext windowtext;" nowrap="nowrap" valign="bottom" width="135"&gt;             &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:78%;"  &gt;&lt;span style=""&gt;Indian             Software Industry&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;             &lt;/o:p&gt;             &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;           &lt;/td&gt;           &lt;td  style="border-style: none solid solid none; padding: 0.75pt 0.75pt 0in; width: 0.5in; height: 15pt;color:-moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color;" nowrap="nowrap" valign="bottom" width="60"&gt;             &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:78%;"  &gt;&lt;span style=""&gt;1224&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;             &lt;/o:p&gt;             &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;           &lt;/td&gt;           &lt;td  style="border-style: none solid solid none; padding: 0.75pt 0.75pt 0in; width: 0.5in; height: 15pt;color:-moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color;" nowrap="nowrap" valign="bottom" width="60"&gt;             &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:78%;"  &gt;&lt;span style=""&gt;1755&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;             &lt;/o:p&gt;             &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;           &lt;/td&gt;           &lt;td  style="border-style: none solid solid none; padding: 0.75pt 0.75pt 0in; width: 0.5in; height: 15pt;color:-moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color;" nowrap="nowrap" valign="bottom" width="60"&gt;             &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:78%;"  &gt;&lt;span style=""&gt;2670&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;             &lt;/o:p&gt;             &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;           &lt;/td&gt;           &lt;td  style="border-style: none solid solid none; padding: 0.75pt 0.75pt 0in; width: 0.5in; height: 15pt;color:-moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color;" nowrap="nowrap" valign="bottom" width="60"&gt;             &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:78%;"  &gt;&lt;span style=""&gt;3900&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;             &lt;/o:p&gt;             &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;           &lt;/td&gt;           &lt;td  style="border-style: none solid solid none; padding: 0.75pt 0.75pt 0in; width: 45pt; height: 15pt;color:-moz-use-text-color windowtext windowtext -moz-use-text-color;" nowrap="nowrap" valign="bottom" width="75"&gt;             &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:78%;"  &gt;&lt;span style=""&gt;5700&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;             &lt;/o:p&gt;             &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;           &lt;/td&gt;           &lt;td style="border-style: none solid solid none; border-width: medium 0.5pt 0.5pt medium; border-right: 0.5pt solid windowtext; border-bottom: 0.5pt solid windowtext; padding: 0.75pt 0.75pt 0in; height: 15pt;" nowrap="nowrap" valign="bottom" width="81"&gt;             &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:78%;"  &gt;&lt;span style=""&gt;8750&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;             &lt;/o:p&gt;             &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;           &lt;/td&gt;         &lt;/tr&gt;       &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;       &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(Source: NASSCOM Report)       &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-3766547723634476481?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/3766547723634476481/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=3766547723634476481&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/3766547723634476481'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/3766547723634476481'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/06/indias-silicon-valley.html' title='India&apos;s Silicon Valley'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-5477545061838521498</id><published>2008-06-19T08:13:00.000+02:00</published><updated>2008-06-19T08:17:19.825+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='english'/><title type='text'>Advertising  2.0. Choose the best price</title><content type='html'>&lt;div class="reviewImgWrapper"&gt;             &lt;img src="http://stuff.tv/productimages/1102402dfth.jpg" alt="" /&gt;         &lt;/div&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-US"&gt;Consumers are “bombed” from advertising. All companies say that all their products are wonderful… but reality can be very different.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-US"&gt;Now Web 2.0 create “&lt;/span&gt;&lt;span class="definition"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;Advertising&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="comment"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="" lang="EN-US"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;2.0”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-US"&gt;With new tools, users can see and compare:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 0.75in; text-indent: -0.25in;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Swiss911 UCm BT&amp;quot;;" lang="EN-US"&gt;&lt;span style=""&gt;–&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="" lang="EN-US"&gt;Prices of products grouped by category&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 0.75in; text-indent: -0.25in;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Swiss911 UCm BT&amp;quot;;" lang="EN-US"&gt;&lt;span style=""&gt;–&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="" lang="EN-US"&gt;Technical details&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 0.75in; text-indent: -0.25in;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Swiss911 UCm BT&amp;quot;;" lang="EN-US"&gt;&lt;span style=""&gt;–&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="" lang="EN-US"&gt;Large images of products&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 0.75in; text-indent: -0.25in;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Swiss911 UCm BT&amp;quot;;" lang="EN-US"&gt;&lt;span style=""&gt;–&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="" lang="EN-US"&gt;Direct links to on line retailers (so you can obtain discounts…)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-US"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-US"&gt;But the most important i&lt;/span&gt;&lt;span class="definition"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;nnovation are users reviews. So consumers can relate their experience and companies are forced to contend with them.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="definition"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;There is an interactive relationship, while on TV or newspaper we can only see an &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="relateddefinition"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;endorsement.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="relateddefinition"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;In Italy &lt;a href="http://www.ciao.it/"&gt;www.ciao.it&lt;/a&gt; is the most complete platform for user reviews. In the world, we can signal &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="" lang="EN-US"&gt;&lt;a href="http://stuff.tv/Reviews/"&gt;stuff.tv&lt;/a&gt;, that contains also Experts reviews. It’s skilled on &lt;a href="http://stuff.tv/Top10/"&gt;technology gadgets&lt;/a&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-5477545061838521498?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/5477545061838521498/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=5477545061838521498&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/5477545061838521498'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/5477545061838521498'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/06/advertising-20-choose-best-price.html' title='Advertising  2.0. Choose the best price'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-6499876170844921570</id><published>2008-06-17T15:17:00.001+02:00</published><updated>2008-06-20T08:03:28.310+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libertà telematica'/><title type='text'>Tutti gli arresti tra i blogger dal 2003</title><content type='html'>&lt;h3&gt;ANCHE USA, Canada, Gran Bretagna, Francia e Grecia PREVEDONO LA PRIGIONE&lt;/h3&gt;  &lt;h2&gt;Esce il rapporto annuale della University of Washington. Cina, Egitto e Iran in testa  &lt;/h2&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;table class="foto-h-left" align="left" width="1"&gt; &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt; &lt;td&gt;&lt;img src="http://www.corriere.it/Media/Foto/2008/06/17/blogger_b1--180x140.jpg" align="left" border="0" height="140" width="180"&gt;&lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;tr&gt; &lt;td&gt;Il blogger egiziano Abdul Monem Mahmood (da &lt;a href="http://www.globalvoicesonline.org"&gt;http://www.globalvoicesonline.org&lt;/a&gt;) &lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt; &lt;b&gt;SEATTLE(Stati Uniti) –&lt;/b&gt; Finire in manette per aver organizzato una protesta sociale o per aver violato abitudini culturali tramite un blog. Oppure esseri sbattuti in prigione in quanto rei di aver denunciato sul proprio diario online violazioni dei diritti umani. O ancora perché su un blog si è osato commentare le politiche pubbliche. Succede ancora in alcuni Paesi notoriamente liberticidi e succede anche in nazioni al di sopra di ogni sospetto. Per l&amp;#39;esattezza succede e succederà sempre di più, proprio perché la blogosfera è sotto osservazione da parte dei governi e delle istituzioni. Questo in sintesi ciò che sostiene il report World Information Access (WIA) dell&amp;#39;&lt;a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/technology/7456357.stm" target="_blank"&gt;&lt;u&gt;Università di Washington &lt;/u&gt;&lt;/a&gt; che censisce le repressioni per crimini relativi all&amp;#39;uso dei blog a partire da cinque anni fa.   &lt;p&gt; &lt;b&gt;TIPOLOGIA DEGLI ARRESTI - &lt;/b&gt;Gli arresti dei blogger dal 2003 sono stati 64, sono triplicati rispetto al 2006 e la metà si riferisce solo al 2007. Un terzo degli arresti riguarda la Cina, l&amp;#39;Egitto e l&amp;#39;Iran, ma nella black list delle nazioni che prevedono la prigione per i blogger più ribelli risultano anche Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Francia e Grecia. In media i tempi di detenzione per i reati da blogging sono sui 15 mesi, ma il record assoluto è di ben otto anni. &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;b&gt;SENTENZE NON INTERCETTATE –&lt;/b&gt; Ai numeri snocciolati dal WIA bisogna comunque aggiungere una buona dose di arresti non intercettati, proprio perché avvenuti in nazioni estranee alle regole democratiche, dove è ancora possibile far sparire qualcuno nel silenzio di una prigione, senza nemmeno dirlo in giro. Per esempio il Committee to Protect Bloggers (e già il fatto che esista un comitato per la protezione dei blogger è sintomatico) dà notizia di 344 animatori di diari online detenuti nelle prigioni del Burma. Ma il WIA non ha avuto modo di verificare il dato. E se parlarne è utile e doveroso, purtroppo esiste anche un effetto boomerang: più i dittatori del terzo millennio si accorgeranno di quanto sia importante questo strumento più cercheranno di imbavagliarlo. &lt;/p&gt; &lt;div id="rectangle right" class="right"&gt;  &lt;object id="techsource_Bottom1" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=3,0,0,0" width="180"&gt;&lt;param name="src" value="http://a248.e.akamai.net/6/592/1130/1213094813/oas.rcsadv.it/0/RCS/RD-PACM03_COR_HP_RCT_090608//PacMan_180x150.swf"&gt;&lt;param name="quality" value="autohigh"&gt;&lt;param name="loop" value="true"&gt;&lt;param name="play" value="true"&gt;&lt;param name="menu" value="false"&gt;&lt;param name="wmode" value="opaque"&gt;&lt;param name="FlashVars" value="clickTAG=http://oas.rcsadv.it/5c/corriere.it/pp/scienze/756067255/Bottom1/RCS/RD-PACM03_COR_HP_RCT_090608/PacMan_728x90.swf.html/35373132363538663438353530343130?kw1=value1&amp;amp;kw2=value2"&gt;&lt;/object&gt;     &lt;/div&gt; &lt;p class="footnotes"&gt;Emanuela Di Pasqua&lt;br&gt; &lt;strong&gt;17 giugno&amp;nbsp;2008&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="footnotes"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it"&gt;www.corriere.it&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="footnotes"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-6499876170844921570?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/6499876170844921570/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=6499876170844921570&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/6499876170844921570'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/6499876170844921570'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/06/tutti-gli-arresti-tra-i-blogger-dal.html' title='Tutti gli arresti tra i blogger dal 2003'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-5501423878911324822</id><published>2008-06-17T11:29:00.001+02:00</published><updated>2008-06-20T08:03:50.501+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='open source'/><title type='text'>Il web accoglie il nuovo Firefox 3, browser da Guinness dei primati</title><content type='html'>&lt;h2&gt;Il navigatore della Mozilla foundation vuole battere ogni record&lt;br&gt;distribuendo 5 milioni di copie solo il primo giorno di rilascio&lt;/h2&gt; 												 												&lt;h3&gt;La nuova versione aggiunge funzioni, velocità e sicurezza&lt;br&gt;&lt;span class="txt12"&gt;&lt;i&gt;di FRANCESCO CACCAVELLA - &lt;a href="http://repubblica.it"&gt;repubblica.it&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt; 												&lt;br&gt; 								&lt;div class="fotosxb"&gt; 					&lt;img src="http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/scienza_e_tecnologia/browser/firefox-tre/este_16185609_56200.jpg" alt="Il web accoglie il nuovo Firefox 3 browser da Guinness dei primati" width="230"&gt; 																			&lt;/div&gt; 								 E&amp;#39; IL GIORNO di Firefox 3, browser più veloce e più completo. La Mozilla Foundation rilascia oggi la nuova versione del navigatore open source nato dalle ceneri di Netscape. Firefox 3, il cui nomignolo di sviluppo è stato dedicato alla montagna italiana Gran Paradiso, è costato due anni e mezzo di sviluppo e diversi mesi di sperimentazione. Si mostra più scattante, più facile da usare e più ricco di funzionalità per la navigazione. Il browser è gratuito è si può scaricare per sistemi Windows, Mac e Linux dalla &lt;a href="http://www.spreadfirefox.com/it/worldrecord"&gt;&lt;u&gt;pagina creata ad hoc&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; per celebrare la nuova nascita. 								&lt;br&gt;   								&lt;br&gt;  																				&lt;b&gt;Browser da Guinness&lt;/b&gt;. Dopo aver infranto record di utilizzo, facendo scendere - secondo alcune statistiche - sotto l&amp;#39;80 per cento l&amp;#39;uso di Internet Explorer di Microsoft, con questa nuova versione la Mozilla Foundation punta, letteralmente, al Guinness dei primati. Chiunque scaricherà oggi il programma da uno dei server ufficiali contribuirà a far raggiungere a Firefox il titolo di programma più scaricato di sempre nell&amp;#39;arco di un giorno. I giudici del Guinness certificheranno il numero di volte che il software sarà prelevato da Internet e decideranno se includerlo nell&amp;#39;edizione 2009 del libro dei record. Sebbene sia la prima volta che viene tentato un primato del genere, la Mozilla Foundation è sicura di triplicare la cifra ottenuta con la versione 2 che in 24 ore fu prelevata da circa un milione e mezzo di navigatori. &lt;br&gt;   								&lt;br&gt;  																				&lt;b&gt;Più veloce, meno avido di risorse&lt;/b&gt;. Record a parte, chi installerà Firefox si troverà comunque tra le mani uno dei migliori navigatori di pagine Web di sempre. La nuova versione conta 15 mila piccoli miglioramenti rispetto alla precedente e si basa su un &amp;quot;cuore&amp;quot; di sviluppo ampiamente rimaneggiato e su un&amp;#39;interfaccia grafica molto più chiara e integrata nei diversi sistemi operativi. Oltre a visualizzare con più velocità le pagine Web - fino al doppio di velocità dicono gli sviluppatori - e a rendere molto meno esigente di risorse il sistema, con il nuovo browser sarà molto più semplice salvare le password dei molti siti ad accesso riservato, installare componenti aggiuntivi per aggiungere funzionalità e gestire i file scaricati dalla rete. &lt;br&gt;  												&lt;div class="ad-box"&gt; &lt;a href="http://oas.repubblica.it/5c/repubblica.it/nz/hi-tech/interna/1412009385/Middle/OasDefault/Googl_Adword_NwST_SqIns_160608/google_180x150_professionisti.gif/34663133363031663438313665636630" target="_blank"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt; &lt;/div&gt;  																				&lt;b&gt;Navigazione più &amp;quot;personale&amp;quot;&lt;/b&gt;. Una nuova funzione chiamata Places permette di raggiungere i siti già visitati con maggiore facilità, partendo dalla cronologia, dai siti preferiti o direttamente dalla barra di scrittura degli indirizzi. Digitando un indirizzo Web o il nome di un sito, il nuovo browser suggerirà un elenco di pagine già visitate: è una funzione già presente in quasi tutti i concorrenti, ma in questa versione la ricerca è molto più pertinente e i siti suggeriti molto più facili da identificare. &lt;br&gt;   								&lt;br&gt;  																				&lt;b&gt;Obiettivo sicurezza&lt;/b&gt;. Molto si è fatto anche in termini di sicurezza. Oltre a potenziare e rendere più comprensibili alcuni filtri già inclusi nella versione precedente, Firefox 3 include anche uno strumenti di protezione contro i siti sospettati di installare automaticamente virus o altri programmi pericolosi: se si viene indirizzati verso uno di questi siti, il browser eviterà di caricare la pagina mostrando un avviso di protezione. Migliorate anche le informazioni per le pagine che fanno uso di connessioni cifrate: facendo clic sull&amp;#39;icona del sito una finestra mostrerà il nome del proprietario delle pagine e se la connessione è protetta o no. &lt;br&gt;   								&lt;br&gt;  																				&lt;b&gt;I concorrenti rilanciano&lt;/b&gt;. Gli altri browser sul mercato non stanno comunque alla finestra. Con l&amp;#39;esplosione dei servizi 2.0, i software da usare direttamente dal Web, è sempre più realistico uno scenario in cui il browser diventi il vero centro delle attività di un computer. Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sul riaccendersi della più che decennale guerra dei browser, può dare uno sguardo alle grandi novità che le altre software house preparano per i propri software. La norvegese &lt;a href="http://www.opera.com/"&gt;&lt;u&gt;Opera&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;, da sempre all&amp;#39;avanguardia per scelte e innovazioni tecnologiche, ha rilasciato lo scorso giovedì la versione 9.5 dell&amp;#39;omonimo navigatore. Come in Firefox, è stato incluso un filtro per i siti &amp;quot;spara-virus&amp;quot; e una più facile ricerca per i siti già visitati o salvati tra i preferiti. Tra le novità anche Opera Link, un servizio basato sul Web che permette di sincronizzare i preferiti tra browser usati su diversi computer o su telefoni cellulari. &lt;br&gt;    								&lt;br&gt;   																				Anche Apple e Microsoft hanno in serbo novità. La prima ha già da tempo reso disponibile &lt;a href="http://www.apple.com/it/safari/"&gt;&lt;u&gt;Safari&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; anche per Windows, il browser elegante e molto veloce fino a qualche mese fa disponibile solo per gli utenti Mac. Il software tuttavia non è stato ben accolto a causa dei molti problemi mostrati nelle prime versioni di sviluppo e per la mancanza di alcuni strumenti a protezione della navigazione, come un filtro anti-phishing o il supporto a più evoluti certificati di sicurezza per siti Web. È lecito aspettarsi a breve nuovi aggiornamenti. &lt;br&gt;    								&lt;br&gt;   																				Microsoft &lt;a href="http://www.microsoft.com/windows/products/winfamily/ie/ie8/default.mspx"&gt;&lt;u&gt;Explorer 8&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;, la cui versione definitiva dovrebbe arrivare a fine 2008, verrà invece distribuito con due nuove tecnologie nuove di zecca chiamate Activities e Webslice destinate a rendere più interattivi contenuti pubblicati sul Web. &lt;br&gt;    								&lt;br&gt;  								  																				Continua il suo percorso anche &lt;a href="http://caminobrowser.org/"&gt;&lt;u&gt;Camino&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;, un browser open source specificamente destinato ad utenti Mac che condivide con Mozilla una parte del codice e che poche settimane fa è stato distribuito nella versione &lt;a href="http://1.6.1."&gt;1.6.1.&lt;/a&gt; Oltre ad una grafica del tutto integrata nell&amp;#39;ambiente dei sistemi Apple, Camino supporta alcune delle tecnologie presenti in Mac OS X come il servizio di identificazione automatica di risorse Bonjour o il gestore di password (Portachiavi). &lt;br&gt;  								   				 				&lt;br&gt;(&lt;i&gt;17 giugno 2008&lt;/i&gt;) &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-5501423878911324822?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/5501423878911324822/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=5501423878911324822&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/5501423878911324822'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/5501423878911324822'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/06/il-web-accoglie-il-nuovo-firefox-3.html' title='Il web accoglie il nuovo Firefox 3, browser da Guinness dei primati'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-5970155623902948642</id><published>2008-06-16T16:41:00.001+02:00</published><updated>2008-06-20T08:03:40.312+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libertà telematica'/><title type='text'>Sempre più querele a blog, azienda denuncia un commento non gradito</title><content type='html'>&lt;div&gt;				&lt;span class="photo_container pc_m"&gt;&lt;img src="http://farm1.static.flickr.com/33/52860690_600766ff82_m.jpg" alt="Jail" class="pc_img" height="200" width="133"&gt;&lt;br&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;C&amp;#39;è tutto un mondo fuori, &lt;/b&gt;che governa i rapporti fra consumatori ed aziende ai tempi di Internet e spesso, a quanto pare, l&amp;#39;unica maniera per scoprirlo è sperimentarlo sulla propria pelle. Qualcosa del genere deve aver pensato l&amp;#39;amministratore delegato di &lt;a href="http://www.mosaicointernational.it/home.html" target="_blank"&gt;Mosaico Arredamenti&lt;/a&gt; quando si è accorto che razza di pandemonio era accaduto nella rete italiana in seguito al suo annuncio di querela pubblicato incautamente nei commenti di un post del blog di &lt;a href="http://www.sarnari.net/" target="_blank"&gt;Sergio Sarnari&lt;/a&gt;.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Come spesso accade in questi casi, gli eccessi si sprecano. Da un lato lo spauracchio della diffamazione può essere sventolato quasi impunemente in un numero amplissimo di differenti contesti (non questo in particolare), dall&amp;#39;altro appena qualcuno annuncia di volersi avvalere degli strumenti di legge per proteggere la propria reputazione o quella della propria azienda in rete è facilissimo trovare decine di persone pronte ad alzare alte grida sui rischi per la libertà di espressione.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Forse è quindi utile sgombrare preventivamente il campo affermando che adire a vie legali per difendere il proprio nome non può essere considerata una pratica sacrosanta nella vita reale e un abuso ed una minaccia per la libertà su Internet. Nel contempo occorre ricordare che nell&amp;#39;adeguamento delle pratiche legali alla rete Internet il nostro paese mostra ancora intera la propria decennale inadeguatezza: come dimostrano fatti recentissimi, ci sono ancora magistrati che ordinano di &lt;a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2314627" target="_blank"&gt;chiudere interi siti web&lt;/a&gt; nell&amp;#39;attesa di esprimersi sulla liceità di singole righe di testo.&lt;br&gt;&lt;span class="photo_container pc_m"&gt;&lt;br&gt;&lt;/span&gt;Quanto al meccanismo ricattatorio, che è una delle leve usuali che spinge i cittadini a querelare o denunciare i propri simili, va detto che questo è spesso presente e di assai difficile controllo. In Italia è purtroppo sufficiente avere un amico avvocato ed una fotocopiatrice per poter inoltrare querele a decine con la quasi certezza che, nella peggiore delle ipotesi, una rapida archiviazione chiuderà il cerchio della pratica senza che al denunciante venga contestato alcunché (e nel caso delle denunce penali senza grossi esborsi finanziari). Nel frattempo il nostro ipotetico denunciato avrà dovuto scegliersi e pagare un legale, rispondere a convocazioni negli uffici della Questura e subire l&amp;#39;inevitabile incertezza emotiva di un procedimento penale a suo carico. Anche nel caso in cui - e accade di continuo - le accuse nei suoi confronti siano manifestamente infondate.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Detto questo, è indubbio che annunciare querele in rete nei confronti di un proprio cliente insoddisfatto non sia una grande idea, per un numero piuttosto ampio di buone ragioni. Molte di questi sono state elencate, a proposito della querelle Mosaico Arredamenti - Sergio Sarnari, in alcuni post scritti da esperti di marketing italiani &lt;a href="http://admaiora.blogs.com/maurolupi/2008/06/anche-in-italia.html?cid=118410326" target="_blank"&gt;come Mauro Lupi&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.minimarketing.it/2008/06/complimenti-d.html" target="_blank"&gt;Gianluca Diegoli&lt;/a&gt;, altre vorrei provare a suggerirle qui.&lt;br&gt; &lt;br&gt;&lt;em&gt;Chi urla più forte?&lt;/em&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;La voce grossa su Internet la fanno in genere i navigatori più che le aziende. È significativo osservare come grandissime aziende nelle conversazioni in rete abbiano la necessità di ridurre la propria voce ad un fiato singolo e personale, l&amp;#39;unica maniera sensata di affrontare un ambiente da pari a pari per definizione. Per affrontare la rete le aziende intelligenti scendono dal piedistallo e diventano &amp;quot;uno&amp;quot;, e questa mutazione tende a equilibrare i rapporti di forza. &lt;br&gt;&lt;br&gt;E dentro questo elenco di singoli contributi e di dialoghi paritari, Google è capace di incidere profondamente (nel bene e nel male) nei meccanismi di reputazione in rete. Specialmente nei casi delle piccole e medie imprese che hanno generalmente pagerank modesti, sono sufficienti una manciata di commenti negativi su una decina di blog differenti per ottenere di fatto e rapidissimamente l&amp;#39;effetto pubblicitario opposto rispetto a quello desiderato. Se l&amp;#39;intento di minacciare querele era quello di ridurre al silenzio critiche (magari anche ingenerose) ai propri prodotti, occorre comprendere che per le aziende oggi Internet è &amp;quot;la grande cristalleria&amp;quot;: nel comunicare se stessi in relazione agli altri creare danni di immagine molto ampi è un attimo. Nel momento in cui scrivo - per fare un esempio - per la keyword &amp;quot;Mosaico Arredamenti&amp;quot; nella prima pagina dei link restituiti da Google nove collegamenti su dieci si riferiscono alla querela a Sergio Sarnari.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;em&gt;Armiamoci e partite&lt;/em&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;I meccanismi di aggregazione dell&amp;#39;indignazione e della solidarietà in rete sono estremamente semplici e assai poco costosi. Spesso si concretizzano in petizioni online o in fenomeni di amplificazione che aggiungono all&amp;#39;invettiva ripetuta su molti siti web differenti ulteriori grandi o piccole complicazioni. In casi del genere, dal mio punto di vista, la vera solidarietà può essere misurata in una maniera molto semplice. Non serve tanto scrivere civili lettere che invocano, a nome di gruppi sociali più o meno eterogenei, una composizione della diatriba (la &lt;a href="http://www.camisanicalzolari.com/2008/06/lettera-a-mosaico-arredamenti-da-parte-della-blogosfera.html" target="_blank"&gt;lettera&lt;/a&gt; scritta da Marco Camisani Calzolari al riguardo della vicenda Mosaico Arredamenti e firmata da decine di blogger è molto pacata e condivisibile), quanto aggiungere un semplice bottone di raccolta fondi sul proprio sito. Capisco che si tratti di una soluzione che a molte persone può non piacere ma il denaro è un ottimo indicatore di autentica (nostra) partecipazione alle disavventure altrui. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Meglio ancora sarebbe se in rete esistesse una qualche organizzazione creata (e pagata) dagli utenti capace di offrire informazione e assistenza legale nei sempre più frequenti casi di soggetti &amp;quot;forti&amp;quot; che intentano querele pretestuose verso semplici cittadini nel chiaro intento di spegnere sul nascere ogni contestazione. Ovviamente un istituto del genere sarebbe ancor più utile nei frequenti casi di oscuramento di interi siti web, come quello occorso nelle scorse settimane ad &lt;a href="http://www.antoninomonteleone.it/" target="_blank"&gt;Antonino Monteleone&lt;/a&gt;, contesti nei quali davvero i rischi per la libertà di espressione sembrano aver maggior titolo di citazione.&lt;br&gt; &lt;br&gt;&lt;em&gt;Conversazioni inevitabili&lt;/em&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Le aziende hanno un sacco di problemi. E certamente non ardono dal desiderio di intrattenere i propri clienti discutendo amabilmente dei propri prodotti. Nello stesso tempo oggi è ormai assodato che tale ulteriore carico di tempo da impiegare e responsabilità vada compreso nel bilancio di qualsiasi società. Gli utenti discutono comunque fra loro in rete di quanto servizi e prodotti siano loro sembrati ottimi, discreti o pessimi ed i fenomeni indotti da questo chiacchiericcio distribuito sono potenzialmente molto pericolosi anche per aziende animate da un autentico desiderio di confronto con la propria clientela. Starne al di fuori è oggi tecnicamente impossibile. Così come esistono pessime aziende che hanno fatto del muro comunicativo che le divideva dai propri clienti una delle ragioni della loro sopravvivenza, analogamente esistono cattivi utenti che affidano alla propria umoralità apprezzamenti diffamatori nei confronti di questo o quel prodotto. La soluzione condivisa a questa grande variabilità è inevitabilmente accettare la grande conversazione: l&amp;#39;ecosistema informativo che oggi avvolge un prodotto in rete, preso nella sua interezza, è il miglior giudice del prodotto stesso e gli strumenti per comprenderlo interamente sono oggi sempre più frequentemente utilizzati. E la grande nuvola di comunicazione che avvolge ogni prodotto in rete è anche la miglior maniera per le aziende per verificare la bontà del proprio lavoro, lasciando gli strumenti della querela ai casi davvero estremi (ed alle aziende che non hanno altro strumento per difendere propri prodotti indifendibili).&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="mailto:mantellini@deandreis.it" target="_blank"&gt;Massimo Mantellini&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;&lt;a href="http://www.mantellini.it/" target="_blank"&gt;Manteblog&lt;/a&gt;&lt;br&gt; &lt;a href="http://www.punto-informatico.it"&gt;www.punto-informatico.it&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt; 				&lt;/div&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-5970155623902948642?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/5970155623902948642/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=5970155623902948642&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/5970155623902948642'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/5970155623902948642'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/06/sempre-pi-querele-blog-azienda-denuncia.html' title='Sempre più querele a blog, azienda denuncia un commento non gradito'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm1.static.flickr.com/33/52860690_600766ff82_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-2891709320169798195</id><published>2008-06-16T08:30:00.000+02:00</published><updated>2008-06-20T08:04:01.923+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='india'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='english'/><title type='text'>India impressive IT growth</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-US"&gt;B&lt;/span&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;etween 2008 and 2010, annual export revenues from India's information technology (IT) sector are predicted to hit $50 billion, up from $16.3 billion this year. &lt;/span&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;That is the spectacular growth curve projected by the IT industry's peak body, the National Association of Software and Service Companies (Nasscom), which sees at least 25 percent annual growth for the next five years.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;The country is improving its infrastructure, especially with regard broadband. On &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.indiabroadband.net/" target="_blank" title="India broadband forum"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;India broadband forum&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt; you can see an overview of &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.indiabroadband.net/blog/" target="_blank"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;Broadband service providers&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt; (for examples you can read here that Apple acquires Indian company P.A.Semi for $278 million).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Lucida Sans Unicode&amp;quot;;" lang="EN-GB"&gt;On&lt;/span&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="MsoHyperlink"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Lucida Sans Unicode&amp;quot;;" lang="EN-GB"&gt;&lt;a href="http://www.indiabroadband.net/bsnl-broadband/" target="_blank" title="bsnl broadband forum"&gt;Bsnl broadband forum&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="MsoHyperlink"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Lucida Sans Unicode&amp;quot;;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="MsoHyperlink"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Lucida Sans Unicode&amp;quot;;" lang="EN-GB"&gt;&lt;a href="http://www.indiabroadband.net/bsnl-broadband/" target="_blank" title="bsnl broadband"&gt;Bsnl broadband&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.indiabroadband.net/reliance-broadband/" target="_blank" title="Reliance broadband"&gt;Reliance broadband&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;Lucida Sans Unicode&amp;quot;;" lang="EN-GB"&gt;you can read suggestion and help among Indian users about routers, porting, torrents and IP tables, such as in western developed countries.&lt;/span&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;Also telecommunications are in a great phase of growth. &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.indiabroadband.net/tata-sky/" target="_blank" title="tata sky"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;Tata sky&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;span lang="EN-GB"&gt;a &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Direct_To_Home" title="Direct To Home"&gt;&lt;span style="color: windowtext; text-decoration: none;"&gt;DTH&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; satellite television made by a joint venture between the &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tata_Group" title="Tata Group"&gt;&lt;span style="color: windowtext; text-decoration: none;"&gt;Tata Group&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; (a multinational conglomerate based in Mumbai, that has interests in steel, automobiles, information technology, communication, power, tea and hotels), that owns 80% and &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/STAR_TV" title="STAR TV"&gt;&lt;span style="color: windowtext; text-decoration: none;"&gt;STAR TV&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; that owns a 20% stake. The company uses the Sky brand owned by Murdoch’s &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/BSkyB" title="BSkyB"&gt;&lt;span style="color: windowtext; text-decoration: none;"&gt;BSkyB&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;Its rival &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.indiabroadband.net/dish-tv/" target="_blank" title="dish tv"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;Dish tv&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;span lang="EN-GB"&gt;(Essel Group initiative is a satellite broadcasting service available to users in India, Sri Lanka, Pakistan, Bangladesh, Nepal) has also a large amount of fans, such as Sun dth and &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.indiabroadband.net/big-tv/" target="_blank" title="big tv"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;Big tv&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;Next step is &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.indiabroadband.net/reliance-iptv/" target="_blank" title="iptv"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;iptv&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;, while &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.broadbandforum.co.in/wimax/" target="_blank" title="wimax"&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt;wimax&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="" lang="EN-GB"&gt; will bring broadband elsewhere.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-2891709320169798195?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/2891709320169798195/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=2891709320169798195&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/2891709320169798195'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/2891709320169798195'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/06/india-impressive-it-growth.html' title='India impressive IT growth'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-4061453662443740780</id><published>2008-06-14T12:31:00.001+02:00</published><updated>2008-06-14T12:31:44.233+02:00</updated><title type='text'>Yahoo! rompe con Microsoft e stringe partnership con Google</title><content type='html'>&lt;h3&gt;Il motore di Sunnyvale ha rifiutato l&amp;#39;offerta per acquisire solo le attività di ricerca&lt;br&gt;ma poi chiude un accordo sulla pubblicità web con l&amp;#39;azienda di Mountain View&lt;/h3&gt;                                                                      &lt;div class="fotosxb"&gt;             &lt;img src="http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/economia/yahoo-borsa/niente-accordo/stor_13177344_39240.jpg" alt="&amp;lt;b&amp;gt;Yahoo! rompe con Microsoft&amp;lt;br/&amp;gt;e stringe partnership con Google&amp;lt;/b&amp;gt;" width="230"&gt;                                   &lt;/div&gt;                                    &lt;br&gt; &lt;b&gt;NEW YORK&lt;/b&gt; - Le trattative con Microsoft si chiudono con un buco nell&amp;#39;acqua, ma per Yahoo! si apre la porta Google: i due motori di ricerca hanno stretto un accordo di partnership non esclusiva per la pubblicità on line. L&amp;#39;accordo, di una durata iniziale di quattro anni ma rinnovabile per altri dieci, consentirà a Yahoo! di aumentare le proprie entrate di 800 milioni di dollari all&amp;#39;anno e, una volta entrato a regime, di incrementare il cash flow operativo annuale di 250-400 milioni di dollari. &lt;br&gt;                      &lt;br&gt; L&amp;#39;accordo, limitato a Stati Uniti e Canada, dovrà ora passare al vaglio delle autorità di controllo. Google e Yahoo! hanno deciso di posticipare di tre mesi e mezzo la sua entrata in vigore così da consentire ai regolatori di esaminarlo. &lt;br&gt;                      &lt;br&gt; Soddisfatto il co-fondatore e amministratore delegato di Yahoo!, Jerry Yang, secondo il quale l&amp;#39;accordo accelererà i piani di Yahoo! nel creare un sistema di pubblicità on line di nuova generazione. &lt;br&gt;                      &lt;br&gt; La partnership con Google lascia a Yahoo! la possibilità di realizzare altri importanti accordi, compresa una vendita totale. Potrebbe rientrare in questo quadro Microsoft, che sembra al momento il grande escluso. Poco prima dell&amp;#39;annuncio dell&amp;#39;accordo con Google, Yahoo! ha reso nota la chiusura delle trattative con Microsoft: il secondo motore di ricerca, in seguito al non interesse della società di Bill Gates a rilevare il 100% di Yahoo!, ha rifiutato l&amp;#39;offerta Microsoft per acquistare solo le attività di ricerca Yahoo!. Un rifiuto - ha spiegato il board - legato al fatto che l&amp;#39;offerta non è stata ritenuta nell&amp;#39;interesse degli azionisti: &amp;quot;Una transazione del genere non sarebbe coerente - ha precisato Yahoo! - con gli obiettivi del gruppo e priverebbe Yahoo! di un elemento cruciale per il proprio avvenire&amp;quot;. Secondo le indiscrezioni, Microsoft avrebbe messo sul piatto 35 dollari per azione per rilevare il 16% di Yahoo!. &lt;br&gt;                                          &lt;div class="ad-box"&gt; &lt;a href="http://oas.repubblica.it/5c/repubblica.it/nz/economia/interna/756462679/Middle/OasDefault/Googl_Adword_NwEco_SqIns_090608/google_180x150_generale.gif/34663133363031663438313665636630" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://oas.repubblica.it/0/OasDefault/Googl_Adword_NwEco_SqIns_090608/google_180x150_generale.gif" alt="" border="0"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;                       &lt;br&gt; Yahoo!, Google e Microsoft dominano il web e si contendono il crescente mercato della pubblicità on line: una torta che lo scorso anno valeva 40 miliardi di dollari e che nel 2010, secondo le stime, ne varrà 75, di cui la maggior parte legata alle ricerche su internet. &lt;br&gt; Secondo gli ultimi dati disponibili di Comscore, Google è il leader mondiale delle ricerche on line con il 62,4% del totale. &lt;br&gt;                      &lt;br&gt; Segue a grande distanza Yahoo! con il 12,8%. Microsoft con Live Search detiene solo il 2,9%. La cinese Baidu con il suo 5,2% rappresenta il terzo motore di ricerca al mondo, ma la sua forza è legata esclusivamente alla vastità del mercato nazionale: Baidu, infatti, non vanta alcuna presenza all&amp;#39;estero. Ecco, di seguito, il peso dei tre giganti americani di internet. &lt;br&gt;                      &lt;br&gt;                                                                             &lt;b&gt;GOOGLE&lt;/b&gt;: Creato nel 1998, lo scorso anno ha registrato un utile netto di 4,2 miliardi di dollari, su un giro d&amp;#39;affari 16,6 miliardi di dollari. Il valore di Google in Borsa è di 171 miliardi. Leader mondiale delle ricerche on line, Google ha come punti di forza YouTube e i servizi di pubblicità on line per parole chiave, Adword e Adsense. &lt;br&gt;                      &lt;br&gt;                                                                             &lt;b&gt;YAHOO!&lt;/b&gt;: Nato nel 1994, ha chiuso il 2007 con un giro d&amp;#39;affari pari a 6.97 miliardi di dollari, con un utile netto di 660 milioni. Il suo valore in Borsa ammonta a 36,7 miliardi di dollari. I suoi punti di forza sono Yahoo! Mail e Yahoo! Attaulità, che contano 500 milioni di iscritti nel mondo. &lt;br&gt;                      &lt;br&gt;                                                                             &lt;b&gt;MICROSOFT&lt;/b&gt;: Fondata nel 1975, Microsoft ha un valore di borsa pari a 296 miliardi di dollari. Il suo giro d&amp;#39;affari nel 2007 si è attestato a 57,9 miliardi, mentre l&amp;#39;utile netto è ammontato a 16,96 miliardi di dollari. Il suo punto di forza è essere leader dell&amp;#39;industria dei pc con Windows installato sul 90% dei computer al mondo. &lt;br&gt;&lt;a href="http://repubblica.it"&gt;repubblica.it&lt;/a&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-4061453662443740780?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/4061453662443740780/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=4061453662443740780&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/4061453662443740780'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/4061453662443740780'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/06/yahoo-rompe-con-microsoft-e-stringe.html' title='Yahoo! rompe con Microsoft e stringe partnership con Google'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-1178377224671975014</id><published>2008-06-13T08:06:00.001+02:00</published><updated>2008-06-13T08:06:58.208+02:00</updated><title type='text'>Film d'epoca e rarità del muto, sul web (gratis) la storia del cinema</title><content type='html'>&lt;br&gt;  						                                    &lt;img src="http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/spettacoli_e_cultura/sito-film-epoca/sito-film-epoca/este_11152208_23380.jpg" alt="&amp;lt;b&amp;gt;Film d&amp;#39;epoca e rarità del muto&amp;lt;br/&amp;gt;sul web la storia del cinema&amp;lt;/b&amp;gt;" width="230"&gt;&lt;br&gt; &lt;br&gt;&lt;b&gt;Apre il sito Europafilmtreasures.eu: le pellicole visualizzabili in streaming sul pc&lt;br&gt;Disponibili gratuitamente opere di ogni genere provenienti da decine di cineteche&lt;br&gt;&lt;/b&gt;&lt;br&gt;Ci sono un western americano di John Ford del 1917, un film di fantascienza tedesco del 1909 e un documentario inglese che risale addirittura al 1898. Questi e molti altri gioielli della cinematografia mondiale, salvati nel corso degli anni dalle cineteche di tutta Europa, sono ora disponibili gratuitamente sul sito &lt;a href="http://europafilmtreasures.eu"&gt;europafilmtreasures.eu&lt;/a&gt;. Un modo per far riscoprire al pubblico la storia del cinema, semplicemente collegandosi a internet da casa.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Il progetto, guidato dalla Lobster Films, società parigina specializzata nel restauro di film d&amp;#39;epoca, ha coinvolto numerosi istituti del Vecchio Continente, tra i quali il Museo nazionale del cinema di Torino. La nuova cineteca virtuale, finanziata anche dal programma &amp;quot;Media&amp;quot; dell&amp;#39;Unione Europea, propone attualmente 50 titoli, ma il numero è destinato a salire rapidamente nei prossimi mesi. Tutte le pellicole, vere e proprie chicche per appassionati protette dall&amp;#39;azione distruttiva del tempo e restaurate, sono introdotte da una scheda tecnica. I filmati, di ogni genere cinematografico, sono visualizzabili in streaming in lingua originale e presto, nei casi in cui sarà necessario, saranno disponibili in cinque lingue, tra le quali anche l&amp;#39;italiano.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Dal Danske Filminstitut agli Archives françaises du film, passando per istituti dislocati in Svezia, Spagna e Macedonia, per vederli tutti fino a ieri un cinefilo si sarebbe dovuto sobbarcare una lunghissima serie di viaggi in giro per l&amp;#39;Europa. Ora, grazie alla collaborazione tra gli archivi di una ventina di paesi, questo patrimonio è accessibile a chiunque e, anche se probabilmente non conquisterà milioni di spettatori come le grandi produzioni hollywoodiane, darà comunque un prezioso contributo alla conoscenza del cinema.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Uno dei filmati più vecchi disponibili sul sito è stato girato proprio nel nostro paese. Si tratta di Farfale, un film di poco più di sei minuti, muto e colorato a mano, prodotto dall&amp;#39;italiana Cines nel 1907. In quel periodo la piena comprensione delle tecniche di narrazione attraverso la cinepresa era ancora lontana. L&amp;#39;obiettivo dell&amp;#39;ignoto regista non è dunque raccontare con efficacia una storia, ma mostrare le evoluzioni di alcuni danzatori, uno spettacolo più che sufficiente a stupire il pubblico dell&amp;#39;epoca. Un&amp;#39;esibizione che a oltre cento anni di distanza può forse apparire goffa, ma che ancora oggi riesce ad emozionare. Anche in quelle immagini sgranate e montate in modo approssimativo c&amp;#39;è infatti qualcosa di speciale: la magia tipica dell&amp;#39;arte cinematografica.&lt;br&gt; &lt;br&gt;&lt;br&gt;ANDREA BETTINI - &lt;a href="http://repubblica.it"&gt;repubblica.it&lt;/a&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-1178377224671975014?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/1178377224671975014/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=1178377224671975014&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/1178377224671975014'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/1178377224671975014'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/06/film-depoca-e-rarit-del-muto-sul-web.html' title='Film d&apos;epoca e rarità del muto, sul web (gratis) la storia del cinema'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-3004038680786047118</id><published>2008-06-12T08:12:00.001+02:00</published><updated>2008-06-20T08:04:14.226+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='money'/><title type='text'>Pubblicità, per la prima volta Internet sorpassa la radio</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;div class="s9y_typeset s9y_typeset_center" style="margin: 0px auto;"&gt;&lt;img src="http://www.bockscar.de/blog/Bilder/ads.jpg" alt="" height="200" width="122"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br&gt; &lt;br&gt;&lt;b&gt;Gli investimenti pubblicitari su Internet nel 2008 supereranno per la prima volta in Italia la raccolta del settore radiofonico, grazie ad un incremento del 29,8% sul 2007&lt;br&gt;&lt;/b&gt;&lt;br&gt;MILANO - Nel 2008 gli investimenti pubblicitari su Internet supereranno per la prima volta in Italia la raccolta del settore radiofonico. Grazie ad un incremento del 29,8% sul 2007, infatti, il web assorbirà 675 milioni di euro contro i 520 milioni dell&amp;#39;anno precedente. Contemporaneamente la radio passerà da 598 a 623 milioni (+4,2%) confermando così il suo buono stato di salute.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Un sorpasso storico, dunque, certificato nella relazione di Lorenzo Sassoli dè Bianchi, neo presidente dell&amp;#39;Upa, (Utenti Pubblicità associati), l&amp;#39;associazione che raccoglie le aziende che utilizzano la pubblicità come forma di comunicazione. A fine 2008, infatti, Internet rappresenterà il 6,3% della torta pubblicitaria contro il 5,9% della radio che comunque guadagna lo 0,4% sul 2007.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Lui, Sassoli de&amp;#39;Bianchi, diventato presidente dopo i 23 anni del &amp;quot;regno&amp;quot; di Giulio Malgara, ha spiegato che quest&amp;#39;anno la pubblicità aumenterà del 3,4% raggiungendo i 10,66 miliardi. Certo, rispetto al 2007, quando l&amp;#39;incremento fu del 4,2% si assiste ad un rallentamento. Tuttavia, osserva il presidente dell&amp;#39;Upa, &amp;quot;si tratta di un crescita superiore a quella del Pil. Ed è la prova che le aziende scommettono sul futuro considerando la pubblicità più che mai come uno strumento di sostegno della marca&amp;quot;.&lt;br&gt; &lt;br&gt;In questo quadro vale la pena di segnalare che a parte Internet e la Radio l&amp;#39;unico settore che cresce più della media è la pubblicità esterna (+4,8%) passando da 818 a 857 milioni di raccolta. Quanto alla televisione, crescendo dell&amp;#39;1,6%, mantiene il suo peso preponderante (e senza confronti a livello internazionale) assorbendo il 48,5% della raccolta pari a 5miliardi 179 milioni di euro. Stazionaria la stampa (+1,5%) con il 30,7% degli investimenti complessivi pari a 3miliardi 269 milioni. Comunque attenzione: mentre i quotidiani mantengono una certa vivacità (+2,1%) a 1 miliardo e 770 milioni i periodici sono fermi al palo: un miliardo 449 milioni di investimenti pari ad una crescita percentuale dello 0,9%.&lt;br&gt; &lt;br&gt;&lt;br&gt;GIORGIO LONARDI - &lt;a href="http://repubblica.it"&gt;repubblica.it&lt;/a&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-3004038680786047118?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/3004038680786047118/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=3004038680786047118&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/3004038680786047118'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/3004038680786047118'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/06/pubblicit-per-la-prima-volta-internet.html' title='Pubblicità, per la prima volta Internet sorpassa la radio'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-7445044786938929952</id><published>2008-06-10T11:44:00.001+02:00</published><updated>2008-06-20T08:04:27.781+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='wikipedia'/><title type='text'>Britannica online, la collaborazione non è democratica</title><content type='html'> 	L&amp;#39;enciclopedia Britannica si schiude alla rete, fa cautamente proprie alcune delle dinamiche collaborative che alimentano Wikipedia, apre uno spiraglio ai contributori dotti e meno dotti che aspirano a edificare l&amp;#39;erudizione globale. Ma dalla Britannica avvertono: non incoraggiamo una collaborazione democratica.&lt;br&gt;&lt;br&gt;La scelta di un modello più partecipativo è stata forse &lt;a href="http://arstechnica.com/news.ars/post/20080609-britannica-to-cautiously-try-harnessing-users-for-content.html" target="_blank"&gt;innescata&lt;/a&gt; dai &lt;a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2043592" target="_blank"&gt;fitti&lt;/a&gt; &lt;a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=1462690" target="_blank"&gt;botta e risposta&lt;/a&gt; con Wikipedia nel nome dell&amp;#39;autorevolezza, forse si configura come un elemento dell&amp;#39;inevitabile &lt;a href="http://developers.slashdot.org/article.pl?sid=05/04/08/1658247" target="_blank"&gt;transizione&lt;/a&gt; che ha già &lt;a href="http://www.searchenginejournal.com/encyclopedia-britannica-starts-blogging/4462/" target="_blank"&gt;condotto&lt;/a&gt; la Britannica a &lt;a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2262095" target="_blank"&gt;svecchiare&lt;/a&gt; il proprio rapporto con la rete. Fra le pagine della monumentale opera enciclopedica online, con l&amp;#39;avvento del &lt;a href="http://www.britannica.com/bps/home" target="_blank"&gt;nuovo sito&lt;/a&gt;, si darà il benvenuto ai contenuti prodotti dagli utenti. Tutto sarà sottoposto ad un severo controllo e ad una &lt;strong&gt;selettiva scrematura editoriale&lt;/strong&gt;, tutti i contributi saranno chiaramente &lt;strong&gt;riconducibili all&amp;#39;autore&lt;/strong&gt;.&lt;br&gt; &lt;br&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.punto-informatico.it/punto/20080610/brit.jpg" alt="Coorezioni e modifiche" title="Britannica online, via alla collaborazione non democratica"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="padding: 15px;" align="center"&gt;   &lt;a target="_blank" href="http://ad.it.doubleclick.net/click%3Bh=v8/36db/3/0/%2a/z%3B202522448%3B0-0%3B0%3B26590792%3B4252-336/280%3B26420192/26438049/1%3B%3B%7Esscs%3D%3fhttp://www.sap.com/italy/pmi/index.epx?ocid=ITMB&amp;amp;otid=PUNTO&amp;amp;campaigncode=CRM-IT08-MDG-TC_1AAAJA&amp;amp;crid=GENERIC"&gt;&lt;/a&gt;&lt;noscript&gt;A TARGET=&amp;quot;_blank&amp;quot; HREF=&amp;quot;&lt;a href="http://ad.it.doubleclick.net/click%3Bh=v8/36db/3/0/%2a/z%3B202522448%3B0-0%3B0%3B26590792%3B4252-336/280%3B26420192/26438049/1%3B%3B%7Esscs%3D%3fhttp://www.sap.com/italy/pmi/index.epx?ocid=ITMB&amp;amp;otid=PUNTO&amp;amp;campaigncode=CRM-IT08-MDG-TC_1AAAJA&amp;amp;crid=GENERIC"&gt;http://ad.it.doubleclick.net/click%3Bh=v8/36db/3/0/%2a/z%3B202522448%3B0-0%3B0%3B26590792%3B4252-336/280%3B26420192/26438049/1%3B%3B%7Esscs%3D%3fhttp://www.sap.com/italy/pmi/index.epx?ocid=ITMB&amp;amp;otid=PUNTO&amp;amp;campaigncode=CRM-IT08-MDG-TC_1AAAJA&amp;amp;crid=GENERIC&lt;/a&gt;&amp;quot;&amp;gt;&lt;img src="http://m.fr.2mdn.net/1759733/SAP_PS_336x280_Mith_Buster.gif" alt="" border="0"&gt;&lt;/noscript&gt; &lt;noscript&gt; &lt;a href="http://ad.it.doubleclick.net/jump/N5072.punto_informatico/B2869605;sz=336x280;ord=176051575?"&gt; &lt;img src="http://ad.it.doubleclick.net/ad/N5072.punto_informatico/B2869605;sz=336x280;ord=176051575?" border="0" width="336" height="280" alt="Click Here"&gt;&lt;/a&gt; &lt;/noscript&gt;&lt;noscript&gt;&lt;a href="http://ad.punto-informatico.it/a.aspx?ZoneID=71&amp;amp;Task=Click&amp;amp;Mode=HTML&amp;amp;SiteID=1&amp;amp;PageID=79418" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://ad.punto-informatico.it/a.aspx?ZoneID=71&amp;amp;Task=Get&amp;amp;Mode=HTML&amp;amp;SiteID=1&amp;amp;PageID=79418" width="336" height="280" border="0" alt=""&gt;&lt;/a&gt;&lt;/noscript&gt;&lt;/div&gt; Non ci sarà dunque alcuna apertura al fluido e dinamico modello wiki, non si affiderà ai netizen il compito di assemblare e ordinare lo scibile umano: il modello che la Britannica ha annunciato di voler adottare per la nuova versione online, si basa sul consolidamento della community che già ruota attorno alle voci dell&amp;#39;enciclopedia e sul commento, che potrà compenetrarsi con le definizioni ufficiali ed arricchirle di valore.&lt;br&gt;&lt;br&gt;La comunità verrà sollecitata con un &lt;strong&gt;sistema di incentivi e di premi&lt;/strong&gt;, ciascuno degli esperti contributori che già partecipano agli aggiornamenti collaborativi dell&amp;#39;enciclopedia sarà dotato di un profilo personale capace di conferire visibilità all&amp;#39;attività enciclopedica e extraenciclopedica di ciascuno, profilo che costituirà il fulcro delle relazioni che si intesseranno nella comunità della Britannica.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Ci sarà però spazio anche per gli utenti ordinari: saranno anche loro avvinti nella comunità online della Britannica, potranno chiedere l&amp;#39;aiuto degli esperti per redigere del materiale che potrebbe andare ad &lt;strong&gt;arricchire le pagine web dell&amp;#39;enciclopedia&lt;/strong&gt;, materiale che sarà però nettamente &lt;strong&gt;distinto&lt;/strong&gt; da quello vagliato dagli esperti della Britannica e i cui diritti rimarranno in toto dell&amp;#39;autore.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Ma l&amp;#39;Enciclopedia Britannica online &lt;strong&gt;si sottoporrà&lt;/strong&gt; altresì &lt;strong&gt;al giudizio degli utenti e dei contributori&lt;/strong&gt; ufficiali: sarà possibile suggerire delle correzioni al testo, sarà possibile proporre l&amp;#39;aggiunta di contenuti, di link o di materiale multimediale. Richieste che verranno valutate con attenzione dall&amp;#39;erudito staff che vigila sull&amp;#39;enciclopedia e che, qualora si rivelassero opportune, verranno accolte fra le pagine della Britannica, insieme eventualmente al materiale originale proposto dagli utenti.&lt;br&gt;&lt;br&gt;L&amp;#39;&lt;a href="http://britannicanet.com/?p=86" target="_blank"&gt;obiettivo&lt;/a&gt; della Britannica online è quindi quello di rinnovare e consolidare le fruttuose relazioni che si intessono nella comunità di utenti esperti e meno esperti, di &amp;quot;sfruttare le potenzialità di Internet per integrare il lavoro di numerose persone in un progetto comune su larga scala, ma senza rinunciare al controllo editoriale che rende il contenuto della Britannica degno di fiducia&amp;quot;. Fermamente &lt;a href="http://britannicanet.com/?p=88" target="_blank"&gt;convinti&lt;/a&gt; che &amp;quot;il processo di creazione e di documentazione della conoscenza sia collaborativo ma non democratico&amp;quot;, dalla Britannica sono disposti ad assumersi tutte le responsabilità dei contenuti che verranno approvati, contenuti che continueranno a essere caratterizzati da oggettività e indipendenza, che non saranno fatti trapelare online sotto la &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/The_Wisdom_of_Crowds#Four_elements_required_to_form_a_wise_crowd" target="_blank"&gt;discutibile&lt;/a&gt; etichetta di materiale sfociato dalla &amp;quot;&lt;em&gt;Wisdom of Crowds&lt;/em&gt; ora tanto in voga&amp;quot;.&lt;br&gt; &lt;br&gt;&lt;em&gt;Gaia Bottà - &lt;a href="http://puntoinformatico.it"&gt;puntoinformatico.it&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;/em&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-7445044786938929952?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/7445044786938929952/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=7445044786938929952&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/7445044786938929952'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/7445044786938929952'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/06/britannica-online-la-collaborazione-non.html' title='Britannica online, la collaborazione non è democratica'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-1696794952512734621</id><published>2008-06-07T08:32:00.001+02:00</published><updated>2008-06-20T08:04:38.427+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sicurezza'/><title type='text'>La polizia postale lancia l'allarme: "In Italia infetto un pc su cinque"</title><content type='html'>&lt;br&gt; 								&lt;div class="fotosxb"&gt; 					&lt;img src="http://www.repubblica.it/2005/b/sezioni/scienza_e_tecnologia/sicurezzaweb/settimana-sicurezza/este_05185941_02390.jpg" alt="La polizia postale lancia l&amp;#39;allarme &amp;quot;In Italia infetto un pc su cinque&amp;quot;" height="159" width="172"&gt; 																			&lt;/div&gt;&lt;br&gt;&lt;b&gt;Presentata a Roma la Settimana nazionale della sicurezza in rete. Un video-blog spiegherà prevenzione e rischi dei virus informatici. Nel 2007 Microsoft ha eliminato oltre 3,5 milioni di software dannosi&lt;/b&gt;&lt;br&gt; &lt;br&gt;In Italia un computer su cinque è infetto. Per la diffusione di virus informatici siamo al terzo posto in Europa e al decimo nel mondo. Sono alcuni dei numeri alla base della Settimana nazionale della sicurezza in rete, presentata oggi presso la sede Abi di Palazzo Altieri con il patrocinio dal ministero delle Comunicazioni (ora confluito nel ministero dello Sviluppo economico). L&amp;#39;iniziativa prenderà il via dopodomani per diffondere attraverso un video-blog la cultura della prevenzione e la conoscenza dei rischi informatici. A promuoverla è l&amp;#39;Unione Nazionale Consumatori, in collaborazione con Polizia postale, Abi Lab, SicuramenteWeb, Skuola.Net e l&amp;#39;agenzia giornalistica AGR, con il sostegno di Microsoft.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Altri dati presentati oggi, rendono, se possibile, ancora più fosco il quadro della sicurezza in rete. Dal 2001 la polizia postale ha chiuso 177 siti web con contenuti pedopornografici. L&amp;#39;11 per cento dei minori ha dichiarato di aver avuto contatti con pedofili o con persone sospette durante la navigazione in rete. Il 52 per cento degli utenti on line ha subito un tentativo di accesso non autorizzato alle proprie informazioni. Nel 2007 Microsoft ha rilevato ed eliminato oltre 3,5 milioni di software dannosi. La Settimana nasce quindi dalla volontà di rendere l&amp;#39;esperienza on line più sicura aiutando le persone a conoscere i comportamenti corretti da adottare.&lt;br&gt; &lt;br&gt;&amp;quot;I rischi - ha spiegato il direttore della divisione investigativa della polizia postale, Maurizio Masciopinto - non sono solo per l&amp;#39;utente domestico, ma anche per le imprese. E se quelle grandi hanno affrontato il problema nel modo giusto, le piccole e medie imprese si affidano spesso a consulenti e pseudoesperti che in realtà tali non sono ed i loro server vengono così usati come teste di ponte per attacchi informatici&amp;quot;.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Non manca quindi il lavoro alla polizia postale, diventata ormai, nelle parole dell&amp;#39;investigatore, &amp;quot;una punta di eccellenza nel sistema di contrasto alla criminalità informatica, siamo un modello per altri Paesi ed i nostri uomini hanno un&amp;#39;altissima specializzazione nel settore, anche grazie alla strada tracciata, nello scorso decennio, dal capo della Polizia, Antonio Manganelli&amp;quot;.&lt;br&gt; &lt;br&gt;Elogi alla Postale sono arrivati anche dal sottosegretario all&amp;#39;Interno, Alfredo Mantovano, che ha lamentato &amp;quot;la scarsa propensione degli italiani a dotarsi di sistemi di difesa dai rischi informatici e speriamo che la Settimana porti ad accrescere il livello di sicurezza on line&amp;quot;.&lt;br&gt; &lt;br&gt;L&amp;#39;iniziativa si svolgerà interamente sul web, attraverso un videoblog che accompagnerà l&amp;#39;utente nella conoscenza dei principali rischi da evitare. In sette giorni il blog affronterà altrettanti temi della sicurezza on line: Il tuo computer (sabato 7 giugno), I tuoi soldi (8), La tua identità elettronica (9), La tua privacy (10), La tua reputazione (11), I bambini (12), La tua connessione (12). Ogni mattina un video presenterà le cose da non fare per evitare spam, phishing, virus, furto di dati così via. Nel pomeriggio un altro video indicherà i comportamenti corretti. Durante la Settimana, inoltre, il sito Skuola.net diffonderà un prontuario perla sicurezza dei minori sul web.&lt;br&gt; &lt;br&gt;&lt;a href="http://repubblica.it"&gt;repubblica.it&lt;/a&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-1696794952512734621?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/1696794952512734621/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=1696794952512734621&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/1696794952512734621'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/1696794952512734621'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/06/la-polizia-postale-lancia-lallarme-in.html' title='La polizia postale lancia l&apos;allarme: &quot;In Italia infetto un pc su cinque&quot;'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-8449794678318323114</id><published>2008-05-13T07:58:00.000+02:00</published><updated>2008-05-13T07:59:33.857+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='p2p'/><title type='text'>Nuova versione, eMule 0.49a è realtà</title><content type='html'>&lt;img src="http://www.emule-project.net/home/img/logo.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="item"&gt;&lt;h4&gt;La nuova versione del celebre client P2P sposa senza condizioni la rete Kad. Ma ci sono novità anche per la gestione delle porte e dei protocolli di connessione. Per un futuro serverless&lt;/h4&gt;&lt;/div&gt;È ufficiale, eMule 0.49a è nato. Sembra passato un attimo da quando era stata rilasciata la prima beta, e in effetti sono trascorsi appena 10 giorni tra &lt;a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2268403" target="_blank"&gt;l'inizio dei test&lt;/a&gt; su larga scala e &lt;a href="http://forum.emule-project.net/index.php?showtopic=136006" target="_blank"&gt;il rilascio&lt;/a&gt; della &lt;strong&gt;versione definitiva&lt;/strong&gt;. Il lavoro preliminare degli sviluppatori era stato evidentemente molto efficace, e la lista dei bug individuati è stata breve e smaltita in fretta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.punto-informatico.it/punto/20080513/emule049a.jpg" title="eMule 0.49a è realtà" alt="Il pannello opzioni del nuovo eMule 0.49a" align="" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nuovo &lt;a href="http://www.pidownload.it/p.aspx?is=1120044" target="_blank"&gt;eMule&lt;/a&gt; è sempre più centrato sulla rete distribuita &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kademlia" target="_blank"&gt;Kademlia&lt;/a&gt;. &lt;strong&gt;Niente server&lt;/strong&gt;, niente nodi di rete come con la vecchia eD2K: un indubbio vantaggio per la comunità che ruota attorno al mulo, ora non più costretta a dipendere da server &lt;a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=1414580" target="_blank"&gt;ballerini&lt;/a&gt; e non più legata ad uno spazio fisico per indicizzare e distribuire i contenuti con &lt;a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2018427" target="_blank"&gt;tutto quello&lt;/a&gt; che questo meccanismo comporta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Kad, come viene chiamata in gergo la rete serverless, è &lt;strong&gt;il futuro di eMule&lt;/strong&gt;: non è ancora tempo per dire addio all'eredità di eDonkey, ma con l'introduzione dell'offuscamento anche per la rete distribuita, con il miglioramento della gestione dei flussi in entrata e uscita sulle porte dedicate, il protocollo si è ormai fatto abbastanza maturo per riuscire a garantire prestazioni, se non superiori, almeno equivalenti al precedente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le vere novità di eMule 0.49a, dunque, sono sotto il cofano: esteticamente non è cambiato granché, fatta eccezione per alcune modifiche ai menu per includere le nuove feature. Il lavoro si è concentrato essenzialmente su usabilità ed efficienza del programma, con un &lt;strong&gt;help contestuale più intelligente&lt;/strong&gt;, un &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Upnp" target="_blank"&gt;UPnP&lt;/a&gt; che ora riconosce e gestisce al meglio un maggior numero di router, un sistema di gestione degli HASH perfezionato e decine di aggiornamenti per le librerie utilizzate nella compilazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se tutto questo non bastasse, la lista completa delle modifiche e dei miglioramenti rispetto alla precedente versione è disponibile &lt;a href="http://vcheck.emule-project.net/en/version_check.php?version=1162&amp;amp;language=1040" target="_blank"&gt;qui&lt;/a&gt;. &lt;strong&gt;Decine i bug individuati e rimossi&lt;/strong&gt;, ancora di più i cambiamenti apportati per migliorare il funzionamento complessivo dell'applicazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In effetti sono molti i parametri che è possibile impostare e modificare: ormai eMule è diventato un programma a suo modo complesso, che paga la sua flessibilità e la sua popolarità con un pannello opzioni piuttosto complicato. &lt;strong&gt;In soccorso di vecchi e nuovi utenti&lt;/strong&gt; proliferano le &lt;a href="http://www.emule-italia.it/" target="_blank"&gt;guide online&lt;/a&gt; come quella di &lt;a href="http://www.emule.it/" target="_blank"&gt;eMule.it&lt;/a&gt;, che ha realizzato e aggiorna costantemente &lt;a href="http://www.emule.it/guida_emule/default2.asp" target="_blank"&gt;una guida&lt;/a&gt; che illustra passo dopo passo come trasformarsi da neofiti a veri esperti di P2P, con tanto di consigli su come migliorare la velocità di download e come &lt;strong&gt;difendersi dallo spyware&lt;/strong&gt;, sempre &lt;a href="http://torrentfreak.com/bittorrent-shrugs-off-massive-malware-attack-08050/" target="_blank"&gt;in agguato&lt;/a&gt; sui circuiti del file sharing.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come tutte le &lt;a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2153045" target="_blank"&gt;versioni precedenti&lt;/a&gt;, &lt;strong&gt;eMule è un programma gratuito&lt;/strong&gt; e può essere scaricato &lt;a href="http://www.emule-project.net/home/perl/general.cgi?l=18&amp;amp;rm=download" target="_blank"&gt;dal sito&lt;/a&gt; del progetto omonimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Luca Annunziata - puntoinformatico.it    &lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-8449794678318323114?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/8449794678318323114/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=8449794678318323114&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/8449794678318323114'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/8449794678318323114'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/05/nuova-versione-emule-049a-realt.html' title='Nuova versione, eMule 0.49a è realtà'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-2167866220072875443</id><published>2008-05-08T12:05:00.001+02:00</published><updated>2008-05-08T12:09:34.875+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='money'/><title type='text'>Boom della pubblicità on line, un miliardo di euro nel 2008</title><content type='html'>&lt;h2&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;I dati allo Iab Forum: quest'anno sul web il 7% del budget&lt;br /&gt;Internet si diffonde sempre di più, a scapito di altri media&lt;/span&gt;&lt;!-- fine OCCHIELLO --&gt;&lt;/h2&gt;&lt;h2&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Gli operatori  sollecitano leggi che favoriscano lo sviluppo del settore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/h2&gt; 												 												&lt;h3&gt;&lt;!-- inizio FIRMA --&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span class="txt12"&gt;di ALESSANDRO LONGO -  repubblica.it&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!-- fine FIRMA --&gt;&lt;!-- fine SOMMARIO --&gt;&lt;/h3&gt; 												&lt;br /&gt;								&lt;div class="fotosxb"&gt; 					&lt;img src="http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/scienza_e_tecnologia/pubblicita-online/miliardo/stor_3384237_06420.jpg" alt="" /&gt;Boom della pubblicità on line&lt;br /&gt;un miliardo di euro nel 2008&lt;/b&gt;" width="230"&gt; 																			&lt;/div&gt; 								&lt;!-- inizio TESTO --&gt;        																				&lt;b&gt;ROMA &lt;/b&gt;- Nel corso di quest'anno la pubblicità su Internet toccherà in Italia una quota storica: un miliardo di euro di giro d'affari, con una crescita del 40 per cento rispetto al 2007. Nonostante i venti freddi di recessione che spirano dagli Usa. E' uno dei dati che emerge dallo Iab Forum, l'evento organizzato da Iab Italia (Internet advertising bureau), associazione che raggruppa i principali operatori del settore della pubblicità online.&lt;br /&gt;  								&lt;br /&gt;Il Forum si è svolto per la prima volta a Roma, con uno scopo preciso: "Dare un messaggio al nuovo governo, per riprendere il dialogo già avviato con il precedente ministro delle Comunicazioni, e ottenere leggi che favoriscano lo sviluppo del settore", dice a Repubblica.it Layla Pavone, presidente di Iab Italia.&lt;br /&gt;  								&lt;br /&gt;I numeri della pubblicità online italiana, del resto, sono ormai di riguardo e potrebbero già colpire l'attenzione della politica: il 7 per cento del budget pubblicitario italiano finirà su Internet, nel 2008, stima Iab. Quota che arriverà al 10 per cento nel 2010.&lt;br /&gt;A fare da traino agli investimenti sono ancora i classici portali online e i motori di ricerca. Sponsor eccellenti vengono dai settori delle tlc e delle automobili.&lt;br /&gt;  								&lt;br /&gt;E' un mondo che cambia, lo dicono anche i numeri sugli utenti online: sono arrivati ad aprile a quota 24 milioni coloro che si connettono almeno una volta al mese. E' una crescita del 5 per cento rispetto a febbraio, stima Audiweb. Internet si diffonde anche a danno di altri mezzi di comunicazione, dice Iab: rispetto al 2003, nel 2008 il tempo passato a guardare la tv è calato del 7,7 per cento; meno 10,6 per cento per la radio e meno 11,8 per cento per i giornali. Il tempo dedicato a Internet è aumentato invece del 145 per cento rispetto al 2006.&lt;br /&gt; 												  								&lt;br /&gt;Per i giovani tra i 16 e i 24 anni, Internet già prende tanto tempo quanto quello passato davanti alla televisione. Dati promettenti, anche se in ritardo rispetto al Nord Europa e gli Usa.&lt;br /&gt;  								&lt;br /&gt;"Vorremmo adesso che anche le aziende con prodotti di largo consumo investissero in modo sostanziale nella pubblicità online", dice Pavone. "Finora l'hanno fatto pochissimo ed è un paradosso, visto che molti dei loro consumatori ormai sono su Internet". A quanto sembra, insomma, alcuni settori importanti dell'economia italiana non si sono ancora accorti della rivoluzione digitale o la stanno sottovalutando, negli investimenti pubblicitari.&lt;br /&gt;  								&lt;br /&gt;Anche la politica corre lo stesso rischio, di essere scollata dai progressi fatti dalla società e dal mercato nei confronti dei media digitali. La conferma viene dai dati Assinform comunicati ieri: la spesa pubblica in Ict nel 2007 è tra le più basse d'Europa e cresce a ritmi inferiori rispetto alla media europea.&lt;br /&gt;  								&lt;br /&gt;Ciò considerato, "proponiamo di creare un comitato scientifico, insieme con il ministero delle Comunicazioni o l'Agcom (Autorità garante delle comunicazioni), mettendoci a loro disposizione per sostenere la crescita del settore. Vogliamo prevenire l'arrivo di leggi sfavorevoli, per prima cosa. Vorremmo anche leggi a sostegno del mercato. Per esempio incentivi alle piccole e medie imprese che si dotano di tecnologie ed entrano in Internet". Con l'auspicio di ridurre un ritardo rispetto al resto d'Europa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-2167866220072875443?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/2167866220072875443/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=2167866220072875443&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/2167866220072875443'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/2167866220072875443'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/05/boom-della-pubblicit-on-line-un.html' title='Boom della pubblicità on line, un miliardo di euro nel 2008'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-3963251295112934799</id><published>2008-04-12T09:23:00.001+02:00</published><updated>2008-04-12T09:25:41.402+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='codex'/><title type='text'>Caso Mosley, se la Rete prevale sulla Legge</title><content type='html'>&lt;div id="photo_wrapper"&gt;    &lt;!--Item_View to be used for the insertion of item level data within each century--&gt;     &lt;div id="item_photo"&gt;     &lt;!-- InstanceBeginEditable name="Place Photograph Here" --&gt;&lt;a href="http://www.library.arizona.edu/exhibits/illuman/images/full_resolution/11_04.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.library.arizona.edu/exhibits/illuman/images/11_04.jpg" border="0" height="188" width="250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La High Court britannica &lt;a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2251850" target="_blank"&gt;ha respinto il ricorso&lt;/a&gt; con il quale Mr. Mosley, numero 1 della FIA, le aveva chiesto di ordinare a &lt;em&gt;News of the world&lt;/em&gt; l'immediata rimozione dell'ormai celebre video che lo ritrae impegnato in acrobazie nazi-sessuali con 5 escort di lusso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo il Giudice, pur non potendo dubitarsi che la pubblicazione del video costituisce un grave attentato alla privacy del ricorrente, non giustificabile con l'esimente dell'interesse pubblico alla conoscenza della notizia, il provvedimento richiesto sarebbe, comunque, risultato inutile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti, scrive il magistrato nella sua decisione, data l'ampia diffusione avuta dalle immagini in questione in ambito telematico, anche laddove &lt;em&gt;News of the world&lt;/em&gt; le avesse rimosse dal proprio sito, i cybernauti di tutto il mondo avrebbero comunque potuto accedervi attraverso migliaia di migliaia di altri siti e canali.&lt;div style="padding: 15px;" align="center"&gt;&lt;script language="javascript" type="text/javascript"&gt; &lt;!-- var browName = navigator.appName; var SiteID = 1; var ZoneID = 71; var browDateTime = (new Date()).getTime(); if (browName=='Netscape'){document.write('&lt;s'+'cript uage="jav' + 'ascript" src="http://ad.punto-informatico.it/a.aspx?ZoneID=' + ZoneID + '&amp;amp;Task=Get&amp;amp;IFR=False&amp;amp;Browser=NETSCAPE4&amp;amp;PageID=79418&amp;amp;SiteID=' + SiteID + '&amp;amp;Random=' + browDateTime  + '"&gt;'); document.write('&lt;/'+'scr'+'ipt&gt;');} if (browName!='Netscape'){ document.write('&lt;s'+'cript uage="jav' + 'ascript" src="http://ad.punto-informatico.it/a.aspx?ZoneID=' + ZoneID + '&amp;amp;Task=Get&amp;amp;IFR=False&amp;amp;PageID=79418&amp;amp;SiteID=' + SiteID + '&amp;amp;Random=' + browDateTime  + '"&gt;'); document.write('&lt;/'+'scr'+'ipt&gt;');} // --&gt;  &lt;/script&gt;&lt;script language="javascript" src="http://ad.punto-informatico.it/a.aspx?ZoneID=71&amp;amp;Task=Get&amp;amp;IFR=False&amp;amp;Browser=NETSCAPE4&amp;amp;PageID=79418&amp;amp;SiteID=1&amp;amp;Random=1207981122832"&gt;&lt;/script&gt; &lt;noscript&gt;&lt;/noscript&gt;&lt;/div&gt;La privacy di Mr. Mosley, scrive ancora il Giudice, non può, pertanto, ritenersi più concretamente tutelabile attraverso il richiesto provvedimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La decisione, probabilmente, condivisibile sotto un profilo pragmatico solleva, tuttavia, alcune perplessità sotto un profilo giuridico o, se si preferisce, di politica del diritto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La High Court di Sua Maestà, infatti, ha, in buona sostanza, preso serenamente atto che le dinamiche della comunicazione telematica hanno, nel caso di specie, spuntato le armi della giustizia ed avuto la meglio sugli strumenti giuridico-processuali sui quali i sudditi della Regina possono fare affidamento a tutela della propria privacy.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Internet 1 - Diritto 0, si direbbe in gergo calcistico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La notizia, probabilmente, genererà l'esultanza di buona parte del popolo della Rete che, da anni, afferma la non assoggettabilità del cyberspazio alle regole giuridiche ma, a ben vedere, dovrebbe, piuttosto, sollevare qualche perplessità e destare preoccupazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo caso il contenuto del video - sebbene abbia scandalizzato i sudditi della Regina - può, a tutto voler concedere, suscitare ilarità, indurre alla vergogna il suo protagonista (che pure tra le lussuose mura di uno dei suoi appartamenti nel centro di Londra dovrebbe sentirsi libero di spendere i suoi milioni di sterline come preferisce) ed attirare l'attenzione dei voyeur di mezzo mondo, ma, cosa sarebbe accaduto se le immagini avessero avuto contenuto pedopornografico o, piuttosto, si fossero riferite ad un invito ai fedeli di questa o quella religione a dar vita ad una nuova guerra santa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarebbe stato comunque giusto alzare le spalle e limitarsi a prendere atto che la Rete aveva fatto il suo corso e che il diritto nulla poteva contro la diffusione di quel filmato?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi auguro di no: accettare con rassegnazione tale situazione significa rinunciare al governo del cyberspazio nel quale, tuttavia, si sta progressivamente trasferendo buona parte della vita sociale, economica e politica di tutti i Paesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Norme e leggi vanno certamente adeguate all'ingresso della società globale nell'era dell'Accesso ma non credo si possa seriamente pensare di farne a meno e di affidare l'impalcatura della società dell'informazione all'anarchia tecnologica delle dinamiche della Rete anche perché, tali dinamiche, non sono libere come generalmente si crede ma sono fortemente influenzate da chi possiede il codice e le infrastrutture di comunicazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;avv. Guido Scorza - puntoinformatico.it&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-3963251295112934799?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2253178' title='Caso Mosley, se la Rete prevale sulla Legge'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/3963251295112934799/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=3963251295112934799&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/3963251295112934799'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/3963251295112934799'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/04/caso-mosley-se-la-rete-prevale-sulla.html' title='Caso Mosley, se la Rete prevale sulla Legge'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-5825411987034834721</id><published>2008-04-11T09:14:00.000+02:00</published><updated>2008-04-11T09:16:06.385+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro'/><title type='text'>I precari dell'IT. Che fare?</title><content type='html'>&lt;img src="http://www.punto-informatico.it/punto/20080404/itt.jpg" alt="gli uffici del lavoro IT" align="left" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricevo da un po' di tempo e-mail di persone che mi chiedono &lt;em&gt;"Cosa si può fare per cambiare la realtà del lavoro in Italia?"&lt;/em&gt; In una parola: come si esce dal precariato degli 800-1000 euro? Sappiamo tutti di cosa stiamo parlando, è una cosa che tocca tutti noi. Si è stimato che ormai ogni italiano ha un parente, un amico od un conoscente precario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sappiamo anche che per l'IT, data la forma di sub sub sub appalto accettata dagli utenti e legalizzata dallo Stato, questo modo di lavorare è ormai la regola. Fatto 100 il prezzo che paga il cliente, il lavoro è sub appaltato ad un'altra ditta per 50 che la sub appalta a 20 che prende una persona per 2 e gli fa fare il lavoro. La responsabilità del lavoro e della sicurezza ricade poi sull'ultima ditta, che in molti casi esiste ed è stata creata solo per quel particolare lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non parliamo poi delle cooperative, in cui gli impiegati sono essi stessi "soci" ed accettano invece di un contratto collettivo di lavoro, un canovaccio detto "Regolamento della cooperativa", in cui tra le varie clausole vi è il licenziamento immediato in caso di mancanza di lavoro ed il pagamento solo per le ore realmente lavorate: il massimo del brutto capitalismo dove il rischio d'impresa è totalmente sulle spalle del dipendente.&lt;div style="padding: 15px;" align="center"&gt;&lt;script language="javascript" type="text/javascript"&gt; &lt;!-- var browName = navigator.appName; var SiteID = 1; var ZoneID = 71; var browDateTime = (new Date()).getTime(); if (browName=='Netscape'){document.write('&lt;s'+'cript uage="jav' + 'ascript" src="http://ad.punto-informatico.it/a.aspx?ZoneID=' + ZoneID + '&amp;amp;Task=Get&amp;amp;IFR=False&amp;amp;Browser=NETSCAPE4&amp;amp;PageID=79418&amp;amp;SiteID=' + SiteID + '&amp;amp;Random=' + browDateTime  + '"&gt;'); document.write('&lt;/'+'scr'+'ipt&gt;');} if (browName!='Netscape'){ document.write('&lt;s'+'cript uage="jav' + 'ascript" src="http://ad.punto-informatico.it/a.aspx?ZoneID=' + ZoneID + '&amp;amp;Task=Get&amp;amp;IFR=False&amp;amp;PageID=79418&amp;amp;SiteID=' + SiteID + '&amp;amp;Random=' + browDateTime  + '"&gt;'); document.write('&lt;/'+'scr'+'ipt&gt;');} // --&gt;  &lt;/script&gt;&lt;script language="javascript" src="http://ad.punto-informatico.it/a.aspx?ZoneID=71&amp;amp;Task=Get&amp;amp;IFR=False&amp;amp;Browser=NETSCAPE4&amp;amp;PageID=79418&amp;amp;SiteID=1&amp;amp;Random=1207898011790"&gt;&lt;/script&gt; &lt;noscript&gt;&lt;/noscript&gt;&lt;/div&gt;Dal governo, attuale o futuro che sia, è chiaro che ci si debba aspettare molto poco. Ancora oggi da entrambe le parti che si preparano a governare questo paese vi sono solo elogi a questa legge che nelle intenzioni è buona, permettendo una certa flessibilità per sopperire a carichi di lavoro imprevisti, o per Business che per sua natura sono soggetti a carichi di lavoro impossibili da prevedere o programmare, ma che nella realtà è mancante di fondamentali strumenti quali gli ammortizzatori sociali e seri controlli per evitare appunto quello che tutti sappiamo. Ricordo un caso per tutti: le 6.000 persone del call center, tutte con contratto a progetto, che in realtà, come accertato, svolgevano un lavoro dipendente a tutti gli effetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'alternativa immediata ed indolore è emigrare. Una brutta parola per ammettere che nel nostro paese si è cosi in basso che si è iniziato a scavare. L'emigrazione è comunque una fuga, ma cosa possono fare coloro per i quali quest'opzione è inapplicabile o inaccettabile ?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci ho pensato su e mi sono detto: come nessuno pensa di studiare un algoritmo di sort, ma si limita a ricercarne uno già implementato, cosi basta aprire gli occhi e cercare come altre categorie di lavoratori hanno risolto il problema e la risposta è giunta da sola: consorziarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi spiego meglio. Mettiamo da parte le professioni, (anche se il discorso è uguale, perché ora la tariffa minima è stata abolita) e prendiamo in esame un lavoro tecnico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diciamo che io voglio far riparare il mio scooter. In qualsiasi officina autorizzata io vada, il prezzo della manodopera è di 40 euro/ora circa. Prezzo imposto mi dicono.&lt;br /&gt;Bene, allora mi rivolgo altrove, i prezzi variano, ma meno di 20 euro l'ora non trovo nessuno disposto a riparare il mio scooter. Perché?&lt;br /&gt;Perché tutti i meccanici sono tra di loro consorziati (inconsapevolmente, magari) e sanno bene che nessun loro collega si svenderebbe. Se ti svendi, abbassi il prezzo del tuo lavoro e quindi ti ritrovi poi a fare la fame.&lt;br /&gt;La stessa cosa succede con qualsiasi categoria professionale!&lt;br /&gt;Provate Voi stessi ad offrire un decimo o solo un quinto del compenso standard ad un tecnico professionista e l'unica risposta che otterrete è un cortese "provi altrove".&lt;br /&gt;Perché allora per l'IT che, come ripeto sempre, è fatto di "risolutori di problemi", ai tecnici specializzati che spesso uniscono alle notevoli competenze tecniche capacità interpersonali e di marketing non indifferenti per il raggiungimento degli obiettivi di Business si offre un compenso irrisorio (rispetto al compenso che la ditta riceve) ?&lt;br /&gt;La risposta è semplice: perché le persone IT sono divise e si svendono e per uno che rifiuta vi sono altri 10 che accettano condizioni da fame.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui a Roma le ditte IT sono concentrate nella zona Eur. Diciamo che impiegano 40.000 precari. Che cosa succederebbe se 20.000 di loro rifiutassero il solito stipendio?&lt;br /&gt;Se fosse impossibile per le ditte trovare qualcuno che lavori per loro alle condizioni di "Schiavi Moderni" ?&lt;br /&gt;Utopia, certo, direte voi. Difficile, quasi impossibile dico io.&lt;br /&gt;Però pensate bene alle conseguenze di un'azione cosi coordinata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;20.000 persone in meno significa per le aziende progetti falliti, penali da pagare, interessi con le banche, fornitori da saldare. Insomma, si mette una ditta con le spalle al muro, esattamente come ora vivono i precari dell'IT.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A quanto è venduto un programmatore presso il cliente lo sappiamo tutti molto bene. Cosi come sappiamo che solo una miseria, sotto il minimo per vivere, arriva nelle tasche del precario...&lt;br /&gt;È tutto legale, certo, non lo discuto, ma se è la legge del mercato, forse questo mercato si può cambiare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia presunzione è che qualcosa si possa fare, ma occorre crederci ed essere veramente in tanti a crederci. Il numero è forza contrattuale, finché si è separati si è nulla, come un singolo spaghetto, fragile e facile da spezzare, ma se prendiamo un pacco da un Kg allora le cose cambiano, eccome se cambiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia "pazza" idea ha anche un altro risvolto. Crescendo il costo della merce sul mercato, crescerà anche l'esigenza sulla qualità della stessa. Insomma, a quel punto io ditta dovendo pagare qualcuno lo scelgo davvero tra i più bravi, visto che i più economici saranno spariti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La conoscenza si paga, ecco lo slogan che un consorzio IT dovrebbe avere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se è chiaro che il meccanico si fa pagare e bene per il proprio lavoro, tanto da evitare di svendersi al primo che sventola uno pseudo contratto, cosi il bravo informatico DEVE evitare di accettare compensi ridicoli. Se questo si facesse, ripeto, neanche in tutta Roma, basterebbe per le ditte dell'EUR, sono sicuro che sarebbe ripetuto a Milano, a Torino, a Genova e cosi via.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Contratto_a_progetto" target="_blank"&gt;lavoro a progetto&lt;/a&gt; è quanto di meglio offrono, allora fissate un compenso più che adeguato per la Vostra vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esiste una sola vita, come esiste un solo progetto importante: Voi stessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="mailto:cubasia1622@gmail.com" target="_blank"&gt;Giuseppe Cubasia&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.mioblog.net/cubasia/" target="_blank"&gt;Cubasia blog&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-5825411987034834721?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2244632' title='I precari dell&apos;IT. Che fare?'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/5825411987034834721/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=5825411987034834721&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/5825411987034834721'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/5825411987034834721'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/04/i-precari-dellit-che-fare.html' title='I precari dell&apos;IT. Che fare?'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-2829939843400718119</id><published>2008-03-28T08:05:00.001+01:00</published><updated>2008-03-28T08:07:33.834+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='servizi on line'/><title type='text'>Adobe Photoshop Express è già disponibile online</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;img style="width: 439px; height: 314px;" src="http://www.punto-informatico.it/punto/20080328/adobe1.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Lo scorso autunno i &lt;a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2063321" target="_blank"&gt;primi dettagli&lt;/a&gt; sullo sviluppo di Photoshop Express, il photo-editor online di Adobe, avevano destato molto interesse. Ieri l'applicativo è stato finalmente reso &lt;a href="https://www.photoshop.com/express/landing.html" target="_blank"&gt;disponibile&lt;/a&gt; e preso d'assalto da migliaia di utenti. Gratuità, funzionalità e spazio di archiviazione online di 2 GB sono solo alcune delle peculiarità del nuovo software; quello che conta è che il marchio leader del settore abbia deciso finalmente di scommettere sui client software gratuiti per immagini e sui servizi web.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Photoshop Express &lt;a href="http://www.news.com/8301-10784_3-9903446-7.html?part=rss&amp;amp;subj=news&amp;amp;tag=2547-1040_3-0-5" target="_blank"&gt;sfrutta&lt;/a&gt; le potenzialità di Flash Player 9. Se inizialmente Adobe aveva pensato ad un semplice editor di immagini, nel tempo il lavoro si è concentrato anche sullo sviluppo delle funzioni di condivisione delle immagini e social networking, non a caso ci si ritrova con un collegamento diretto a Facebook.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Abbiamo rilevato una convergenza di tendenze: un comune consumatore si sente sopraffatto dal numero di immagini disponibili e quindi desidera condividerle in modi nuovi e più interessanti", ha dichiarato Doug Mack, vice presidente del settore &lt;em&gt;consumer and hosted solutions&lt;/em&gt; di Adobe. "Siamo ormai arrivati ad un tale livello di diffusione della banda larga da consentire alla maggior parte dei consumatori di utilizzare soluzioni online avanzate e anche di avere a che fare con un servizio di archiviazione e uploading di immagini". Di fatto Adobe ha realizzato una vera e propria infrastruttura &lt;em&gt;back-end&lt;/em&gt; per non affidarsi a terzi. Un po' come è avvenuto per il suo video-editor online &lt;a href="http://www.adobe.com/products/premiereexpress/" target="_blank"&gt;Premiere Express&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'obiettivo è di ampliare l'offerta con nuove funzioni opzionali a pagamento. Il management statunitense ha già anticipato la prossima disponibilità di un servizio di stampa remoto, il supporto di formati multimediali, la possibilità di gestire file diversi rispetto allo standard JPEG e anche l'opzione per incrementare lo spazio di archiviazione. Inoltre, è già programmato il lancio del client offline basato su AIR (&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Adobe_Integrated_Runtime" target="_blank"&gt;Adobe Integrated Runtime&lt;/a&gt;) che consentirà la gestione di ogni operazione di editing senza il bisogno di connettersi al web.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Photoshop Express nasce per far fronte alle esigenze di chiunque utilizza le più comuni cam digitali", ha aggiunto Mack. Si tratta evidentemente di una soluzione entry-level: il trasferimento delle immagini avviene tramite trascinamento, l'editing in pochi click e la condivisione come su una comune piattaforma web 2.0.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Geoff Baum, direttore della linea prodotti Adobe Express, sostiene però che anche gli utenti più smaliziati potranno rimanere soddisfatti. "Abbiamo sfruttato le abilità dei migliori ingegneri che conoscono bene la tecnologia e i meccanismi che si celano dietro Photoshop; hanno riscritto alcuni algoritmi in ActionScript 3" ha sottolineato il dirigente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi utilizza Google Picasa, suggerisce qualcuno, potrebbe essere tentato da Photoshop Express. Il primo è certamente più veloce, ma la soluzione Adobe vanta maggiori funzionalità. Tra i tanti anche &lt;a href="http://www.webware.com/8301-1_109-9904311-2.html" target="_blank"&gt;WebWare&lt;/a&gt; concorda ma avverte: siamo ancora dinanzi ad una Beta. Qui sotto una prima video-recensione del servizio:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="355" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/KSpO4iFPF88&amp;amp;hl=en"&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/KSpO4iFPF88&amp;amp;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="355" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;punto-informatico.it&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-2829939843400718119?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2236764' title='Adobe Photoshop Express è già disponibile online'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/2829939843400718119/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=2829939843400718119&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/2829939843400718119'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/2829939843400718119'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/03/adobe-photoshop-express-gi-disponibile.html' title='Adobe Photoshop Express è già disponibile online'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-5392250870589175883</id><published>2008-03-26T08:21:00.003+01:00</published><updated>2008-03-28T08:08:44.393+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='infrastrutture'/><title type='text'>Da Internet tanta Co2 quanto gli aerei. Così il web surriscalda la Terra</title><content type='html'>&lt;div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/scienza_e_tecnologia/internet-inquina/internet-inquina/internet-inquina.html"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;blockquote&gt;L'allarme in uno studio americano: troppa energia sprecata&lt;br /&gt;In soli 5 anni l'energia utilizzata per far funzionare i computer è raddoppiata&lt;br /&gt;Da Internet tanta Co2 quanto gli aerei&lt;br /&gt;Così il web surriscalda la Terra&lt;br /&gt;Pochi secondi su Google consumano quanto 60 minuti di eco-lampadina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Da Internet tanta Co2 quanto gli aerei&lt;br /&gt;Così il web surriscalda la Terra&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;        &lt;div class="fotosxb"&gt;      &lt;img alt="&amp;lt;B&amp;gt;Da Internet tanta Co2 quanto gli aerei&amp;lt;br&amp;gt;Così il web surriscalda la Terra&amp;lt;/B&amp;gt;" src="http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/scienza_e_tecnologia/internet-inquina/internet-inquina/ap_12576036_32130.jpg" width="230" /&gt;                    &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;BERLINO - L'industria pesante americana, giapponese o europea, le acciaierie cinesi e indiane, il boom energetico dei russi di Gazprom, i gas di scarico dei jet di linea, il traffico di auto sempre più potenti ovunque nel mondo. Non sono più gli unici colpevoli del riscaldamento della temperatura sul nostro pianeta. Ora gli fanno illustre, e pericolosa, compagnia i computer e soprattutto l'uso crescente di internet. Il mondo virtuale, le comunicazioni online, i cellulari, i calcolatori in generale ormai, secondo i ricercatori della Gartner americana, sono responsabili per ben il 2% delle emissioni di Co2 in tutto il mondo. Cioè la stessa percentuale causata dall'aviazione civile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'allarme, lanciato da Der Spiegel, spinge a un drastico ripensamento: addio all'illusione che l'universo delle nuove tecnologie prepari un mondo pulito, più ecologico, meno pericoloso per il clima e per l'ambiente. L'unico rimedio è ridurre il numero dei grandi calcolatori, costruirne di sempre più potenti, e di nuovo tipo, in modo - almeno così assicurano i big del settore - di fornire al futuro una vita virtuale più ambientalista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le crude cifre illustrate dal professor Hegering, responsabile del supercomputer del centro di calcolo Leibnitz a Garching - la periferia ipermoderna dell'economia postindustriale alle porte della ricca Monaco di Baviera - fanno paura. Il nuovo supercalcolatore di Garching, che dovrebbe entrare in servizio tra tre anni, avrà un consumo di energia elettrica pari a quello di un Ice 3, il più moderno treno ad alta velocità made in Germany, quando con tutto il suo peso di 400 tonnellate a pieno carico accelera in pochi minuti da zero a 330 all'ora. Il consumo di energia del centro di Garching è salito da 2 a quasi 8 megawatt, il bisogno di energia per gli impianti di raffreddamento vola, i costi delle bollette sono alle stelle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma è soprattutto l'inarrestabile, velocissima diffusione di internet sul pianeta blu a causare un aumento in crescita esponenziale del fabbisogno di produzione di energia. Proprio mentre il mutamento del clima, l'aumento della temperatura media sulla Terra, il pericolo desertificazione si fanno sempre più minacciosi, una nuova, crescente insidia all'equilibrio climatico già distorto viene proprio dalle tecnologie indispensabili alle ricerche per salvare l'ambiente e quindi il mondo in cui viviamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I conti sono presto fatti: in appena cinque anni, dal 2000 al 2005, il consumo di energia elettrica dei grandi calcolatori è raddoppiato nel mondo. Nel 2006, nella sola Germania, i circa cinquantamila grandi centri di calcolo elettronico assorbono la produzione di una intera centrale nucleare. Un altro esempio: bastano pochi secondi per una ricerca online affidandosi a Google o a un altro moderno motore, per consumare tanta energia elettrica quanto basta per tenere accesa una delle nuove lampadine ecologiche a risparmio di elettricità per un'ora intera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora una volta, il genere umano non ha pensato agli indesiderabili, pericolosi effetti collaterali delle sue geniali invenzioni. E non sfugge alla triste regola nemmeno internet. All'inizio le grandi aziende hanno comprato megacomputer a iosa, senza preoccuparsi del consumo. E parallelamente è cresciuto il consumo e l'uso privato della rete, quindi dei computer per navigarvi. Senza che nessuno si preoccupasse del consumo di elettricità necessario, quindi della produzione di energia richiesta dal web e del riscaldamento del clima che ne deriva. Senza parlare del riscaldamento degli apparati elettronici di per sé: i grandi computer devono essere raffreddati, con sistemi che a loro volta consumano energia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il triste paragone avanzato da Der Spiegel fa pensare: è quello tra la nuova, imprevista sfida di internet e dei computer al clima e la leggerezza con cui, all'alba della rivoluzione industriale, le potenze economiche e le grandi aziende si lanciarono nella corsa a chi produceva più acciaio o consumava più carbone. Senza che, per decenni e decenni, nessuno si chiedesse quali effetti la logica dello sviluppo ueber Alles avrebbe fatto sentire sulle risorse e sugli equilibri climatici e ambientali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia si ripete. Basta vedere come sale la percentuale media del consumo d'energia nelle bollette di abbonamento ai server: in pochi anni è arrivata al 50 per cento del totale del conto pagato dall'utente, l'anno prossimo, ammonisce Thomas Meyer, esperto della Idc, salirà magari fino al 75 per cento. L'unico rimedio, secondo gli esperti, è paradossalmente centralizzare: meno grandi calcolatori, meno centri di calcolo, ma molto più potenti. Centralizzare la "virtualizzazione", come la chiamano alla Ibm, può consentire risparmi di consumo energetico fino all'80 per cento. Ironia della sorte: proprio nella dimensione più ipermoderna del nostro presente, cioè il mondo dei computer e di internet, in nome della difesa del clima torneranno i dinosauri, i grandi, ingombranti supercomputer ritenuti obsoleti fino a ieri. Ma questa possibile via di salvezza è costosa, e non tutti potranno permettersela.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;repubblica.it (26 marzo 2008)&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-5392250870589175883?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/5392250870589175883/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=5392250870589175883&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/5392250870589175883'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/5392250870589175883'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/03/da-internet-tanta-co2-quanto-gli-aerei.html' title='Da Internet tanta Co2 quanto gli aerei. Così il web surriscalda la Terra'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-913659080214006114</id><published>2008-03-17T08:09:00.001+01:00</published><updated>2008-03-17T08:11:02.389+01:00</updated><title type='text'>Web, e la stampa che si morde la coda (Un paese arretrato)</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Passati gli anni della stampa rumorosa ed ignorante su quanto accadeva in Internet e a causa di Internet, ora su quella stessa stampa trovano spazio curiose associazioni e profeti fai-da-te&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Massimo Mantellini -&lt;a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2224660"&gt; http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2224660&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div id="icona"&gt;&lt;img class="icona" src="http://punto-informatico.it/punto/20080317/17.gif" alt="icona" align="left" border="0" /&gt;&lt;/div&gt;   &lt;!--inn--&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo dico senza acrimonia. Fino a qualche anno fa molti danni allo sviluppo della rete Internet in Italia sono stati prodotti dai giornalisti. Lo devo aver scritto mille volte del resto, non è una novità. C'è stato un lungo periodo di transizione, a cavallo della fine degli anni novanta, durante il quale alla grande maggioranza dei soggetti deputati alla divulgazione informativa mancavano le competenze minime per spiegare Internet ai propri lettori e poiché scrivere si doveva scrivere e Internet era percepita diffusamente (come sempre avviene quando ci si trova di fronte ad uno scenario nuovo) come qualcosa di incerto e pericoloso, i risultati in termini di informazione sono stati per lungo tempo discretamente disastrosi. Per un certo numero di anni ogni articolo di stampa che si occupava di Internet trattava invariabilmente dei rischi legati all'accesso telematico per grandi e (soprattutto) piccini e di poco d'altro. Mai o quasi mai simili pezzi giornalistici servivano a sottolineare i grandi vantaggi per tutti legati alle nuove frontiere della comunicazione elettronica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora i tempi sono un po' cambiati e fortunatamente il racconto da parte dei media di cosa sia, come funzioni, quali vantaggi porti e quali pericoli sottenda Internet, si è andato in buona parte normalizzando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi le tematiche della rete riempiono le pagine economiche e quelle culturali dei giornali di tutto il mondo ed anche di quelli italiani, invadono la comunicazione politica e quella istituzionale, disegnano nuove complesse mappe sociali che riguardano i giovani ma anche gli adulti, gli adolescenti come gli anziani. Internet sta insomma, almeno in questo, cambiando il mondo.&lt;div style="padding: 15px;" align="center"&gt;&lt;script language="javascript" type="text/javascript"&gt; &lt;!-- var browName = navigator.appName; var SiteID = 1; var ZoneID = 71; var browDateTime = (new Date()).getTime(); if (browName=='Netscape'){document.write('&lt;s'+'cript uage="jav' + 'ascript" src="http://ad.punto-informatico.it/a.aspx?ZoneID=' + ZoneID + '&amp;amp;Task=Get&amp;amp;IFR=False&amp;amp;Browser=NETSCAPE4&amp;amp;PageID=79418&amp;amp;SiteID=' + SiteID + '&amp;amp;Random=' + browDateTime  + '"&gt;'); document.write('&lt;/'+'scr'+'ipt&gt;');} if (browName!='Netscape'){ document.write('&lt;s'+'cript uage="jav' + 'ascript" src="http://ad.punto-informatico.it/a.aspx?ZoneID=' + ZoneID + '&amp;amp;Task=Get&amp;amp;IFR=False&amp;amp;PageID=79418&amp;amp;SiteID=' + SiteID + '&amp;amp;Random=' + browDateTime  + '"&gt;'); document.write('&lt;/'+'scr'+'ipt&gt;');} // --&gt;  &lt;/script&gt;&lt;script language="javascript" src="http://ad.punto-informatico.it/a.aspx?ZoneID=71&amp;amp;Task=Get&amp;amp;IFR=False&amp;amp;Browser=NETSCAPE4&amp;amp;PageID=79418&amp;amp;SiteID=1&amp;amp;Random=1205734808568"&gt;&lt;/script&gt; &lt;noscript&gt;&lt;/noscript&gt;&lt;/div&gt;Eppure mentre i giornalisti iniziano a riprendere possesso delle loro prerogative, stiamo assistendo ad un effetto paradosso, anch'esso tipicamente italiano: la demonizzazione della rete, dal campo giornalistico (dove certo rimangono a cantarla alcuni soggetti di spicco come Bruno Vespa), si è trasferita a quello comunicativo in senso lato. Oggi in Italia esistono decine di soggetti differenti (sociologi, educatori, criminologi, sacerdoti, psichiatri) che si sono rapidamente sostituiti ai giornalisti nel sostenere e diffondere una idea della rete esclusivamente deteriore e pericolosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta di un fenomeno tanto imbarazzante quanto legittimo, animato da una pletora di personaggi differenti, capaci di generare attenzione attraverso alcuni meccanismi peculiari della emersione mediatica in questo paese, vale a dire la contiguità politica e l'associazionismo. Nascono come funghi Fondazioni e Onlus non meglio definite che si dedicano alla tutela dei minori e ad altre tematiche sensibili. Associazioni tutte uguali, con molti presidenti e pochi iscritti, capaci di perforare la calotta mediatica a colpi di convegni e comunicati stampa sulle tematiche più vicine alle nostre corde di adulti e genitori. Si moltiplicano le consulenze a ministri e politici vari da parte di soggetti dalle dubbie competenze tecnologiche, novelli esperti di tematiche che fino a ieri nessuno considerava, forti di una docenza universitaria qualsiasi, un libro pubblicato, una comparsata televisiva a far da curriculum.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla scia di personaggi come il celebre Don Fortunato di Noto, sacerdote siciliano dedito da anni alla lotta mondiale alla pedopornografia su Internet, a suo tempo nominato consulente dal Ministro delle Comunicazioni Gasparri, una moltitudine di soggetti differenti sgomita oggi sui media e nei talk show per raccontarci una rete Internet pericolosa e angosciante, fatta di adescatori e pedofili, minorenni ridotti in dipendenza da foto porno e giochi online ed adulti malevoli in agguato dietro ad ogni router, agitati da ogni sorta di imprevedibile perversione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche giorno fa un gruppo di questi "esperti" (non vale la pena nemmeno citarne i nomi, sono più o meno sempre gli stessi che si rincorrono di evento in evento) ha partecipato a Roma all'ennesimo convegno dal titolo &lt;em&gt;Dignità e diritti dei minori: rischi e abusi su internet&lt;/em&gt; durante il quale, all'unanimità - come ci informa l'Agenzia Ansa - è stato chiesto al prossimo governo di &lt;em&gt;approntare una legge che consenta l'accesso a Internet solo dopo l'acquisizione di una licenza&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ci sarebbero nemmeno troppi commenti da fare se non fossimo il paese che siamo. Passata la sbornia dei giornalisti digiuni di Internet ora ci tocca quella degli educatori monocolore e degli accademici dell'Università di Vattelapesca, dei Professor Tersilli che ti guariscono dalla dipendenza da Internet o dei genitori con la G maiuscola, svegliatisi una mattina con chiaro in testa il compito di rappresentare, loro stessi, senza ulteriori barbose investiture, tutti i genitori del mondo, meglio se attraverso opportuni interventi in TV della loro nuova Fondazione patrocinata dalla Presidenza del Consiglio. Comunicatori "fai da te" che trovano nei media e nella loro annosa tendenza a dar eco a qualsiasi notizia, anche la più improbabile, a patto che sia enfatica e in grado di colpire il lettore, un utile acceleratore alle proprie aspirazioni di protagonismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora la rete Internet è il luogo del confronto ed ogni presenza è possibile e persino auspicabile. Nessuno dà fastidio a nessuno da queste parti. Tutto si somma al tutto. Ufologi e Raeliani possono confrontarsi con i sostenitori della Chiesa dell'Ultimo Giorno o con la setta degli adoratori di Pippo Baudo e perfino con gli affossatori di Internet o della mozzarella di bufala senza che questo possa portare alcun serio disturbo. Nel mondo reale invece le cosa stanno per adesso un po' diversamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ancora una volta l'arretratezza culturale del nostro paese non fatica a dar segno di sé, con quella capacità unica che abbiamo da queste parti di dar voce al peggio del peggio per poi conviverci amabilmente senza il minimo imbarazzo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-913659080214006114?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/913659080214006114/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=913659080214006114&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/913659080214006114'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/913659080214006114'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/03/web-e-la-stampa-che-si-morde-la-coda-un.html' title='Web, e la stampa che si morde la coda (Un paese arretrato)'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-4877405870719079028</id><published>2008-03-14T08:56:00.002+01:00</published><updated>2008-03-14T08:58:27.331+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libertà telematica'/><title type='text'>Contro ogni censura su internet, guida per blogger cyberdissidenti</title><content type='html'>&lt;h2&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;I trucchi, i software per poter diffondere le proprie idee sul web&lt;br /&gt;nei paesi dove non è possibile a causa delle restrizioni dei governi&lt;/span&gt;&lt;!-- fine OCCHIELLO --&gt;&lt;/h2&gt;             &lt;h1&gt;&lt;!-- inizio TITOLO --&gt;&lt;b&gt;Contro ogni censura su internet&lt;br /&gt;guida per blogger cyberdissidenti&lt;/b&gt;&lt;!-- fine TITOLO --&gt;&lt;/h1&gt;             &lt;h3&gt;&lt;!-- inizio SOMMARIO --&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Reporter sans Frontières ha pubblicato un manuale ad hoc&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;!-- inizio FIRMA --&gt;&lt;span class="txt12"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;di CRISTINA NADOTTI&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;!-- fine FIRMA --&gt;&lt;!-- fine SOMMARIO --&gt;&lt;/h3&gt;             &lt;br /&gt;        &lt;div class="fotosxb"&gt;      &lt;img src="http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/scienza_e_tecnologia/blogmania/blog-manuale-censura/este_13121210_01020.jpg" alt="" /&gt;                    &lt;/div&gt;         &lt;!-- inizio TESTO --&gt;                            &lt;b&gt;ROMA&lt;/b&gt; - I blog sono una fonte di informazione preziosa e proteggerli dalla censura è essenziale per garantire la libertà di espressione e la circolazione di testimonianze da Paesi in cui non c'è libertà di stampa. È a partire da questa convinzione che &lt;a href="http://www.rsf.org/"&gt;&lt;u&gt;Reporters sans frontières&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;, associazione di giornalisti che in tutto il mondo si batte per difendere i diritti dei cronisti perseguitati e per la libertà di stampa, ha pubblicato la &lt;a href="http://download.repubblica.it/pdf/2008/manuale_rsf.pdf"&gt;&lt;u&gt;Guida pratica del blogger e del cyberdissidente&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;, un manuale che spiega come creare un blog, aggiornarlo e soprattutto fare in modo che non cada sotto la scure della censura. Il testo è stato pubblicizzato il 12 marzo, in occasione della Giornata internazionale contro la cybercensura.&lt;br /&gt;         &lt;br /&gt;                    &lt;b&gt;Una rete sempre meno libera&lt;/b&gt;. Nel 2007, Reporters sans frontières ha registrato nel mondo più di 2600 casi di censura su siti Internet. In carcere, in Cina, ci sono al momento 64 persone, colpevoli solo di aver esercitato il loro diritto alla libertà di espressione sul web. Nella Guida pratica un capitolo indica i Paesi in cui la censura è più forte: la Cina resta la nazione dove i cyberdissidenti subiscono più arresti e persecuzioni, il Vietnam imprigiona meno persone ma restringe in modo severissimo l'accesso a Internet. Il caso dell'Iran è indicativo: a fronte di una censura molto ampia, la circolazione di informazioni è però continua e ha dato spazio soprattutto all'espressione del malcontento delle donne. È noto infine il ruolo avuto da Internet e dai blogger nel denunciare la repressione delle proteste in Birmania nell'estate del 2007. Il manuale di Reporters sans frontières cita infine anche i grandi motori di ricerca, Yahoo e Google su tutti, che pur di assicurarsi una penetrazione economica in Paesi emergenti non hanno esitato a fornire ai governi informazioni sui cyberdissidenti per far chiudere siti e blog.&lt;br /&gt;            &lt;div class="ad-box"&gt;&lt;!-- OAS AD 'Middle' - da inserire per 200x200 --&gt; &lt;script language="javascript" type="text/javascript"&gt; &lt;!-- OAS_RICH('Middle'); //--&gt; &lt;/script&gt; &lt;/div&gt;           &lt;br /&gt;                    &lt;b&gt;Una guida pratica&lt;/b&gt;. Clothilde Le Coz, responsabile Internet di Reporters sans frontières, mette l'accento sull'importanza di diffondere la guida: "Più il manuale verrà linkato su siti e blog, più avrà possibilità di arrivare a chi ne ha maggiore bisogno. Lo scopo della nostra pubblicazione è di porre l'accento sulla censura, ma anche di dare un aiuto concreto a quanti ogni giorno vogliono dare testimonianze su quanto accade nei loro Paesi e non possono farlo. È importante più che mai, in un momento in cui c'è un attacco forte alla libertà sulla rete, che si scriva tutto quel che si vuole e che tali messaggi arrivino a più persone possibile. Dobbiamo essere prima di tutto noi, giornalisti di nazioni in cui c'è libertà di stampa, a denunciare la censura e poi dobbiamo aiutare i nostri colleghi a eluderla".&lt;br /&gt;         &lt;br /&gt;                    &lt;b&gt;Il ruolo del blogger e la sua etica&lt;/b&gt;. Non sempre il giornalista e il blogger sono la stessa persona: "Il blog è spesso uno strumento in più del giornalista o una fonte in più a sua disposizione - dice Clothilde Le Coz - è una testimonianza da un luogo in cui non ci si trova di persona. Per questo sono fondamentali un'etica del blog e l'abilità nel rendere il proprio blog visibile". La Guida pratica del blogger e del cyberdissidente dedica capitoli agli strumenti da utilizzare per essere inseriti nei motori di ricerca in buona posizione e per essere eticamente affidabili. &lt;a href="http://dangillmor.com/blog/"&gt;&lt;u&gt;Dan Gillmore&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;, direttore della scuola di giornalismo e nuova comunicazione dell'Universita americana dell'Arizona, ha curato la parte del manuale in cui si parla appunto di etica. Completezza, accuratezza, lealtà, trasparenza e indipendenza sono per lui i pilastri del buon giornalismo e dovrebbero essere questi principî a ispirare anche i bloggers, almeno quelli che intendono con la loro testimonianza aiutare l'informazione. "Sappiamo tutti che sulla rete c'è un sacco di robaccia - osserva la responsabile Internet di Reporters sans frontières -, ma sappiamo anche che è facile smascherare chi non gioca lealmente. Un buon blogger riceve subito l'attenzione che merita e il suo ruolo viene riconosciuto".&lt;br /&gt;          &lt;br /&gt;                     &lt;b&gt;Un caso pratico&lt;/b&gt;. La guida segue passo passo il blogger, fin dal momento in cui vuol creare il suo diario online, senza dare per scontato le sue conoscenze del funzionamento di internet. C'è un ottimo dizionario dei termini più importanti per orientarsi sul web e le linee guida per cominciare a far parte delle pagine più ricercate dei motori di ricerca. Per chi subisce una restrizione della libertà di espressione c'è l'esposizione di un caso pratico, con il quale Reporters sans frontières insegna ad usare il programma "anti-censura" &lt;a href="http://www.torproject.org/"&gt;&lt;u&gt;TOR&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;. Il software devìa le comunicazioni attraverso una rete distribuita di relay, gestiti da volontari in tutto il mondo e impedisce a chi osservi la connesione Internet da cui vengono inviate le informazioni di sapere quali siti si stanno visitando. Impedisce inoltre ai siti visitati di rintracciare il luogo da cui ci si connette. TOR funziona con molti programmi, come i browser web, i client per la chat, i programmi di login remoto e molte applicazioni basate sul protocollo TCP. Per chi, come un utente italiano, può digitare tranquillamente su un motore di ricerca le parole "programma anti-censura" rintracciare uno strumento come TOR non è difficile, ma per un cyberdissidente cinese o cubano l'unico modo per venire a sapere che esiste un tale software è attraverso altri siti, sui quali la censura ancora non si è imbattuta. La cosa più importante, dunque, è che il link al manuale di Reporters sans frontières arrivi, attraverso i tanti canali della rete, a chi ne ha bisogno.&lt;br /&gt;          &lt;!-- fine TESTO --&gt;     &lt;br /&gt;(repubblica.it &lt;i&gt;&lt;!-- inizio DATA --&gt;13 marzo 2008&lt;!-- fine DATA --&gt;&lt;/i&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-4877405870719079028?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/4877405870719079028/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=4877405870719079028&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/4877405870719079028'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/4877405870719079028'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/03/contro-ogni-censura-su-internet-guida.html' title='Contro ogni censura su internet, guida per blogger cyberdissidenti'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-2855196415452767509</id><published>2008-03-11T09:27:00.005+01:00</published><updated>2008-03-11T09:30:52.901+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='servizi on line'/><title type='text'>In Italia i compiti si fanno su Yahoo...</title><content type='html'>&lt;img src="http://www.repubblica.it/2006/10/sezioni/scuola_e_universita/servizi/giovani-internet-2/compiti-yahoo/este_09210755_09380.jpg" alt="" /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Ma è rivolta: "Andate a studiare". Scoppia la polemica sul sito delle risposte interattive.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;Usato per traduzioni e problemi. Gli utenti: "E' intasato"&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una quindicina di anni fa, per correggere una versione di latino, si telefonava al compagno di classe più bravo, oggi le traduzioni dettate al telefono sono state surclassate dall'interattività del web e in particolare da uno strumento, "&lt;a href="http://it.answers.yahoo.com/"&gt;&lt;u&gt;Yahoo Answer&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;", creato per rispondere alle domande degli utenti, anche a quelle più strane. Il sistema è facile: basta porre una domanda in rete e subito chi in quel momento è collegato risponde, cercando di fornire una soluzione e correggendo quelle sbagliate. Chi risponde più velocemente o in modo più esaustivo guadagna dei punti in più rispetto agli altri; viene persino segnalata la "miglior risposta".&lt;br /&gt;E così, da un "Aiutino in italiano" ad un altro "Help, sono in para con la versione di inglese", sono veramente tanti i messaggi di studenti che su "Yahoo Answer" si fanno correggere i compiti a casa. Versioni di latino, soluzioni ai problemi di matematica e geometria, questionati di storia: ogni pomeriggio il sito si trasforma in un vero e proprio centro di aiuto-compiti.&lt;br /&gt;                                       &lt;br /&gt;Cosa che in poco tempo ha scatenato le ire di quanti invece usano il programma per scambiarsi informazioni, curiosità, insomma che hanno concluso da un bel po' la carriera scolastica e non ne possono più di trovare il sistema intasato da traduzioni di greco e problemi di fisica. La protesta raccoglie anche le critiche di chi non è d'accordo per principio, indignato dal fatto che gli studenti di oggi siano incapaci di fare i compiti da soli.&lt;br /&gt;Scorrere col mouse tra un commento e l'altro è un vero spasso, un po' per la fantasiosità dei nickname e un po' per la vivacità del dibattito. A innescare la miccia un post fra i tanti, intitolato proprio "Perché Answers nel pomeriggio diventa un centro di aiuto compiti?". A porre il quesito è "Cicciograna", secondo il quale "a giudicare dalla qualità sintattica e grammaticale delle domande, invece di stare al PC a perdere tempo ed implorare qualcun altro di lavorare per loro, dovrebbero dare una bella ripassata ai testi di lingua italiana, perché si trova un campionario di orrori che ha dell'incredibile!". La "miglior risposta" è quella di "Melancholia", che chiede implorante di "non rispondere più a questi ragazzini... poi ci lamentiamo se l'Italia va a rotoli...". Subito pronta la replica di "Chase Young": "e allora. che c'è di male??? se uno la fa solo perché non ha voglia ok, però se non riesce a farli????".&lt;br /&gt;                                                                             &lt;!--inserto--&gt;&lt;div class="ad-box"&gt;&lt;!-- OAS AD 'Middle' - da inserire per 200x200 --&gt; &lt;script language="javascript" type="text/javascript"&gt; &lt;!-- OAS_RICH('Middle'); //--&gt; &lt;/script&gt; &lt;/div&gt;&lt;!--/inserto--&gt; Non mancano però le eccezioni, come "Gianni93", che dice che "sinceramente quando devo fare i compiti me li faccio da solo e non ho mai chiesto a qualcuno, specialmente su answer, di svolgerli per me...", oppure "Calypso", secondo la quale "se a scuola ascoltassero la lezione invece di messaggiare o fare filmini per youtube, forse answer non sarebbe intasato da liceali che chiedono traduzioni di latino". Devil, tra il serio e il faceto, lancia un sassolino con un "siamo studenti, siamo studenti, siamo un mucchio di deficienti...", mentre è più lucida l'analisi di "Peter", secondo cui "i compiti hanno cercato di evitarli un po' tutti... anche mio nonno ogni tanto mi racconta di aver cercato di evitare di non farli.... e penso che nel 26 fossero un po' più severi.... ma ti appoggio il fatto che c'è una generale e disarmante ignoranza... ormai gli studenti se ne sbattono di tutto... del rispetto dell'insegnate... di chi lavora... e poi da adulti si lamentano di percepire uno stipendio minimo.... dovevano pensarci prima....".&lt;br /&gt;                                       &lt;br /&gt;Commenti di ragazzi che hanno in media meno di venti anni, pronti a difendersi e ad ammettere i propri errori. Il filo conduttore è per tutti lo stesso: la sincerità, talmente forte da risultare spiazzante. Il post di "Anna" punta l'accento su una questione interessante, che va oltre un semplice problema di intasamento della rete, chiedendo "Answer inibisce le capacità degli studenti?". "Capita di vedere domande di geometria, matematica, letteratura, addirittura intere versioni di latino.... Spesso sono problemi o operazioni anche molto banali, che i ragazzi non solo non sanno risolvere, ma nemmeno hanno la voglia di guardare su un libro e cercare la regola da applicare!". Secondo lei sarebbe più giusto che "questi ragazzi svolgessero i loro compiti invece che sbolognarli ai "più grandi", che prontamente rispondono alle domande pur di accaparrasi 10 miseri punticini... Lasciamo che i ragazzi svolgano da soli i compiti!". Il suo appello viene subito raccolto da "Ipazia", una di quelle che sta dall'altra parte della barricata, quella di chi fornisce le risposte: "In linea di principio, sono d'accordo con quanto dici, anche se sono io stessa tra quelli che "passano" le versioni su Answers... predico bene e razzolo male, dunque".&lt;br /&gt;                                        &lt;br /&gt;Sulla questione delle risposte "accaparra-punti" interviene "Stedeme": "Ripeto x l'ennesima volta che secondo me, se uno risponde, non lo fa per i punti. Anche perché, alla fine, non si vince niente! Che senso avrebbe cercare ogni mezzo per accumulare punti??". Mania di protagonismo, noia o semplice senso di solidarietà tra "Answeristi": sono tante le ragioni che spingono gli utenti a rispondere agli studenti che chiedono aiuto per un compito di grammatica o di geometria. Con buona pace di quanti, invece, non solo non rispondono ma sono assolutamente contrari a questa nuova "moda". E lo dimostra il coro unanime sollevato dalla timida domanda di "Magic Girl": "Come faccio a finire in tempo i compiti per le vacanze?". Risposta: "Spegni il pc e comincia a studiare".&lt;br /&gt;                      &lt;!-- fine TESTO --&gt;                (repubblica.it &lt;i&gt;&lt;!-- inizio DATA --&gt;10 marzo 2008&lt;!-- fine DATA --&gt;&lt;/i&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-2855196415452767509?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/2855196415452767509/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=2855196415452767509&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/2855196415452767509'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/2855196415452767509'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/03/in-italia-i-compiti-si-fanno-su-yahoo.html' title='In Italia i compiti si fanno su Yahoo...'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-4181933216149498528</id><published>2008-03-08T08:45:00.004+01:00</published><updated>2008-03-08T08:53:22.032+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='servizi on line'/><title type='text'>Come inviare fax gratis con Faxator</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="https://www.faxator.com/img/FaxatorAPfree.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: left; cursor: pointer; width: 213px; height: 58px;" src="https://www.faxator.com/img/FaxatorAPfree.gif" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="fullpost"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.faxator.com/"&gt;Faxator.com&lt;/a&gt; è un ottimo servizio per mandare fax gratis. Potrete mandare quanti fax volete a tutti i numeri al solo costo di ... 1 sms (una tantum, non vi preoccupate).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ecco come funziona:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;registratevi sul sito&lt;/li&gt;&lt;li&gt;inserite un numero di cellulare reale ed una vera mail&lt;/li&gt;&lt;li&gt;vi arriverà una mail con un numero di cellulare ed un codice&lt;/li&gt;&lt;li&gt;mandate un sms al numero indicato scrivendo semplicemente il codice&lt;/li&gt;&lt;li&gt;dopo qualche minuto arriverà una nuova mail, contenente la conferma dell'attivazione ed un piccolo file&lt;/li&gt;&lt;li&gt;il file è il certificato di sicurezza che dovrete sempre allegare ad ogni fax che inviate (attenzione, non va aperto!!!)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;a questo punto siete attivati e pronti a mandare fax&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Come si manda un fax:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;il modo più semplice è quello di mandarlo via mail&lt;/li&gt;&lt;li&gt;create una mail inserendo come destinatario: faxgratis@faxator.com&lt;/li&gt;&lt;li&gt;allegate il certificato di sicurezza ed il fax vero e proprio (nei formati più comuni, consigliato il PDF)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;quanto l'invio è andato a buon fine, vi arriverà una mail di conferma ricezione&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Altri servizi&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Anche EuteliaVoip fa inviare fax gratis, ma alla prova dei fatti non si è dimostrato un servizio affidabile. In compenso, vi danno un numero geografico di fax su cui ricevere...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-4181933216149498528?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/4181933216149498528/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=4181933216149498528&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/4181933216149498528'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/4181933216149498528'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/03/come-inviare-fax-gratis-con-faxator.html' title='Come inviare fax gratis con Faxator'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-2655166665256845714</id><published>2008-03-05T11:30:00.002+01:00</published><updated>2008-03-05T11:35:04.965+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guide'/><title type='text'>Social Media Marketing: Guida Per Chi Inizia</title><content type='html'>&lt;h2&gt;Social Media Essenziali&lt;/h2&gt; &lt;p&gt;&lt;img alt="essentialsocialmedia.jpg" src="http://www.masternewmedia.org/images/essentialsocialmedia.jpg" height="169" width="344" /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Quali strumenti e siti di Social Media  puoi usare&lt;/strong&gt;? La risposta non è semplice, in quanto le comunità online su argomenti di nicchia abbondano e i servizi di Social Media sono davvero tanti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ci sono, in ogni caso, degli strumenti chiave e dei servizi che senz'altro potrai utilizzare nella tua strategia di Social Media Marketing. Ecco quelli da cui puoi cominciare:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Il tuo blog&lt;/strong&gt; - sia che usi &lt;a href="http://www.blogger.com/"&gt;Blogger&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.wordpress.com/"&gt;Wordpress&lt;/a&gt; o &lt;a href="http://www.movabletype.org/"&gt;Movable Type&lt;/a&gt;, il blog è il perno delle tue attività di Social Media Marketing. Il tuo blog può essere considerato il mezzo più efficace per costruire il tuo brand online, condividere con i tuoi lettori suggerimenti importanti, riflessioni, consigli e notizie, per specializzarti nel tuo argomento di nicchia. &lt;p&gt;Avere un blog è anche uno dei modi migliori per scalare posizioni sui motori di ricerca con un sito. Bloggare spesso e bene ti consentirà di essere linkato più spesso e ciò ti permetterà di farti conoscere di più.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per migliorare il tuo blog puoi guardare la guida di &lt;a href="http://www.masternewmedia.org/it/2006/11/05/business_blogging_di_successo_15.htm"&gt;Robert Scoble con i 15 ingredienti per un blog di successo&lt;/a&gt; o &lt;a href="http://www.masternewmedia.org/it/2007/08/01/blogging_professionale_10_dritte_per.htm"&gt;quella di Robin Good sul blogging professionale&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Servizi di social bookmarking&lt;/strong&gt; - &lt;a href="http://www.masternewmedia.org/it/2006/12/02/social_bookmarking_servizi_e_strumenti.htm"&gt;I servizi di social bookmarking&lt;/a&gt; ti permettono di condividere e far conoscere i video e i siti web più interessanti. Invece di tenere per te i migliori siti web che aggiungi ai tuoi preferiti, il social bookmarking ti consente di pubblicare sul web le pagine che ti piacciono, in modo che possano vederle tutti. &lt;p&gt;Le persone che usano questi servizi possono trovare i tuoi bookmark e iscriversi. Tu, invece, puoi raggrupparli per categorie per aiutare gli altri utenti a trovare notizie interessanti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il più famoso&lt;/strong&gt; di questi servizi è forse &lt;a href="http://del.icio.us/"&gt;del.icio.us&lt;/a&gt; e se crei un account e inizi ad aggiungere bookmark interessanti con una certa regolarità non potrai che guadagnarci, in termini di attenzione, stima degli altri utenti e traffico di visitatori.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per aumentare la possibilità che i tuoi contenuti vengano trovati sul web potresti prendere in considerazione l'idea di usare un tool come &lt;a href="http://www.onlywire.com/"&gt;OnlyWire&lt;/a&gt;, che ti permetterà di aggiungere un bookmark a diversi servizi contemporaneamente con un solo click. Ciò ti darà ancora di più la possibilità di condividere i tuoi contenuti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;I servizi di social news&lt;/strong&gt; - I servizi di social news permettono a chiunque di sottoporre fonti di notizie o post di blog ai loro utenti, in modo tale che questi contenuti possano essere giudicati e votati da tutti i lettori - Le storie più votate avranno il primo posto in classifica, quelle meno tenderanno a scomparire dall'elenco. &lt;p&gt;Il più famoso di questi è &lt;a href="http://www.masternewmedia.org/it/social_networking/social-media-marketing/http//www.digg.com%22"&gt;Digg&lt;/a&gt;. Un'idea per aumentare le possibilità che le persone votino i tuoi contenuti sul blog è quella di aggiungere un'iconcina di "Digg". In questo modo se i tuoi lettori apprezzano i tuoi contenuti possono votarli direttamente dal tuo blog. In base alla piattaforma di blog che utilizzi, il modo per aggiungere questo pulsante varia. Prova a cercare su Google "Digg this widget", aggiungi il nome della tua piattaforma di blog, come "wordpress", "blogger" o "movable type" e inizierà la ricerca. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Altri siti di Social Media molto famosi, dove puoi aggiungere contenuti e farti conoscere, sono &lt;a href="http://www.reddit.com/"&gt;Reddit&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.netscape.com/"&gt;Netscape&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.newsvine.com/"&gt;Newsvine&lt;/a&gt;. Alex Iskold presenta bene le differenze tra questi Social Media nel suo articolo &lt;a href="http://www.readwriteweb.com/archives/social_news_faceoff.php"&gt;Social news faceoff&lt;/a&gt; scritto per Read/WriteWeb.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;RSS e commenti&lt;/strong&gt; - Come detto prima, l'&lt;a href="http://www.masternewmedia.org/it/distribuzione_dei_contenuti_online/guida-feed-rss/cosa-%C3%A8-rss-utilizzi-e-applicazioni-20071123.htm"&gt;RSS&lt;/a&gt; è uno strumento ottimo per essere sempre aggiornati su cosa si dice all'interno di una community o in particolare su te stesso, sul tuo prodotto o sul tuo blog. &lt;p&gt;Probabilmente inizierai col cercare un &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/News_aggregator"&gt;aggregatore di feed online&lt;/a&gt;, che può essere considerato come una casella mail, capace di raccogliere notizie o post di blog. Puoi trovare alcuni suggerimenti sulla scelta di un lettore di feed e sui benefici dei feed RSS nella mia &lt;a href="http://www.masternewmedia.org/it/distribuzione_dei_contenuti_online/guida-feed-rss/cosa-%C3%A8-rss-utilizzi-e-applicazioni-20071123.htm"&gt;recente guida all'RSS&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Una volta che ti sei iscritto a dei siti web di tuo interesse e che hai cominciato a lasciare commenti utili, magari potresti utilizzare un vanity feed. Un vanity feed (o "ego radar") è un modo per vedere ciò che viene scritto dalle persone sul web a proposito del tuo blog o del tuo business. Ciò ti dà la possibilità di rispondere in tempo reale ai commenti che vengono lasciati. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Se qualcuno apprezza il tuo blog o il tuo business, potrai velocemente ringraziare nella sezione dei commenti. Se invece ti faranno delle critiche avrai la possibilità di farti stimare di più se riuscirai a dare risposte giuste e concrete a ciò che ti viene contestato.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Darren Rowse di Problogger.net &lt;a href="http://www.problogger.net/archives/2007/11/02/reasons-to-have-a-vanity-folder-in-your-news-aggregator/"&gt; ti dà delle utili indicazioni per costruire il tuo vanity feed&lt;/a&gt; in poco tempo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;RSS e Blog Directory&lt;/strong&gt; - Un altro modo per far conoscere il tuo blog sempre di più è iscriverlo a quanti più RSS e Blog directory è possibile. In questo modo anche i visitatori occasionali di queste diverse comunità potranno facilmente trovare i tuoi contenuti come non gli sarebbe possibile altrimenti, attraverso Google o un altri motori di ricerca. &lt;p&gt;Su &lt;a href="http://www.masternewmedia.org/rss/top55/"&gt;Robin Good's RSS Top 55&lt;/a&gt; trovi una lista costantemente aggiornata di questi servizi, che puoi consultare per aggiungere novità ai tuoi contenuti e migliorare la tua visibilità in rete. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Se preferisci spendere una piccola somma di denaro &lt;/strong&gt;piuttosto che un giorno di lavoro, puoi iscriverti a dei servizi non particolarmente costosi come &lt;a href="http://www.postami.com/rss_submit_service.php"&gt;Postami&lt;/a&gt; e il più famoso &lt;a href="http://www.rssfeedsubmission.com/?gclid=CIvk2tGwrJACFQkITAodkBU73w"&gt;RSS Feed Submission&lt;/a&gt; che faranno questo lavoro al tuo posto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Siti di video sharing&lt;/strong&gt; - &lt;a href="http://www.masternewmedia.org/it/2006/11/26/online_video_publishing_dove_condividere.htm"&gt;I siti di video sharing&lt;/a&gt; sono un altro mezzo importante per permettere alle persone di conoscere il tuo blog, i tuoi contenuti o il tuo business.  &lt;p&gt;Avere degli account su &lt;a href="http://www.youtube.com/"&gt;YouTube&lt;/a&gt; e su altri servizi del genere è un altro modo per farti trovare sul web.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Anche se non sei in grado di creare un video da solo - anche se ti assicuro che è molto facile creare un video con la tua webcam, con PowerPoint o altri servizi come &lt;a href="http://www.ustream.tv/"&gt;UStream&lt;/a&gt; - puoi comunque creare un valore aggiunto per i membri della tua community virtuale aggregando i video interessanti o creando delle playlist a tema con contenuti già esistenti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sul tuo account di video sharing puoi creare un link che ti rimandi al tuo sito web e se vuoi rendere ancora più forte la tua presenza online puoi usare uno strumento come &lt;a href="http://www.tubemogul.com/"&gt;Tubemogul&lt;/a&gt;, che ti permette di fare l'upload di un singolo video su vari siti di video sharing contemporaneamente. &lt;a href="http://www.masternewmedia.org/it/distribuzione_dei_contenuti_online/online-video/video-upload-e-statistiche-tubemogul-recenzione-20071017.htm"&gt;Ho pubblicato di recente un articolo su questo servizio&lt;/a&gt;, proprio su Master New Media.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Per approfondimenti&lt;/strong&gt; sull'uso di YouTube per il Social Media Marketing, puoi consultare la mia guida sui &lt;a href="http://www.masternewmedia.org/online_marketing/youtube-promote-content-viral-marketing/youtube-video-marketing-10-ways-20070503.htm"&gt;10 Modi Di Usare YouTube Per Promuovere I Tuoi Contenuti Online&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Squidoo and Hubpages&lt;/strong&gt; - &lt;a href="http://www.squidoo.com/"&gt;Squidoo&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://hubpages.com/"&gt;Hubpages&lt;/a&gt; (&lt;a href="http://www.masternewmedia.org/it/2007/05/09/come_guadagnare_bloggando_con_hubpages.htm"&gt;già trattati in precedenza qui&lt;/a&gt;) sono comunità online dove i membri condividono articoli in stile blog su argomenti di loro interesse.  &lt;p&gt;Siccome sono comunità più piccole rispetto alla Blogosfera - cioè l'insieme dei blog su internet - sono un mezzo importante per farti conoscere e capire come le persone navigano i tuoi contenuti e il tuo blog. Nell'aggiungere guide utili, recensioni e opinioni, su questi siti avrai anche la possibilità di mettere un link che riconduca i lettori al tuo sito web. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Proprio in quanto &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Social_network_service"&gt;servizi di social network&lt;/a&gt;, Squidoo and Hubpages ti danno la possibilità di avere un profilo grazie al quale le persone possono conoscerti meglio e aggiungere lì i link che portano ai tuoi contenuti. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Twitter&lt;/strong&gt; - Se cerchi persone o vuoi lavorare tu stesso nell'industria hi-tech, &lt;a href="http://www.twitter.com/"&gt;Twitter&lt;/a&gt; ti dà la possibilità di condividere facilmente dei link e costruire una solida rete di contatti in poco tempo. Devi considerare Twitter come una via di mezzo tra i blog, gli SMS e un sito di social networking come &lt;a href="http://www.facebook.com/"&gt;Facebook&lt;/a&gt;. &lt;p&gt;Infatti puoi aggiungere contatti e amici e poi inviare loro messaggi di massimo 140 caratteri. Questo è un modo per permettere a chi ti conosce di essere sempre aggiornato sui tuoi contenuti più recenti e ti dà anche la possibilità di avere conversazioni brevi, ma mirate, sulle ultime notizie. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Puoi trovare delle altre informazioni su Twitter nella mia &lt;a href="http://www.masternewmedia.org/it/2007/04/27/mobile_instant_messaging_social.htm"&gt;guida per principianti&lt;/a&gt; o nella &lt;a href="http://www.masternewmedia.org/it/2007/05/13/ricercare_promuovere_e_monetizzare_i.htm"&gt;guida per blogger&lt;/a&gt;, che spiega come puoi usare Twitter per cercare notizie e per promuovere qualcosa online.&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;h2&gt;I Comunicati Stampa Sui Social Media&lt;/h2&gt; &lt;p&gt;&lt;img alt="socialmediapressrelease.jpg" src="http://www.masternewmedia.org/images/socialmediapressrelease.jpg" height="134" width="347" /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Se stai lanciando&lt;/strong&gt; un nuovo business o un nuovo servizio, magari ti interessa creare un comunicato da diffondere tra i blogger.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I comunicati stampa tradizionali spesso vengono cancellati dai blogger, prima ancora di essere letti. Perciò devi pensare a un approccio diverso per lanciare il tuo messaggio nella blogosfera.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;In questo breve video&lt;/strong&gt; (3" 22), viene introdotto in maniera molto chiara il concetto di comunicato stampa nel contesto dei un Social Media:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;object height="355" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/cD_mYKc20OY&amp;amp;rel=1&amp;amp;border=0"&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/cD_mYKc20OY&amp;amp;rel=1&amp;amp;border=0" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="355" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;In breve&lt;/strong&gt;, un comunicato stampa tipico di una strategia di Social Media Marketing offre ai blogger molte informazioni importanti, ma diversamente da quello tradizionale, usa mezzi come i video di &lt;a href="http://www.youtube.com/"&gt;YouTube&lt;/a&gt; e i bookmark di &lt;a href="http://del.icio.us/"&gt;del.icio.us&lt;/a&gt; per diffondere la notizia in un contesto più ampio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Se vuoi approfondire questo aspetto della comunicazione online e del Social Media Marketing, ti ocnsiglio di consultare questa &lt;a href="http://www.searchengineguide.com/jennifer-laycock/why-you-should.php"&gt;"&gt;pagina della Search Engine Guide&lt;/a&gt; che ti spiega come creare un modello di comunicato.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;h2&gt;Condividi - Creative Commons e Marketing Virale&lt;/h2&gt; &lt;p&gt;&lt;img alt="giveitaway.jpg" src="http://www.masternewmedia.org/images/giveitaway.jpg" height="164" width="346" /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Un altro modo per farti conoscere&lt;/strong&gt; online è mettere a disposizione degli altri i tuoi contenuti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Con il copyright tradizionale, ai tuoi lettori non è concesso riutilizzare in nessun modo i tuoi contenuti senza prima chiedertelo direttamente. Invece &lt;a href="http://www.creativecommons.org/"&gt;Creative Commons&lt;/a&gt; ti offre numerose licenze alternative, che tu puoi applicare ai tuoi lavori sul web affinché sia facile per gli altri utenti usare e diffondere i tuoi contenuti. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Puoi richiedere che i tuoi lettori&lt;/strong&gt; indichino con precisione la fonte del contenuto quando riutilizzano il tuo lavoro o puoi chiedere che non venga alterata la versione originale. Per saperne di più sulle licenze Creative Commons puoi guardare &lt;a href="http://www.masternewmedia.org/news/2006/11/24/what_is_creative_commons_licensing.htm"&gt;i video fatti da Robin Good&lt;/a&gt; su questo tema.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Rendere più facile a tutti l'uso dei tuoi contenuti ti farà presto considerare un esperto del settore, un opinion leader e una fonte di informazioni. Nello stesso tempo farà aumentare il tuo traffico di visitatori.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il leader del campo&lt;/strong&gt;, esperto di marketing e scrittore &lt;a href="http://www.sethgodin.com/sg/bio.asp"&gt;Seth Godin&lt;/a&gt; permette a tutti&lt;a href="http://www.sethgodin.com/ideavirus/01-getit.html"&gt; di scaricare gratis il suo libro "Unleashing the Idea Virus"&lt;/a&gt;. Ciò ha aiutato Godin non solo ad aumentare la sua reputazione in questo ambito, ma ha anche portato nuovi lettori sul blog e ha preparato il terreno alla vendita di altri libri.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Offrire gratuitamente contenuti di valore è il modo migliore per attrarre clienti e visitatori. Anche se la tentazione di farsi pagare è alta, dare contenuti di valore gratis ti permetterà di avere ottimi risultati a lungo termine.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Le licenze Creative Commons&lt;/strong&gt; ti danno la possibilità di sfruttare il marketing virale per i tuoi libri online, i tuoi podcast o il tuo blog. Ciò significa che le persone stesse diffonderanno i tuoi contenuti sul web, ti linkeranno e si scambieranno i tuoi contenuti attraverso la rete. Questa è la vera essenza del Social Media Marketing.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Social_media_marketing"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Social_media_marketing"&gt;Social Media Marketing&lt;/a&gt; è un termine che si usa per descrivere una serie di approcci e tecniche per costruirti una reputazione online, una comunità di lettori e una credibilità che ti permetterà di catturare, in fin dei conti, attenzione sul tuo brand o business online.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Se hai tempo&lt;/strong&gt; da investire in alcune azioni semplici e quotidiane, come aggiungere contenuti e condividerli nei posti giusti, il Social Media Marketing è uno strumento utilissimo per completare le tue strategie di marketing tradizionale o addirittura per sostituirlo del tutto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Creando un blog su un argomento di nicchia e costruendoti una forte presenza online, puoi generare molto traffico e guadagnare con i tuoi contenuti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ma il Social Media Marketing&lt;/strong&gt; ti dà qualcosa in più di un incremento di traffico o qualche visitatore in più. Creare e diffondere dei contenuti ricchi di valore ti dà la possibilità di costruire il tuo brand in maniera positiva, per te e per gli altri. Questo è quasi impossibile con il marketing tradizionale di tipo "interruttivo".&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In questa breve guida ho cercato di introdurti al Social Media Marketing, dicendoti quando e in quali casi è utile. Se vuoi saperne di più, sia qui su Master New Media che in tutto il web, è possibile trovare articoli e saggi sull'argomento.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il Social Media Marketing&lt;/strong&gt; non è il mezzo più veloce per far decollare il tuo business, ma a lungo termine può rivelarsi una delle strategie più efficaci per rafforzare la tua presenza e la tua reputazione online.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;h2&gt;Per Saperne di Più&lt;/h2&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Se vuoi saperne di più&lt;/strong&gt; sul Social Media Marketing, puoi cliccare sui seguenti link:&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Social_media_marketing"&gt;Wikipedia defines social media marketing&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.scottmonty.com/"&gt;The Social Media Marketing Blog&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.marketingpilgrim.com/2006/10/the-five-pillars-of-social-media-marketing.html"&gt;The Five Pillars of Social Media Marketing&lt;/a&gt; da Marketing Pilgrim&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.seomoz.org/blog/social-media-marketing-eh-lets-see-whats-in-our-bag-o-goodies"&gt;Social Media Marketing, Eh? Let's See What's In Our Bag of Goodies&lt;/a&gt; da SEOmoz&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://rohitbhargava.typepad.com/weblog/2006/08/5_rules_of_soci.html"&gt;5 Rules of Social Media Optimization&lt;/a&gt; da Influential Marketing Blog&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.copyblogger.com/21-traffic-triggers-for-social-media-marketing/"&gt;21 Traffic Triggers for Social Media Marketing&lt;/a&gt; da Copyblogger&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.doshdosh.com/the-importance-of-social-media-marketing/"&gt;The Importance of Social Media Marketing&lt;/a&gt; da doshdosh&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://searchengineland.com/071025-080232.php"&gt;Social Media Marketing: The New SEO&lt;/a&gt; da Search Engine Land&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://searchengineland.com/070329-090027.php"&gt;Social Media Marketing For Small Business&lt;/a&gt; da Search Engine Land&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.webpronews.com/topnews/2007/12/05/pubcon-social-media-marketing-tips"&gt;PubCon: Social Media Marketing Tips&lt;/a&gt; da Webpronews&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.doshdosh.com/social-media-marketing-in-a-nutshell/"&gt;Social Media Marketing in a Nutshell&lt;/a&gt; da doshdosh&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.chrisg.com/social-media-marketing-roundup/"&gt;Social Media Marketing Roundup&lt;/a&gt; da Chris Garrett&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.socialmediadaily.com/"&gt;Social Media Daily&lt;/a&gt;, a free step-by-step ebook&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.authorityblackbook.com/"&gt;Authority Blackbook&lt;/a&gt; - another popular free ebook on becoming an authority website&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.seomoz.org/article/social-media-marketing-tactics"&gt;How to Leverage Web 2.0 &amp;amp; Social Media Sites to Market Your Brand &amp;amp; Control Your Message&lt;/a&gt; from SEOmoz&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://marshallk.com/thoughts-on-product-launch-promotion"&gt;Thoughts on a Product Launch Promotion&lt;/a&gt; from Marshall Kirkpatrick&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Articolo pubblicato su Master New Media Italia (&lt;a href="http://www.masternewmedia.org/it" target="_blank"&gt;http://www.masternewmedia.org&lt;wbr&gt;/it&lt;/a&gt;) con il titolo "Social Media Marketing: Guida Per Chi Inizia" (link all'articolo originale &lt;a href="http://www.masternewmedia.org/it/video_online_internet_television/pubblicare-video-online/guida-al-video-publishing-per-chi-inizia-parte-1-20080212.htm" target="_blank"&gt;http://www.masternewmedia.org/it/social_networking/social-media-marketing/guida-per-chi-inizia-parte-2-20080304.htm&lt;/a&gt;". Rilasciato sotto licenza CC by-nc-sa 1.0 e ripubblicato con il permesso dell'editore".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-2655166665256845714?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.masternewmedia.org/it/social_networking/social-media-marketing/guida-per-chi-inizia-parte-2-20080304.htm' title='Social Media Marketing: Guida Per Chi Inizia'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/2655166665256845714/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=2655166665256845714&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/2655166665256845714'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/2655166665256845714'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/03/social-media-marketing-guida-per-chi.html' title='Social Media Marketing: Guida Per Chi Inizia'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-3759847674399933127</id><published>2008-03-02T12:28:00.001+01:00</published><updated>2008-03-02T12:31:43.458+01:00</updated><title type='text'>Netscape è arrivato al capolinea, ma i suoi nipotini sono in salute</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Da oggi Netscape conclude la sua lunga e gloriosa carriera Ma negli anni le alternative sono diventate adulte. Eccole &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://images.google.it/imgres?imgurl=http://vsr.informatik.tu-chemnitz.de/proseminare/www05/doku/browser/Bilder/Netscape_Logo.jpg&amp;amp;imgrefurl=http://techfox.wordpress.com/category/browser/&amp;amp;h=200&amp;amp;w=180&amp;amp;sz=8&amp;amp;hl=it&amp;amp;start=1&amp;amp;sig2=1XYehH4veLpMxXH6sub1Cg&amp;amp;um=1&amp;amp;tbnid=cN1WwFxEuU7CFM:&amp;amp;tbnh=104&amp;amp;tbnw=94&amp;amp;ei=6I_KR_S1OpzA-gKHytSgCQ&amp;amp;prev=/images%3Fq%3Dnetscape%2Blogo%26um%3D1%26hl%3Dit%26rlz%3D1B3GGGL_it___IT213%26sa%3DX"&gt;&lt;img style="border: 1px solid ;" src="http://tbn0.google.com/images?q=tbn:cN1WwFxEuU7CFM:http://vsr.informatik.tu-chemnitz.de/proseminare/www05/doku/browser/Bilder/Netscape_Logo.jpg" height="104" width="94" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;OGGI il web ha perso un pezzo della sua storia, se storia si possono chiamare poco più di dieci anni fulminanti che ci separano dal giorno in cui la rete entrò nelle case della gente comune. E non sembri un'esagerazione. Da oggi Netscape, lo storico programma con cui migliaia di persone sfogliarono le prime pagine web, non esiste più. Nessuna nuova versione, nessun supporto ufficiale, nessun aggiornamento di sicurezza. AOL, la società che dal 1999 ne detiene la proprietà e il marchio, consiglia al manipolo di nostalgici che lo usa ancora di cercare un'alternativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A dire il vero Netscape è un software morto da anni. Da quando il mercato dei software per navigare il Web fu letteralmente cancellato da un unico prodotto: Internet Explorer di Microsoft. Ma Explorer non è l'unica alternativa, e forse nemmeno la migliore. Ce ne sono altri con cui poter sostituire il vostro Netscape o, ipotesi ben più probabile, il vostro Internet Explorer.&lt;br /&gt;Negli ultimi anni della sua storia Netscape fu un software open source. Chiunque poté utilizzare la sua base di sviluppo per creare un nuovo prodotto da lanciare nella competizione con Explorer di Microsoft. E così è stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi Firefox, il browser nato da Netscape, è usato da milioni di utenti in tutto il mondo. Una recente analisi della francese XiTi Monitor lo accredita addirittura, ma forse è un dato troppo generoso, al 28 per cento nel mercato dei browser: solo tre anni fa quella cifra non superava l'8 per cento. A decretare questo successo è stata soprattutto la maggiore sicurezza che il browser garantisce rispetto al suo concorrente: Explorer è stato, ed è ancora, il bersaglio preferito di pirati informatici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terzo nella classifica de browser più usati su Windows è Opera, di gran lunga il più innovativo dei tre. Il piccolo programma norvegese è stato il primo ad introdurre la navigazione a schede (tabbed browsing) e molte delle innovazioni che gli altri hanno incluso solo mesi dopo. Tra le sue caratteristiche più apprezzate vi sono i diversi metodi di controllo che offre: si può usarlo con comandi vocali, con i gesti del mouse o utilizzando i molti comandi da tastiera. L'azienda che lo produce lo definisce anche il "browser più veloce" sul mercato: le pagine si aprono velocemente e le complesse e pesanti applicazioni Web si possono usare senza rallentamenti. Opera integra anche un programma di posta elettronica e un client per scaricare file dalla rete Peer to Peer BitTorrent.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da Firefox è nato Flock, il browser per il Web 2.0. Se avete un blog o passate ore ad aggiornare il vostro account di Facebook o a navigare i video su Youtube dovete provarlo. Oltre alle classiche funzioni presenti in ogni browser, Flock succhia l'anima sociale del Web. Direttamente dal programma è possibile pubblicare messaggi su un blog, inviare foto su Flickr o interagire con i propri contatti di Facebook. Flock permette di cercare video su Youtube o foto da diversi siti di photo sharing direttamente dal suo interno utilizzando una Media bar visualizzata sotto le normali barre degli indirizzi. Il programma si integra in oltre 10 servizi del cosiddetto Web 2.0, compresi i noti e frequentati Twitter, My Space o LiveJournal.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nostra rassegna potrebbe anche terminare qui: le decine di altri prodotti per Windows non fanno altro che replicare, in forme più o meno evolute, le funzionalità dei quattro segnalati sopra. Ce ne sono tuttavia alcuni che offrono usi specialistici: c'è SpaceTime, un browser che introduce un'interfaccia tridimensionale sovrapponendo le finestre all'interno dello spazio di navigazione e utilizzando ricerche speciali per Youtube, Flickr e siti affini; c'è Indywiki, un'applicazione con cui navigare esclusivamente i contenuti di Wikipedia, organizzati nella pagina in una forma più comprensibile; c'è Kirix Strata particolarmente utile in quei casi in cui si voglia estrarre dalle pagine navigate dati strutturati in forma tabellare e ordinarli, copiarli o modificarli attraverso un'interfaccia dedicata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molte più funzioni e interfacce più a misura d'utente saranno disponibili nei browser pronti a debuttare nel 2008. Safari, l'apprezzato browser per Mac OS X, è da tempo in sviluppo anche per Windows e promette la stessa usabilità e la stessa velocità di navigazione anche per la piattaforma di Redmond. Il futuro Firefox 3, previsto per la prima metà del 2008, introdurrà un sistema chiamato Places per dare all'utente un maggior controllo delle attività eseguite sul browser: siti visitati, segnalibri, download, contenuto organizzato in tag. Explorer raggiungerà entro quest'anno la versione 8 e introdurrà una maggiore compatibilità con gli standard del Web così come stabiliti dal consorzio WWW.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il vero terreno di scontro non è solo il Pc. I principali produttori stanno già affilando le armi per il boom che sta per arrivare: quello della navigazione mobile, eseguita su cellulari di ultima generazione o su terminali portatili. Con l'iPhone Apple ha dimostrato come un telefonino possa essere usato per navigare con facilità quasi il cento per cento dei siti, Opera ha da tempo disponibili due versioni del proprio prodotto per cellulari mentre Mozilla, la produttrice di Firefox, ha già annunciato una versione mobile del fortunato browser. Mettere le mani oggi sui dispositivi mobili significa creare una breccia da usare poi per vendere servizi più remunerativi: musica, video, suonerie e tutte ciò che vedremo in un futuro che oramai è presente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FRANCESCO CACCAVELLA - repubblica.it (1 marzo 2008)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-3759847674399933127?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/3759847674399933127/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=3759847674399933127&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/3759847674399933127'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/3759847674399933127'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/03/netscape-arrivato-al-capolinea-ma-i.html' title='Netscape è arrivato al capolinea, ma i suoi nipotini sono in salute'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-7796179290300005783</id><published>2008-02-28T08:09:00.000+01:00</published><updated>2008-02-28T08:10:40.296+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='infrastrutture'/><title type='text'>WiMax, è finita l'asta dei record, allo Stato 135 milioni di euro</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Assegnate tutte le licenze. La sorpresa Ariadsl in teoria&lt;br /&gt;potrebbe creare una rete wireless a copertura nazionale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;        &lt;div class="fotosxb"&gt;      &lt;img src="http://www.repubblica.it/2006/10/sezioni/scienza_e_tecnologia/banda-larga/mercoledi-27/este_27181157_12060.jpg" alt="" /&gt;                  &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA - È terminata oggi, dopo nove giorni di sorprese e rilanci furibondi, l'asta dei record: si sono chiuse le ultime tre aree della gara e ora si va quindi all'aggiudicazione di tutte le licenze. Il valore complessivo è da record, in Europa: circa 135 milioni di euro (il valore esatto sarà dato domani dal Ministero delle Comunicazioni in conferenza stampa). Ha superato anche i 125 milioni di euro totalizzati dall'asta francese. Ariadsl si è confermata la protagonista dell'asta: ha vinto oggi anche nelle macroregioni dell'area due (Valle d'Aosta-Piemonte-Liguria-Toscana), area quattro (Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise) e in Sicilia. L'altra licenza macroregionale è stata presa da eVia (gruppo Retelit), in area due, e da Telecom in area quattro. Sorpresa in Sicilia: si è ritirata Telecom, lasciando le licenze ad A. F. T. e a Tourist Ferry Boat, oltre alla solita Ariadsl.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A. F. T. ha fatto man bassa di licenze regionali, nelle varie aree della gara. Ha preso oggi tutte quelle dell'area quattro. In area due si è distinta anche Mgm Productions (Odeon Tv), che dopo rilanci agguerriti è riuscita a strappare la licenza per la Liguria (il cui valore è cresciuto di ben sette volte rispetto alla base d'asta).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riassumendo, quindi: nei giorni scorsi si sono chiuse le altre aree di gara; nella uno (Lombardia, Bolzano, Trento) hanno prevalso Ariadsl (con offerta record di 11 milioni di euro) ed eVia. La licenza regionale lombarda sarà di A. F. T. Nella cinque (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria), le licenze macroregionali andranno a Telecom e ad Ariadsl. Anche in questo caso, tutti i diritti regionali vanno invece ad A. F. T. In area tre (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Marche) le licenze andranno a eVia e Ariadsl.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le licenze sarde andranno a Telecom, Ariadsl e A. F. T.&lt;br /&gt;Il valore dell'asta è levitato così tanto, oltre le previsioni pre-gara, soprattutto grazie ai forti rilanci di Ariadsl, che può contare su fondi di un magnate israeliano, Davidi Gilo. Con le proprie offerte ha messo sul piatto più di un terzo del valore complessivo dell'asta, facendolo salire oltre i livelli che Mediaset considerava accettabili (per questo motivo ha abbandonato la gara).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso sarà interessante scoprire come Ariadsl intenderà utilizzare le molte licenze conquistate, che gli daranno la possibilità di creare una rete WiMax a copertura nazionale. "Si è dimostrata quindi infondata la paura, prevalente prima della gara, che i grossi operatori avrebbero preso molte licenze lasciando a bocca asciutta i nuovi entranti", commenta Fulvio Sarzana, avvocato esperto di Internet e attento osservatore di quest'asta. Chiusa quell'incognita, se ne apre un'altra: come farà Ariadsl a rientrare nei grossi investimenti fatti in quest'asta, considerato che il WiMax è soprattutto una tecnologia per il digital divide, dove il mercato è solo una nicchia? Nei prossimi mesi, nei piani di Ariadsl, la risposta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(27 febbraio 2008) repubblica.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-7796179290300005783?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/7796179290300005783/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=7796179290300005783&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/7796179290300005783'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/7796179290300005783'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/02/wimax-finita-lasta-dei-record-allo.html' title='WiMax, è finita l&apos;asta dei record, allo Stato 135 milioni di euro'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-278357045067167638</id><published>2008-02-27T15:50:00.002+01:00</published><updated>2008-12-09T14:12:24.651+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='web contro carta'/><title type='text'>La nobel Jelinek: un libro solo per il web</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_lzEkhNM2r20/R8G0SNU7v3I/AAAAAAAAACU/Pd25IJTdp8U/s1600-h/elfriede.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5170612072106147698" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left; width: 233px; height: 232px;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_lzEkhNM2r20/R8G0SNU7v3I/AAAAAAAAACU/Pd25IJTdp8U/s320/elfriede.jpg" border="0" height="253" width="247" /&gt;&lt;/a&gt;Il premio Nobel &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Elfriede_Jelinek"&gt;Elfriede Jelinek&lt;/a&gt; sta scrivendo un nuovo romanzo. Titolo: Neid (Invidia). Una bella notizia anche per gli italiani che hanno letto i suoi libri nelle edizioni Frassinelli, Einaudi, Castelvecchi. C’è, però, dell’altro. Elfriede Jelinek non consegnerà mai la sua nuova opera alle librerie. No, si affiderà al web.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;La notizia era stata divulgata l’estate scorsa e pochi giorni fa il Sole 24 ore ha approfondito la questione dedicando all'argomento un pezzo di &lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tempo%20libero%20e%20Cultura/2008/02/elfriede-jelinek-Privatroman.shtml?uuid=4da1cf46-dad3-11dc-a54d-00000e251029&amp;amp;type=Libero"&gt;apertura&lt;/a&gt; sul domenicale culturale.&lt;br /&gt;Scrive Flavia Foradini: “Parla del suo nuovo libro, Elfriede Jelinek, un “Privatroman”, un romanzo privato che esiste ma non vedrà la luce delle librerie, perché non verrà impresso sulla carta: “Mai”, dice risoluta la più seguita ed apprezzata scrittrice austriaca vincitrice del Premio Nobel per la Letteratura 2004 per la sua capacità di scardinare con il suo favoloso virtuosismo linguistico i cliches della società dei consumi, gli infingimenti dei media, le ipocrisie delle retorica politica. Neid (invidia) , lo si può leggere soltanto in tedesco e soltanto sul sito della scrittrice austriaca , dove ha fatto capolino la primavera scorsa con un primo capitolo, cui ne hanno fatto seguito altri tre (...).&lt;br /&gt;Contrariamente ad altri esperimenti di questo tipo, composti da autori di bestseller internazionali, per chi in Internet apre &lt;a href="http://www.elfriedejelinek.com/"&gt;http://www.elfriedejelinek.com/&lt;/a&gt; la lettura è del tutto gratuita: “Volevo che fosse un accesso libero. Se a qualcuno poi il mio romanzo non piace, con un clic se ne può allontanare senza lasciare traccia”. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il Sole 24 ore ne aveva già parlato lo scorso luglio con un &lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tempo%20libero%20e%20Cultura/2007/07/libro-online-jelinek-neid.shtml?uuid=40c488d2-337a-11dc-900e-00000e251029&amp;amp;DocRulesView=Libero"&gt;articolo&lt;/a&gt; di Stefano Salis che fece una considerazione cruda, anche se in certi casi condivisibile: “Il web pullula di inediti (la stragrande maggioranza tale perché privi dei requisiti di base per arrivare alla pubblicazione cartacea) ma, lentamente, si riempie anche di contributi originali – e non parliamo dei blog letterari, il più delle volte stucchevoli elenchi di gusti personali dei titolari – di autori già editi o che, magari, godono di solida fama (in Italia, il caso di &lt;a href="http://www.wumingfoundation.com/italiano/presentazione.htm"&gt;Wu Ming&lt;/a&gt; è esemplare).”. Ma che contribuì al dibattito sottolineando che “il fatto che un Nobel – che di certo non avrebbe problemi a trovare chi lo pubblichi e, anzi, sul web rinunci, presumibilmente, a lauti guadagni per sé e per il suo editore – rinunci alla carta, fa pensare che la stessa percezione di cosa sia la letteratura (di che ruolo abbiano, e chi siano gli scrittori) si stia modificando”. Se conoscete il tedesco, la Jelinek è già on line.&lt;br /&gt;Rosa Maria Di Natale&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bitletteratura.blogspot.com/"&gt;BitLit&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-278357045067167638?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://bitletteratura.blogspot.com/2008/02/jelinek-e-il-web-che-invidia.html' title='La nobel Jelinek: un libro solo per il web'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/278357045067167638/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=278357045067167638&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/278357045067167638'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/278357045067167638'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/02/la-nobel-jelinek-un-libro-solo-per-il.html' title='La nobel Jelinek: un libro solo per il web'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_lzEkhNM2r20/R8G0SNU7v3I/AAAAAAAAACU/Pd25IJTdp8U/s72-c/elfriede.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-1387884028098328271</id><published>2008-02-27T15:48:00.000+01:00</published><updated>2008-02-27T15:49:21.632+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libertà telematica'/><title type='text'>Rimosse le vignette su Maometto, il Pakistan revoca censura YouTube</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Per bloccarle aveva mandato in tilt il sito di video amatoriali&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Le autorità di Islamabad si giustificano: non è stato intenzionale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;        &lt;div class="fotosxb"&gt;      &lt;img src="http://www.repubblica.it/2006/07/sezioni/scienza_e_tecnologia/you-tube-video/pakistan-due/ap_12357059_23190.jpg" alt="" /&gt;                    &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ISLAMABAD - Accesso libero su YouTube in Pakistan. Le autorità di Islamabad hanno revocato il bando contro il più famoso sito di video. Il governo pachistano aveva imposto ai server internet di bloccare l'accesso a YouTube finché non avesse tolto vignette e caricature del profeta Maometto. Il sito ha accettato di togliere le vignette considerate blasfeme e l'autorità delle telecomunicazioni pachistane ha annunciato di aver dato istruzione per rimuovere la censura. Ma il blocco pachistano ha provocato un black out che ha mandato in tilt il sito a livello globale per circa due ore durante il week-end.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'authority di Islamabad ha replicato che la cosa non è stata intenzionale e che potrebbe essere solo la momentanea conseguenza del blocco sull'indirizzo web di YouTube da parte di qualche compagnia internazionale che serviva anche il Pakistan. In una nota, YouTube ha detto che in futuro lavorerà perché non si ripetano simili conseguenze di fronte alla censura operata da un singolo paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(26 febbraio 2008)repubblica.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-1387884028098328271?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/1387884028098328271/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=1387884028098328271&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/1387884028098328271'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/1387884028098328271'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/02/rimosse-le-vignette-su-maometto-il.html' title='Rimosse le vignette su Maometto, il Pakistan revoca censura YouTube'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-7780321468042627009</id><published>2008-02-26T08:30:00.001+01:00</published><updated>2008-02-26T08:35:13.761+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libertà telematica'/><title type='text'>Il Pakistan manda in tilt YouTube, sito oscurato in mezzo mondo</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Le autorità di Islamabad hanno chiesto ai provider locali di bloccare il servizio. "Materiale offensivo nei confronti dell'Islam". Ma il black out si è esteso agli altri Paesi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;        &lt;div class="fotosxb"&gt;      &lt;img src="http://www.repubblica.it/2006/07/sezioni/scienza_e_tecnologia/you-tube-video/pakistan-youtube/este_25182209_22180.jpg" alt="" /&gt;Il Pakistan manda in tilt YouTube&lt;br /&gt;Sito oscurato in mezzo mondo"                    &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Niente filmati, canzoni, video amatoriali e molto, molto altro. YouTube, il popolarissimo sito per la condivisione di materiale video generato dagli utenti, si è oscurato per due ore domenica in quasi tutto il mondo. Un hacker? No, un governo: il black out si deve alle autorità pachistane, che, volendo bloccarne l'accesso nel Paese, hanno erroneamente mandando in tilt la pagina web a livello globale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Google, proprietaria del servizio, ha fatto sapere con una nota che i "protocolli internet erronei" responsabili del black out originavano in Pakistan. Sul banco degli imputati ci sono, in particolare, la Pakistan Telecom e l'Internet service provider PCCW, intervenute, su precisa richiesta del governo, reindirizzando tutti gli utenti che tentavano di connettersi, per evitare che avessero accesso a materiale considerato offensivo nei confronti dell'Islam. Qualcosa, però, è andato storto perché oltre che in Pakistan, YouTube è ammutolito anche nel resto del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A provocare l'intervento censorio sono state ancora una volta le vignette satiriche danesi sul profeta Maometto, che provocarono la reazione sdegnata di moltissimi musulmani, recentemente ristampate dai quotidiani danesi in difesa della libertà di parola ed opinione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per evitare che potessero essere viste, il governo di Islamabad ha quindi ordinato a vari provider locali di bloccare YouTube. Forse per eccesso di zelo, forse per un genuino errore, la censura è andata al di là dei confini nazionali, bloccando il sito tout court. Il blocco è terminato solo dopo che la Pccw è stata informata del problema dagli ingegneri di YouTube.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Abbiamo determinato che il problema ha avuto origine in Pakistan" - si legge nel comunicato diffuso da Google. "Stiamo indagando e lavorando con altri nella comunità di Internet per far sì che ciò non accada più".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalla sua nascita, tre anni fa, il servizio che permette agli utenti di "broadcast themselves" è cresciuto a dismisura, diventando anche un importante elemento di dibattito politico. Parallelamente, sono cresciuti i tentativi di regolamentarizzarlo. Il caso di Islamabad è solo l'ultimo in ordine di tempo: prima contro YouTube erano intervenuti il Brasile, la Cina, l'Iran, il Marocco, la Birmania, Siria e Thailandia. I motivi? Vari, dall'accusa di ospitare materiale sovversivo, immorale, imbarazzante per figure pubbliche a quella di offendere i regnanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa volta, le autorità pachistane sono interventute citando a sostegno della richiesta di blocco la proliferazione di materiale "non-islamico, dal contenuto discutibile".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(25 febbraio 2008) repubblica.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-7780321468042627009?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/7780321468042627009/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=7780321468042627009&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/7780321468042627009'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/7780321468042627009'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/02/il-pakistan-manda-in-tilt-youtube-sito.html' title='Il Pakistan manda in tilt YouTube, sito oscurato in mezzo mondo'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-3012899486679264411</id><published>2008-02-26T08:26:00.001+01:00</published><updated>2008-02-26T08:29:26.344+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='canonerai'/><title type='text'>Chi ha il computer deve pagare il canone RAI?</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"Canone tv anche per i computer", consumatori in rivolta contro la Rai&lt;br /&gt;Anche chi ha solo il pc deve pagare. Esplode la protesta&lt;br /&gt;Il Garante del contribuente: toni minatori nelle lettere di sollecito&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="photo_container pc_m"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/krisdecurtis/994585094/" title="Target: RAI - Viale Mazzini 14 - ROME"&gt;&lt;img src="http://farm2.static.flickr.com/1158/994585094_3bc2c46431_m.jpg" alt="Target: RAI - Viale Mazzini 14 - ROME" class="pc_img" height="162" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;TORINO - Una pioggia di ricorsi contro il pagamento del canone Rai sta arrivando a Torino, nella sede piemontese del Garante per il contribuente. Meno di 200 segnalazioni due anni fa, quasi 600 l'anno scorso e il numero pare destinato ad aumentare. Sono le proteste di cittadini che pur avendo disdetto l'abbonamento alla televisione o pur non avendo un apparecchio televisivo, vengono rintracciati dal Sat, il Servizio abbonamenti televisivi che ha sede a Torino, e ricevono una lettera in cui li si invita, con toni severi, a regolarizzare la loro posizione e a pagare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Non si capisce con quale criterio il Sat invii queste lettere - afferma Silvio Pieri, il presidente dell'ufficio del Garante del contribuente del Piemonte, competente per territorio - ma è sicuro che hanno dei toni decisamente minatori. Si paventano blocchi amministrativi delle auto o pignoramenti senza che la legge lo preveda. Per questo stiamo valutando la possibilità di presentare un esposto in procura per abuso d'ufficio".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molti pagano, ma sono sempre più numerosi coloro che si rivolgono al Garante, magari attraverso associazioni di consumatori. Come il Comitato per una libera informazione radio televisiva, attivo soprattutto nel Nordest, e l'Aduc di Firenze, che da anni si batte per l'abolizione del canone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La questione, in effetti, è di dubbia interpretazione e soprattutto è regolamentata da un regio decreto del 1938, quando addirittura c'era soltanto la radio, che poco si adatta alle evoluzioni della tecnologia che da allora ci sono state. Secondo la norma deve pagare chiunque detenga un "apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle radioaudizioni" e questo significa che anche un computer con una scheda tv, ma paradossalmente anche un videofonino, possono essere adattati per ricevere programmi tv. E infatti nelle lettere che la Rai invia nelle case si precisa "compresi personal computer, decoder digitali e altri apparati multimediali". Definizione altrettanto vaga: avere un pc senza scheda tv significa lo stesso avere un televisore?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Un tempo chi comprava un televisore veniva registrato con nome e indirizzo, mentre adesso questo non si fa più e in effetti l'evasione è aumentata moltissimo - sostiene Silvio Pieri - Ma non si può rispondere all'illegalità con altra illegalità. A norma di legge per rescindere un contratto tv basta mandare una raccomandata, ma il Sat poi continua a tempestare di lettere chiedendo la compilazione di moduli. Inoltre quando si chiude un abbonamento si paga ancora una tassa di suggellamento che sarà pure di pochi euro, ma non c'è più nessuno che venga a impacchettare il televisore che non si usa più".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ragioni invocate da più parti per l'abolizione del canone. "Credo sia opportuna una modifica della legge - conclude il Garante del Piemonte - una proposta potrebbe essere quella di una tassa sull'acquisto di un televisore in cambio dell'abolizione del canone. In effetti l'origine stessa del canone viene meno, visto che un tempo doveva servire per garantire il servizio pubblico anche nelle zone in cui non rendeva trasmettere, mentre ora con il satellite si arriva ovunque senza problemi".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;repubblica.it (24 febbraio 2008)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-3012899486679264411?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/3012899486679264411/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=3012899486679264411&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/3012899486679264411'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/3012899486679264411'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/02/chi-ha-il-computer-deve-pagare-il.html' title='Chi ha il computer deve pagare il canone RAI?'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm2.static.flickr.com/1158/994585094_3bc2c46431_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-6072434653457589756</id><published>2008-02-25T08:00:00.001+01:00</published><updated>2008-02-27T12:07:26.907+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='infrastrutture'/><title type='text'>San Francisco, il WiFi corre sul bus</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;a href='http://www.pitelefonia.it/p.aspx?i=2199188'&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;a href='http://www.pitelefonia.it/p.aspx?i=2199188'&gt;&lt;img alt='il servizio' src='http://www.punto-informatico.it/punto/20080225/c2.jpg' align='right'/&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;San Francisco - Il traffico e la viabilità cittadina sono questioni sempre più urgenti e l'efficienza dei mezzi pubblici può rappresentare una delle soluzioni più adatte. Per dare al trasporto urbano una caratteristica innovativa e - si spera - un servizio più efficiente, San Francisco ha varato il progetto The Connected Bus: 800 autobus dotati di connessione WiFi per migliorare la qualità della viabilità cittadina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il servizioI nuovi mezzi pubblici iniziano oggi le loro corse. Chi sta immaginando autobus pieni di passeggeri con laptop aperto e smartphone collegato ad Internet non è fuori strada, ma c'è ben altro: l'iniziativa - parte del più ampio progetto Connected Urban Development program di Cisco - prevede che i mezzi siano dotati di schermi touchscreen interattivi, in grado di fornire ai passeggeri (tra qualche schermata pubblicitaria) le più svariate informazioni sulla tratta urbana, le fermate, i tempi di percorrenza, le emissioni, la qualità dell'aria. Ma anche notizie di interesse turistico, la mappa cittadina e indicazioni sui punti di interesse lungo il percorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il servizioIl sistema fornisce anche un diario di bordo, una sorta di "scatola nera" del mezzo, che ha però l'utilità di fornire alla Muni (l'azienda dei trasporti municipale) tutte le informazioni utili per le operazioni di manutenzione dei bus.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non mancherà, come detto, la possibilità di fruire di un accesso Internet gratuito (o meglio, compreso nel costo della corsa), ma chi sfrutta l'autobus per coprire una breve distanza urbana lo apprezzerà poco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il bus prevede anche la tecnologia Transit Signal Priority, che conta i passeggeri e che consente, al veicolo più "popolato", di avere priorità agli incroci rispetto agli autobus più vuoti: i semafori, sincronizzati con il contapersone a bordo dei mezzi, concederanno più rapidamente il verde agli autobus più affollati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dario Bonacina - punto informatico&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-6072434653457589756?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/6072434653457589756/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=6072434653457589756&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/6072434653457589756'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/6072434653457589756'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/02/san-francisco-il-wifi-corre-sul-bus.html' title='San Francisco, il WiFi corre sul bus'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-3152262118822426522</id><published>2008-02-22T17:54:00.004+01:00</published><updated>2008-03-05T11:36:47.690+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='video'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guide'/><title type='text'>Pubblicare Video Online: Guida Al Video Publishing Per Chi Inizia</title><content type='html'>&lt;h2&gt;Creare il Tuo Video&lt;/h2&gt; &lt;p&gt;&lt;span class="photo_container pc_m"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/ehiuomo/399656944/" title="Voglio solo limonare"&gt;&lt;img src="http://farm1.static.flickr.com/138/399656944_024c0ca396_m.jpg" alt="Voglio solo limonare" class="pc_img" height="174" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ovviamente, la prima cosa da fare&lt;/strong&gt; è proprio creare un video partendo da zero. Ci sono molti motivi differenti per girare un video e pubblicarlo online. Ecco quali sono gli utilizzi più comuni dei video online.&lt;/p&gt;&lt;strong&gt;In questa guida per chi inizia a pubblicare video online&lt;/strong&gt;, ti mostrerò tutto quello che c’è da sapere per metterti subito all’opera e, al tempo stesso, diventare un vero guru dei video online. Ti farò vedere:&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Come creare il tuo video&lt;/strong&gt;. Ti consiglierò gli strumenti più adatti per girare un video da inserire nel tuo blog, per creare una trasmissione in diretta come quelle della TV tradizionale, per registrare un’intervista anche a chilometri di distanza, per mostrare agli altri uno &lt;a href="http://www.masternewmedia.org/it/Gli_Screencast_e_i_migliori_software_per_screencasting_20060405.htm"&gt;screencast&lt;/a&gt; del tuo schermo o più semplicemente per fare una compilation di tanti video messi insieme.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Come editare i video&lt;/strong&gt;, aggiungere effetti particolari ed esportare il tuo video in diversi formati grazie a servizi online e programmi da installare sul tuo computer.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Dove pubblicare il tuo video online&lt;/strong&gt; e quali sono le differenze e le varie offerte dei servizi attualmente disponibili.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Come monetizzare i video&lt;/strong&gt;, cioè cosa fare per riuscire a guadagnare dei bei soldoni con il tuo video.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Quale tipo di licenza scegliere per i tuoi video&lt;/strong&gt;, per fare in modo che la comunità online possa condividerlo con gli altri in tutta tranquillità e senza correre alcun rischio.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Come promuovere il tuo video&lt;/strong&gt; grazie ad alcuni piccoli suggerimenti pratici, per far si che il tuo video venga visto da più gente possibile.&lt;/li&gt;&lt;p&gt;E infine ...&lt;/p&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Una serie di risorse aggiuntive&lt;/strong&gt;, dove potrai trovare tanto altro materiale interessante se sei appassionato di video publishing e vuoi imparare sempre meglio come pubblicare video online.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;Allora, sei pronto?! ;-)&lt;/p&gt; Ecco i dettagli:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Video Blogging&lt;/strong&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Se vuoi entrare subito nel mondo del video publishing&lt;/strong&gt;, ti basta semplicemente aprire un video blog, quello che in gergo viene anche detto “vlog”. Creare un video blog è semplicissimo ed è praticamente a costo zero. Infatti, su internet ci sono un sacco di piattaforme dove puoi aprire un blog e un bel po’ di strumenti gratuiti che ti aiuteranno a creare il tuo personalissimo video show.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Un video blog è essenzialmente un blog utilizzato per pubblicare video online periodicamente. Nel video si può parlare di tutto: dagli argomenti più impegnativi a quelli più frivoli. Per realizzare un video da pubblicare su un video blog, il più delle volte l’autore si posiziona davanti a una telecamera o addirittura davanti alla sua webcam e comincia a parlare.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In genere, se il contenuto del video è interessante, il pubblico è disposto tranquillamente a fregarsene della scarsa qualità del video. Tuttavia, esistono dei semplici accorgimenti da seguire che sono in grado di migliorare la qualità complessiva del video e rendere questo formato, così semplice e casereccio, ancora più intrigante.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per capire meglio di cosa sto parlando, guarda questo video di &lt;a href="http://www.indymogul.com/post/491/a-moguls-born-every-minute"&gt;Eric Beck di Indy Mogul&lt;/a&gt;, in cui l’autore ha messo insieme spezzoni di video che mostrano quali sono le diverse angolazioni di ripresa che potrebbero rendere il tuo video ancora più interessante. Le stesse tecniche di ripresa sono utilizzate da video blogger famosi come &lt;a href="http://www.zefrank.com/theshow/"&gt;Ze Frank&lt;/a&gt; e video blog come &lt;a href="http://askaninja.com/"&gt;Ask a Ninja&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Se hai una certa dimestichezza con i video&lt;/strong&gt;, puoi anche inserire scritte in sovraimpressione o screencast. Non hai limiti alla tua creatività. Per avere un'idea di fin dove si possa arrivare ti consiglio di dare un’occhiata ai bellissimi video online del team &lt;a href="http://www.rocketboom.com/vlog/"&gt;Rocketboom&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Trasmissioni in Diretta&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Se vuoi un approccio ancora più soft al video publishing&lt;/strong&gt; puoi seguire l’esempio di &lt;a href="http://www.robingood.tv/"&gt;Robin Good&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.justin.tv/"&gt;Justine Kan&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://chris.pirillo.com/live/"&gt;Chris Pirillo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Far questo tipo di video è molto semplice! Non devi fare altro che registrarti a servizi come &lt;a href="http://www.ustream.tv/"&gt;Ustream&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.mogulus.com/"&gt;Mogulus&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.justin.tv/"&gt;JustinTV&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.blogtv.com/"&gt;BlogTV&lt;/a&gt; o &lt;a href="http://operator11.com/"&gt;Operator11&lt;/a&gt;, girare la webcam verso di te e iniziare subito a trasmettere, in diretta streaming, in tutto il mondo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non appena hai finito di girare il video, il tuo lavoro viene salvato, in modo che tu possa rivederlo subito dopo o utilizzarlo successivamente all’interno del tuo sito web o blog…figo! ;-)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;A mio parere, la piattaforma più stabile tra tutte quelle che ti ho elencato è &lt;a href="http://www.ustream.tv/"&gt;Ustream&lt;/a&gt;. Tra l’altro, è anche quella usata da Robin Good per trasmettere in diretta il su programma ”&lt;a href="http://www.masternewmedia.org/it/2007/05/22/come_diventare_editore_di_te.htm"&gt;Come Aiutare i Piccoli a Diventare Grandi&lt;/a&gt;”. Se poi hai bisogno di fare anche delle interviste a distanza, servizi come &lt;a href="http://www.mogulus.com/"&gt;Mogulus&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.mogulus.com/"&gt;Operator11&lt;/a&gt; sono quello che fa per te.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Se vuoi saperne di più su tutti questi bei servizi, ti consiglio di dare un’occhiata alla mia &lt;a href="http://www.masternewmedia.org/it/2007/04/25/trasmetti_dal_vivo_sul_web.htm"&gt;mini guida per trasmettere in diretta via web&lt;/a&gt; oppure all’articolo di Robin Good “&lt;a href="http://www.masternewmedia.org/it/video_internet_television/live-video-streaming/ustream-vs-mogulus-quale-servizio-di-live-video-streaming-miliore-20071009.htm"&gt;UStream VS Mogulus&lt;/a&gt;”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Interviste a Doppio Schermo&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Se vuoi fare interviste a doppio schermo&lt;/strong&gt;, credo di avere quello che fa per te. Così potrai fare delle interviste online con i tuoi contatti a qualunque distanza essi si trovino…non è fantastico?!&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Uno degli strumenti che ti consiglio di utilizzare per fare le tue interviste online è &lt;a href="http://www.sightspeed.com/"&gt;SightSpeed&lt;/a&gt;, di cui proprio &lt;a href="http://www.masternewmedia.org/it/editoria_indipendente/registrare-video/registrare-interviste-video-online-con-SightSpeed-6-20070918.htm"&gt;Robin Good ha scritto una bella recensione&lt;/a&gt; qualche tempo fa. Con SightSpeed puoi registrare una video intervista con la stessa facilità con cui fai una videochiamata. Tutto il video sarà salvato in un unico file o in più file separati, in modo che tu possa editarli successivamente. In più, SightSpeed è compatibile sia con Mac che con Windows, quindi è un valido strumento cross-platform.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Un altro bel programma per fare delle interviste online è &lt;a href="http://www.apple.com/it/macosx/features/ichat.html"&gt;iChat&lt;/a&gt; della Apple, che nella sua ultima versione è stato ulteriormente migliorato. Purtroppo, ha l’inconveniente di non girare sotto Windows, ma se devi registrare interviste solo da Mac a Mac, secondo me iChat non ha rivali.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Altrimenti, puoi utilizzare il servizio &lt;a href="http://www.blogtv.com/"&gt;BlogTV&lt;/a&gt;, anche se la qualità dei video è decisamente inferiore di quella raggiungibile con SightSpeed.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mashup&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Naturalmente, non devi per forza registrare il tuo video partendo da zero&lt;/strong&gt;. Se ti va, puoi creare un &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mashup_%28video%29"&gt;mashup di video&lt;/a&gt;. In questo caso, le possibilità che hai a disposizione sono infinite. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Fare un mashup significa prendere materiale video preesistente, modificarlo, tagliarlo e remixarlo per creare un video possibilmente ancora più interessante. Per fare questo, puoi utilizzare gli strumenti gratuiti che tra poco ti mostrerò.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Se non vuoi avere problemi, ti consiglio di utilizzare per i tuoi mashup soltanto materiale video non coperto da diritti d’autore. Non è una cosa impossibile, infatti, utilizzando la &lt;a href="http://search.creativecommons.org/"&gt;Creative Commons Search&lt;/a&gt; puoi trovare un marea di roba sotto Licenza Creative Commons che puoi usare in tutta tranquillità. Altrimenti, puoi sempre utilizzare materiale video completamente gratuito. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Se non sai dove trovarlo&lt;/strong&gt;, ti consiglio di guardare la mia &lt;a href="http://www.masternewmedia.org/it/video_internet_television/video-stock-footage/materiale-video-online-gratis-dominio-pubblico-per-i-tuoi-video-20070829.htm"&gt;guida su dove trovare materiale video gratuito&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Screencast&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Un altro modo semplice&lt;/strong&gt; per fare un video da mandare online è creare uno &lt;a href="http://www.masternewmedia.org/it/Gli_Screencast_e_i_migliori_software_per_screencasting_20060405.htm"&gt;screencast&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In parole povere uno screencast è una registrazione video di ciò che appare nello schermo del tuo computer. E’ l’ideale se vuoi mostrare ad altre persone il funzionamento di un software, fare la review di un servizio, un tutorial e tanto altro ancora.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Se vuoi creare uno screencast hai a disposizione un sacco di strumenti. Per farti un’idea, puoi iniziare a dare un occhiata al &lt;a href="http://www.loosewireblog.com/2006/06/directory_of_sc.html"&gt;post sul blog Loose Wire che raccoglie i migliori tool per lo screencasting&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Probabilmente, il migliore è &lt;a href="http://www.techsmith.com/camtasia.asp"&gt;Camtasia Studio&lt;/a&gt;. Se sei un utente Mac ti consiglio anche &lt;a href="http://www.shinywhitebox.com/home/home.html"&gt;iShowU&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.araelium.com/screencast/"&gt;Screenflick&lt;/a&gt; o &lt;a href="http://www.ambrosiasw.com/utilities/snapzprox/"&gt;Snapz Pro X&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Se vuoi un’alternativa gratuita puoi optare su &lt;a href="http://camstudio.org/"&gt;Camstudio&lt;/a&gt; per Windows oppure su &lt;a href="http://live.gnome.org/Istanbul"&gt;Istanbul&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.debugmode.com/wink/"&gt;Wink&lt;/a&gt; per Mac, che sono compatibili anche con Windows.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Secondo me, la soluzione più semplice per fare uno screencast è usare &lt;a href="http://www.jingproject.com/"&gt;Jing&lt;/a&gt;, il nuovo progetto di casa TechSmith, già produttore del famoso Camtasia Studio. &lt;a href="http://www.masternewmedia.org/it/2007/07/25/screencasting_per_tutti_jing.htm"&gt;L’ho recensito personalmente&lt;/a&gt; tempo fa qui su Master New Media.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Quando hai del materiale video a tua disposizione&lt;/strong&gt;, puoi editarlo e aggiungere effetti particolari, per renderlo ancora più professionale. Per fare questo, puoi utilizzare sia strumenti gratuiti disponibili online, sia programmi da installare direttamente sul tuo computer.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Editare il Video Sul Tuo Computer&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il modo più semplice per editare un video è utilizzare gli strumenti che hai a disposizione gratuitamente all’interno del tuo sistema operativo. Ad esempio, se sei un utente Windows puoi utilizzare &lt;a href="http://www.microsoft.com/italy/windows/products/windowsxp/winxp/using/moviemaker/default.mspx"&gt;Windows Movie Maker&lt;/a&gt;, mentre sei un utente Mac puoi utilizzare &lt;a href="http://www.apple.com/it/ilife/imovie/"&gt;iMovie&lt;/a&gt;. Se invece hai sistema operativo GNU/Linux puoi utilizzare &lt;a href="http://www.kinodv.org/"&gt;Kino&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Con ciascuno di questi programmi di video editing hai la possibilità di prendere i video girati con la tua telecamera o con la webcam e di metterli su una timeline, per modificarli o aggiungere effetti video particolari, come transizioni e dissolvenze.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Se vuoi diventare un vero guru del video editing&lt;/strong&gt;, lo strumento professionale per eccellenza è &lt;a href="http://www.apple.com/it/finalcutstudio/"&gt;Final Cut Studio 2&lt;/a&gt; della Apple. Altri strumenti per il video editing a livello professionale sono la suite Adobe &lt;a href="http://www.adobe.com/solutions/professionalvideo/"&gt;CS3 Production Premium&lt;/a&gt; oppure &lt;a href="http://www.sony.it/biz/view/ShowProduct.action?product=Vegas+Pro+8&amp;amp;site=biz_it_IT&amp;amp;pageType=Overview&amp;amp;imageType=Main&amp;amp;category=MediaSoftware"&gt;Sony Vegas&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.avid.com/solutions/postproduction/"&gt;Avid&lt;/a&gt;. Se sei intenzionato ad acquistare uno di questi prodotti, ti consiglio di iniziare subito a mettere da parte un bel gruzzoletto di soldi, perché costano davvero tanto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Se sei un utente Mac, ti consiglio anche &lt;a href="http://www.apple.com/it/finalcutexpress/"&gt;Final Cut Express&lt;/a&gt;, che ha funzionalità ridotte rispetto a Final Cut Pro, ma ha anche un prezzo decisamente più abbordabile. Se sei un utente Windows puoi trovare un prodotto simile dando un’occhiata alla famiglia di prodotti Sony Vegas più adatta alle tue esigenze.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Se invece vuoi un software di video editing gratuito e multi-piattaforma, una valida alternativa è &lt;a href="http://jahshaka.org/"&gt;Jahshaka&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Appena hai finito di editare il tuo video&lt;/strong&gt; ti può essere utile esportarlo anche in altri formati. Personalmente, ti consiglio di esportare il tuo video seguendo questi parametri:&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Audio MP3&lt;/strong&gt;, perché ormai è un formato di uso comune e soprattutto è molto leggero.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Video a risoluzione 640 x 480&lt;/strong&gt;, se fai ancora dei video per le TV Tradizionali in formato &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Aspect_ratio_%28image%29#4:3_standard"&gt;4:3&lt;/a&gt;. Se invece lavori in formato widescreen &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/16:9"&gt;16:9&lt;/a&gt;, puoi ottenere degli ottimi risultati a una risoluzione di 520 x 288 (&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Phase_alternating_line"&gt;PAL&lt;/a&gt; - Europa) oppure di 520 x 292 (&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/National_television_system_committee"&gt;NTSC&lt;/a&gt; - America e Giappone). &lt;p&gt;Ma comunque, finché mantieni una proporzione video (aspect ratio) tra 4:3 e 16:9 non dovresti avere alcuna distorsione del video.&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Qualità media&lt;/strong&gt;, se ne hai la possibilità.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Bitrate tra 300 e 700Kbps&lt;/strong&gt;, in relazione a chi è il tuo pubblico e a quanti utenti sei disposto a perdere alzando il valore del bitrate.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Codifica H.264&lt;/strong&gt;, se hai la possibilità di impostarla.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Editare il Video Direttamente Online&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Se vuoi editare e aggiungere effetti particolari al tuo video direttamente dalla finestra del tuo browser, anche qui non hai che l’imbarazzo della scelta.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;A mio avviso, i due migliori servizi di video editing online&lt;/strong&gt; sono &lt;a href="http://www.jumpcut.com/"&gt;Jumpcut&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://eyespot.com/"&gt;Eyespot&lt;/a&gt;. Entrambi questi strumenti, ti permettono, con una certa semplicità, di uploadare, tagliare, aggiungere effetti particolari ai tuoi video e di condividere il risultato finale sul web.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Se vuoi uno spunto per dare un’occhiata anche ad altri servizi puoi consultare la &lt;a href="http://www.masternewmedia.org/it/2007/02/26/online_video_editing_i_migliori.htm"&gt;mini guida ai servizi di video editing&lt;/a&gt; di Livia Iacolare. &lt;a href="http://www.masternewmedia.org/it/video/servizi_per_pubblicare_video_online_fare_editing_e_remix_20060418.htm"&gt;Se desideri saperne di più su Jumpcut e Eyespot&lt;/a&gt; leggi la recensione di Robin Good.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Se poi hai bisogno di aggiungere anche dei sottotitoli&lt;/strong&gt; o altre cose del genere al tuo video, ti consiglio di dare un’occhiata a &lt;a href="http://www.bubbleply.com/Default.aspx"&gt;BubblePLY&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Articolo pubblicato su Master New Media Italia (&lt;a href="http://www.masternewmedia.org/it" target="_blank"&gt;http://www.masternewmedia.org&lt;wbr&gt;/it&lt;/a&gt;) con il titolo "Pubblicare Video Online: Guida Al Video Publishing Per Chi Inizia - Parte 1" (link all'articolo originale &lt;a href="http://www.masternewmedia.org/it/video_online_internet_television/pubblicare-video-online/guida-al-video-publishing-per-chi-inizia-parte-1-20080212.htm" target="_blank"&gt;http://www.masternewmedia.org/it/video_online_internet&lt;wbr&gt;_television/pubblicare-video&lt;wbr&gt;-online/guida-al-video-publishi&lt;wbr&gt;ng-per-chi-inizia-parte-1&lt;wbr&gt;-20080212.htm&lt;/a&gt;". Rilasciato sotto licenza CC by-nc-sa 1.0 e ripubblicato con il permesso dell'editore".&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-3152262118822426522?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.masternewmedia.org/it/video_online_internet_television/pubblicare-video-online/guida-al-video-publishing-per-chi-inizia-parte-1-20080212.htm' title='Pubblicare Video Online: Guida Al Video Publishing Per Chi Inizia'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/3152262118822426522/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=3152262118822426522&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/3152262118822426522'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/3152262118822426522'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/02/pubblicare-video-online-guida-al-video.html' title='Pubblicare Video Online: Guida Al Video Publishing Per Chi Inizia'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm1.static.flickr.com/138/399656944_024c0ca396_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-6047513068243001281</id><published>2008-02-15T15:31:00.001+01:00</published><updated>2008-02-15T15:34:42.605+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='azienda digitale'/><title type='text'>Niente Partita IVA in home page? Multato!</title><content type='html'>&lt;span class="photo_container pc_m"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/redneck/872796940/" title="Product Placement: Café-Tasse"&gt;&lt;img src="http://farm2.static.flickr.com/1198/872796940_50dc0e366d_m.jpg" alt="Product Placement: Café-Tasse" class="pc_img" height="180" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sono in molti ad aver scritto a &lt;em&gt;Punto Informatico&lt;/em&gt; in questi mesi chiedendo lumi sull'applicazione di &lt;a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=1393318" target="_blank"&gt;quanto previsto dal DPR 633/72&lt;/a&gt;, ovvero l'obbligo di &lt;strong&gt;pubblicazione in home page della partita IVA&lt;/strong&gt;. Non c'è molto da dire se non che, come &lt;a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2083040" target="_blank"&gt;previsto da tempo&lt;/a&gt;, l'Agenzia delle Entrate ha effettivamente iniziato a irrogare &lt;strong&gt;multe&lt;/strong&gt; da centinaia di euro ai siti inadempienti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella comunicazione della sanzione, riportata qui in basso, si legge che l'obbligo &lt;strong&gt;è in vigore dal dicembre 2001&lt;/strong&gt; e si fa riferimento alla Risoluzione della stessa Agenzia, la 60 del maggio 2006, in cui si afferma:&lt;blockquote&gt;Il numero di Partita Iva, attribuito dagli Uffici dell'Agenzia a quanti intraprendono l'esercizio di impresa, arte o professione nel territorio dello Stato, deve essere indicato nella home-page del sito web anche nel caso in cui il sito venga utilizzato per scopi meramente propagandistici e pubblicitari, senza il compimento di attività di commercio elettronico&lt;/blockquote&gt;Per quanto paradossale possa sembrare un obbligo indifferibile di questo tipo a qualsiasi web designer, per quanto il numero di Partita Iva potrebbe tranquillamente trovare posto in una pagina dedicata del sito, quel numerino per le attività di "impresa, arte o professione" deve essere apposto in home-page.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In caso di omissione, la sanzione minima è di &lt;strong&gt;258 euro ma può salire fino a 2.065 euro&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ecco qui di seguito il testo della missiva giunta ad un lettore di &lt;em&gt;Punto Informatico&lt;/em&gt; per una violazione "riscontrata" in data 22 gennaio 2008.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img style="width: 310px; height: 469px;" src="http://www.punto-informatico.it/punto/20080215/gf.jpg" alt="la raccomandata dell'Agenzia" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img style="width: 337px; height: 595px;" src="http://www.punto-informatico.it/punto/20080215/gf1.jpg" alt="la raccomandata dell'Agenzia" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img style="width: 334px; height: 274px;" src="http://www.punto-informatico.it/punto/20080215/gf2.jpg" alt="la raccomandata dell'Agenzia" /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-6047513068243001281?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/6047513068243001281/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=6047513068243001281&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/6047513068243001281'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/6047513068243001281'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/02/niente-partita-iva-in-home-page-multato.html' title='Niente Partita IVA in home page? Multato!'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm2.static.flickr.com/1198/872796940_50dc0e366d_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-4905044699463801161</id><published>2008-02-11T12:54:00.001+01:00</published><updated>2008-02-11T15:05:56.615+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='google'/><title type='text'>I riflettori sul telefonino di Google</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;img src='http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/scienza_e_tecnologia/telefonini/3gsm-barcellona/este_477_39121.jpg' border='0' height='107' width='310'/&gt;        	          			        	        	          	                &lt;blockquote&gt;Da oggi la grande rassegna della comunicazione mobile&lt;br /&gt;Atteso l'esordio della piattaforma Android, dal gigante web&lt;br /&gt;Mobile world congress a Barcellona&lt;br /&gt;riflettori sul telefonino di Google&lt;br /&gt;dal nostro inviato ERNESTO ASSANTE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mobile world congress a Barcellona&lt;br/&gt;riflettori sul telefonino di Google&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;BARCELLONA - Oggi uno degli oggetti più attesi dell'anno si mostrerà per la prima volta: il Google Phone. Il luogo è Barcellona, l'occasione è quella dei Mobile World Congress che animerà le giornate spagnole fino al 14. Quattro giorni di fiera e di congresso, nel quale l'intera industria della comunicazione mobile si da convegno per tracciare un bilancio, per presentare le proprie novità, per illustrare le tendenze del futuro di un settore che continua ad essere in straordinaria evoluzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I temi sono quelli della comunicazione mobile, il Wi-Max, la tv, il gps, i contenuti (musica, giochi, cinema) ma a farla da padrone saranno come sempre le macchine, i nuovi modelli di smartphone, di Gps, di Pda, di telefoni cellulari, di console, di lettori mp3, di computer, di software, tutto quello che può essere messo in tasca o portato in giro con poco peso. E che, proprio per questo, sta cambiando il nostro modo di comunicare e di vivere l'intrattenimento. E che l'intrattenimento mobile diventi ogni giorno più importante lo conferma la presenza a Barcellona di Robert Redford, che martedì sera consegnerà i "Mobile Awards" e mercoledì terrà un attesissimo discorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I riflettori sono tutti per i primi modelli di telefoni targati Google, basati sulla piattaforma Android. L'azienda britannica di microprocessori Arm ha annunciato infatti che presenterà domani un prototipo di telefono cellulare basato proprio su questa piattaforma open source Google. Finora non è mai stato visto in pubblico alcun prototipo del telefonino di Google, annunciato lo scorso novembre insieme a 33 partner e del quale si parla da oltre un anno. Si tratterà comunque di un prototipo, perché i primi modelli veri e propri dovrebbero arrivare sul mercato non prima della seconda metà dell'anno. Sia T-Mobile di Deutsche Telekom che la taiwanese High Tech Computer (HTC) hanno detto di avere in programma di offrire telefoni basati su piattaforma Android.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moltissime le novità sul fronte dei cellulari, a partire dalla Nokia, che presenterà i suoi nuovi modelli di "convergenza", quelli della NSeries, primo fra tutti l'N96, un macchina "mostre" con camera digitale da 5.0 megapixel, display da 3.2 pollici touchscreen e memoria da 16 Gbyte. A fargli concorrenza ci saranno la LG, la Samsung, con la serie SGH-G810 con camera da 5.0 megapixel e schermo "touch", la Hewlett Packard, la Sony Ericsson e la Motorola, concentrati a proporre terminali "touch" con eccellenti funzioni musicali e video. Grande assente sul fronte dei telefoni la Apple, che dopo il lancio dell'iPhone in alcuni paesi europei sta prendendo tempo prima di proporre al mercato la versione Umts della sua macchina multimediale. Ma già circolano voci su un possibile "evento" Apple a fine febbraio che potrebbe sciogliere molti dubbi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(11 febbraio 2008)&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-4905044699463801161?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/4905044699463801161/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=4905044699463801161&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/4905044699463801161'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/4905044699463801161'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/02/i-riflettori-sul-telefonino-di-google.html' title='I riflettori sul telefonino di Google'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-1859551807077579583</id><published>2008-02-08T13:05:00.000+01:00</published><updated>2008-02-08T13:09:07.452+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libertà telematica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diritto d&apos;autore'/><title type='text'>Italia, al via la musica e le immagini degradate</title><content type='html'>&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2275/2244160636_ba0c990951_m.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sabato 9 febbraio 2008 &lt;a href="http://tinyurl.com/yv8ge5" target="_blank"&gt;entra in vigore&lt;/a&gt; la contestata &lt;a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2155649" target="_blank"&gt;modifica&lt;/a&gt; alla legge sul diritto d'autore che &lt;a href="http://www.interlex.it/Testi/l41_633.htm#70" target="_blank"&gt;permette&lt;/a&gt; la pubblicazione su internet di "immagini e musiche degradate per usi didatti e scientifici". Si tratta della &lt;strong&gt;prima norma in Italia ad autorizzare la pubblicazione online di intere opere coperte da copyright&lt;/strong&gt;, ma anche la prima a stabilire limiti qualitativi alla diffusione sul web. Un successivo decreto ministeriale dovrà, infine, indicare i confini per gli usi didattici e scientifici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma: una norma con qualche liberalizzazione e molti paletti. Ma vediamola nel dettaglio. Questo il testo del nuovo comma 1 bis (art. 70) in vigore da sabato:&lt;blockquote&gt;&lt;em&gt;È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali (...) sono definiti i limiti all'uso didattico o scientifico di cui al presente comma.&lt;/em&gt;&lt;/blockquote&gt;Le ambiguità del testo saltano subito all'occhio. Si parla di "musiche", senza citare la parte letteraria: sono escluse quindi le trasmissioni radiofoniche e, secondo alcune interpretazioni, addirittura anche &lt;strong&gt;le canzoni&lt;/strong&gt; (il fatto che il comma non liberalizzi le opere testuali rafforza quest'idea). Si parla di "immagini", termine che include le fotografie ma, stando al resto della legge, &lt;strong&gt;escluderebbe i video&lt;/strong&gt;. Si parla di "degrado", senza dare alcuna definizione o riferimento in proposito. Si parla di "usi didattici o scientifici": termini presenti in più punti nella legge sul diritto d'autore ma dei quali manca una definizione univoca. Mancano, infine, i limiti di utilizzo che verranno istituiti per decreto dal prossimo ministro della cultura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allo stato attuale, perciò, si ha per le mani una norma che si presta alle più diverse interpretazioni ed è quindi difficile e pericolosa da applicare.&lt;br /&gt;In attesa del &lt;a href="http://campaigns.wikia.com/wiki/Decreto_attuativo_LDA" target="_blank"&gt;decreto ministeriale&lt;/a&gt; che potrebbe cambiare lo stato delle cose, si è scatenato un &lt;a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2155649" target="_blank"&gt;putiferio&lt;/a&gt; in rete. Da un lato c'è chi afferma che gli &lt;em&gt;mp3&lt;/em&gt; e le immagini &lt;em&gt;jpg&lt;/em&gt;, essendo formati compressi, sono per loro stessa natura degradati e quindi liberamente scambiabili. Dall'altro chi afferma che il degrado sarà stimato in base agli standard della rete (e sarà quindi ancora maggiore), visto che il testo si riferisce specificamente all'uso su internet. Altri ancora &lt;a href="http://tinyurl.com/yv6la6" target="_blank"&gt;propongono&lt;/a&gt; stime differenti. Molte perplessità anche sul cosa siano gli "usi didattici e scientifici" e su quali saranno i limiti a riguardo imposti dal futuro decreto: non ci sono, infatti, precedenti univoci in questo senso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma: una legge animata da buoni propositi ma che rischia di trasformarsi in un pericoloso &lt;em&gt;boomerang&lt;/em&gt; per il mondo della Rete, perché nessuno può sapere come verrà applicata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo pochi giorni fa, intanto, il giurista Andrea Monti in un'&lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/scienza_e_tecnologia/diritti-web/legge-mp3/legge-mp3.html" target="_blank"&gt;intervista&lt;/a&gt; a &lt;em&gt;Repubblica.it&lt;/em&gt; aveva acceso le speranze di molti navigatori e blogger nazionali; secondo Monti, a causa di un errore, la nuova legge &lt;strong&gt;liberalizzerebbe lo scambio &lt;em&gt;peer to peer&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; di materiale coperto da copyright. Immediate le repliche &lt;a href="http://www.lucaspinelli.com/?p=23" target="_blank"&gt;critiche&lt;/a&gt;, tra le quali quella del noto giurista informatico &lt;a href="http://www.guidoscorza.it/" target="_blank"&gt;Guido Scorza&lt;/a&gt; che &lt;a href="http://www.guidoscorza.it/?p=246" target="_blank"&gt;parlava&lt;/a&gt; di "un'iperbole difficilmente sostenibile". Enzo Mazza, presidente FIMI (Federazione dell'industria musicale italiana), intanto, cassava ogni speranza sul nascere &lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/scienza_e_tecnologia/diritti-web/legge-mp3/legge-mp3.html" target="_blank"&gt;affermando&lt;/a&gt;: "la legge non ci preoccupa perché sappiamo già come sarà il decreto che fisserà i paletti: per uso didattico si intenderanno solo i siti che si occupano ufficialmente di didattica, quindi istituzioni accademiche. Nemmeno i siti personali di &lt;a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1858783" target="_blank"&gt;professori&lt;/a&gt;". Un'affermazione che ha lasciato interdetti in molti, poiché, se interpretata letteralmente, prefigurerebbe la conoscenza anticipata da parte dell'industria musicale di un decreto di &lt;strong&gt;esclusiva competenza del Ministero&lt;/strong&gt;, il quale dovrebbe emanarlo tutelando gli interessi di tutti i cittadini: non solo quelli delle major.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma qual è la genesi di questa nuova norma? E perché è nata con un testo così approssimativo? Facciamo un passo indietro. Il nuovo comma, approvato nel dicembre 2007 su proposta della Commissione Cultura di &lt;a href="http://www.pietrofolena.net/" target="_blank"&gt;Pietro Folena&lt;/a&gt;, nasce dalla pressione esercitata dal web e dalla &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Bar/Discussioni/Il_testo_dell%27emendamento_approvato_dalla_Commissione_cultura" target="_blank"&gt;comunità&lt;/a&gt; di Wikipedia a seguito della nota vicenda sulla "&lt;a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2030219" target="_blank"&gt;libertà di panorama&lt;/a&gt;" (ovvero l'impossibilità di riprodurre liberamente sul web monumenti e palazzi). La prima versione del testo, infatti, &lt;a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2070706" target="_blank"&gt;parlava&lt;/a&gt; esplicitamente di liberalizzare gli usi "didattici ed &lt;em&gt;enciclopedici&lt;/em&gt;" sul web: ciò di cui si occupa Wikipedia, insomma. In seguito alla discussione, si è poi deciso di modificare il testo in un più generico "usi scientifici".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non solo: la norma è stata inserita quasi di straforo all'interno di un &lt;a href="http://www.interlex.it/testi/s1861.htm" target="_blank"&gt;disegno di legge&lt;/a&gt; che prevedeva alcune &lt;strong&gt;modifiche allo status della SIAE&lt;/strong&gt;, modifiche molto importanti ed utili per le corporazioni coinvolte e quindi urgenti da approvare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta, insomma, di una norma animata da intenti innovativi ma scritta ed approvata in grande fretta e avendo in mente un singolo problema, quello di Wikipedia (problema, a quanto pare, &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Bar/Discussioni/Riforma_diritto_d%27autore_-_nuovo_tag_per_le_nostre_immagini_-_inserimento_di_file_audio" target="_blank"&gt;nemmeno risolto&lt;/a&gt;). Difficile e pericoloso applicarla ora all'intero Web, oltrettutto in mancanza del decreto attuativo che indicherà i limiti alla libertà di diffusione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La situazione governativa italiana non lascia presagire tempi brevi per l'emanazione del decreto, né si può intuire a priori quali saranno le direzioni politiche che lo ispireranno a seguito delle prossime elezioni. Intanto, in attesa di novità, l'estrema cautela sulla pubblicazione online di materiale coperto da copyright resta d'obbligo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.lucaspinelli.com/" target="_blank"&gt;Luca Spinelli&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; - puntoinformatico.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-1859551807077579583?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/1859551807077579583/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=1859551807077579583&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/1859551807077579583'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/1859551807077579583'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/02/italia-al-via-la-musica-e-le-immagini.html' title='Italia, al via la musica e le immagini degradate'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2275/2244160636_ba0c990951_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-2273940094915318117</id><published>2008-02-06T16:10:00.001+01:00</published><updated>2008-02-08T07:48:20.195+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='open source'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='microsoft'/><title type='text'>Microsoft contro Open Document, è guerra dei formati</title><content type='html'>&lt;div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;img alt="&amp;lt;B&amp;gt;Documenti, OOXML contro ODF&amp;lt;br&amp;gt;L'importanza di essere standard&amp;lt;/B&amp;gt;" src="http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/scienza_e_tecnologia/microsoft5/guerra-formati/reut_12156706_14510.jpg" height="173" width="132" /&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;b&gt;E' ormai scontro aperto fra Microsoft e il mondo open source&lt;br /&gt;Dal 25 febbraio a Ginevra si decide se dire sì o no a Redmond&lt;br /&gt;Documenti, OOXML contro ODF&lt;br /&gt;L'importanza di essere standard&lt;br /&gt;Potrebbe essere l'ultimo atto della "guerra dei formati",&lt;br /&gt;che l'azienda di Bill Gates non può permettersi di perdere&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;di RICCARDO BAGNATO - repubblica.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong style="font-weight: normal;"&gt;L'HANNO chiamata la "guerra dei formati". Ovvero dei linguaggi che permetteranno di copiare e salvare i contenuti digitali da un'applicazione all'altra senza problemi. Da una parte Microsoft e dall'altra una comunità open source sempre più ampia, sempre più agguerrita. Che è riuscita a raccogliere online oltre 80mila firme contro l'azienda di Redmond, e che - anche grazie al sostegno di aziende come Sun Microsystems e Ibm - sta tenendo sotto scacco un gigante industriale da 290 miliardi di dollari da più di sei mesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una guerra in cui si intrecciano tecnicismi, reciproche accuse, interessi economici, scenari futuribili, accordi informali e sigle di organizzazioni internazionali sconosciute ai più. Come ISO, l'Organizzazione Internazionale per le Standardizzazioni con sede a Ginevra, ovvero l'ente pubblico preposto all'armonizzazione di tutti gli standard (di cui un esempio comune è l'ISO 9001 per la certificazione di qualità), in cui hanno diritto di voto aziende e istituzioni. Come Ecma, ente privato americano per la certificazione di standard, di cui sono membri le dotcom più importanti degli Stati Uniti. O come Oasis, un consorzio non profit, anch'esso per la promozione di standard informatici di cui fanno parte Sun Microsystems, Sap, Bea e Ibm.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Occhi puntati quindi su Ginevra, dove sigle, aziende ed esperti si sono dati appuntamento dal 25 al 29 febbraio prossimi per discutere, appunto, del formato "Office Open XML" promosso dall'azienda di Redmond. Obiettivo: approvarlo una volta per tutte o respingerlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terzo e ultimo atto di una sceneggiatura scritta a più mani, quella che vede OOXML protagonista indiscusso, e cominciata nel novembre 2005 quando Microsoft, con l'appoggio di una serie di imprese e organizzazioni (da HP ad Apple, dalla British Library a Intel), presentò a Ecma International il suo formato Office Open XML, affinché diventasse standard di mercato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'approvazione avvenne il 7 dicembre 2006, fra i mugugni del consorzio Oasis e dell'Open Document Format Alliance (di cui fanno parte comunità open source del calibro di Gnome, Red Hat, Mandriva, Kde, così come aziende del calibro di Google e Oracle), sostenitrici entrambi dello standard di diritto, l'ODF, approvato dall'ISO nel novembre 2006.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fatto questo, mancava solo un passaggio fondamentale: l'approvazione dello standard Ecma-376 da parte di ISO. Ma una volta presentata, nel settembre dell'anno successivo, la richiesta venne respinta dall'ente pubblico ginevrino. La votazione vide contrapposti Microsoft da una parte e Ibm, Sun e Google dall'altra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A quel punto bisognava fare in fretta: sei-settimane-sei a disposizione per recepire le modifiche suggerite dall'Organizzazione Internazionale per le Standardizzazioni, e portare a casa il risultato che sembrava essere sfuggito per un soffio. Indicazioni che hanno trovato puntualmente posto qualche settimana dopo - e arriviamo a giorni nostri - nel nuovo documento che sarà discusso a Ginevra al fine febbraio. Se tutto andrà come spera Microsoft, quindi, se non ci saranno altri ostacoli, dovranno passare altri trenta giorni, e alla fine di marzo ISO voterà di nuovo. A quel punto Ginevra accoglierà o rifiuterà lo standard proposto dall'azienda. E non ci sarà possibilità di appello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma perché è così importante per la società di Redmond che Office Open XML diventi uno standard di diritto? "Da che mondo e mondo l'uomo ha tramandato la propria storia grazie alla possibilità di scrivere documenti e trasferirli da un supporto all'altro, di generazione in generazione" - spiega Pier Paolo Boccadamo, responsabile strategia di piattaforma Microsoft, che aggiunge - "ecco perché abbiamo implementato un formato che permette l'interoperabilità fra le diverse applicazioni, che riteniamo migliore rispetto allo standard ODF. Perché qualsiasi cosa si scriva o si produca coi nostri prodotti, ma anche con quelli degli altri, non vada persa e anzi si conservi esattamente com'è".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prende da lontano il responsabile Microsoft, ma si capisce subito che il problema è serio, dannatamente serio. Il fatto poi che l'11 gennaio scorso, a poco più di un mese dall'incontro di Ginevra, l'istituto di ricerca indipendente Burton Group abbia reso pubblico uno studio in favore di Office Open XML non sorprende nessuno, tanto meno Boccadamo: "Ma è ovvio che aziende come Burton Group seguano i temi più dibattuti del momento - chiosa il manager Microsoft - e cerchino così un po' di visibilità. Questo non vuol dire, però, in nessun modo che quello studio sia stato commissionato o che non sia autorevole".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non la pensa così Italo Vignoli, responsabile comunicazione dell'associazione non profit PLIO per la diffusione della suite open source Open Office, che il 31 gennaio ha diramato una comunicazione ufficiale dal titolo Office Open XML, 10 volte 'no grazie': il PLIO commenta il report di Burton Group: "Dico solo che si tratta di una strana coincidenza - afferma il rappresentante di PLIO - e che in generale lo studio mette in luce alcuni punti omettendone però altri". Ad esempio? "Beh, attribuisce alla scelta del formato ODF una connotazione politica contraria a Microsoft che non ha alcun riscontro nelle decisioni dei governi (o degli enti e delle aziende) che lo hanno adottato. Così come - continua Vignoli - considera solo la realtà statunitense, o afferma che OOXML è un 'formato aperto e basato su standard', evitando di rilevare che l'implementazione è legata a numerose tecnologie proprietarie Microsoft".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ODF contro OOXML quindi. Ovvero OpenOffice contro Microsoft Office, e siamo daccapo. "Non proprio" ci tiene a precisare Boccadamo: "Innanzitutto non c'è scritto da nessuna parte che non ci possano essere più standard. Di fatto ci sono già in molti casi, e non si capisce perché solo in questo e solo a Microsoft debba essere impedito di promuoverne uno. Tanto più che una volta approvato, OOXML diventerebbe proprietà di ISO, non di Microsoft. E poi chiariamoci una volta per tutte - precisa il manager - Microsoft ha fatto uno sforzo enorme per rispondere a tutte le specifiche richieste. Oltre 400 delle nostre persone hanno lavorato l'estate scorsa per perfezionare il documento di presentazione. D'altra parte noi siamo un'azienda - conclude Boccadamo - solo in Italia abbiamo milioni di installazioni di Office. Dobbiamo rispondere ai nostri clienti e permettere loro di lavorare su più piattaforme, prevedendo tutti i possibili scenari futuri verso cui si evolverà la società dell'informazione. Ecco, OOXML permette secondo noi di anticipare questi scenari, ODF no. Liberi poi di usare lo standard che si preferisce".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto chiaro. Peccato che per la comunità open source che ha dato il via alle proteste contro OOXML il problema sia proprio questo: "Il ragionamento non fa una grinza - afferma Italo Vignoli - OOXML garantisce maggiore interoperabilità di ODF. Salvo poi che ODF è uno standard continuamente in progress e quindi non è detto che quello che non può fare oggi non lo possa invece fare domani. Detto questo, il punto è che per esempio alcune funzioni che OOXML ha in più si basano su software proprietario che la suite Open Office, ad esempio, proprio perché open source, non potrà mai implementare".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Nessuno ha mai detto che uno standard debba essere open source" chiarisce ancora Boccadamo: "Un open standard è un insieme di specifiche efficienti ed efficaci che tutti possono usare e che valgono per tutti nello stesso modo". "Il problema" ribatte Vignoli "è che però solo uno, in questo caso Microsoft, può eventualmente implementarle tali specifiche o modificarle. Tanto che la versione 3.0 di OpenOffice che rilasceremo a settembre di questo anno conterrà le specifiche OOXML, ma solo in lettura. E non potremmo mai implementarle, nemmeno se Microsoft ci desse il permesso. Noi, infatti, come software open source non possiamo comprendere parti di codice proprietario".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ruolo delle amministrazioni pubbliche&lt;br /&gt;Problemi di lana caprina, forse, e per gli addetti ai lavori. Questioni di principio da un lato, di business dall'altro. Ma che sempre più spesso si intrecciano fino a confondersi. Perché dietro a entrambi i modelli, quello open source e quello proprietario, ci sono comunque interessi economici più o meno forti. E in palio per entrambi la decisione di decine di amministrazioni locali e nazionali internazionali, intenzionate - a torto o a ragione - a valutare attentamente non solo l'efficacia dei due standard, ma soprattutto l'impatto economico e politico che l'adozione di uno standard rispetto a un altro per i propri servizi può avere sul mercato e sui cittadini. In altre parole se agevolare posizioni ritenute già dominanti sul mercato oppure no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se infatti l'Italia non ha ancora deciso, l'Olanda ha recentemente adottato lo standard ODF per la pubblica amministrazione, così come hanno già fatto Giappone, Belgio e Sud Africa. In Francia invece, l'Afnor, l'ente che rappresenta ISO nel paese d'Oltralpe, ha invitato Ecma a far convergere i due standard. Mentre l'Unione europea ha lanciato il 15 gennaio scorso un'inchiesta ai danni del Big di Redmond inerente proprio lo standard OOXML. La Commissione intende infatti verificare se Microsoft abbia nascosto informazioni ai competitor, in particolare a quelle imprese che volevano realizzare software compatibili con Windows. A rendere questa inchiesta ancora più scivolosa, il fatto che la Commissione abbia specificato di volersi accertare se il formato definito da Microsoft, Office Open XML, "sia sufficientemente interoperabile con i prodotti dei competitor dell'azienda".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sommersa dal clamore che ha avuto l'offerta pubblica di acquisto contro Yahoo! di qualche giorno fa, "la guerra dei formati" sembra essere dunque passata in secondo piano, quando in realtà è l'altra faccia della stessa medaglia. Se infatti l'Opa da 44.6 miliardi di dollari lanciata contro il numero 2 dei motori di ricerca mira ad aumentare la propria presenza online recuperando fette del mercato pubblicitario, Bill Gates &amp;amp; Co non possono scordare grazie a chi lo hanno potuto fare. Devono, ma soprattutto sembra vogliano, garantire un futuro roseo al proprio gioiello di sempre - Windows e soprattutto Office - a quella gallina dalle uova d'oro che quest'anno sperano farà guadagnare loro 17 miliardi di dollari, pari a quasi un terzo delle entrate complessive previste per l'anno fiscale 2008 che si chiude a luglio. E che permetterà a Steve Ballmer, amministratore delegato dell'azienda, di continuare lo shopping online così come ha annunciato di fare. Ecco perché la questione degli standard aperti è una delle priorità per i vertici Microsoft. Perché non basta voler essere standard "di fatto" - da sempre unico vero obiettivo e ossessione per un'azienda come Microsoft - per esserlo sarà necessario anticipare gli scenari possibili prima che lo facciano altri. Prima che lo faccia Google. Convincere i governi fugando ogni dubbio sull'efficacia, la trasparenza e l'interoperabilità dei propri prodotti diventa un must. Diventare uno standard ISO, una strada obbligata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D'altra parte la miglior difesa è l'attacco, e Steve Ballmer lo sa. Nessuno meglio di lui lo può sapere. Proprio adesso che Bill Gates sembra volersi ritirare a più benefiche occupazioni. Così come sa che i prossimi mesi per la sua azienda saranno cruciali. Riposizionamento online da un lato grazie all'acquisizione di Yahoo! (ma anche di un altro motore di ricerca come il norvegese Fast Search), così come accordi pubblicitari con importanti partner del calibro ad esempio del Wall Street Journal di Rupert Murdoch. E dall'altro partnership strategiche, alcune delle quali rivolte alla comunità open source e agli organismi internazionali per estendere ulteriormente l'interoperabilità di Windows e garantire lunga vita al proprio software, grazie al quale Microsoft si può permettere a sua volta una, dieci, cento Opa da 45 miliardi di dollari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra il mantenimento delle posizioni offline e la riscossa online, l'azienda di Seattle sta cercando il giusto equilibrio, si sta trasformando, senza però mai perdere di vista l'essenziale che, come diceva il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry, è invisibile agli occhi: il conto in banca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E se per farlo dovrà rimangiarsi gli strali che proprio lui, Steve Ballmer, lanciò nei confronti di Linux &amp;amp; Co nel 2001 quando paragonò il mondo open source a un cancro che aggredisce la proprietà intellettuale, lo farà. Se dovrà ammettere che l'acquisto di Yahoo! è la controprova che il portalone Msn. com e Windows live non hanno raggiunto i risultati attesi, lo ammetterà. Se infine dovrà modificare il proprio modello di business alla luce di quanto sta facendo il suo peggior incubo, Google, per diventare più veloce e più open, lo cambierà. Anzi, a guardarci bene, pare lo stia già facendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(6 febbraio 2008)&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-2273940094915318117?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/2273940094915318117/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=2273940094915318117&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/2273940094915318117'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/2273940094915318117'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/02/microsoft-contro-open-document-guerra.html' title='Microsoft contro Open Document, è guerra dei formati'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-1040073927008896615</id><published>2008-02-05T08:03:00.001+01:00</published><updated>2008-02-08T08:02:19.400+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='infrastrutture'/><title type='text'>Wimax, sarà un servizio capillare</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;div class='fotosxb'&gt; 					&lt;img alt='&amp;lt;B&amp;gt;Wimax, sarà un servizio capillare &amp;lt;br&amp;gt;l&amp;apos;asta a 50 milioni, adesso i rilanci&amp;lt;/B&amp;gt;' src='http://www.repubblica.it/2006/10/sezioni/scienza_e_tecnologia/banda-larga/wimax-licenze/este_04192521_25480.jpg' width='230'/&gt; 																			&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Il ministero delle Comunicazioni ha ultimato l'apertura delle buste. E sono in tutto 179 le offerte ritenute valide. L'asta a 50 milioni, adesso i rilanci&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;blockquote&gt;ALESSANDRO LONGO - Repubblica.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong/&gt;È ARRIVATA a quota 49 milioni e 800 mila euro l'asta WiMax: lo ha appena comunicato il Ministero delle Comunicazioni, avendo ultimato l'apertura delle buste. Si arriva a questa cifra sommando il valore delle offerte migliori, in tutto 179 quelle ritenute valide, quelle cioè che sono state ammesse alla seconda fase della gara: la fase dei rilanci, che partirà il 13 febbraio 2008. Con il valore degli eventuali rilanci, la somma che entrerà nelle casse del Ministero è destinata quindi a salire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una buona notizia è che le offerte coprono tutti i 35 diritti d'uso (macroregionali e regionali), quindi è molto probabile ci saranno servizi WiMax capillari, in tutte le zone previste per la futura copertura. Il Ministero ha pubblicato anche l'elenco delle aziende che hanno presentato le offerte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si apprende così che le più importanti arrivano da Telecom Italia, Ariaadsl, A. F. T., Elettronica Industriale (Mediaset), E-Via (Gruppo Retelit), Wind e Toto Costruzioni (AirOne), che stanno partecipando su più macro regioni. In particolare, Telecom, Ariadsl, A. F. T. ed Elettronica Industriale stanno gareggiando per tutto il territorio nazionale, da Nord a Sud. Le offerte più consistenti in assoluto sono venute però da Toto Costruzioni, per le due licenze macroregionali relative al Veneto, Friuli Venezia Giulia, Marche, Emilia Romagna: 3,521 e 3,511 milioni di euro. In altre macroregioni, le offerte migliori sono invece sullo stesso livello, a volte con un solo euro di differenza.&lt;br /&gt;Più defilata la presenza di Fastweb, che gareggia solo per le licenze regionali relative alla Lombardia e al Veneto (ha offerto 2,990 milioni e 1,418 milioni, rispettivamente).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fase dei rilanci stabilirà quale azienda si aggiudicherà in effetti la licenza per ciascuno dei 35 diritti d'uso. Per adesso è certo solo quali sono le aziende interessate alle singole zone in cui è stata divisa l'Italia. Potranno gareggiare, con i rilanci, solo nelle zone dove hanno presentato offerte ammesse nella prima fase.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La seconda fase durerà qualche giorno, ma dipende da quanto sarà accanita la gara, che sarà a rilanci multipli", dicono dal Ministero delle Comunicazioni a Repubblica.it. "Da notare la presenza massiccia di piccoli soggetti, oltre che dei grandi operatori, e di aziende come Mediaset, che sta gareggiando per una copertura capillare da Nord a Sud".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le licenze WiMax che ora sono all'asta permetteranno l'arrivo di offerte banda larga, per la casa e l'ufficio, nelle zone non raggiunte da Adsl. Prezzi e velocità, secondo l'esperienza degli altri Paesi europei (che già hanno offerte WiMax in commercio), sono simili a quelli delle Adsl. In Italia i primi servizi al pubblico dovrebbero arrivare nella seconda metà dell'anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(4 febbraio 2008)&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-1040073927008896615?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/1040073927008896615/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=1040073927008896615&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/1040073927008896615'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/1040073927008896615'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/02/wimax-sar-un-servizio-capillare.html' title='Wimax, sarà un servizio capillare'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-8882868713547474420</id><published>2008-01-29T18:30:00.000+01:00</published><updated>2008-01-29T18:33:25.695+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='p2p'/><title type='text'>15 anni di carcere per P2P</title><content type='html'>&lt;script language="JavaScript" type="text/JavaScript"&gt;function ShareURL() {return encodeURIComponent('http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2173315');}function ShareTitle() {return encodeURIComponent('15 anni di carcere per P2P');}function ShareAbstract() {return encodeURIComponent('La sentenza avrebbe dovuto essere di molto più mite. Ora uno scaricatore confesso di pornografia infantile cerca una salvezza nella Corte Suprema degli Stati Uniti. Chi abusa di minori prende meno anni');}function ShareID() {return encodeURIComponent('2173315');}&lt;/script&gt;&lt;!--inn--&gt;&lt;table class="DetailResults" cellspacing="0"&gt;&lt;tbody&gt;   &lt;tr valign="top"&gt;    &lt;td class="DetailPic"&gt;     &lt;span class="photo_container pc_m"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/jakescreations/52860690/" title="Jail"&gt;&lt;img src="http://farm1.static.flickr.com/33/52860690_600766ff82_m.jpg" alt="Jail" class="pc_img" height="240" width="160" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;P2P e pedoporno ancora una volta associati in un caso che sta facendo discutere: un reo confesso, che aveva scaricato migliaia di immagini di pornografia infantile usando &lt;em&gt;Kazaa&lt;/em&gt;, sta chiedendo &lt;strong&gt;l'intervento della Corte Suprema degli Stati Uniti&lt;/strong&gt; affinché la pena che gli è stata inflitta sia ridotta, anzi ridotta ad un terzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vicenda è quella del farmacista 43enne Walter Sewell, a cui un tribunale del Missouri ha comminato &lt;strong&gt;15 anni di carcere&lt;/strong&gt; per aver scaricato immagini illegali &lt;em&gt;e&lt;/em&gt; per aver &lt;strong&gt;pubblicizzato il fatto di averle poste in condivisione&lt;/strong&gt;. Si tratta di una pena &lt;strong&gt;più pesante&lt;/strong&gt; di quelle comminate a chi abusa fisicamente di giovani vittime (si parte dai 13 anni in su). "È stato condannato per più anni di quanti vengono comminati a chi effettivamente abusa di bambini - ha dichiarato l'avvocato dell'uomo - Ma lui quelle immagini non le ha prodotte, non le ha vendute e non le ha nemmeno comprate".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta di una sentenza confermata la scorsa settimana dalla Corte d'Appello e che si basa sul controverso &lt;a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=271332" target="_blank"&gt;Protect Act&lt;/a&gt;, una norma pensata per &lt;strong&gt;introdurre aggravanti &lt;em&gt;automatiche&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, ovvero fattispecie per le quali sono previsti &lt;em&gt;in qualsiasi scenario&lt;/em&gt; molti anni di carcere.&lt;div style="padding: 15px;" align="center"&gt;&lt;script language="javascript" type="text/javascript"&gt; &lt;!-- var browName = navigator.appName; var SiteID = 1; var ZoneID = 71; var browDateTime = (new Date()).getTime(); if (browName=='Netscape'){document.write('&lt;s'+'cript uage="jav' + 'ascript" src="http://ad.punto-informatico.it/a.aspx?ZoneID=' + ZoneID + '&amp;amp;Task=Get&amp;amp;IFR=False&amp;amp;Browser=NETSCAPE4&amp;amp;PageID=79418&amp;amp;SiteID=' + SiteID + '&amp;amp;Random=' + browDateTime  + '"&gt;'); document.write('&lt;/'+'scr'+'ipt&gt;');} if (browName!='Netscape'){ document.write('&lt;s'+'cript uage="jav' + 'ascript" src="http://ad.punto-informatico.it/a.aspx?ZoneID=' + ZoneID + '&amp;amp;Task=Get&amp;amp;IFR=False&amp;amp;PageID=79418&amp;amp;SiteID=' + SiteID + '&amp;amp;Random=' + browDateTime  + '"&gt;'); document.write('&lt;/'+'scr'+'ipt&gt;');} // --&gt;  &lt;/script&gt;&lt;script language="javascript" src="http://ad.punto-informatico.it/a.aspx?ZoneID=71&amp;amp;Task=Get&amp;amp;IFR=False&amp;amp;Browser=NETSCAPE4&amp;amp;PageID=79418&amp;amp;SiteID=1&amp;amp;Random=1201627919598"&gt;&lt;/script&gt; &lt;noscript&gt;&lt;a href="http://ad.punto-informatico.it/a.aspx?ZoneID=71&amp;amp;Task=Click&amp;amp;Mode=HTML&amp;amp;SiteID=1&amp;amp;PageID=79418" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://ad.punto-informatico.it/a.aspx?ZoneID=71&amp;amp;Task=Get&amp;amp;Mode=HTML&amp;amp;SiteID=1&amp;amp;PageID=79418" width="336" height="280" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/noscript&gt;&lt;/div&gt;La tesi della difesa è limpida: secondo le leggi contro la diffusione di pornografia infantile, Sewell avrebbe dovuto ricevere una condanna a "soli" &lt;strong&gt;5 anni&lt;/strong&gt;. Il motivo del riconoscimento dell'aggravante sta nell'interpretazione dei giudici secondo cui porre in condivisione file tramite Kazaa non significhi solo "mettere a disposizione" certo materiale ma anche "pubblicare" una informazione pensata per consentire il download di porno infantile anche da utenti di altri stati. Quest'ultima precisazione è importante: per l'ordinamento statunitense ulteriori aggravanti possono scattare in caso di crimine federale, ed è un crimine federale - con poche eccezioni - qualunque reato avvenga "tra stati".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se la difesa ora spera di convincere la Corte Suprema a rivedere il caso ponendo l'accento sulla &lt;strong&gt;incostituzionalità di certe aggravanti&lt;/strong&gt;, l'accusa non ha dubbi. La sentenza del tribunale di primo grado sostiene che le "note descrittive dei file pubblicate nella cartellina di condivisione di Sewell avvertivano gli utenti Kazaa che lui stava offrendo quel materiale illegale". E tanto basta per trasformare la pena da 5 a 15 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il caso, come &lt;a href="http://www.wired.com/politics/law/news/2008/01/kid_porn" target="_blank"&gt;osserva&lt;/a&gt; &lt;em&gt;Wired&lt;/em&gt;, è particolarmente rilevante perché rappresenta una precedente attorno al quale le autorità di diversi stati hanno già iniziato a costruire altri procedimenti d'accusa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da punto-informatico.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-8882868713547474420?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/8882868713547474420/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=8882868713547474420&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/8882868713547474420'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/8882868713547474420'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/01/15-anni-di-carcere-per-p2p.html' title='15 anni di carcere per P2P'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm1.static.flickr.com/33/52860690_600766ff82_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-3035473923982624945</id><published>2008-01-18T10:48:00.001+01:00</published><updated>2008-01-18T10:48:12.851+01:00</updated><title type='text'>Internauti, Cina supera Usa ma la censura è al governo</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;br /&gt;											&lt;img alt='&amp;lt;B&amp;gt;Internauti, Cina supera Usa&amp;lt;br&amp;gt;ma la censura è al governo&amp;lt;/B&amp;gt;' src='http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/scienza_e_tecnologia/cina-internet/sorpasso/este_17151651_47360.jpg' height='141' width='135'/&gt; 																			&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Pechino annuncia un traguardo storico&lt;br /&gt;Viaggio nelle potenzialità e nei pericoli di un primato&lt;br /&gt;Internauti, Cina supera Usa&lt;br /&gt;ma la censura è al governo&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;di ALESSANDRO LONGO - repubblica.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Internauti, Cina supera Usa&lt;br/&gt;ma la censura è al governo&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il sorpasso era previsto, inevitabile, e ora ci siamo: tra poche settimane la Cina diventerà il primo Paese al mondo per numero di utenti internet, superando anche gli Stati Uniti. Lo comunicano oggi i dati istituzionali di China internet network information center (Cnnic): a fine 2007 gli utenti erano 210 milioni, solo cinque milioni in meno rispetto agli Usa. A fine 2006 erano invece 137 milioni, cioè il 10 per cento della popolazione, contro i 210 milioni degli Usa. Insomma, in un anno la Cina è cresciuta del 53 pr cento, mentre gli Stati Uniti sono quasi in stallo. La previsione, scontata, è che a breve nel 2008 ci sarà il sorpasso, anche perché in Cina i margini di crescita sono ancora grandi: solo il 16 per cento della popolazione è online, contro una media mondiale del 19,1 per cento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La notizia segna come una pietra miliare nella storia del progresso tecnologico e deve fare riflettere: la più grande massa di utenti verrà presto da un Paese non democratico, che offre una versione addomesticata di internet, imbrigliata nella censura di Stato. Bisogna ancora scoprire quali effetti avrà questo paradosso sull'economia e la cultura digitali mondiali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I motivi della crescita&lt;br /&gt;Il punto è che il boom dell'internet cinese sta avvenendo molto rapidamente. I progressi del 2007 sono dovuti soprattutto alla crescita delle connessioni nelle aree rurali, dove il governo ha fatto una grande campagna di cablaggio di linee telefoniche e servizi internet. Il Cnnic nella popolazione internet ha conteggiato molte cose, forse spinto da orgoglio nazionalistico: anche gli utenti che non hanno collegamento a casa ma si connettono via internet cafè (e sono un terzo del totale); e anche coloro che lo fanno via cellulare (un quinto). Tutto sommato, a banda larga navigano circa 80 milioni di cinesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque, anche mettendo in conto che i dati cinesi forse sono un po' gonfiati, è indubbio che ci siano le condizioni strutturali perché avvenga presto il sorpasso sugli Usa. Basta sommare due elementi: la Cina è il Paese più popoloso ed è diventato in breve tempo la quarta maggiore economia mondiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I siti più noti&lt;br /&gt;A colpire è anche il fatto che la internet cinese sia come un mondo a parte, recintata e autoctona. I siti più visitati non hanno niente a che fare con i protagonisti della internet mondiale: non c'è Microsoft, eBay, Yahoo!; Google. cn è appena al quarto posto, secondo i dati di Alexa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al primo c'è Baidu.com, un motore di ricerca nazionale che eccelle grazie a un ottimo supporto della lingua cinese e alle funzioni per trovare e scaricare film e musica (pirata; le major americane dell'audio-visivo da anni stanno facendo a Baidu battaglia legale). Al secondo posto, tra i siti più visitati, c'è QQ.com, che fornisce chat, un servizio a cui i cinesi sono molto affezionati, come ai giochi online. C'è poi un sito di notizie, Sina.com.cn, e tra le prime posizioni anche Taobao, un sito d'asta come eBay.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai giganti americani non piace essere in Cina nelle retrovie, un problema destinato a pesare sempre più man mano che la popolazione internet cinese diventa preponderante. Anche per questo motivo le multinazionali di internet sono disposte anche a qualche compromesso con la propria coscienza pur di farsi strada nel mercato cinese: come dimostrano le accuse a Google, Yahoo! e Microsoft di venire a patti con leggi liberticide.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La grande censura cinese&lt;br /&gt;La internet cinese è ben diversa da quella conosciuta e accessibile in Occidente. Il governo ha creato un enorme firewall (chiamato anche la Grande Muraglia digitale), per filtrare i siti reputati sconvenienti, che quindi sono inaccessibili dai computer connessi a internet dalla Cina. Sono banditi siti che riportano notizie considerate pericolose dal regime, contenuti scabrosi o semplici opinioni non in linea con il Partito. Si dice che al firewall lavorino 30 mila guardiani, che si occupano di monitorare la rete a caccia di siti scomodi e di utenti cinesi che si esprimono troppo liberamente nei forum, nei blog.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per avere un blog in Cina, da fine 2007 bisogna seguire un protocollo di autoregolamentazione, dove i firmatari si impegnano a non diffondere messaggi "erronei e illegali". Lo scopo è anche abolire l'anonimato sui blog. Reporters senza Frontiere ha definito questo protocollo "la fine dei blog liberi in Cina". Il tutto non ha impedito alla Cina di raggiungere, a dicembre, quota 72,82 milioni di blog (di cui 28,75 milioni attivi), secondo Cnnic.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo mese invece è scattata la censura di Stato nei confronti dei video online. Solo i portali che hanno ricevuto l'autorizzazione della Repubblica Popolare potranno diffondere video. Si devono impegnare inoltre a eliminare quelli considerati sconvenienti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Già ci si chiede come reagirà Google/YouTube, se chinerà la testa alle leggi pur di restare nel mercato cinese. Tutti questi ingredienti, il boom degli utenti, la censura, il crescente interesse da parte dei big dell'hi-tech, rendono l'internet cinese un calderone di contraddizioni. Una ferita nascosta nello spirito originario, libertario, di internet, ma ormai prossima a manifestarsi al pubblico. Il momento sembra arrivato, proprio quest'anno, e non solo per via del sorpasso simbolico sugli Usa ma anche perché le Olimpiadi di Pechino metteranno i riflettori internazionali sul fenomeno Cina, mostrandone luci e ombre del boom. E allora le contraddizioni potrebbero venire al pettine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(17 gennaio 2008)&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-3035473923982624945?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/3035473923982624945/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=3035473923982624945&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/3035473923982624945'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/3035473923982624945'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/01/internauti-cina-supera-usa-ma-la.html' title='Internauti, Cina supera Usa ma la censura è al governo'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-4193382720975373638</id><published>2008-01-17T08:15:00.001+01:00</published><updated>2008-01-17T08:33:29.579+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='digital divide'/><title type='text'>Italia: uso di Internet al 43%</title><content type='html'>&lt;div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"&gt;&lt;br /&gt;       &lt;div class="fotosxb"&gt;      &lt;img alt="&amp;lt;B&amp;gt;L'uso di internet in Italia arriva al 43%&amp;lt;br&amp;gt;Ma Sud e operai rimangono indietro&amp;lt;/B&amp;gt;" src="http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/scienza_e_tecnologia/indagine-tecno-istat/indagine-tecno-istat/stor_12014666_01470.jpg" height="137" width="106" /&gt;                    &lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Da un'indagine Istat emerge un aumento della diffusione di Pc e banda larga&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;però con forti differenze sociali, territoriali e di età: gli anziani quasi non hanno accesso alla Rete&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'uso di internet in Italia arriva al 43%&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ma Sud e operai rimangono indietro&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Rispetto alla media Ue il nostro paese è fermo al 18° posto, vicino a Polonia e Lituania&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'oggetto tecnologico più usato rimane il televisore, seguito da telefonino e videoregistratore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;di ROSARIA AMATO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L'uso di internet in Italia arriva al 43%&lt;br /&gt;Ma Sud e operai rimangono indietro&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;ROMA - I beni tecnologici più diffusi in Italia rimangono la televisione e il cellulare, ma nelle famiglie italiane nel 2007 è cresciuto molto anche l'uso del personal computer e di internet, oltre che dell'antenna parabolica e della banda larga (mentre è diminuita la quota di connessioni a banda stretta). Nonostante i progressi, per diffusione di internet tra le famiglie l'Italia rimane al diciottesimo posto nella Ue (con un tasso di penetrazione del 43% rispetto alla media europea del 54%), vicina alla Polonia (41%) e alla Lituania (44%) ma lontanissima da Paesi come Olanda e Svezia che registrano un tasso di penetrazione quasi doppio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I principali utilizzatori delle tecnologie avanzate risultano i giovani e le persone che esercitano professioni intellettuali. Tra i nuclei con capofamiglia operaio e quelli nelle quali il capofamiglia è dirigente, imprenditore o libero professionista c'è una differenza di oltre 32 punti percentuali nel possesso di un computer e di 37,7 punti nell'accesso a internet da casa. In forte svantaggio anche il Sud rispetto alle altre aree del Paese: il divario nel 2007 è anzi aumentato rispetto alla diffusione del pc e della banda larga. La distanza decresce solo per la diffusione di cellulari e consolle per i videogiochi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La classifica: la Tv rimane in testa. In Italia i beni tecnologici più diffusi sono la televisione, presente nel 95,9% delle famiglie, e il cellulare (85,5%). Se tuttavia la televisione ha mantenuto lo stesso livello di diffusione del 2006 (95,8%) il cellulare è passato dall'82,3% del 2006 all'85,5%. Seguono il videoregistratore (che arretra al 62% dal 64,3% del 2006), il lettore DVD (che in compenso sale al 56,7% dal 51,7 del 2006), il personal computer (che sale dal 46,1 al 47,8%) e l'accesso a internet (che passa al 38,8% dal 35,6% del 2006). Tra i beni tecnologici presenti nelle famiglie hanno un certo rilievo anche l'antenna parabolica (28,6%), la videocamera (26,1%), il decoder digitale terrestre (19,3%) e la consolle per videogiochi (17,5%), la cui diffusione è in aumento rispetto all'anno precedente. Arretra l'uso della connessione a banda stretta, che passa dal 18,7% del 2006 al 14,7%.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I minorenni più "tecnologici". L'uso delle tecnologie è prevalentemente riservato ai giovani. Le famiglie con almeno un minorenne possiedono il personal computer e l'accesso a internet rispettivamente nel 71,2 e nel 55,7% dei casi e sono connesse alla banda larga nel 34%. Mentre tra le famiglie costituite da persone di 65 anni e più solo il 6,5% possiede un pc e solo il 4,8% ha l'accesso a internet, con una percentuale del 2,2% per la connessione alla banda larga. Il picco di utilizzo del pc si ha tra i 15 e i 19 anni (oltre il 77%) per poi diminuire rapidamente con l'aumentare dell'età.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marcate le differenze sociali. Ma ci sono anche forti differenze sociali nell'uso e nella diffusione delle nuove tecnologie. Nelle famiglie con capofamiglia dirigente, imprenditore o libero professionista il possesso del cellulare (97,2%) ha superato quello della televisione (94,7%). Molto diffusi anche personal computer (82,3%), accesso a internet (71,7%) e i beni tecnologici legati al televisore come l'antenna parabolica (46,9%), il decoder digitale terrestre (29,4%) e il lettore di DVD (82,3%).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Delle differenze tra queste famiglie e quelle con capofamiglia operaio riguardo al possesso di pc e accesso al web si è già detto. Il divario è molto più contenuto considerando tecnologie relativamente poco costose come il lettore DVD (circa 8,8 punti) e il decoder digitale terrestre (5,8 punti), ma addirittura si annullano nel caso del cellulare (appena 0,5 punti).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Usano di più il personal computer e internet gli studenti (rispettivamente 85% e 80,6%), seguiti dagli occupati (58,6% e 54,1%); all'ultimo posto si collocano le casalinghe (10,9% e 8%) e chi si è ritirato dal lavoro (9,7% e 7,8%). Direttivi, quadri e impiegati sono al 79,6%, mentre tra gli operai e apprendisti la quota di chi utilizza il pc scende al 35,2%.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E quelle territoriali. Nel 2007 si è ampliato il divario tra Nord e Sud nell'uso dell'IDC, dal momento che nel Settentrione si sono registrati gli incrementi maggiori. La distanza nel possesso del computer tra Nord e Sud è di 7,6 punti percentuali (era di 6,9 punti nel 2006) e di 9 punti quella relativa all'accesso a internet (9 punti anche nel 2006). Aumenta il divario rispetto al possesso della banda larga (da 4,2 punti a 6,8 punti), in quanto gli incrementi maggiori si sono registrati nel Nord del Paese. Gli unici beni per i quali si verifica una diminuzione della distanza sono il cellulare e la consolle per videogiochi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su Internet prevale uso email. Gli utenti della Rete si collegano soprattutto per mandare o ricevere email (77,3%), per cercare informazioni su merci e servizi (64,8), per apprendere (54,7%), per usare servizi relativi a viaggi e soggiorni (43,4%) e per scaricare o leggere giornali (43,1%). Il 38,3% degli utenti di internet usa inoltre il web per ottenere informazioni dalla Pubblica Amministrazione. Il 22,7% inoltre ha acquistato nel 2007 beni e servizi on line (l'e-commerce è più diffuso tra i maschi, e al Centro-Nord).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da Repubblica.it&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-4193382720975373638?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/4193382720975373638/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=4193382720975373638&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/4193382720975373638'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/4193382720975373638'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2008/01/italia-uso-di-internet-al-43.html' title='Italia: uso di Internet al 43%'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-7312538459489969241</id><published>2007-12-13T09:00:00.001+01:00</published><updated>2008-01-17T08:39:21.303+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='google'/><title type='text'>Google? Funziona come il cervello, cerca informazioni in modo simile</title><content type='html'>&lt;div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"&gt;&lt;br /&gt;        &lt;div class="fotosxb"&gt;      &lt;img alt="&amp;lt;B&amp;gt;Google? Funziona come il cervello&amp;lt;br&amp;gt;Cerca informazioni in modo simile&amp;lt;/B&amp;gt;" src="http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/scienza_e_tecnologia/google-7/google-7/ap_11806536_56090.jpg" height="150" width="223" /&gt;                    &lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il più celebre motore di ricerca cataloga i dati proprio come la nostra mente&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;E il suo studio può essere utile per indagare anche i meccanismi della memoria&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Google? Funziona come il cervello&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cerca informazioni in modo simile&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA - Google? Non ha inventato nulla. Altro che sofisticati e segretissimi algoritmi: il motore di ricerca più famoso al mondo sfrutta in realtà lo stesso modo di catalogare le informazioni del nostro cervello. Lo hanno dimostrato i ricercatori dell'università californiana di Berkeley con uno studio pubblicato dalla rivista Psychological Science.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La nostra memoria per le parole può essere rappresentata come una rete - spiega Tom Griffiths, autore dello studio - in cui ogni nodo rappresenta una differente parola, ognuna connessa ad altri termini simili. Abbiamo voluto capire se la facilità con cui il cervello richiama le parole è simile al modo con cui i siti web vengono catalogati dall'algoritmo di Google, cioè dal numero di connessioni che portano a uno stesso sito".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dai test eseguiti risulta che PageRank, l'algoritmo di Google, è quello che imita meglio il modello umano rispetto agli altri motori di ricerca: "questo suggerisce - spiega il ricercatore - che gli studi sulla memoria umana possono essere migliorati tenendo conto dai trucchi di PageRank, e viceversa".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio da osservazioni fatte sul cervello umano nascerà a metà del prossimo anno un motore di ricerca per immagini, che sta sviluppando Chris Woodbeck, un ricercatore dell'università canadese di Ottawa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'algoritmo è già coperto da brevetto, e potrebbe essere il primo tentativo efficace di catalogare e riconoscere contenuti multimediali. "Il cervello è molto 'parallelo' - spiega Woodbeck - e riesce a fare un sacco di cose contemporaneamente. Lo stesso si può dire per i processori grafici: facendo in modo che il processore faccia le stesse cose del cervello si possono elaborare e catalogare le informazioni visive molto più efficacemente". &lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-7312538459489969241?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/7312538459489969241/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=7312538459489969241&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/7312538459489969241'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/7312538459489969241'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2007/12/google-funziona-come-il-cervello-cerca.html' title='Google? Funziona come il cervello, cerca informazioni in modo simile'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-5060866534380256684</id><published>2007-11-30T11:40:00.001+01:00</published><updated>2007-11-30T11:54:11.379+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='web contro carta'/><title type='text'>Amazon e inchiostro elettronico: sarà il successo dell'e-book?</title><content type='html'>&lt;div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.masternewmedia.org/it/distribuzione_dei_contenuti_online/ebooks/ebook-hardware-device-situazione-del-mercato--20071011.htm"&gt;La rivoluzione degli e-book sta arrivando&lt;/a&gt; oppure no? Il lancio di Kindle di Amazon &lt;a href="http://www.nytimes.com/2007/11/22/technology/personaltech/22pogue.html?_r=1&amp;amp;oref=slogin"&gt;ha lasciato molte persone incerte&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.shore.com/commentary/weblogs/2007/11/platform-is-marketplace-amazons-kindle.html"&gt;costituisca effettivamente un passo avanti&lt;/a&gt; nel cammino che dovrebbe portare all'&lt;a href="http://www.masternewmedia.org/it/2007/04/05/pdf_goodbye_la_nuova_rivoluzione.htm"&gt;affermazione definitiva dell'editoria elettronica&lt;/a&gt;.&lt;/strong&gt; se questo e-book reader sia destinato a un flop o no...&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;a href="http://www.masternewmedia.org/it/distribuzione_dei_contenuti_online/ebook-reader/amazon-kindle-e-il-mercato-degli-ebook-situazione-e-protagonisti-20071130.htm"&gt;&lt;img src="http://www.masternewmedia.org/images/Sony-ebook-reader-device-160.jpg" alt="Sony-ebook-reader-device-160.jpg" height="226" width="160" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E dunque il tanto atteso Kindle è infine arrivato. Dopo mesi di rumors e indiscrezioni, Jeff Bezos ha squarciato il velo e avviato la grancassa (organizzata niente male) per il lancio di Kindle: l’eBook reading device basato su inchiostro elettronico di casa Amazon.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul device c’è in realtà abbastanza poco da dire: si sapeva già che avrebbe adottato la tecnologia e-Ink, al pari di Sony, iLiad e Cybook (gli unici dispositivi, con Kindle, oggi sul mercato: Kindle e Sony solo negli USA, iLiad e Cybook anche in Europa). Si sapeva già che a frenarne l’uscita era la necessità non tanto di mettere a punto l’hardware, quanto di chiudere gli accordi necessari con gli editori per avere da subito un bel pacchetto di ebook da vendere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che si sapeva meno, e ciò che la presentazione ufficiale ha finalmente reso noto, era semmai il modello di business scelto da Amazon.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo proposito confesso che le mie aspettative erano sbagliate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pensavo infatti che Bezos avrebbe puntato a sussidiare l’hardware per offrire in bundle un bel pacco di ebook, o un abbonamento al download degli stessi, o una scheda ricaribile per comprarli. Pensavo insomma che avrebbe seguito il modello in cui le compagnie telefoniche cellulari hanno fatto scuola: ti regalo (o giù di lì) il telefonino, in cambio mi firmi questo bel contrattino per tot anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amazon vende il suo Kindle a 400$, 50$ in più del Sony Portable Reader (stessa tecnologia di visualizzazione, stesse dimensioni dello schermo, a vantaggio di Kindle la connessione 3G per scaricare i libri Amazon direttamente col device senza passare dal pc; a vantaggio di Sony l’aspetto estetico del device).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il modello di business è quindi il modello-iPod: ti compri questo hardware, con cui potrai connetterti a questo negozio, da cui potrai scaricare e leggere questi libri, i quali libri, per chiudere il cerchio, potrai leggere solo usando questo device.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da notare che per far funzionare il meccanismo gli ebook di Amazon non saranno in normale Mobipocket (il formato della società francese che Amazon, in vista di questa operazione, acquisì già qualche anno fa), ma in un Mobipocket modificato per dar vita ad una "Kindle Edition".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Visione d'Insieme sul Mercato degli E-Book&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La situazione dell’offerta e della competizione sul mercato della lettura digitale si va perciò delineando, sia dal punto di vista delle caratteristiche e delle funzioni dei singoli device, sia dal punto di vista dei modelli di business perseguiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal punto di vista della caratteristiche tecniche, i quattro device di fatto disponibili sul mercato possono essere divisi in due gruppi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a) Il primo gruppo include il Sony Portable Reader, il Cybook Gen3 e il Kindle..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sony-ebook-reader-device-160.jpg&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti e tre adottano la tecnologia e-Ink di base, con uno schermo di 6 pollici, una risoluzione 600×800 e 4 toni di grigio. Tutti e tre sono lettori puri, servono esclusivamente per leggere. Tutti e tre hanno prezzi simili (350$ per Sony, 400$ per Kindle, 350€ per Cybook).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La differenza più rilevante semmai riguarda i formati letti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  * Kindle non legge i PDF&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  * Sony non legge i Mobipocket&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  * Cybook legge sia PDF sia Mobipocket.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto al software, pare che Kindle abbia rilasciato il codice sorgente, consentendo così in linea teorica lo sviluppo di qualche applicazione da terze parti (ma cosa si può sviluppare lì sopra? Un viewer PDF? Mi piacerebbe avere pareri su questo)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cybook e Sony no, ma quelli di Cybook (esperienza diretta) sono molto disponibili, almeno in questa fase, nel raccogliere e accogliere suggerimenti e richieste (con Sony ovviamente manco a parlarne&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;b) Il secondo gruppo... che non è un gruppo, è rappresentato da un sono lettore di e-book: iLiad.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;the iLiad Rex&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;iLiad iRex ha scelto una strada tutta sua: sul brevetto di base della eInk ha costruito un dispositivo che va ben al di là della sola lettura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il suo monitor è considerevolmente più grande degli altri, 8.1 pollici, e la risoluzione è di 768×1024.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con iLiad si può oltre che leggere anche scrivere, sia per annotare un documento (nei file pdf) che per prendere appunti, compilare schede ecc… Con iLiad si dispone inoltre di una vera e propria connessione wi-fi, in grado di connettere il device ad un server remoto o locale su protocollo IP.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine il punto forse meno vendibile e visibile al momento, ma secondo me anche l’asset maggiore e più promettente di iLiad: il codice sorgente è pubblico, e si è già creata una community di sviluppatori che sta sfornando applicazioni di ogni genere (viewers, giochi, planners, browser…).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando ho visto qualche giorno fa mio figlio scaricarsi la posta gmail sul suo iLiad grazie a Minimo, la superiorità di iLiad mi è diventata improvvisamente molto chiara.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente il tutto ha una contropartita nel prezzo: attualmente 650 € al pubblico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avviso: Antonio Tombolini, l'autore originario di questo articolo, e il proprietario della prima società italiana che si occupa sia della distribuzione degli e-book reader, sia della pubblicazione di contenuti pensati specificamente per questo mercato. La sua società, Simplicissimus Books, vende, per il solo mercato italiano, alcuni dei lettori di e-book sopra analizzati: il Cybook e l'iLiad. Simplicissimus Books è stata in passato anche sponsor di Robin Good TV.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'autore di questo articolo è Robin Good. L'articolo è stato pubblicato per la prima volta il November 22, 2007 su MasterNewMedia con il titolo " Kindle, e compagnia bella /1 ".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La versione italiana è stata scritta da Giulio Gaudiano.&lt;br /&gt;http://www.masternewmedia.org/it/distribuzione_dei_contenuti_online/ebook-reader/amazon-kindle-e-il-mercato-degli-ebook-situazione-e-protagonisti-20071130.htm&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-5060866534380256684?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/5060866534380256684/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=5060866534380256684&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/5060866534380256684'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/5060866534380256684'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2007/11/amazon-e-inchiostro-elettronico-sar-il.html' title='Amazon e inchiostro elettronico: sarà il successo dell&amp;#39;e-book?'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-1757825297864429386</id><published>2007-11-30T11:21:00.001+01:00</published><updated>2007-11-30T11:54:37.354+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro'/><title type='text'>Informatici, quelli bravi scappano</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;strong&gt;Le imprese ormai dovrebbero saperlo, quelle che non lo sanno sono destinate a rimanere indietro. La figura dell'informatico è cambiata negli ultimi 25 anni ed ora è più centrale che mai. Ecco perché&lt;/strong&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;img src='http://legacycreative.gettyimages.com/c.gif' height='1' width='1'/&gt; 										 											 												 													&lt;a name='200570645-003' id='r__ctl0_lnkThmb' href='javascript:HRefClickHandler(0,&amp;apos;1&amp;apos;,&amp;apos;1&amp;apos;,&amp;apos;2&amp;apos;,&amp;apos;&amp;apos;);'&gt;&lt;img onmouseover='return TipRollOver(0,1)' onmouseout='return TipClear(0)' id='r__ctl0_imgThmb' src='http://cache.gettyimages.com/xt/200570645-003.jpg?v=1&amp;amp;g=TSIP&amp;amp;s=1' border='0' height='170' width='161'/&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando 23 anni fa ho iniziato a sviluppare applicazioni Enterprise (il modulo per i pagamenti dei bollettini postali run-time l'ho sviluppato nel lontano '85 in Assembler), l'informatica era qualcosa di assolutamente avulso dalla realtà quotidiana. Per la comunità, gli informatici erano qualcosa di molto simile ai tecnici delle lavatrici ed il computer un costosissimo accessorio, la cui utilità a livello personale era quanto mai dubbia (ricordate la famosa frase del CEO IBM: il pc non ha futuro?!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei primi anni '90 si comprese che il PC computer aveva una sua ragione di essere, questo grazie anche all'introduzione di linguaggi RAD, agli spreadsheet e agli editor di testo. Si trattò di un epoca di transizione, dove ancora i mini computer erano troppo mini per le applicazioni aziendali, ma avanzavano a rapidi passi. L'informatico all'epoca era già sentito come un tecnico qualificato e benché pochi ancora capissero in cosa realmente consistesse il lavoro dell'informatico, si iniziava già a consideralo un risolutore di "particolari problemi".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poco dopo la metà degli anni '90 l'essere informatico fece un balzo in avanti. I mini computer (in cluster) avevano raggiunto le prestazioni adeguate per sostituire in molti casi i Mainfraime e la corsa al downsizing era iniziata. Erano gli anni del C e di UNIX e avere degli informatici era un mezzo per contenere i costi di molti servizi, od averne altri più veloci e fruibili. L'uso delle LAN iniziò a diffondersi sempre di più ed il Business capì che lo stesso lavoro poteva essere fatto meglio e con meno risorse proprio grazie all'informatica. L'informatico era per tutti un money saver.&lt;br /&gt;Nella seconda metà degli anni '90 grazie all'avvento di Internet l'informatico ebbe un momento di splendore. Era diventato rain man, l'uomo della pioggia (di soldi). In quegli anni di sogni di gloria e di facile guadagno due strumenti si affermano: l'email ed il motore di ricerca.&lt;br /&gt;L'Informatico è ormai un partner affidabile in grado di realizzare e soddisfare i bisogni del Business. È proprio di quegli anni che sorge per il Bravo Informatico la necessità di meglio qualificarsi in termini livelli di servizio e di assistenza totale al cliente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È ancora un informatico che lavora On Demand, ma che si rende sempre più conto che il proprio lavoro è qualcosa che è percepito molto al di là del puro intervento tecnico. Inizia ad emergere la figura dell'Analista di Business, cioè l'Informatico che conosce il Business del cliente e che perciò può meglio tradurre i bisogni del Business dal linguaggio corrente in specifiche formali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed infine veniamo ai giorni nostri.&lt;br /&gt;Negli ultimi 3 anni si è assistito ad una concezione completamente diversa dell'essere IT.&lt;br /&gt;Quello che adesso si richiede è che l'IT fornisca "Servizi", il più possibile aperti e possibilmente fruibili dai sistemi più diversi. Si vuole un IT propositivo, un IT che sia malleabile e flessibile, che sia di supporto al Business, ma anche che gli indichi attraverso la proposizione di sempre nuovi ed integrati servizi la possibilità di diversificare meglio vari canali di vendita, produzione e commercializzazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo ovviamente corrisponde per il Bravo Informatico ad un maggiore impegno, dovendo abbracciare il Business del Cliente in toto e non limitarsi solo a presidiare la tecnologia o l'applicazione che lo riguarda. Ad esempio, chi cura il servizio di un Portale Aziendale dovrà occuparsi di tutto, dal modo con cui le policy aziendali sono recepite, alla sicurezza, ai server, al Network, alle statistiche, alle applicazioni che risiedono sul Portale, alla corretta rappresentazione dei dati che provengono dai vari sistema legacy, in una parola di tutto quello che l'utente/cliente "vede" attraverso il Portale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre a questo dovrà far evolvere il tutto in un'ottica di servizio distribuito e partecipare fianco a fianco con l'utente/cliente/committente alla valutazione dei requisiti e del ROI (è decisamente un bel impegno che presuppone un'elevata professionalità ed un aggiornamento continuo cui dovrebbe corrispondere un'altrettanta adeguata incentivazione, parafrasando una famosa canzone (se è vero che ad ogni maggior impegno corrisponde una contropartita....considerevole...).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non mi meraviglierebbe sapere che questo modo di Essere Informatico per molti è già realtà, ma sarei sorpreso di sapere che al fianco di questo modo di Essere IT sia stato anche varato un piano di riqualifica e d'addestramento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Bravi Informatici sanno che tutto parte dalla persona e che sono le persone che realizzano quello che il Business immagina.&lt;br /&gt;Le persone sono il capitale dell'Azienda ed i Bravi Informatici sono tra i capitali più preziosi, specie li dove è permesso loro di sperimentare e di proporre idee che diventeranno prodotti e servizi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E questo capitale in Italia è pagato troppo poco. Un analista programmatore in Germania guadagna quasi il doppio, poco meno del doppio in USA e UK, in Francia il 50% in più, in Spagna il 20%, in Svizzera il 150% (fonte Mercer).&lt;br /&gt;Ma non è solo una questione di prezzo ( e stato sociale ) che fa la differenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una recente intervista rilasciata a LineaEdp il CEO di SAS dichiara: "Prima di tutto le persone. Il 95% del mio patrimonio aziendale varca i cancelli ogni sera ed il mio obiettivo è creare un contesto tale da fare in modo che questo patrimonio torni in azienda ogni mattina".&lt;br /&gt;È importante notare che molti prodotti di questa azienda sono stati creati a partire dall'innovazione che gli stessi Bravi Informatici hanno sviluppato e proposto. Anche altre aziende "americane" hanno iniziato già da tempo un percorso che pone la persona al centro della strategia dei servizi.&lt;br /&gt;Il nocciolo della questione per queste aziende è che non si possono offrire buoni servizi se non si hanno buone persone e non si hanno buone persone se non ci si dedica ad esse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni ragazzi mi hanno raccontato le loro storie da Co.Co.Pro sul mio blog.&lt;br /&gt;Aziende che basano la loro produzione su questi tipi di rapporti contrattuali non hanno futuro in un ottica di servizi con il cliente e sono destinate ad una fetta molto piccola del mercato ed a scomparire nel tempo per mancanza d'innovazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Essere IT per come il mercato lo richiede è possedere il know-how che genera innovazione, la quale è il volano del Business. L'uomo IT di oggi è molto più vicino al Business di quanto lo sia mai stato e secondo me, moltissime potenzialità in Italia del mondo IT ancora devono essere esplorate, sono lì, in attesa di avere un opportunità da parte dei vari HR e CEO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Google non sarebbe mai nata se non avessero permesso a chi sviluppa di vedersi riconoscere il proprio valore e le proprie idee, ma soprattutto di non sentirsi colpevolizzato per i propri errori.&lt;br /&gt;Chi è IT sa di valere, aspetta che gli si dia una possibilità di mostrarlo, ma non aspettate troppo a prendere questo treno, sono sempre i migliori che vanno via per primi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giuseppe Cubasia&lt;br /&gt;Cubasia blog&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Punto Informatico&lt;br /&gt;http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2129255&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-1757825297864429386?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/1757825297864429386/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=1757825297864429386&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/1757825297864429386'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/1757825297864429386'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2007/11/informatici-quelli-bravi-scappano.html' title='Informatici, quelli bravi scappano'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-7886938901326667706</id><published>2007-11-30T08:59:00.001+01:00</published><updated>2007-11-30T11:53:18.705+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='azienda digitale'/><title type='text'>Si puo' fare la fattura elettronica? No, è obbligatorio</title><content type='html'>&lt;div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"&gt;&lt;div id="ARTimg"&gt;&lt;img title="Fattura elettronica per fare business con la Pa" alt="Fattura elettronica per fare business con la Pa" src="http://www.lineaedppmi.it/01NET/Photo_Library/209/Computer_e_Soldi_103x131.jpg" height="131" width="103" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;b&gt;Fattura elettronica per fare business con la Pa. Una norma contenuta nella legge Finanziaria obbliga all'abbandono del documento cartaceo dal 1° luglio 2008&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Fra le novità previste dalla Legge Finanziaria c'è anche l'obbligo dal primo luglio 2008 di utilizzare la fatturazione elettronica “per tutti gli operatori che hanno relazioni con l'Amministrazione statale e gli enti pubblici”. Secondo la nuova normativa la Pa, oltre a non accettare fattura cartacee, non darà il via ai pagamenti fino a quando non arriverà una versione elettronica della fattura. La norma contenuta in Finanziaria dovrebbe così sbloccare la situazione di questo documento che fino a oggi vanta un tasso di adozione inferiore al 5%. Un po' poco visto che l'osservatorio della School of management sdel Politecnico di Milano sull'argomento stima che la fattura, intesa come integrazione del ciclo ordine-consegna-fatturazione e pagamento, permette una riduzione del ciclo dell'ordine per la coppia produttore-distributore pari a 25 euro per ordine o fattura nel farmaceutico, 45 euro nel mercato del materiale elettrico e fino a 60 euro nel largo consumo. Accanto a questi benefici di efficienza bisogna poi aggiungere i benefici di miglioramento dell'efficacia del processo (tempestività, accuratezza) più difficili da stimare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Risparmi che, secondo gli esperti dell'università milanese, non sono conosciuti anche da molte aziende che oggi hanno già adottato la fattura. Oltre naturalmente dalla massa dei potenziali fino ad arrivare agli attori del mondo dell'offerta. Altre barriere sono costituite dalla legislazione e dall'esistenza di molteplici standard. Fattori che, stima il Politecnico, sono enfatizzati ma alla fine non costituiscono un vero impedimento all'adozione della fattura elettronica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Il quadro normativo (decreto legislativo del 20 febbraio 2004 n. 52 e decreto del ministero dell'Economia del 23 gennaio 2004) con le circolari interpretative che chiariscono le novità introdotte risulta ragionevolmente completo e chiaro”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E in quanto agli standard il Politecnico spiega che anche questo deve essere considerato un fattore di ricchezza “essendo molti di questi standard legati a specificità di contesto (settore, paese, porzione di processo); la nativa diversità non costituisce un problema particolarmente significativo per lo sviluppo di progetti di integrazione e dematerializzazione del ciclo dell'ordine, essendo agevole ricondurre la diversità a fattor comune”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pochi problemi esistono anche per quanto riguarda la filiera dell'offerta “strutturata e culturalmente preparata”.&lt;br /&gt;I problemi comunque esistono e riguardano in particolare la complessità organizzativa che è una combinazione di complessità interna legata alle difficoltà di affrontare per preparare l'azienda a integrarsi e collaborare con i partner di filiera in termini sia di adeguamento dei sistemi informativi aziendali che di gestione del cambiamento organizzativo (persone e processi).&lt;br /&gt;La complessità esterna, invece, è legata da un lato alle difficoltà che i partner di filiera devono affrontare per esporsi alla integrazione/collaborazione in termini di organizzazione e sistemi informativi, e dall'altro alla presenza o meno di un quadro normativo chiaro e di standard di comunicazione o di processo all'interno della filiera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SmauNews&lt;br /&gt;http://www.lineaedppmi.it/&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-7886938901326667706?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/7886938901326667706/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=7886938901326667706&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/7886938901326667706'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/7886938901326667706'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2007/11/si-puo-fare-la-fattura-elettronica-no.html' title='Si puo&amp;#39; fare la fattura elettronica? No, è obbligatorio'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-8494093666695010117</id><published>2007-11-29T09:57:00.001+01:00</published><updated>2007-11-29T10:00:18.216+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libertà telematica'/><title type='text'>Times: “La Levi Prodi è un assalto geriatrico ai bloggers italiani”</title><content type='html'>&lt;div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"&gt;&lt;p&gt;&lt;img alt="Assoro: Vecchietti a passeggio. - Assoro" src="http://sicilyweb.com/foto/198/198-06-44-42-9394.jpg" border="1" height="122" width="85" /&gt;   &lt;/p&gt;&lt;blockquote&gt;Come il mondo vede l’Italia&lt;br /&gt;Il Times: “La Levi Prodi è un assalto geriatrico ai bloggers italiani”&lt;br /&gt;Grillo “crociato”, Prodi “arzillo sessantottenne”: in Italia governano “nonni”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paola Monti - Pubblicata il 25/10/2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Assalto geriatrico ai bloggers italiani”: questo il titolo di un articolo del Times che commenta la Levi Prodi, ovvero la proposta di legge che, puntando a regolamentare in modo più severo l’editoria, ha finito per mettere in allarme ed in rivolta il mondo della rete.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sì, perché, se la Levi Prodi diventerà legge, chiunque voglia aprire un blog o un proprio sito internet dovrà obbligatoriamente iscriversi al ROC (Registro degli Operatori di Comunicazione) e sottostare al controllo, alla burocrazia, alle sanzioni e alle tasse, perchè saranno considerate attività editoriali anche quelle esercitate senza scopo di lucro, come i blog.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ per questo che anche uno dei quotidiani più famosi al mondo ha deciso di occuparsi dell’argomento e dall’articolo di ieri l’Italia non esce bene: “Considerando gli standard del G8, l’Italia è un Paese strano – si legge – Per farla semplice, è una nazione di legislatori ottuagenari eletti da settantenni, i pensionati. Tutti gli altri non contano”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E così il Times continua, dipingendo Prodi come un “arzillo sessantottenne” che ha battuto un Berlusconi settantunenne alle ultime elezioni, mentre a Napolitano (82 anni) ne aveva già 20 quando i tedeschi si sono arresi alla fine della seconda guerra mondiale.&lt;br /&gt;Secondo il Times, il governo italiano “non sembra capace di adattarsi al mondo moderno” e la spiegazione è semplice: “Anche il vostro Paese funzionerebbe in questo modo se i vostri nonni fossero in carica”, sostiene l’articolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa l’introduzione che il Times ci ha riservato, passando poi ad affrontare il tema centrale: la Levi Prodi è descritta come una legge che ha come bersaglio “la vita moderna”, una legge incredibilmente generica che obbliga tutti i bloggers e gli utenti della rete a registrarsi con lo Stato: “Anche un innocuo blog della squadra del cuore o quello di un adolescente che discute dell’iniquità della vita – spiega il quotidiano – saranno soggetti alla vigilanza del governo e alla tassazione (pur non trattandosi di siti commerciali)”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“L’intento della proposta di legge, come è stato scritto quando è passata al vaglio del Consiglio dei Ministri, sarebbe quello di mettere il bavaglio ai bloggers, che ormai rappresentano un vero guaio per quelli che sono al potere”, continua l’articolo.&lt;br /&gt;I blogger, secondo il Times, sono guidati dal “crociato (che alcuni definiscono populista)” Beppe Grillo, “un comico diventato attivista diventato blogger”: secondo il quotidiano, infatti, Grillo è uno di quelli che sanno interpretare e commentare in modo più corretto le vicende italiane sia fuori che dentro al Paese e si batte per un governo più trasparente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’articolo del Times si conclude con un appello rivolto a Levi e a Gentiloni: “E così mi appello – scrive il giornalista Bernhard Warner - al ministro italiano delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, ex giornalista, e Ricardo Franco Levi, il deputato che ha concepito questo sbagliato testo di legge. La soluzione migliore per questo Paese è davvero mettere i giovani in silenzio?”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;paola monti&lt;br /&gt;http://www.newsfood.com/Articolo/Italia/20071025-Times-Levi-Prodi-assalto-geriatrico-bloggers-italiani.asp&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-8494093666695010117?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/8494093666695010117/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=8494093666695010117&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/8494093666695010117'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/8494093666695010117'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2007/11/times-la-levi-prodi-un-assalto.html' title='Times: “La Levi Prodi è un assalto geriatrico ai bloggers italiani”'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-7395609807448675312</id><published>2007-10-19T11:38:00.001+02:00</published><updated>2007-11-30T11:55:01.597+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='p2p'/><title type='text'>Un canone per P2P e ADSL</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;blockquote&gt;Dopo la presentazione del 2 agosto scorso, è finalmente giunto in Commissione (in sede referente) il ddl. S-1769 (Sen. Pecoraro Scanio) intitolato "Norme in materia di sostegno all'attività cinematografica e diritto d'autore" che si affianca ad altre proposte già commentate su Punto Informatico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Relazione è senz'altro suggestiva, così come l'art. 1 dedicato a finalità e oggetto. Gli intenti, al di là del titolo che enfatizza gli aiuti al cinema, sono sicuramente di ampio respiro ed ispirati alla diffusione della cultura. Nel particolare, la novità più significativa - se non "rivoluzionaria" - è rappresentata dal prelievo dell'8% dai canoni di connessione a banda larga cui corrisponde l'abbassamento, al 10% (forse, non a caso, l'aliquota dei libri), dell'IVA sui suddetti abbonamenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta, come molti ricorderanno, di una proposta avanzata già in passato da diverse parti, anche se oggi più complessa, che vorrebbe costituire una sorta di "equo compenso" come quello, già vigente, applicato a supporti e dispositivi.&lt;br /&gt;Forse, proprio per questo, non incontrerà il gradimento degli utenti che non scaricano opere protette e che, ovviamente, non vogliono pagare per quello che non fanno (anche se non bisogna dimenticare l'abbattimento dell'IVA).&lt;br /&gt;Malgrado ciò, vale la pena di sottolineare che, in modo molto più ampio rispetto alla disciplina della copia privata (di cui si parlerà oltre in relazione a specifiche novità), il prelievo in esame costituisce il presupposto per la completa eliminazione di conseguenze civili, amministrative e penali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'art. 7, comma 1, esclude, infatti, l'applicabilità degli artt. 171, 171-bis, 174, 174-bis e 174-ter l.d.a. e sancisce la liceità (a questo punto, anche civile) delle attività senza fini di lucro conseguenti gli acquisti (tra cui il download) a "qualsiasi titolo" e non soltanto a fronte del possesso legittimo dell'originale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conseguentemente, si prospetta pure l'abrogazione della famigerata norma riguardante la messa in condivisione (upload) senza scopo di lucro (art. 171, comma 1, le tt. a-bis l.d.a.).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche il diritto alla copia privata (art. 71-sexies l.d.a.) viene allargato sino ad abbracciare la duplicazione di opere protette da misure tecnologiche (DRM) e, comunque, anche in digitale, una modifica già invocata da molti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un'ultima proposta di riforma, peraltro rintracciabile in altri disegni di legge, riguarda l'innalzamento della soglia del penalmente punibile al dolo di lucro (come prima della l. 248/2000) per alcune condotte in tema di software (art. 171-bis, comma 1, l.d.a.). Tale allineamento, anche se doveroso (per altri reati come quelli previsti dall'art. 171-ter l.d.a. vale già questo limite), purtroppo non riguarda le sempre "dimenticate" banche dati (art. 171-bis, comma 2, l.d.a.).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora non resta che attendere la discussione in Commissione e, poi, il voto dell'Aula che sarà certamente influenzato dall'opinione, eventualmente differente, dei soggetti interessati. I produttori non mancheranno di rimarcare quella che, sulla carta, è una riduzione di quanto posto a loro apparente tutela, ma non potranno non farsi i conti sui grandi numeri (perché ad essi, mediante la costituzione di due fondi, andrà buona parte del prelievo), calcolando realisticamente i possibili introiti rispetto all'attuale politica quasi esclusivamente punitiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli utenti, d'altro canto, dovranno ponderare la convenienza e l'accettabilità di un prelievo che potrebbe colpire anche chi non scarica o non intende scaricare. Soprattutto, occorrerà valutare la compatibilità con le norme sovraordinate (in particolare, le Direttive UE) perché ad esse si fa esplicito e generico riferimento soltanto in relazione alle questioni legate a copia privata e misure tecnologiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;avv. Daniele Minotti&lt;br /&gt;minotti.net/&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-7395609807448675312?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/7395609807448675312/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=7395609807448675312&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/7395609807448675312'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/7395609807448675312'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2007/10/un-canone-per-p2p-e-adsl.html' title='Un canone per P2P e ADSL'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-6038357931213073726</id><published>2007-10-17T08:08:00.001+02:00</published><updated>2007-11-30T11:55:10.024+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='infrastrutture'/><title type='text'>Banda larga, l'Italia al rallentatore un abitante su dieci non può averla</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;div class='fotosxb'&gt; 					&lt;img alt='&amp;lt;B&amp;gt;Banda larga, l&amp;apos;Italia al rallentatore&amp;lt;br&amp;gt;un abitante su dieci non può averla&amp;lt;/B&amp;gt;' src='http://www.repubblica.it/2006/10/sezioni/scienza_e_tecnologia/banda-larga/situazione-italia/este_16152055_45200.jpg' height='139' width='162'/&gt; 																			&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L'OBIETTIVO: rendere la banda larga un diritto di tutti, "universale". Servirà a questo il WiMax, come ha dichiarato il Ministro delle Comunicazioni&lt;/strong&gt; Paolo Gentiloni alla presentazione del bando, nei giorni scorsi. Sono anni però che viene ripetuto il ritornello della promessa della banda larga a tutti e ancora il "mostro" del digital divide non è stato abbattuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Italia resta uno dei peggiori casi in Europa per diffusione della banda larga, disponibile sull'89 per cento della popolazione, mentre a settembre in Gran Bretagna è stato raggiunto il 99,8 per cento. Numerose le cause del ritardo: un po' la morfologia accidentata del nostro paese, un po' l'eccessiva frammentazione dei nodi di rete (che rendono svantaggioso l'investimento in apparati banda larga in certe zone); si è messa di mezzo anche la burocrazia che ha rallentato l'arrivo, appunto, del WiMax (l'Italia è l'ultimo grande Paese europeo a renderlo disponibile).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I rimedi tentati dal Governo hanno avuto risultati lontani dalle aspettative: lo stesso Ministero ha dichiarato deludente, in un bilancio pubblicato ad agosto, quanto fatto finora da Infratel-Sviluppo Italia per colmare il divario digitale del Meridione (avrebbe dovuto coprire circa 180 centrali con la banda larga; ad oggi l'ha fatto su meno di un terzo, pari a circa il 3 per cento della popolazione: una goccia nell'oceano).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso si parla di rilanciare il piano di investimenti nel Meridione e in generale nelle aree del digital divide. Buoni propositi, ma a conti fatti ben poco è cambiato dai tempi dell'inchiesta di Repubblica.it del gennaio 2006 sulle lacune della banda larga italiana. Il grosso dei rimedi attende ancora all'orizzonte, come promessa; tale è lo stesso WiMax, in teoria arma potente contro il digital divide, ma in pratica ancora lo si deve vedere in azione per giudicarne le potenzialità. I servizi commerciali arriveranno nel 2008 inoltrato, visti i tempi di assegnazione delle licenze e necessari a realizzare le infrastrutture di rete. Va reso atto al Ministero e all'Autorità Garante delle Comunicazioni, però, di avere curato il bando WiMax in modo da indirizzarlo al meglio alla lotta al digital divide. Agli operatori che vinceranno la licenza è chiesto infatti di occuparsi in modo prioritario delle zone ora non raggiunte da Adsl.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra le novità che sono già concrete, invece, si evidenziano alcune iniziative di Telecom Italia per migliorare la copertura Adsl, con l'obiettivo di raggiungere il 98 per cento della popolazione entro fine 2008 (ma più volte in passato queste promesse sono state mancate). Recente è il piano anti-mux. Telecom sta installando apparati (detti "zainetti") per bypassare i mux, che impediscono agli utenti in certi quartieri, anche metropolitani, di ottenere l'Adsl. Sono stati già installati A Roma, Arezzo, Genova, Grosseto, Pavia, Bologna, Torino, Seregno, Cotogno, Taranto e in gran numero soprattutto a Bari, come si legge sul sito di Telecom. Dove ci sono gli zainetti, gli utenti possono richiedere l'Adsl di qualsiasi operatore. Tocca affrettarsi, però, perché il massimo di utenti collegabili per centrale è 48 e la velocità è al massimo di 4 Mbps per linea. Più che una soluzione completa, sembra insomma un palliativo al problema. E tale è anche il piano anti-digital divide, con cui Telecom sta dotando di Adsl centinaia di centrali minori. Peccato che la velocità per linea sia in questo caso limitata a 640/256 Kbps.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema è inoltre che a fronte dell'accelerazione de piano anti digital divide si rileva un rallentamento della copertura di nuove centrali tramite Adsl normale (quella fino a 20 Mbps), come si può leggere dai piani Telecom pubblicati sul sito Wholesale-Telecomitalia.it.&lt;br /&gt;Né c'è da sperare che siano gli operatori alternativi ad arrivare con l'Adsl là dove Telecom non voglia. La copertura delle reti alternative è infatti inferiore a quella di Telecom e cioè ad oggi è pari a circa il 45-50 per cento della popolazione. La previsione è che si arrivi al 58 per cento entro il 2010.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quali speranze ci sono, quindi, per gli utenti nel digital divide di poter avere l'Adsl e, magari, anche un'Adsl normale? Solo quella che, anche attraverso i promessi investimenti pubblici, ci sia un ulteriore sforzo infrastrutturale nei prossimi mesi da parte di diversi soggetti (ma tuttora i piani sono poco definiti).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'alternativa è il wireless: oggi soluzioni WiFi/Hiperlan, domani il WiMax. Ci sono offerte WiFi/Hiperlan (analoghe a quelle Adsl per banda e prezzi) in quasi tutte le Regioni italiane, anche se la copertura è a macchia di leopardo. La rete più estesa è in provincia di Brescia, dove opera il provider Linkem.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un'altra possibilità è la rete Hsdpa, evoluzione dell'Umts: la copertura sta crescendo (ad oggi raggiunge circa il 70 per cento della popolazione), la velocità pure (ora è 3,6/7,2 Mbps in download e 384 Kbps in upload), mentre i prezzi stanno scendendo (anche se ancora non c'è un'offerta flat-rate paragonabile a un'Adsl). Insomma, per i digital divisi non resta che sperare in tempi migliori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Via Repubblica.it (16 ottobre 2007)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-6038357931213073726?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/6038357931213073726/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=6038357931213073726&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/6038357931213073726'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/6038357931213073726'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2007/10/banda-larga-l-al-rallentatore-un.html' title='Banda larga, l&amp;#39;Italia al rallentatore un abitante su dieci non può averla'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-3281607338459742847</id><published>2007-10-12T08:32:00.001+02:00</published><updated>2007-11-30T11:57:30.293+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='web contro carta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='infrastrutture'/><title type='text'>Wi-max, via alla gara per 35 licenze</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;a href='http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/scienza_e_tecnologia/gara-wimax/gara-wimax/gara-wimax.html'/&gt;&lt;a href='http://images.google.it/imgres?imgurl=http://fr.gizmodo.com/wimax.gif&amp;amp;imgrefurl=http://fr.gizmodo.com/2006/04/07/wimax_dans_les_aeroports_franc.html&amp;amp;h=380&amp;amp;w=321&amp;amp;sz=30&amp;amp;hl=it&amp;amp;start=2&amp;amp;um=1&amp;amp;tbnid=Cg2Z3BEbu146lM:&amp;amp;tbnh=123&amp;amp;tbnw=104&amp;amp;prev=/images%3Fq%3Dwimax%26svnum%3D10%26um%3D1%26hl%3Dit%26rlz%3D1B3GGGL_it___IT213%26sa%3DG'&gt;&lt;img src='http://tbn0.google.com/images?q=tbn:Cg2Z3BEbu146lM:http://fr.gizmodo.com/wimax.gif' style='border: 1px solid ;' height='123' width='104'/&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;br /&gt;L'annuncio del ministro delle Comunicazioni, Gentiloni. Base d'asta a 45 milioni&lt;br /&gt;14 saranno assegnate in 7 macroaree; altre 21 a dimensione regionale&lt;br /&gt;Wi-max, via alla gara per 35 licenze&lt;br /&gt;la banda larga viaggerà sulle onde radio&lt;br /&gt;"Permetteranno di far arrivare internet nelle aree più difficili"&lt;br /&gt;I grandi gestori nazionali non potranno partecipare al livello regionale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Wi-max, via alla gara per 35 licenze&lt;br/&gt;la banda larga viaggerà sulle onde radio&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA - "Il Wi-max ha potenzialità notevoli, consente connessioni ad alta velocità fino a 74 mega ed ha un raggio di applicazione molto più ampio del Wi-fi, per alcune decine di chilometri fino a 50". Lo ha detto il ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, presentando a Roma la gara per l'assegnazione dei diritti d'uso delle frequenze nella banda 3.4-3.6 Ghz (banda 3.5 Ghz). Il ministro ha precisato che la base d'asta sarà di 45 milioni di euro per le 35 licenze Wi-max in gara dalla prossima settimana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nuova tecnologia Wi-max permette la diffusione della banda larga su frequenze radio e, quindi, senza fili anche attraverso distanze notevoli. In questo modo, ha spiegato il ministro, potranno essere raggiunte anche aree "più difficili sia dal punto di vista economico che morfologico" e dove è quindi più spiccato il 'digital divide' con il resto del Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La gara, ha sottolineato Gentiloni presentando il bando, assegnerà 14 licenze in 7 macroaree in cui è stato suddiviso il paese (due licenze per ciascuna macroarea: Lombardia-Bolzano-Trento; Valle d'Aosta-Piemonte -Liguria-Toscana; Friuli Venezia Giulia-Veneto-Emilia Romagna- Marche; Umbria-Lazio-Abruzzo-Molise; Campania-Puglia-Basilicata- Calabria; Sicilia; Sardegna) con la condizione che ad uno stesso soggetto possa essere assegnato un solo diritto d'uso per macroregione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A livello teorico è comunque possibile che un operatore che faccia domanda per tutte le macroaree riesca ad aggiudicarsele tutte, creando così un network nazionale. Le altre 21 licenze saranno invece a dimensione regionale e saranno "prioritariamente riservate a concorrenti che non dispongono già di licenze Umts".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saranno quindi di fatto esclusi i quattro grandi operatori (Telecom, Vodafone, Wind e H3G), mentre sarà agevolata la partecipazione al bando delle imprese più piccole radicate sul territorio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutte le licenze avranno una durata di 15 anni, potranno essere rinnovate, ma non potranno essere cedute a terzi senza l'autorizzazione del ministero.&lt;br /&gt;La base d'asta complessiva sarà di 45 milioni, ha aggiunto Gentiloni. Una cifra che, pur essendo un po' inferiore proprio perché base di partenza di un'asta a "miglioramenti competitivi", è "comparabile" con quelle di aggiudicazione raggiunte in Francia (100 milioni) e in Germania (60 milioni).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I tempi prevedono che la prossima settimana il bando venga pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e che entro 45 giorni dalla pubblicazione siano presentate le domande di partecipazione. Nei successivi 30 giorni il ministero dovrà valutare le domande e comunicare gli ammessi alla gara e dovranno essere quindi presentate le offerte. L'apertura delle buste dovrebbe quindi verificarsi intorno al 20 gennaio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Essenziale per aggiudicarsi la gara sarà non solo l'offerta economica, ha sottolineato ancora il ministro, ma anche la garanzia di copertura del territorio per aiutare i Comuni più svantaggiati a superare il digital divide. Il bando prevede infatti degli obblighi di copertura misurati a punti in base al numero di Comuni in cui vengono installati impianti Wi-max: 60 è il punteggio minimo da raggiungere ed almeno la metà dovrà derivare da impianti collocati in Comuni a "digital divide totale".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il valore aggiunto del Wi-max rispetto alla banda larga cablata come l'Adsl è infatti proprio la capacità di viaggiare ad altissima velocità (fino a 74 mega) in un raggio di circa 50 chilometri senza necessità di infrastrutture di rete. Senza quindi grandi investimenti sui cavi. La trasmissione avviene infatti via radio sulle frequenze 3.4-3.6 GHz liberate dal ministero della Difesa. "Credo che abbiamo fatto un buon lavoro - ha concluso Gentiloni - per trovare un equilibrio tra il valore economico dell'asta e la copertura del territorio.&lt;br /&gt;Abbiamo lavorato perchè il ricavo economico non fosse l'unico metro di misura e per indirizzare la competizione verso la lotta al digital divide".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(11 ottobre 2007)&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-3281607338459742847?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/3281607338459742847/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=3281607338459742847&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/3281607338459742847'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/3281607338459742847'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2007/10/wi-max-via-alla-gara-per-35-licenze.html' title='Wi-max, via alla gara per 35 licenze'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-7033989658291005169</id><published>2007-10-11T07:59:00.001+02:00</published><updated>2007-10-11T08:02:27.599+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='video'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='servizi on line'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libertà telematica'/><title type='text'>L'Italia arretrata, Mediaset diffida il videoregistratore online:</title><content type='html'>&lt;div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"&gt;&lt;img src="http://tbn0.google.com/images?q=tbn:ReYdfNq_esr77M:http://gallery.awn.com/data/521/Flinstones.jpg" style="border: 1px solid ;" height="96" width="135" /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;Tutte le novità in materia di &lt;/strong&gt;tecnologia vengono dall'estero. Tutte in inglese. C'è una novità, interessante, nata in Italia, è un videoregistratore on line che ti permette di programmare e registrare programmi tv.&lt;br /&gt;Anziché ricevere complimenti e finanziamenti, come accadrebbe se avesse sede negli USA, riceve minacce e diffide!&lt;br /&gt;E poi ci lamentiamo della fuga dei cervelli....&lt;br /&gt;Da Punto informatico:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Viene criticata da più parti la decisione del colosso televisivo Mediaset di diffidare un celebre e utilizzato servizio online che permette di videoregistrare contenuti televisivi. Si tratta di Vcast, che ormai da alcuni giorni ha tagliato fuori dai propri servizi Canale5, Italia1, Rete4 e Boing. Rimangono invece attive le registrazioni degli altri canali di cui fruiscono gli utilizzatori del servizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La diffida l'hanno annunciata sul blog ufficiale del servizio gli stessi autori di Vcast, in un post in cui si riferiscono alla tecnologia di videoregistrazione Faucet PVR utilizzata da Vcast. "Il mese scorso Mediaset ci ha diffidato dall'utilizzare le loro trasmissioni televisive nell'ambito del Faucet PVR poiché sostiene che tale utilizzo sia lesivo dei loro diritti. Abbiamo risposto che non siamo d'accordo con tale affermazione in quanto siamo ragionevolmente sicuri che il videoregistratore (seppur virtuale) che noi vi forniamo non sia affatto dissimile dal vecchio VHS che avete a casa: la registrazione che voi vi programmate arriva solamente a voi, quindi è a tutti gli effetti una registrazione ad uso personale, chiaramente consentita dalla normativa applicabile (art. 71 sexies della legge sul diritto d'autore). Mediaset ci ha risposto ieri ribadendo la sua richiesta".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Purtroppo - continuano - la tecnologia spesso viaggia molto più veloce di chi fa le leggi, e quindi quanto stiamo facendo può essere aperto a più interpretazioni diverse. Il risultato è che siamo costretti a sospendere la possibilità di registrazione dei canali Mediaset, almeno fino a quando non sarà sufficientemente chiaro se la nostra interpretazione di videoregistratore sia più o meno corretta di quella di Mediaset. Ovviamente gli altri canali del PVR e tutti gli altri contenuti del sito continuano a rimanere accessibili".&lt;br /&gt;A questo proposito scrive a Punto Informatico Matteo Moro per specificare: "Faucet è un sistema che funziona come un videoregistratore remoto. Dalla sua interfaccia si possono programmare registrazioni (con il limite di tre ore per ogni singola registrazione) su molti canali televisivi e radiofonici. Una volta registrati, i file video/audio vengono conservati sui server di Faucet per un tempo massimo di tre giorni, per essere scaricati sul proprio PC. Oltre a tutta questa comodità, c'è da dire che i formati utilizzati sono liberi da fastidiosi sistemi DRM e leggibili comodamente anche con Linux: una cosa non da poco, per chi come me ha difficoltà a socializzare con il software proprietario".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un servizio utile, dunque, che viene impiegato per "catturare" registrazioni di programmi mandati in onda senza alcuna cifratura sull'intero territorio nazionale e che già oggi vengono registrati abitualmente da moltissimi italiani che sono usi guardare il tele-ipnotizzatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal suo blog, proprio Matteo lancia una petizione online pensata, spiega, "per far sapere ai signori di Mediaset che quello che hanno fatto non ci piace. Magari la legge è dalla loro parte, magari pensano che questo sia il modo giusto per guadagnare qualcosa in più, magari nel breve periodo hanno anche ragione, ma la reputazione è qualcosa che si guadagna in molto tempo e si perde in un attimo (...) Io rivoglio i canali Mediaset su Faucet, e voi?" Mentre scriviamo la petizione, nonostante una informativa sulla privacy criticata da più parti, ha già superato quota 300 firme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vcast, peraltro, nel suo post invita tutti gli utenti che tengono alla questione di scrivere cosa pensano direttamente a Mediaset, indicando l'indirizzo mediaset@mediaset.it.&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-7033989658291005169?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/7033989658291005169/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=7033989658291005169&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/7033989658291005169'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/7033989658291005169'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2007/10/l-arretrata-mediaset-diffida-il.html' title='L&amp;#39;Italia arretrata, Mediaset diffida il videoregistratore online:'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-2221848307306237825</id><published>2007-10-10T09:15:00.000+02:00</published><updated>2007-10-10T09:19:28.963+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='video'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='servizi on line'/><title type='text'>Ustream vs. Mogulus: Quale Servizio Di Live Video Streaming E' Migliore?</title><content type='html'>&lt;div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"&gt;Tutti coloro che si interessano di live video streaming mi hanno chiesto quale tra Mogulus e Ustream fosse realmente il migliore e quindi quale io consiglio personalmente di utilizzare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.masternewmedia.org/images/mogulus-vs-ustream.gif" alt="mogulus-vs-ustream.gif" height="50" width="223" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chi non conoscesse i due servizi web-based, parliamo dei due principali e più interessanti servizi per il live video streaming, che insieme a Stickam, Operator11, Kyte.tv, offrono una banda pressoché infinita e spazio per archiviare le tue trasmissioni in live stream video su Internet senza porre limiti al pubblico che può vederle in contemporanea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre anche altri servizi offrono funzionalità e possibilità interessanti, preferisco di gran lunga Ustream e Mogulus per la loro strategia di marketing più professionale e credibile. Infatti oltre all'insieme di funzioni offerte c'è da considerare che entrambe le società si siano aperte completamente alla conversazione ed agli scambi con gli utenti, al fornire supporto diretto, e hanno fatto del loro meglio per essere coinvolte in prima persona in una conversazione sincera e bidirezionale mentre allo stesso tempo si occupavano di migliorare il loro prodotto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' possibile che alcuni dei servizi offerti dai concorrenti, di cui non mi occuperò qui, abbiano nel frattempo effettuato miglioramenti significativi e modificato i loro servizi, e forse che abbiano anche sorpassato questi due che ho scelto per questo confronto diretto. Se hai notizie in proposito, la sezione commenti è a tua disposizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa è la mia recensione personale basata sul fatto che Ustream.tv e Mogulus.com in quanto a funzionalità critiche, caratteristiche e altri aspetti relativi alla gestione, si trovino oramai ad affrontarsi frontalmente come servizi per il live video broadcasting gratuito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scegliere quale dei due sia il più appropriato per l'uso che ne vuoi fare dipende dal contesto; tutto dipende da ciò che vuoi fare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre Ustream è perfetto per chi cerca semplicità e immediatezza, e si focalizza principalmente sulle trasmissioni dal vivo, gli utenti ideali di Mogulus sono creatori di canali web tv interessati a creare canali tematici in stile compilation, ad usare più telecamere e a permettere agli utenti di interagire tramite video, fornendo un’esperienza simile alla tv professionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;h2&gt;Chat Testuale&lt;/h2&gt; &lt;p&gt;&lt;img src="http://www.masternewmedia.org/images/ustream-chat-300.gif" alt="ustream-chat-300.gif" height="223" width="300" /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ustream&lt;/strong&gt;: Ustream integra una funzione di chat testuale completa che può anche essere facilmente inclusa (embedded) su tutti i blog o pagine web. La chat testuale embedded presenta alcuni piccoli inconvenienti di funzionamento tipo al login della chat e nel sistema di aiuto completamente automatico. Quando funzionano vanno alla grande, ma quando non vanno è veramente frustrante. Non c'è il supporto automatico per gli URL (se digiti un URL in chat non diventa automaticamente un URL cliccabile), non si possono salvare le chat né esiste la funzione cronologia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Mogulus&lt;/strong&gt;: Non dispone di alcuna funzione di chat testuale&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;h2&gt;Controlli Audio / Video&lt;/h2&gt; &lt;p&gt;&lt;img src="http://www.masternewmedia.org/images/ustream-video-controls.jpg" alt="ustream-video-controls.jpg" height="135" width="174" /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ustream&lt;/strong&gt;: Ustream offre controlli semplici e ben organizzati per iniziare o terminare una registrazione, un broadcasting ed anche alcune funzioni per verificare la ricezione del proprio video e controlli per la sintonizzazione e la qualità del video, il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Video#Frequenza_delle_immagini"&gt;frame rate&lt;/a&gt;, il volume e la qualità dell'audio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Mogulus&lt;/strong&gt;: Mogulus offre solo i controlli di base A/V che vengono inclusi di default nel Flash player. Non ci sono controlli o layer aggiuntivi di questa interfaccia, solo delle impostazioni per la qualità in cui abbiamo tre opzioni a disposizione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;h2&gt;Registrazione Video&lt;/h2&gt; &lt;p&gt;&lt;img src="http://www.masternewmedia.org/images/ustream-mogulus-recording.jpg" alt="ustream-mogulus-recording.jpg" height="226" width="190" /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ustream&lt;/strong&gt;: Funzioni complete di registrazione audio e video sono disponibili su Ustream sin da quando è stato lanciato. Per molti editori indipendenti è uno strumento vitale, specialmente se, come in questo caso, posso prendere i miei video ed esportarli verso altri siti di video sharing senza troppi problemi. Le registrazioni vengono salvate nel formato video .flv (Flash video) e con le procedure appropriate possono essere facilmente convertite in altri formati, editate e caricate sui principali siti di video sharing. Ustream fa un ottimo lavoro nell’archiviare e facilitare l'accesso a tutte le clip video registrate, sia dal singolo broadcaster che dalla video community di cui fa parte.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Mogulus&lt;/strong&gt;: &lt;a href="http://ec2-72-44-47-60.z-2.compute-1.amazonaws.com/blog/?p=58"&gt;Mogulus ha aggiunto la registrazione di recente&lt;/a&gt; (il 14 settembre 07) e se giudichiamo il posizionamento e l'accessibilità di questa funzione, la registrazione completa non è una priorità fondamentale per Mogulus come lo è invece per Ustream. Infatti, mentre Ustream ti facilita la registrazione e il download di ognuno dei tuoi video broadcast, Mogulus nascondeva la funzione registrazione sotto scorciatoie da tastiera difficili da ricordare fino a due settimane fa, ma ora ha reso completamente accessibile la registrazione mediante una nuova interfaccia che però proibisce il download di tali video registrazioni sul tuo computer, di editare e poi ripubblicare su altri siti. Mogulus vuole costruire la sua nicchia di contenuto di qualità proveniente da chi utilizza il loro servizio, ma mentre l’idea è molto promettente, la dura realtà ci mostra la frustrazione degli utenti e dei broadcaster che cercano di aggirare le restrizioni di Mogulus registrando gli show in formati aperti grazie all’autonomia concessa da alcuni tool di screen recording (vedi &lt;a href="http://www.techsmith.com/camtasia.asp"&gt;Techsmith Camtasia&lt;/a&gt;). Di positivo c’è che Mogulus facilita il re-broacast di ogni programmazione live registrata e permette di programmarla mediante una playlist video semplicissima.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;h2&gt;Telecamere Multiple&lt;/h2&gt; &lt;p&gt;&lt;img src="http://www.masternewmedia.org/images/cameraman-silhouette_id248167_size185.jpg" alt="cameraman-silhouette_id248167_size185.jpg" height="147" width="185" /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Mogulus&lt;/strong&gt;: Mogulus è stato concepito con l'idea di ricostruire lo scenario e le funzioni disponibili in un piccolo studio televisivo tradizionale, includendo una piccola funzione di video switcher che permetteva al broadcaster di passare la diretta video ad altri Mogulus broadcaster.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ustream&lt;/strong&gt;: Non offre questa possibilità. Per potere utilizzarla devi aggiungere un software commerciale non molto costoso come WebcamMax. E' vero che se hai più telecamere connesse allo stesso pc, puoi switchare da una all'altra in maniera molto semplice. Non è possibile però invitare altri online video broadcaster ad unirsi allo show e mixarli in un'unica diretta. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;h2&gt;Qualità Video&lt;/h2&gt; &lt;p&gt;&lt;img src="http://www.masternewmedia.org/images/ustream-av-controls.gif" alt="ustream-av-controls.gif" height="233" width="206" /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ustream&lt;/strong&gt;: Come broadcaster hai molto controllo sulla qualità del video del tuo streaming dal momento che Ustream offre controlli per la regolazione dei frame rate (1-25) e dei livelli di compressione (1-90). Nel prossimo futuro, ma già sulla Robin Good TV e su pochi altri canali Ustream video streaming, nuovi componenti per la codifica video offrono una qualità video significativamente migliore (smoother motion, frame rate più alto) rispetto all'offerta attuale dei concorrenti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Mogulus&lt;/strong&gt;: offre solo le funzionalità di base con una barra con tre posizioni per il controllo della qualità video: bassa, media, alta. Non è specificato da Mogulus quali variabili vengono influenzate mediante questo controllo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;h2&gt;Inserimento di Titoli e Branding&lt;/h2&gt; &lt;p&gt;&lt;img src="http://www.masternewmedia.org/images/Mogulus-branding-controls-200.jpg" alt="Mogulus-branding-controls-200.jpg" height="139" width="200" /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Mogulus&lt;/strong&gt;: Di tutto. Mogulus dà il meglio di sé facilitando quanto più possibile ai live video broadcaster l'inserimento di titoli, credit scorrevoli, ticker informativi, un logo del canale e molto altro; così potrai personalizzare completamente e inserire titoli in maniera professionale, proprio come nell'industria televisiva mainstream. Se non desideri che il tuo canale di live video streaming utilizzi queste funzioni avanzate, Mogulus possiede tutto ciò di cui tu hai bisogno in merito a questo e continua a migliorarsi ogni giorno che passa.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ustream&lt;/strong&gt;: Nulla. Ustream non offre nessuna funzione per inserire titoli mentre trasmetti, né offre modo di inserire il proprio brand sulle tue trasmissioni.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;h2&gt;Aggregazione Video&lt;/h2&gt; &lt;p&gt;&lt;img src="http://www.masternewmedia.org/images/mogulus-aggregation-playlist-300.jpg" alt="mogulus-aggregation-playlist-300.jpg" height="164" width="300" /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Mogulus&lt;/strong&gt;: Mogulus offre una funzionalità dedicata alla creazione e all'editing di playlist video. Le clip video possono essere sia caricate direttamente dal tuo computer o selezionate tra clip video già disponibili su YouTube. Questo consente a tutti i Mogulus broadcaster di compilare facilmente canali tematici di qualità con un numero a scelta di video clip pre-selezionate e di programmare con facilità la loro trasmissione in compilation pre-costituite.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ustream&lt;/strong&gt;: Niente.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;h2&gt;Funzionalità Per L'Interazione&lt;/h2&gt; &lt;p&gt;&lt;img src="http://www.masternewmedia.org/images/digital-interaction_id797452_size200.jpg" alt="digital-interaction_id797452_size200.jpg" height="143" width="200" /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ustream&lt;/strong&gt;: Per quanto riguarda l'interattività Ustream da tempo offre agli spettatori la possibilità di chat, di rating, di commento e di iscrizione ai diversi broadcaster mediante una serie di link facili da utilizzare su tutte le pagine web di ogni broadcaster presente su Ustream. Di recente Ustream ha aggiunto anche una funzione di sondaggio in diretta e un applausometro pensato per offrire agli utenti una funzione in tempo reale con la quale esprimere il loro apprezzamento per il video proprio mentre lo stanno guardando.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Mogulus&lt;/strong&gt;: Nessuna. Nessuna chat testuale, non ci sono i commenti o possibilità di rating o sondaggi, disponibili su Mogulus.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;h2&gt;Performance Del Servizio&lt;/h2&gt; &lt;p&gt;&lt;img src="http://www.masternewmedia.org/images/performance_id85282_size200.jpg" alt="performance_id85282_size200.jpg" height="131" width="200" /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ustream&lt;/strong&gt;: Storicamente, Ustream è sempre stato molto semplice, immediato e facile da utilizzare. La sua performance, tolto qualche aggiornamento del servizio che ha causato brevi pause ad Ustream nel passato, ha funzionato sempre molto bene. Rapido e di pronta risposta proprio come ci si aspetta. Non ha un'interfaccia pesante da caricare, nessun processo o codice complesso da far girare sui nostri computer.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Mogulus&lt;/strong&gt;: Mogulus si è costruito una cattiva reputazione per quanto riguarda performance e accessibilità, ed ora sta lavorando molto, soprattutto negli ultimi due mesi, per migliorare significativamente questi aspetti critici del suo servizio web-based di live video streaming. Nel passato, molti computer non possedevano le necessarie potenzialità hardware richieste da Mogulus e per questo i crash erano frequenti, ora le cose sembrano andare decisamente meglio. La performance di Mogulus è molto più elegante, e muoversi nell’interfaccia non da grosse problematiche.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;h2&gt;Modello di Business&lt;/h2&gt; &lt;p&gt;&lt;img src="http://www.masternewmedia.org/images/business-model_id4751131_size180.jpg" alt="business-model_id4751131_size180.jpg" height="205" width="180" /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ustream&lt;/strong&gt;: Gratuito. Mi meraviglio e mi chiedo come si ripagano per l'ottimo servizio che offrono; posso dire con sicurezza che non mi hanno chiesto nemmeno un euro per tutto quello che ho fatto utilizzando il servizio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Mogulus&lt;/strong&gt;: Gratuito al momento. In futuro diventerà a pagamento e chi vuole utilizzare il servizio dovrà pagare una tariffa commisurata al traffico generato e all'uso di banda. Sebbene Mogulus non abbia né pubblicato né ufficializzato il suo modello di business per il futuro, nella mia intervista a Max Haot, CEO di Mogulus e nei discorsi non ufficiali successivi che ho avuto con lui, mi ha confermato che Mogulus offrirà sia una opzione gratuita nella quale inseriranno un programma interno di annunci pubblicitari ogni tot minuti (soluzione che sicuramente io non accoglierò), ma anche una versione a pagamento basata sulla quantità di banda necessaria al tuo canale di live video streaming..&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;h2&gt;Community&lt;/h2&gt; &lt;p&gt;&lt;img src="http://www.masternewmedia.org/images/n3tv-it-mybloglog-community-340.jpg" alt="n3tv-it-mybloglog-community-340.jpg" height="62" width="340" /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ustream&lt;/strong&gt;: Ustream possiede buone funzionalità di community, interne al servizio stesso, sin dal momento del suo lancio. Si può commentare, iscriversi a uno o più broadcaster, fare rating, commentare e mandare messaggi diretti agli altri utenti. Sarebbe sicuramente apprezzata l'aggiunta di un widget visuale e condivisibile dai broadcaster per la loro community (tipo quello di MyBlogLog). Ustream deve poter fornire ad ogni broadcaster gli strumenti e le funzionalità mediante le quali migliorare il coinvolgimento, l'informazione e la capacità di stimolare il mercato del contenuto video con la propria community di ammiratori.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Mogulus&lt;/strong&gt;: Nessuna.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;h2&gt;Promozione Degli Show&lt;/h2&gt; &lt;p&gt;&lt;img src="http://www.masternewmedia.org/images/ustream-top-broadcasters-330.jpg" alt="ustream-top-broadcasters-330.jpg" height="122" width="350" /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ustream&lt;/strong&gt;: La newsroom editoriale dietro Ustream manca di un lavoro quotidiano di individuazione dei live show migliori da portare sulla home page di Ustream, ed anche la promozione, a proprie spese degli show migliori e più interessanti trasmessi dalla propria community. Sono sempre rimasto impressionato dalla capacità di Ustream di generare mercato e di promuovere la mia stessa programmazione senza che io abbia chiesto loro mai nulla in proposito. Sono sicuro però che non si adoperino per tutti allo stesso modo, ma li vedo estremamente aperti ai contributi degli utenti ed ai loro consigli e quindi se hai un ottimo show e vuoi promuoverlo su Ustream non devi far altro che farglielo sapere. Segui i link forniti sulla Ustream home page e guarda come altri broadcaster promuovono i loro show. Raccogli delle buone immagini o disegna un box promozionale per il tuo show e inviali ai ragazzi di Ustream. Saranno solo felici di dare visibilità a tutto ciò che è nuovo ed interessante. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Mogulus&lt;/strong&gt;: Mogulus ha una pagina "&lt;em&gt;Watch&lt;/em&gt;" nella quale puoi trovare   i suoi "&lt;em&gt;migliori&lt;/em&gt;" broadcaster. Sfortunatamente c'è poca promozione per i singoli broadcaster oltre ai post individuali che il Mogulus CEO Max Haot scrive di volta in volta sul &lt;a href="http://www.mogulus.com/blog/index.php"&gt;blog ufficiale di Mogulus&lt;/a&gt;. La pagina Watch è accessibile solo agli utenti registrati, cosa che Ustream non impone, invece.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;h2&gt;Condivisione – Distribuzione – Embed Player&lt;/h2&gt; &lt;p&gt;&lt;img src="http://www.masternewmedia.org/images/Mogulus-embed-player-code-280.gif" alt="Mogulus-embed-player-code-280.gif" height="132" width="280" /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ustream&lt;/strong&gt;: Un embeddable player standard, ridimensionabile a piacimento è sempre visibile per ognuna delle registrazioni video che completi su Ustream. Ustream mette a disposizione un pezzo di codice da copiare e incollare sulla tua pagina web. L'embedded player di Ustream ha uno sfondo trasparente, ed offre agli utenti il controllo audio ed il muting, il numero di utenti e l'opzione pausa per il video streaming.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Mogulus&lt;/strong&gt;: Mogulus permette di condividere e di includere il tuo canale video utilizzando un approccio simile a un widget, proprio come Ustream. L'embeddable player di Mogulus non è flessibile come quello di Ustream e richiede alcune impostazioni da configurare per farlo funzionare come desideri. E' praticamente impossibile registrare una clip nativamente con Mogulus durante un live stream e rendere poi il video disponibile su un altro sito per il video sharing come YouTube. Mogulus non offre il download dei file, e le registrazioni video complete possono essere utilizzate solo all'interno del canale Mogulus.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;h2&gt;Supporto&lt;/h2&gt; &lt;p&gt;&lt;img src="http://www.masternewmedia.org/images/help_id4682001_size150.jpg" alt="help_id4682001_size150.jpg" height="150" width="150" /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ustream&lt;/strong&gt;: Ottimo help e feedback immediato caratterizzano le persone del supporto di Ustream. Fanno di tutto per aiutarti e ascoltano apertamente tutti i feedback ed anche le critiche. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Mogulus&lt;/strong&gt;: Il team di supporto di Mogulus è responsabile e attento ai feedback ma sembra essere meno reattivo, e probabilmente ha troppe richieste da gestire. I suggerimenti tecnici e i consigli riguardanti le funzionalità che ho fornito loro in passato sono state sempre prese seriamente in considerazione e più di una volta i miei desideri sono stati esauditi mediante il rilascio di una nuova funzione di Mogulus. Nonostante queste ottime note, ho visto Mogulus saltare alcune scadenze, tempi di consegna e di programmazione del rilascio di alcune funzioni. Questo non vuol dire che non stiano facendo progressi, ma certamente segnala che almeno nel recente passato hanno dovuto affrontare moltissime questioni organizzative e di sviluppo. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;h2&gt;Quando E' Meglio Usare Mogulus E Quando E' Meglio Usare Ustream?&lt;/h2&gt; &lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Per i tuoi live show, con solo un presentatore,&lt;/strong&gt; nessuno può competere con  &lt;a href="http://www.ustream.tv/"&gt;Ustream&lt;/a&gt; secondo me.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Per live show in cui vuoi coordinare e trasmettere con reporter multipli&lt;/strong&gt; da posti diversi, niente è meglio di Mogulus.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Per aggregare video clip da fonti diverse&lt;/strong&gt; e per creare canali di contenuto video tematizzati con video non in diretta nessuno può battere &lt;a href="http://www.splashcast.net/"&gt;Splashcast&lt;/a&gt;, ma &lt;a href="http://www.mogulus.com/"&gt;Mogulus&lt;/a&gt; è il secondo in classifica.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Per fare live show in cui vuoi trasmettere video clip&lt;/strong&gt; di news, o contributi di altri utenti tra la tua introduzione e il tuo commento, Mogulus è lo strumento da adottare senza indugi.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Fonte: http://www.masternewmedia.org/it/video_internet_television/live-video-streaming/ustream-vs-mogulus-quale-servizio-di-live-video-streaming-miliore-20071009.htm&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-2221848307306237825?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/2221848307306237825/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=2221848307306237825&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/2221848307306237825'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/2221848307306237825'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2007/10/ustream-vs-mogulus-quale-servizio-di.html' title='Ustream vs. Mogulus: Quale Servizio Di Live Video Streaming E&amp;#39; Migliore?'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-8290277235540612653</id><published>2007-10-02T08:03:00.001+02:00</published><updated>2007-10-02T08:06:12.076+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='p2p'/><title type='text'>Radio Head, le major non ci servono e pagate quanto volete</title><content type='html'>&lt;div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"&gt;&lt;a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2078077"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;blockquote&gt;Uscirà ufficialmente il 10 ottobre il nuovo album dei Radiohead, intitolato In Rainbows, ma su Internet è già disponibile per la prevendita. L'anticonformista gruppo britannico, che viaggia senza contratto sin dalla pubblicazione del disco precedente, ha deciso di scavalcare la tradizionale catena di distribuzione e di mettere in vendita direttamente online il proprio lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono due i formati scelti da Yorke, Greenwood e compagni per la loro settima fatica. Il primo, destinato ai fan più affezionati, è un discbox contenente 18 nuove tracce sia su CD che su due vinili da 12" vecchio stile, oltre a foto, video e artwork vari. Il secondo è il download: non si conoscono ancora tutti i dettagli, visto anche il sonoro e deciso NO rifilato ad Apple e al suo iTunes Store, ma è soprattutto il prezzo a lasciare a bocca aperta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Radiohead In Rainbows e-shopNel carrello dell'e-shop realizzato per l'occasione, la voce relativa appare vuota, seguita da un punto interrogativo che rimanda ad un'altra pagina: "it's up to you" si legge, spetta a chi acquista decidere il prezzo. E per chi restasse perplesso, un nuovo punto interrogativo rimanda ad una terza pagina che ribadisce il concetto: "no really, it's up to you" ("no, guarda, tocca proprio a te"). In Rainbows è insomma in vendita a offerta libera: può bastare anche solo qualche centesimo per portarsi a casa i dieci nuovi brani originali. Non solo: se non si paga nulla e se l'album piace si può sempre tornare sul sito e lasciarci qualche soldo.&lt;br /&gt;Al download potranno accedere anche gli acquirenti del discbox - disponibile solo a partire da dicembre - e il cui prezzo invece resta fissato a 40 sterline (circa 57 euro, spese di spedizione comprese). Anche in questo caso, tuttavia, il meccanismo di distribuzione sarà molto originale: invece di rivolgersi agli usuali canali commerciali, sarà l'abituale concessionaria del merchandising della band a gestire la vendita e la consegna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scelta dei Radiohead suona come una sveglia alle grandi sorelle della musica. Non si tratta in assoluto di una novità, visto che già da tempo Magnatune e Jamendo battono questa pista: ma si tratta del primo caso in cui una band di primissimo piano, ritenuta anzi un punto di riferimento da molti giovani e dagli stessi musicisti, si spinge verso un certo tipo di modello distributivo. Se questo modello avrà successo si può già ora star sicuri che la mossa dei Radiohead sarà seguita a breve giro di disco anche da altre band e nomi di richiamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la bandCome ricorda Bob Lefsetz sulle pagine del suo blog, in passato c'erano stati altri artisti del calibro di Bruce Springsteen o dei Pearl Jam che avevano scelto di lavorare senza un contratto discografico: ma tutti, senza eccezione, avevano poi stretto un accordo con le major per la distribuzione della propria musica. Tutti, ad eccezione dei Radiohead: "Non è che vivano in un altro mondo - dice Bob - ma è che giocano con regole diverse".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa mossa, spiega, dimostra che è possibile agire al di fuori della prassi consolidata: "Ai Radiohead non interessa se la musica è gratis. Perché non credono lo sarà". I fan saranno probabilmente sempre disposti a pagare per quanto ascoltano, e coloro i quali invece si sarebbero rivolti ad un circuito P2P per ottenere la musica gratuitamente, sborseranno invece una piccola cifra simbolica per averla. Meglio di niente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le major hanno di che preoccuparsi? Probabilmente sì, visto anche quello che si legge sulle pagine di Time: "Se il miglior gruppo in circolazione non ci vuole tra i piedi - dice un anonimo dirigente di una grande etichetta europea - allora non sono sicuro che ci sia rimasto molto di questo business". E aggiunge un produttore statunitense, anche lui senza nome: "Se puoi pagare quanto ti pare per la musica della migliore band del mondo, perché dovresti pagare 10 euro o 99 cent per quella di qualcuno meno dotato?". E quei 99 cent sono un prurito girato ad Apple.&lt;br /&gt;Per Punto informatico - Luca Annunziata&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-8290277235540612653?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fertili.blogspot.com/feeds/8290277235540612653/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=33879687&amp;postID=8290277235540612653&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/8290277235540612653'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/8290277235540612653'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2007/10/radio-head-le-major-non-ci-servono-e.html' title='Radio Head, le major non ci servono e pagate quanto volete'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-1758831793568207146</id><published>2007-09-22T16:22:00.000+02:00</published><updated>2008-09-22T16:25:02.748+02:00</updated><title type='text'>Matters about on line games fever</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;span lang="EN-GB"&gt;Video poker is a casino game played on a computerized console similar in size to a &lt;a href="http://pachisloshop.com/"&gt;slot machine&lt;/a&gt;. Obviously, Internet is a good place to export this new fever.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-GB"&gt;There are some variations. Deuces Wild Video Poker is a variation of video poker in which all twos are wild, ie wild cards substitute for any other card in the deck in order to make a better poker hand.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-GB"&gt;Jacks or Better is the most common variation of video poker available. Payoffs begin at a pair of jacks or better. Full pay Jacks or Better is also known as 9/6 Jacks or Better; the 9 refers to the payoff for a full house and the 6 refers to the payoff for a flush. Full pay Jacks or Better has a theoretical return of 99.54 % when played with perfect strategy.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-GB"&gt;Bat what are the main problems of &lt;a href="http://pachisloshop.com/category/online-slots/free-online-slots/"&gt;online slots&lt;/a&gt;? “Problem gambling” is the first. It’s an urge to gamble despite harmful negative consequences or a desire to stop. The term is preferred to compulsive gambling, using for examples &lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-GB"&gt;&lt;a href="http://pachisloshop.com/category/online-slots/"&gt;slot machines&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-GB"&gt; or &lt;a href="http://pachisloshop.com/category/online-slots/slot-machine-games/"&gt;free slots&lt;/a&gt; among many professionals, as few people described by the term experience true compulsions in the clinical sense of the word.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-GB"&gt;Although the term gambling addiction is common in the recovery movement pathological gambling is considered to be an impulse control disorder.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-GB"&gt;Problem gambling is characterised by many difficulties in limiting money and/or time spent on gambling which leads to adverse consequences for the gambler, others, or for the community.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/33879687-1758831793568207146?l=fertili.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/1758831793568207146'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/33879687/posts/default/1758831793568207146'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fertili.blogspot.com/2007/09/matters-about-on-line-games-fever.html' title='Matters about on line games fever'/><author><name>tl.org</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-33879687.post-3570831099767885741</id><published>2007-09-19T08:07:00.001+02:00</published><updated>2007-11-30T11:57:30.294+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='web contro carta'/><title type='text'>Il futuro è segnato, New York Times gratis, proventi dalla pubblicità</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;h1 style='font-size: 26px;'&gt;&lt;img class='logo_
